Societá

Attivitá SIGG

Bollettino SIGG: Numero 10, Ottobre 2005


Direttore Responsabile
Nicola Ferrara

A cura di
Vincenzo Canonico
Tel. e fax 081 7464297
e-mail: vcanonic@unina.it

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Editoriale

Mancano pochi giorni al nostro Congresso Nazionale, la piú importante vetrina con la quale la geriatria si presenta al mondo esterno, ma soprattutto il luogo privilegiato di discussione e di elaborazione tra di noi. Perché il lavorio culturale di un anno, che si esprime in mille diverse occasioni di incontro (anche quelle piú formali, come i congressi delle sezioni regionali siciliana e veneta ai quali ho partecipato in questo mese), deve trovare nell´assise di tutti i geriatri il momento piú alto. I consensi che abbiamo ricevuto durante la preparazione del programma confermano che la SIGG esprime -in tutte le sue sfaccettature- la vera anima di coloro che si occupano degli anziani in Italia (senza specificazioni, perché la Societá da spazi paritari a chi si occupa di prevenzione, di cura e di riabilitazione, a chi dedica il proprio impegno professionale negli ospedali, nelle residenze o nel territorio, a chi si concentra sulla fragilitá e sulla non autosufficienza e a chi studia l´ ″healty aging″). Il nostro Congresso é aperto a tutti, con sincera amicizia, anche se la mia attenzione sará dedicata soprattutto ai giovani e alla loro preparazione professionale (ed umana). Qualcuno mi ha rimproverato di non aver dedicato sufficiente tempo alle vicende della ″politica societaria″. Per me é stata una scelta senza tentennamenti: privilegiare le centinaia di soci ed amici lontani dal potere, senza perdere troppo tempo nei ″corridoi″…

In questi giorni sono stato invitato a portare il saluto della SIGG al 106° congresso Nazionale della Societá Italiana di Medicina Interna. L´atmosfera, creata in particolare dal Presidente Mannucci, é stata di grande cordialitá e rispetto, anche se l´ambiente era solenne e si coglieva il senso di una storia ultracentenaria. Il mio intervento, che mirava a indicare le sinergie possibili tra le due societá per il progresso dell´assistenza, é stato discusso in uno spirito di collaborazione. La geriatria in questi anni ha aperto molte strade che ora anche altri percorrono, nel comune intento di curare gli anziani fragili. Peró i bisogni continuano a crescere e cambiare; vi é quindi sempre piú l´esigenza che la nostra specialitá trovi spazio nei vari luoghi di servizio, per esprimere, sperimentare e formalizzare atti di cura adeguati a nuovi e complessi bisogni.

Il 17 ottobre é stata celebrata la ″Giornata mondiale del rifiuto della miseria″. E´ opportuno collegare questa occasione alle altre due di settembre ed ottobre, cioé la giornata dell´Alzheimer e la festa dei nonni. Infatti nel corso della giornata del rifiuto della miseria é stata data una definizione di povertá (″é l´assenza di sicurezze che permettono alle persone e alle famiglie di far fronte ai propri impegni professionali, famigliari e sociali, e di usufruire dei propri diritti″) che si adatta particolarmente alla condizione di molti anziani. Purtroppo non sono pochi coloro che per malattia, solitudine, ignoranza o mancanza di supporti economici vivono nella paura del futuro, nella frustrazione per l´impotenza rispetto a compiti che non riescono ad espletare, nell´assenza di diritti  riconosciuti. La SIGG ha fatto proprie queste celebrazioni perché sente il dovere di dare una interpretazione unitaria alle diverse ″povertá″, partendo da presupposti culturali per  predisporre concretamente risposte unitarie al bisogno delle persone anziane piú deboli attraverso l´impegno clinico, educativo, di supporto sociale.

Marco Trabucchi

Mancano pochi giorni al nostro Congresso Nazionale, la piú importante vetrina con la quale la geriatria si presenta al mondo esterno, ma soprattutto il luogo privilegiato di discussione e di elaborazione tra di noi. Perché il lavorio culturale di un anno, che si esprime in mille diverse occasioni di incontro (anche quelle piú formali, come i congressi delle sezioni regionali siciliana e veneta ai quali ho partecipato in questo mese), deve trovare nell´assise di tutti i geriatri il momento piú alto. I consensi che abbiamo ricevuto durante la preparazione del programma confermano che la SIGG esprime -in tutte le sue sfaccettature- la vera anima di coloro che si occupano degli anziani in Italia (senza specificazioni, perché la Societá da spazi paritari a chi si occupa di prevenzione, di cura e di riabilitazione, a chi dedica il proprio impegno professionale negli ospedali, nelle residenze o nel territorio, a chi si concentra sulla fragilitá e sulla non autosufficienza e a chi studia l´ ″healty aging″). Il nostro Congresso é aperto a tutti, con sincera amicizia, anche se la mia attenzione sará dedicata soprattutto ai giovani e alla loro preparazione professionale (ed umana). Qualcuno mi ha rimproverato di non aver dedicato sufficiente tempo alle vicende della ″politica societaria″. Per me é stata una scelta senza tentennamenti: privilegiare le centinaia di soci ed amici lontani dal potere, senza perdere troppo tempo nei ″corridoi″…

In questi giorni sono stato invitato a portare il saluto della SIGG al 106° congresso Nazionale della Societá Italiana di Medicina Interna. L´atmosfera, creata in particolare dal Presidente Mannucci, é stata di grande cordialitá e rispetto, anche se l´ambiente era solenne e si coglieva il senso di una storia ultracentenaria. Il mio intervento, che mirava a indicare le sinergie possibili tra le due societá per il progresso dell´assistenza, é stato discusso in uno spirito di collaborazione. La geriatria in questi anni ha aperto molte strade che ora anche altri percorrono, nel comune intento di curare gli anziani fragili. Peró i bisogni continuano a crescere e cambiare; vi é quindi sempre piú l´esigenza che la nostra specialitá trovi spazio nei vari luoghi di servizio, per esprimere, sperimentare e formalizzare atti di cura adeguati a nuovi e complessi bisogni.

Il 17 ottobre é stata celebrata la ″Giornata mondiale del rifiuto della miseria″. E´ opportuno collegare questa occasione alle altre due di settembre ed ottobre, cioé la giornata dell´Alzheimer e la festa dei nonni. Infatti nel corso della giornata del rifiuto della miseria é stata data una definizione di povertá (″é l´assenza di sicurezze che permettono alle persone e alle famiglie di far fronte ai propri impegni professionali, famigliari e sociali, e di usufruire dei propri diritti″) che si adatta particolarmente alla condizione di molti anziani. Purtroppo non sono pochi coloro che per malattia, solitudine, ignoranza o mancanza di supporti economici vivono nella paura del futuro, nella frustrazione per l´impotenza rispetto a compiti che non riescono ad espletare, nell´assenza di diritti  riconosciuti. La SIGG ha fatto proprie queste celebrazioni perché sente il dovere di dare una interpretazione unitaria alle diverse ″povertá″, partendo da presupposti culturali per  predisporre concretamente risposte unitarie al bisogno delle persone anziane piú deboli attraverso l´impegno clinico, educativo, di supporto sociale.

Marco Trabucchi
M. Trabucchi

Malattie croniche, fragilitá e luoghi di cura

In questo numero diamo ampio spazio a problemi di cronicitá, di bisogni assistenziali e di formazione per operatori. Nel mese corrente sono stati elaborati alcuni documenti in proposito che meritano da parte nostra la massima attenzione. Il rapporto dell´Organizzazione mondiale della Sanitá illustrato da Angelo Bianchetti richiama l´attenzione sull´allarme dovuto al rapido espandersi delle patologie croniche nel mondo, che rappresentano la prima causa di morte ed il loro impatto non si arresterá se non con interventi specifici predisposti dai Governi e dalle Istituzioni sia pubbliche che private. Non é solo un problema di mortalitá in aumento o una necessitá impellente di diminuire la mortalitá, sappiamo bene che la cronicitá si accompagna spesso a disabilitá di vario grado, se la patologia o la pluripatologia non vengono affrontate correttamente, a necessitá di assistenza complessa, a costi aumentati, con risultati non sempre brillanti. Il problema principale é innanzitutto la prevenzione in etá pre-senile. E´ noto ad esempio che meno del 30% degli ipertesi viene curato adeguatamente, che piú del 50% dei diabetici ha livelli di emoglobina glicosilata superiori al 7%, che una piccola parte dei pazienti con cardiopatia ischemica mantiene livelli di colesterolo Ldl suggeriti dalle linee guida internazionali, che pochi smettono di fumare anche dopo un evento significativo. Il medico é solo una pedina di un sistema complesso che prevede sinteticamente organizzazione, coinvolgimento di paziente famiglia e comunitá, formazione ed informazione, integrazione delle cure primarie e secondarie, promozione della multidisciplinarietá. E´ sempre piú impellente la necessitá di incrementare i servizi sul territorio, di integrarli con quelli ospedalieri, di collegarli con l´Universitá per l´aspetto formativo. Ritornano in gioco i concetti di continuitá assistenziale, Rete dei Servizi, indicatori di qualitá, a tutti noi noti, che ogni realtá regionale o territoriale nel nostro paese ha sviluppato in questi anni con modelli diversi e non sempre raggiungendo i risultati sperati.
 Il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 che sará discusso dal Consiglio dei Ministri tra qualche giorno, di cui sono giá state diffuse alcune anticipazioni, é improntato su tre prioritá: prevenzione, cure primarie, razionalizzazione dei percorsi di diagnosi e cura e, per quanto riguarda gli anziani, alcune indicazioni del Piano riguardano un´assistenza personalizzata, l´istituzione del care manager, l´utilizzo di cartelle uniche per pazienti anche a domicilio, la continuitá di cure con equitá di accesso ed interventi di sollievo per le famiglie.
 Sul piano formativo si avverte la necessitá di un continuo aggiornamento professionale per tutte le categorie coinvolte nella cronicitá, numerosi sono gli eventi organizzati in tutto il territorio nazionale non solo per medici ma sempre piú spesso per operatori. E´ un segnale di crescita culturale, positivo sotto tutti gli aspetti. Per i giovani specializzandi geriatri é in corso da molti anni un dibattito sulle Scuole di Specializzazione, sul percorso formativo, sulla necessitá di coniugare formazione di tipo ospedaliero ed extraospedaliero. Nell´articolo del Prof. Salvioli leggiamo che il problema é discusso con i Docenti Universitari di Medicina Interna con accordo e disaccordo su alcune tematiche proposte per cui é necessario seguirne attentamente lo sviluppo, per evitare errori di percorso a danno della formazione dei piú giovani. L´impegno formativo della SIGG in tale ambito é altissimo, ne abbiamo parlato piú volte, ed al prossimo Congresso sono state previste numerose sessioni su cronicitá, fragilitá e luoghi di cura. Segnalo l´incontro con i geriatri territoriali organizzato per uno scambio di esperienze e per tracciare ipotesi di lavoro sul piano formativo, assistenziale e di ricerca clinica, elementi a mio avviso che devono coesistere anche in chi lavora sul territorio, é a contatto quotidiano con la cronicitá e fragilitá, e ″deve″ necessariamente occuparsi di prevenzione, che in molti casi ha grossa validitá anche in geriatria.

Vincenzo Canonico
V. Canonico

Un Decalogo per i Nonni

Questo decalogo é stato distribuito durante incontri organizzati per la festa dei nonni ed é stato ripreso da alcuni giornali. Si colloca sulla linea largamente diffusa nella nostra Societá che mira ad aumentare la libertá delle persone anziane dai limiti che si vorrebbero imporre loro. E´ lo stesso principio che porterá la SIGG ad organizzare in occasione del 2 ottobre 2006 la ″Giornata nazionale della formazione geriatrica″. Il modo migliore per esprimere gratitudine ″ai nonni″ é quello di essere meglio preparati nei diversi servizi di supporto alla loro libertá.

1) I nonni aspirano ad una vita normale, senza i limiti che tolgono la libertá di camminare sulle  strade perché insicure, di usare i trasporti perché inadatti, di spendere il tempo libero insieme  con agli altri, di consumare la giornata in attivitá significative per sé e per gli altri.
2) I nonni -non tutti- aspirano a continuare il lavoro che hanno fatto per decenni, fino a quando lo  desiderano. L´etá non é una barriera invalicabile per continuare a trovare soddisfazioni, a  guadagnare, a insegnare un mestiere. Tutti devono essere lasciati liberi di decidere; qualcuno  ama gli hobby, qualche altro non li ha mai coltivati e si sente ridicolo a iniziare a 70 anni!
3) I nonni aspirano a essere utili gli uni agli altri. Si rendono conto che molti obiettivi si possono  raggiungere solo aiutandosi tra anziani e quindi cercano la possibilitá di farsi reciprocamente del  bene, sia dentro la casa che fuori. Peró nulla é obbligatorio, a cominciare dal ruolo di nonni!  Tutto quello che viene piú o meno velatamente imposto é rifiutato ″dentro″, anche se si é  costretti a fingere soddisfazione.
4) I nonni possono fare sogni e, come tutti, talvolta riescono a realizzarli. Guai a chi pensasse di  togliere a chi non é piú giovane la speranza di percorrere un pezzo di strada nuova, di arrivare in  un posto diverso, di cambiare qualche cosa nella propria vita e in quella degli altri.
5) I nonni tengono alla loro salute, che si difende piú con atteggiamenti positivi che non con una serie di divieti e di imposizioni che tolgono la gioia delle piccole cose. L´attivitá fisica, una dieta equilibrata, una vita sociale ricca di relazioni sono piú utili di regole rigide, peraltro spesso inapplicate.
6) I nonni, come le persone di ogni etá possono essere sani o ammalati, sereni o tristi, forti o deboli, soli o in compagnia. Le condizioni negative sono infatti spesso conseguenza delle circostanze della vita e non un irrimediabile prodotto dell´etá.
7) I nonni vogliono essere trattati bene sempre, anche quando stanno male. Chiedono di non dover  fare file interminabili, di non dover aspettare mesi per un esame o una visita. Ma non é forse la  nostra l´epoca delle tecnologie della comunicazione e dell´informazione che permette di  organizzare molti servizi meglio che in passato?
8) I nonni vogliono essere trattati bene quando vanno dal medico e quando devono essere  ricoverati in ospedale. Perché ″invecchiare non é una malattia″ e quindi le malattie di ogni etá  sono uguali; ció che cambia é solo il modo di presentarsi e certe attenzioni nelle cure. Chi dice  solo ″accontentati, i tuoi malanni sono quelli della vecchiaia″ non ha a cuore la salute delle  persone.
9) I nonni vogliono essere trattati bene quando sono colpiti da malattie di lunga durata, che  possono provocare dolore e sofferenza. Per questo si affidano a chi ha cultura, esperienza e  sensibilitá geriatrica: in tutti i luoghi di assistenza vorrebbero mettersi nelle mani di chi sa  coniugare le conoscenze piú moderne in ambito medico con la capacitá di ascolto e di  comprensione.
10) I nonni vorrebbero talvolta -almeno un giorno all´anno- non essere piú chiamati cosí, ma solo  signora Luisa e signor Giovanni, come é stato per molti anni. Non per nascondersi, ma, anzi, per  mostrarsi come sono, senza etichette, con i diritti e doveri di sempre!


La Scuola di Specializzazione in Geriatria: cosa cambierá con il nuovo ordinamento?

Il Bollettino del Collegio dei Docenti Universitari di Medicina Interna (COLMED/09) ha riportato, nella sezione didattica, notizie riguardanti il riordino  delle Scuole di specializzazione (SS) dell´area medica (comprendente anche la ″classe″ Geriatria che ha 33 sedi); nel documento redatto dal Prof G. Realdi dell´Universitá di Padova (leggibile a: http://www.geriatria.unimo.it/Realdi.doc ) si tiene conto della raccomandata e stretta connessione degli ordinamenti didattici delle SS con gli obiettivi del servizio sanitario nazionale. E´ questa un´occasione fondamentale per  proposte concrete nel settore di nostro interesse, soprattutto le attivitá professionalizzanti della disciplina Geriatria rivolte all´assistenza, alla ricerca e alla didattica. Lo specialista in Geriatria trova frequente  occupazione nelle residenze per anziani (oltre 220.000 letti) o nei servizi destinati all´assistenza geriatrica. Le raccomandazioni relative ai contenuti del curriculum formativo delle SS in Geriatria sono da tempo leggibili al sito: http://www.sigg.it/areeattivita_dettaglio.asp?id=6 ; per quanto riguarda i risultati e le raccomandazioni riguardanti la tecnica fondamentale della Geriatria e cioé la valutazione multidimensionale geriatrica (VMG)  si veda:  http://www.sigg.it/vmd/index.htm. I Geriatri hanno avuto molte attenzioni ai contenuti professionalizzanti della loro attivitá didattica.
E´ nozione condivisa che, a causa dell´invecchiamento della popolazione, l´educazione medica richieda nuove conoscenze ed esperienze specifiche per affrontare i problemi demografici ed epidemiologici; in particolare le malattie cronico-degenerative spesso coesistenti e le loro  manifestazioni cliniche atipiche, la prevalenza della incapacitá funzionale con cadute, le risposte ai farmaci spesso avverse ed interazioni, il crescente impatto della compromissione cognitiva con frequenti episodi confusionali (quasi sempre non diagnosticati). I pazienti  anziani bisognosi di cure e di attenzioni importanti non sono peró soltanto nell´ospedale, ma vivono a domicilio oppure sono ospiti delle strutture di vario tipo (cure intermedie) che rappresentano setting esclusi dagli interessi della Medicina interna accademica. Le SS dell´area medica non devono basarsi sulla tradizionale medicina di attesa; se lo Specialista, come il Medico, si formano esclusivamente nell´Ospedale, é lí che il  cittadino sará indirizzato quando le sue condizioni  diventano precarie; nello schema riportato dal Prof.  Realdi non é prevista la formazione nei settori delle cure primarie e secondarie, fondamentali per la corretta gestione dei pazienti soprattutto se anziani.
Il futuro ordinamento della SS prevede su 5 anni, due di tronco comune dedicato all´acquisizione del sapere comune  e tre di qualificazione specifica; di 300 crediti formativi complessivi, ben 210 saranno dedicati alle attivitá professionalizzanti e caratterizzanti, prevalentemente pratiche e di tirocinio con la possibilitá da parte del medico di scegliere specifici percorsi formativi di approfondimento Nel biennio comune dovrebbe essere previsto l´approccio preciso al problema biologico e fisiologico dell´invecchiamento e alla dinamica della fragilitá e della disabilitá che presentano traiettorie ben riconoscibili a condizione peró che siano oggetto di osservazione in occasione di ricoveri ospedalieri o di consultazioni/consulenze occasionali: questa raccomandazione é rivolta a tutte le SS, anche quelle non mediche (anestesia, chirurgia, ortopedia, oculistica, neurologia, psichiatria ecc).
Sul citato Bollettino COLMED09 si richiamano aspetti solitamente ignorati come l´organizzazione sanitaria, i problemi demografici, i ″nuovi malati″ che sono gli anziani instabili e non autosufficienti con polipatologia, con elevata complessitá ecc. che occupano quasi il 50% delle giornate di degenza ospedaliera. Gli elementi innovativi ricordati dal Prof Realdi contrastano con la tendenza  ospedalocentrica dell´organizzazione che sembra si voglia conservare anche in futuro  alle  SS di tipo medico; unica nota positiva (per i Geriatri che ritengono fondamentale l´autonomia della SS in Geriatria) é il rilievo della necessitá di acquisire nella formazione competenze geriatriche per la gestione del paziente anziano ″fragile″; il rapporto piú costruttivo con la Geriatria richiede la disponibilitá di un portale di educazione geriatrica ondine a disposizione di tutti e perfezionabile nel tempo.  Nel documento del prof Realdi, al quale va riconosciuta un´effettiva sensibilitá ai problemi geriatrici, si fa  riferimento alla cartella clinica orientata per problemi; a questa potrebbe essere preferita la valutazione multidimensionale geriatrica  (VMG) che é l´essenza della Geriatria; i suoi elementi fondamentali sono ricordati nella tabella allegata. Sul Bollettino del COLMED/09 si rileva il crescente impatto delle difficoltá dell´iter che dal pronto soccorso porta il paziente al reparto dove  la degenza  termina con la dimissione che deve essere  rapida; una soluzione  potrebbe essere la VMG giá al pronto soccorso per indirizzare con  maggior appropriatezza alle unitá operative o ai servizi i pazienti  anziani con problemi medici multipli e con disabilitá piú o meno evidenti. 
Nel proposto programma di massima descritto dal Prof Realdi  le UO di Geriatria sembrano assimilate alle UO di Medicina interna:  l´accostamento non é condivisibile; la presenza della UO di Geriatria é raccomandata negli Ospedali perché é in grado di realizzare un trattamento multidisciplinare dei problemi dell´anziano ricoverato; la stessa UO ha quasi sempre collegamenti operativi effettivi con i servizi e strutture del territorio; il tutto eventualmente all´interno di un Dipartimento di Geriatria, ideale setting complessivo per un´efficace attivitá didattica e di ricerca. Non si deve dimenticare che durante il ricovero ospedaliero l´anziano perde una ADL nel 25-35% dei casi, il delirium si verifica nel 10-30%, l´incontinenza urinaria nel 40-50%; l´anziano é solitamente tenuto a letto andando incontro a processi di decondizionamento che rende problematica la stazione eretta e il cammino con possibili cadute; una settimana di allettamento induce la perdita del 10% della forza muscolare riducendo anche la risposta barocettiva soprattutto se si somministrano, come spesso succede, psicofarmaci: questi effetti sono ben noti e prevenuti nelle UO di Geriatria. La codifica ICD-9-CM dovrebbe  fare riferimento (ma non é cosí) anche ai codici che individuano disabilitá, problemi  assistenziali: cosí la scheda di dimissione ospedaliera farebbe  presagire una non facile gestione sanitaria e sociale post-ricovero.
Nella tabella, il prof. Realdi elenca le strutture e i servizi per realizzare la continuitá delle cure; questi offrono competenze e prestazioni delle quali l´accademia non si é mai interessata. Sui servizi nominati  la Geriatria propone di spalmare la VMG. Gli obiettivi di una buona medicina geriatrica saranno raggiunti se le strutture comunicheranno rapidamente fra loro (le liste di attesa dovrebbero essere citate come fattore di scarsa efficacia e qualitá!) fornendo prestazioni tempestive, differenziate e soprattutto qualificate.
L´impianto complessivo delle SS mediche  sembra ancora e insistentemente basato sul paziente all´ospedale. La realizzazione della continuitá assistenziale richiede un´organizzazione  che i Corsi di Laurea e le SS  devono insegnare e proporre con la competenza che deriva dalla ricerca e dalla sperimentazione. L´elenco riportato nella tab della comunicazione del Prof Realdi é avaro di proposte in questo senso; non si accenna alle banche dati necessarie per valutare nel tempo le modificazioni delle prestazioni e della capacitá funzionale di organi ed apparati (motilitá, equilibrio, funzioni cognitive) e nemmeno ad una  cartella clinica informatizzata. Credo che su questo punto il progetto didattico  sia  perfezionabile se si vogliono assecondare gli obiettivi e le esigenze del sistema sanitario nazionale. La formazione dello specialista in Geriatria é prevista anche fuori dall´ospedale (negli USA il medico qualificato come geriatra operava quasi esclusivamente nelle nursing home) dove si raccomanda l´utilizzazione di strumenti valutativo-diagnostici simili a quelli in uso negli altri setting; lo strumento ideale é  una cartella necessariamente informatizzata e in rete; essa soddisfa un ″aged defined model″ di assistenza geriatrica basato  sulla valutazione multidimensionale geriatrica (vedi tabella); essendo informatizzata, sará possibile l´accesso da ogni sede ai dati clinici e valutativi  eseguiti in precedenza: l´implementazione di questa metodologia di lavoro é la base della continuitá assistenziale.
Un  Collegio autorevole come quello MED09, comprendente anche i Geriatri, non puó ignorare l´ageismo e i problemi provocati dalle previste modificazioni epidemiologico-demografiche. E´ auspicabile un indirizzo manageriale con investimento di risorse intellettuali per realizzare ed insegnare un efficiente sistema di cura e di assistenza: é l´obiettivo didattico comune delle SS dell´area medica in cui alla Geriatria é affidato il compito di formare Medici capaci di gestire il paziente anziano nei vari settori del SSN. La metodologia geriatrica é preziosa ed esportabile, riduce gli errori, le omissioni e consente un´effettiva continuitá e qualitá delle procedure curative ed assistenziali.
E´ pertanto augurabile che  la Geriatria  trovi spazi adeguati e autonomi sia nel Corso di laurea che nelle SS per riuscire nell´intento di portare la Medicina interna  accademica fuori dagli ospedali conferendole la globalitá richiesta dalla realtá sanitaria. L´invecchiamento della popolazione richiede profondi mutamenti e nuovi obiettivi in campo medico; sono necessarie maggiori conoscenze biologiche dell´invecchiamento, c´é bisogno di un numero maggiore di operatori reclutabili da altri settori,  che sappiano utilizzare i principi della medicina geriatrica;  per tutto questo si deve influenzare la leadership sanitaria affinché piú risorse di ogni tipo siano riservate al problema sanitario degli anziani.
E´ evidente che i Geriatri da soli non riusciranno a realizzare questi obiettivi accademici sia nelle SS che nei Corsi di laurea medico-sanitari; serve l´aiuto dei Colleghi MED09.

Tabella: Modello di  approccio al paziente anziano

Valutazione multidimensionale geriatrica - serve a definire:
     salute:  diagnosi e prognosi
     funzione:  fisica e mentale
     bisogni: in base alla compromissione funzionale
     risorse:  famiglia, ambiente, sociale, finanze
     necessitá assistenziali
   
Obiettivi delle cure: cosa desidera il paziente? cosa si puó fare?  quale é il setting di cura piú idoneo?

Piano di cure e gestione del paziente:
      obiettivi?
      modificazioni della terapia farmacologia e non farmacologica
      Interventi protesici (per ridurre la richieste ambientali)
      multidisciplinarietá dell´intervento
      importanza dell´infermiere e del caregiver

Revisione regolare nel tempo della terapia e del setting :
      c´é progresso? Cosa é cambiato? Nuove proposte come  il trasferimento ad altro setting
      La cartella informatizzata online consente decisioni piú rapide e qualificate

Indipendentemente dal setting; é necessaria la collaborazione diretta con i riabilitatori e il personale infermieristico preparato ai problemi degli anziani (non sempre é cosí).
Quelle riportate in questa tabella sono le attivitá professionalizzanti che caratterizzano la Geriatria e la sua SS e che individuano le attivitá specifiche del Geriatra nei vari setting assistenziali

Gianfranco Salvioli
G. Salvioli

La lotta alle malattie croniche: un obiettivo per l´Organizzazione Mondiale della Sanitá

Siamo abituati a pensare che le malattie croniche siano un problema che affligge i sistemi sanitari dei paesi ricchi ed opulenti, quale conseguenza dell´efficace lotta a molte malattie acute e dell´assunzione di stili di vita che ne favoriscono lo sviluppo. Un rapporto dell´Organizzazione Mondiale della Sanitá reso disponibile il 5 ottobre (dal titolo ″Preventing Chronic Diseases: a vital investment″- ″La prevenzione delle malattie croniche: un investimento fondamentale″) ci ricorda invece che l´80% delle persone affette da malattie croniche quali cardiopatie, stroke, cancro, malattie respiratorie e diabete, vivono in paesi con basso o medio reddito (il documento non affronta volutamente le malattie neurodegenerative e le malattie mentali per le quali viene fatto riferimento ad una precedente pubblicazione: The world health report 2001. Mental health: new understanding, new hope. Geneva. WHO, 2001). Complessivamente l´OMS stima che dei 58 milioni di morti attesi nel 2005 circa 35 milioni saranno il risultato di malattie croniche. Perció le malattie croniche sono oggi la principale causa di morte degli adulti sostanzialmente in tutti i paesi del mondo e si ipotizza che nei prossimi dieci anni vi sia un ulteriore incremento del 17%. La lotta alle malattie croniche rappresenta pertanto un obiettivo prioritario per tutti i sistemi sanitari e richiede un aumento degli investimenti per la prevenzione e il controllo di queste condizioni.
Il rapporto Oms fornisce i dati relativi a nove Paesi: Brasile, Canada, Cina, India, Nigeria, Pakistan, Russia, Gran Bretagna e Tanzania.
E´ interessante, ad esempio, osservare come in Nigeria, uno dei paesi africani maggiormente popolati, in cui malattie infettive quali AIDS, malaria, tubercolosi sono tuttora endemiche, si ritiene che nel 2015 la principale causa di morte saranno le malattie croniche. In questo paese il 35% delle donne é attualmente in sovrappeso e nel 2010 questa proporzione salirá al 44%. Oltre un miliardo di persone, nel mondo, sono oggi sovrappeso o obese, e l´Oms prevede che questo numero salirá a 1,5 miliardi entro il 2015, se non si prendono contromisure immediate. In Cina si stima che 300 milioni di adulti maschi siano fumatori e 160 milioni siano ipertesi; il 20% dei giovani fra 7 e 17 anni che vivono in aree urbane sono sovrappeso od obesi. In tutti i paesi del mondo vi é un forte legame fra povertá e sviluppo di malattie croniche.
L´OMS dá anche nuove proiezioni dell´impatto economico delle malattie croniche. Per esempio, in Cina, India e Russia miliardi di dollari potrebbero andare perduti nei prossimi dieci anni a causa di queste patologie. La stima delle perdite totali, solo nel caso della Cina, tra il 2005 e il 2015, é pari a 558 miliardi di dollari, a 236 per l´India e a 303 per la Russia.
Nel suo rapporto, l´Oms si pone un nuovo obiettivo globale: ridurre il trend stimato di morte per malattia cronica del 2% ogni anno fino al 2015. Questa riduzione potrebbe evitare la morte di 36 milioni di persone nei prossimi dieci anni, metá delle quali altrimenti morirebbe prima di aver compiuto 70 anni.
Tuttavia, la risoluzione di questi problemi non é sotto il controllo di un unico settore: é quindi necessario il coinvolgimento di tutte le strutture governative, dell´industria privata, della societá civile e delle comunitá che devono collaborare congiuntamente.
Nella maggioranza dei casi, i fattori di rischio delle malattie croniche sono pochi, conosciuti e prevenibili. Tre dei piú importanti sono una dieta inadeguata, la scarsa attivitá fisica e il consumo di tabacco. Globalmente, questi fattori di rischio stanno aumentando soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Le popolazioni infatti tendono a convertire la propria dieta sempre piú verso una alimentazione ricca di grassi e di zuccheri, mentre al tempo stesso le situazioni abitative e lavorative inducono a ridurre notevolmente l´attivitá fisica. L´aumento di attivitá di marketing e di vendita di tabacco e sigarette nei Paesi a basso e medio reddito comporta una crescente esposizione ai rischi da fumo.
Nel rapporto, vengono discusse le numerose conoscenze, su basi di provata evidenza, relative a misure poco costose ed efficaci che consentono rapidi miglioramenti dello stato di salute e per le quali i benefici sono ben superiori ai costi. Tra gli esempi citati: la riduzione di sale nei cibi lavorati, il miglioramento dei pasti scolastici, la tassazione di tabacco e derivati, che tra l´altro non solo abbatte i costi ma addirittura aumenta le entrate per i governi che la introducono.
Nel documento dell´Oms l´utilizzo del termine ″malattia cronica″ viene preferito a quello di ″malattia non trasmissibile″ e di ″malattia legata allo stile di vita″ perché rende meglio ragione del fatto che i fattori di rischio richiedono anni o decadi per manifestarsi in termini di malattia, che proprio per questo le opportunitá di prevenzione sono possibili ad ogni etá, che la prevenzione e il trattamento stesso richiedono tempi lunghi e che, infine, le risposte a queste malattie richiede una integrazione con i servizi per le malattie acute e infettive. Le malattie croniche si manifestano principalmente nel soggetto anziano, ma l´approccio a queste condizioni deve riguardare tutte le epoche della vita.
Il documento sottolineando come la cronicitá rappresenti la vera sfida alla sanitá dei prossimi anni rafforza, in modo certamente implicito, chi, come i geriatri, si occupa in prima linea di questa tipologia di malati e delle complesse problematiche di gestione. A questa sfida dobbiamo essere sempre piú preparati.
Il documento si puó scaricare nella versione originale all´indirizzo: http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2005/pr47/en/index.html)

Angelo Bianchetti
A. Bianchetti

Ripensiamo al rapporto con gli infermieri

Sono stato invitato al XIV Congresso Nazionale dell´IPASVI per partecipare ad una tavola rotonda dal titolo: ″Percezione, immagine, aspettative sociali: l´infermiere nella societá contemporanea″. Ho ricevuto un´accoglienza calorosa ed ho espresso il punto di vista esigente della geriatria sulle aspettative rivolte alla professione infermieristica e sulla collaborazione tra medico e infermiere per la cura e le cure delle persone anziane. Non voglio in questa sede soffermarmi sui contenuti della tavola rotonda, peraltro di alto livello, ma riferire l´impressione forte che mi ha fatto l´aggressivitá e il rifiuto nei riguardi dei medici (non verso chi scrive, che peraltro puó vantare una storia quasi ventennale di collaborazione e di reciproco rispetto con la professione infermieristica; si veda la sezione di nursing geriatrico del Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia) da parte di un´assemblea compatta di oltre 5000 infermieri. La SIGG si puó in qualche modo considerare immune da critiche troppo pesanti, perché é stata una delle prime societá scientifiche ad aprirsi ad altre professioni di cura (lascio, a questo proposito, in ereditá ai miei successori un caldo appello perché la rappresentanza delle diverse professionalitá negli organi societari possa essere aumentata, cosí come lo spazio per contenuti scientifici all´interno delle diverse attivitá congressuali e degli organi di stampa della societá); il fenomeno peró ha dimensioni molto piú vaste.
Perché una tale aggressivitá nei riguardi dei medici? Sarebbe superficiale in questa sede qualsiasi analisi, che rimandiamo ad un prossimo serio studio sulla condizione delle relazioni medico-infermiere. Ma alcune domande si possono porre sin da ora: abbiamo mai pensato al fatto che la formazione universitaria infermieristica é fatta senza rispettare una vera autonomia culturale della professione? Quante cattedre di scienze infermieristiche vengono occupate da universitari falliti in altri concorsi? Quanto spazio lasciamo agli infermieri anche in ambiti che dovrebbero essere loro propri? Quanti sforzi abbiamo fatto, nei servizi geriatrici e della continuitá delle cure, per definire assieme agli infermieri le reciproche competenze? Queste e molte altre motivazioni sono alla base di un disagio fortissimo, che si esprime in forma civile, ma che non puó non impressionare. Invito quindi tutti i nostri iscritti a non trascurare il problema, che potrebbe in un prossimo futuro portare a conflitti gravi, con un danno certo per i nostri pazienti che non possono rinunciare né al lavoro del medico né a quello dell´infermiere, possibilmente condotti in armonia.

Marco Trabucchi


Saluto ai Soci del Prof. Bergamini

Carissimi,
E´ giunto il tempo di accomiatarmi. Prima o poi tutte le cose hanno fine, e le cose belle non fanno eccezione.
Siamo al termine dell´impegno che mi fu dato dalla SIGG, di seguire lo sviluppo della sezione di Biogerontologia.
Sono stati anni esaltanti. Grazie alla vostra passione, la ricerca italiana in questo settore é tra le prime del mondo. Confesso che mi rattrista un po´ esser divenuto vecchio e meno utile.
Mi consola peró sapere che candidato alla mia successione é Patrizio Odetti, persona squisita e ricercatore stimato a livello internazionale per la mirabile capacitá di coniugare le anime clinica e biologica che danno vita e originalitá al nostro pensiero scientifico.
A lui vada, pubblicamente, tutta la mia stima e il mio augurio di successo.
A voi tutti il mio ringraziamento per questi anni felici, e i piú fervidi auguri.
Cordialmente

Ettore Bergamini
E. Bergamini

Notizie dalla Segreteria

Il 18 ottobre é stato presentato a Roma presso la regione Lazio il ″Rapporto sullo stato di salute della popolazione anziana del Lazio Anno 2003″. E´ una pubblicazione di grande interesse perché l´Agenzia di Sanitá Pubblica della regione é l´unica che, assieme a quella Toscana, abbia prodotto in questi anni dati significativi riguardo ai servizi dedicati agli anziani. Si tratta invece di un modello di studio che dovrebbe diffondersi in ogni area del paese dove si volessero realmente monitorare la condizione degli anziani fragili, in particolare nel momento di contatto con i servizi.
Copie del Rapporto saranno in distribuzione a Firenze nel corso del nostro 50° Congresso Nazionale.





L´AGER, associazione per la ricerca geriatrica e lo studio della longevitá, desidera segnalare che sul proprio sito www.ageronline.it é scaricabile il software Diager elaborato dal prof. Carlo Vergani in collaborazione con il dr. Maurizo Corsi ed il prof. Tiziano Vecchiato.
Tale software consente di effettuare ed aggregare in un ″diagramma polare″ numerosi test per una valutazione multidimensionale del soggetto anziano che tiene in considerazione lo stato organico, funzionale e cognitivo, l´apporto familiare  e i fattori socio-ambientali e relazionali che incidono sulla salute.
Il diagramma polare consente, inoltre, di verificare nel tempo le condizioni generali della persona e di valutare i risultati ottenuti.
AGER, da 10 anni impegnata  in Lombardia con lo scopo di identificare i bisogni-socio sanitari degli anziani e di dare le risposte piú idonee per migliorarne la qualitá di vita, ritiene particolarmente utile segnalare ai geriatri questo valido e moderno ausilio per la gestione del paziente anziano.





Il Dott. Giuseppe De Tommaso dell´INRCA di Ancona é stato eletto Presidente della Sezione Marche della SIGG.



Crediti ECM assegnati al Congresso ed ai Corsi SIGG di novembre

VI°Corso Nursing
Firenze, 10.11.05 1945-216978 Accreditato Assistente Sanitario
11 CREDITI

VI°Corso Nursing
Firenze, 10.11.05 1945-216979 In attesa Fisioterapista

VI°Corso Nursing
Firenze, 10.11.05 1945-216980 Accreditato Infermiere
10 CREDITI

IV°Corso Riabilitazione
Firenze, 10.11.05 1945-216989 Accreditato Medico Chirurgo
8 CREDITI

IV°Corso Riabilitazione
Firenze, 10.11.05 1945-216990 Accreditato Psicologo
7 CREDITI

IV°Corso Riabilitazione
Firenze, 10.11.05 1945-216991 Accreditato Educatore Professionale
9 CREDITI

IV°Corso Riabilitazione
Firenze, 10.11.05 1945-216992 Accreditato Fisioterapista
7 CREDITI

IV°Corso Riabilitazione
Firenze, 10.11.05 1945-216993 Accreditato Infermiere
8 CREDITI

IV°Corso Riabilitazione
Firenze, 10.11.05 1945-216994 Accreditato Logopedista
7 CREDITI

IV°Corso Riabilitazione
Firenze, 10.11.05 1945-216995 Accreditato Tecnico educazione e riabilit.psichiatr
7 CREDITI

IV°Corso Riabilitazione
Firenze, 10.11.05 1945-216996 Accreditato Terapista occupazionale
8 CREDITI

50° CONGRESSO
I.a parte
Firenze, 9-10.11.05 1945-217229 Accreditato Medico Chirurgo
12 CREDITI

50° CONGRESSO
I.a parte
Firenze, 9-10.11.05 1945-217230 Accreditato Psicologo
9 CREDITI

50° CONGRESSO
II.a parte
Firenze, 11-13.11.05 1945-217397 Accreditato Medico Chirurgo
17 CREDITI

50° CONGRESSO
II.a parte
Firenze, 11-13.11.05 1945-217398 Accreditato Psicologo
12 CREDITI

I°Corso Psicologi
Firenze, 12.11.05 1945-216970 Accreditato Psicologo
6 CREDITI

I°Corso Psicologi
Firenze, 12.11.05 1945-216969 Accreditato Medico Chirurgo
7 CREDITI


I Soci scrivono

Sezione Regionale Siciliana

Il 24 settembre u.s. presso l´Hotel Nettuno di Catania ha avuto luogo il corso interattivo di aggiornamento su ″Problemi di antibioticoterapia nel paziente anziano critico″, coordinato dal Prof. Marco Trabucchi e organizzato dallo scrivente in collaborazione con l´Accademia Nazionale di Medicina.
Il corso ha goduto del patrocinio della Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria, dell´Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Catania, dell´Azienda Unitá Sanitaria Locale n.3 di Catania. I lavori sono stati aperti dallo scrivente, che ha portato i saluti del Presidente nazionale della SIGG, Prof. Marco Trabucchi, e del Direttore Generale dell´AUSL 3 di Catania, Dott. Antonio Scavone.
Insieme ai Proff. Domenico Cucinotta e Filippo Drago sono stati trattati temi inerenti le problematiche del paziente anziano critico e le infezioni maggiormente frequenti nonché i principi per una corretta antibioticoterapia.
Gli argomenti svolti sono stati oggetto di vivace dibattito, con interrogazioni puntuali e precise da parte dell´uditorio ai docenti.
Nella seduta pomeridiana sono stati organizzati gruppi di lavoro per la presentazione di casi clinici di PAC con malattie infettive che sono stati discussi successivamente in seduta plenaria, suscitando ulteriore interesse.


Organizzato dal Dott. Michele Trimarchi Direttore della U.O. di Geriatria e Lungodegenza della Azienda Ospedaliera Umberto I° (EN), si é svolto ad Enna nei giorni 14-15 ottobre  il 30° Congresso della Sezione Regionale Siciliana della Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria.
I lavori hanno avuto inizio nel pomeriggio del 14; nella cerimonia inaugurale hanno preso la parola il Sindaco di Enna, il Direttore Sanitario ed il Direttore Generale dell´Azienda Ospedaliera; il Presidente della Sezione Regionale SIGG Santo Branca ha presentato il Prof. Marco Trabucchi Presidente Nazionale della SIGG che  ha  tenuto una lettura magistrale sul tema:  ″Il paziente anziano nell´Ospedale moderno″.
Sono seguite  relazioni dei D.ri Vincenzo Vassallo e Michele Trimarchi  imperniate sulle piú recenti acquisizioni nel campo del diabete e sulla sindrome plurimetabolica. La seduta ha avuto come conclusione la lettura del Prof. Mario Barbagallo Direttore della Scuola di Specializzazione in Geriatria dell´Universitá di Palermo dal titolo″Valutazione Multidimensionale dell´anziano″
Nella giornata del 15 si sono avute le relazioni del Prof. Vittorio Nicita Mauro  Direttore della Scuola di Specializzazione di Geriatria dell´Universitá di Messina sul tema ″Tabagismo invecchiamento e longevitá″, del Prof. Sergio Siragusa  dell´Universitá di Palermo sul tema ″Rischio cardio-embolico nel paziente anziano critico″, del Prof. Domenico Maugeri Direttore della Scuola di Specializzazione di Geriatria  dell´Universitá di Catania sul tema ″Osteoporosi oggi″ ed infine quella  del Prof. Santo Branca dal titolo ″Dai grandi trials alla pratica clinica: nuovi target terapeutici nella prevenzione cardio-vascolare del  PAC″.
Il congresso ha avuto notevole successo sia perché si sono alternati temi di carattere clinico-assistenziale riguardanti il paziente anziano ed alcuni aspetti della sua criticitá,  sia per lo spessore dei relatori; l´uditorio, piuttosto folto ed attento, costituito da Geriatri provenienti da tutta l´Isola da Specializzandi delle varie scuole isolane nonché da medici di Medicina Generale, ha partecipato a tutta la manifestazione scientifica sviluppando ampi dibattiti a conclusione di ogni relazione.

Santi Branca



Recensione libri

Moyra Jones: Gentlecare. Un modello positivo di assistenza all´Alzheimer
Edizione italiana a cura di Luisa Bartorelli. 
Carocci Faber. Pagine 351. .29,00.


Gentlecare rappresenta un approccio alternativo alle cure per la persona affetta da demenza. Sulla base di una comprensione profonda delle peculiaritá della malattia e del tipo di disabilitá che essa provoca, il modello di assistenza proposto riesce a cogliere e valorizzare le abilitá ancora presenti nel malato, tenendo conto anche della sua storia personale e dei suoi desideri, perseguendo l´obiettivo del suo benessere con un sistema in grado di sostenerlo, senza sfidarlo.
Infatti, per Moyra il benessere é rappresentato dal miglior livello funzionale possibile percepito soggettivamente, in assenza di stress; per conseguirlo é necessario che competenza, consapevolezza, affettivitá, creativitá e senso pratico si combinino in un programma di assistenza personalizzato, che affianca il malato e chi lo assiste nel pur doloroso sentiero che sono costretti a compiere.
Tale é il significato di Gentlecare, parola che di proposito non é stata tradotta nell´edizione italiana, per non perderne l´efficacia e l´immediatezza che puó avere sugli operatori dedicati. Molti di loro giá concepiscono e aderiscono nelle intenzioni a tale modello, ma lo praticano spesso in modo disgregato, quindi scarsamente misurabile nell´efficacia; nel testo esso viene invece ordinato e codificato in tante azioni e interventi, anche i piú apparentemente semplici, ma sicuramente innovativi nei riguardi delle procedure consuete delle istituzioni.
Moyra, fortemente coinvolta emotivamente a causa della malattia del proprio padre, fa emergere il mondo reale, che si intravede attraverso le singole storie, al di lá degli schemi e delle indicazioni, che arricchiscono il libro: un modo di mettersi coraggiosamente sempre dalla parte del malato, ma anche di andare incontro alle ragioni degli operatori e dei caregiver.
L´impianto del libro, che segue la triade protesica "spazio - persone - programmi", comprende sei parti, (piú un prologo e un epilogo), che possono essere lette anche separatamente, ma che messe insieme vanno a costituire il puzzle del Gentlecare.
Un testo destinato in modo specifico agli operatori dei nuclei Alzheimer, delle RSA, delle case di riposo o di lungodegenza, ma anche a tutti coloro che sono coinvolti nella vita delle persone affette da demenza e che ne vogliono migliorare la qualitá; sará facile comunque a tutti gli addetti ai lavori trasferire i concetti, gli intendimenti e le buone pratiche ai servizi domiciliari e semiresidenziali.
L´augurio é  che questo libro aiuti tutti loro a risolvere i problemi che via via si presentino, ma che soprattutto inneschi un clima di comprensione e di condivisione del lavoro, che sono le caratteristiche del modello che ora viene proposto ai lettori italiani.


CONGRESSI/CONVEGNI

I° CONGRESSO  ISPANO-AMERICANO DI PSICOGERIATRIA
Buenos Aires, 3-5 Novembre 2005
http://weblog.maimonides.edu/gerontologia/congreso/

Centro Regionale di Riferimento per il Coordinamento del Sistema Epidemiologico Regionale
LA PREVENZIONE DELLE INFEZIONI NELLE STRUTTURE SANITARIE DELLA REGIONE VENETO: I PROGETTI REGIONALI E LE ESPERIENZE LOCALI
Castelfranco Veneto  18 Novembre  2005
Per informazioni: Dr. Paolo  Spolore
tel. 0423/732790 fax. 0423/732791
www.ser-veneto.it
Societá Italiana di Psicosintesi Terapeutica Istituto di Psicosintesi
LA PERSONA MALATA DI DEMENZA. SGUARDO MULTIDIMENSIONALE ATTRAVERSO LA COMPLESSITA´
Firenze 2 dicembre 2005
Segreteria Organizzativa  SIPT- Firenze - tel e fax 055/570140
Associazione Italiana Psicogeriatria Sezione Regionale Campana
CORSO DI FORMAZIONE ECM: ″CUORE E CERVELLO NEL PAZIENTE ANZIANO″
Napoli 9 - 10 Dicembre 2005
Segreteria Scientifica: Vincenzo Canonico
 tel e fax 081/7464297 e-mail: vcanonic@unina.it
Segreteria Organizzativa: G&G Congressi Roma
Tel. 06 5043441 - fax 06 5033071 e-mail: congressi@gegcongressi.com
Quarte Giornate Geriatriche Novaresi
INVECCHIAMENTO CEREBRALE TRA NORMALITÁ E PATOLOGIA: IL MODELLO DI CURA DELLA MEDICINA DELLA COMPLESSITÁ. UNA PROPOSTA DELLA GERIATRIA PER IL SSN
Novara 15 - 17 dicembre 2005
Segreteria Scientifica : S.C. Geriatria  Novara tel-fax 0321 3734814 -e-mail: Aldo.Biolcati@Maggioreosp.Novara.It
Segreteria Organizzativa : Aima Novara  tel-fax 0321 442084
e mail: Aima.Novara@Inwind.It
Istituto di Scienza dell´Alimentazione dell´Universitá di  Roma "La Sapienza" - l´International Academy of Nutrition and Aging
Simposio Internazionale ″OBESITY IN THE ELDERLY″
Roma, 26-28 Gennaio 2006
http://www.uniroma1.it/scialim - valeria.delbalzo@uniroma1.it
GERIATRIC CLINICAL MANAGEMENT IN EUROPE
Ostend 16-18 febbraio 2006
www.iag-er.org  
9TH INTERNATIONAL GENEVA/SPRINGFIELD SYMPOSIUM ON ADVANCES IN ALZHEIMER THERAPY
Ginevra 19-22 Aprile 2006
www.siumed.edu/cme
AFFECTIVE, BEHAVIORAL AND COGNITIVE DISORDERS IN THE ELDERLY - ABCDE
Bologna 15-17 giugno 2006
Segreteria Scientifica: ABCDE Tel: 339 6316166 Fax: 051 63 62262
 www.gegcongressi.com/abcde e-mail: abcde@aosp.bo.it
 Segreteria Organizzativa:
G&G International Congress  Roma
Tel: 06 5043441 Fax: 06 5033071
e-mail: congressi@gegcongressi.com - www.gegcongressi.com
VIth EUROPEAN CONGRESS of GERONTOLOGY
Saint Petersburg, Russia July 5 - 8, 2007
Organizing Secretariat
St. Petersburg Institute of Bioregulation and Gerontology
3, Dynamo Prospect,
197110 St. Petersburg, Russia



Il nostro 50° Congresso Nazionale!
Un´occasione per ricordare e per costruire
Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria
50° CONGRESSO NAZIONALE SIGG
″LA GERIATRIA ITALIANA:
50 ANNI ALLA RICERCA DEL NUOVO″

Firenze  9-13 novembre 2005
6° CORSO MULTIPROFESSIONALE DI NURSING
″L´INFERMIERE IN GERIATRIA:
UN RUOLO CENTRALE NELLA CONTINUITÁ ASSISTENZIALE″
Firenze 10-12 novembre 2005
4° CORSO DI RIABILITAZIONE COGNITIVA
″PLASTICITÁ NEURONALE, PREVENZIONE E RIABILITAZIONE COGNITIVA
DELLE PATOLOGIE NEURODEGENERATIVE″

Firenze 10-11 novembre 2005
1° CORSO PER PSICOLOGI
″LA PSICOLOGIA E LO PSICOLOGO DI FRONTE AI GRANDI TEMI DELLA TERZA ETA´ ″

Firenze 12-13 novembre 2005
Segreteria Scientifica: SIGG -Via G.C. Vanini 5 - 50129 Firenze
Tel.055 474330 - Fax 055 461217 - e-mail: sigg@sigg.it - www.sigg.it
Segreteria organizzativa: G&G International Congress Roma
Tel. 06 5043441 - fax 06 5033071 e-mail: congressi@gegcongressi.com