Societá

Attivitá SIGG

Bollettino SIGG: Numero 12, Dicembre 2005


Direttore Responsabile
Nicola Ferrara

A cura di
Vincenzo Canonico
Tel. e fax 081 7464297
e-mail: vcanonic@unina.it

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Editoriale

E´ l´ultimo editoriale che ho l´onore di scrivere per il bollettino mensile della Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria.

In questo numero é riportata la relazione conclusiva della mia presidenza, presentata al Consiglio direttivo allargato del 12-13 dicembre. Il lettore vi trova un "riassunto morale" del lavoro che ho svolto ed una programmazione delle attivitá future, definita assieme a Roberto Bernabei che mi succede tra pochi giorni e a Niccoló Marchionni, il presidente eletto. Nel bollettino di gennaio potrete trovare la struttura operativa della Societá, come verrá al piú presto definita dal nuovo Consiglio Direttivo.

A me non resta, quindi, che ringraziare i soci per l´onore che mi hanno concesso in questi due anni: un´esperienza bellissima, i cui aspetti positivi sono stati molti. Ho cercato di mettere a disposizione della SIGG il mio tempo, la mia cultura, una visione pratica delle cose. Spero che l´impegno sia stato compreso, non tanto per farmene un vanto, ma perché cosí mi sentirei completamente remunerato delle fatiche affrontate. Gli auguri personali, che riceverete in questi giorni, riassumono -con la "scusa" del Natale- il senso di un servizio alle persone fragili. Il Natale, scrive Marguerite Yourcenar "é la festa dei poveri: un´antica ballata francese presenta Maria e Giuseppe a Betlemme mentre vanno alla ricerca di una locanda alla portata dei loro mezzi, respinti dappertutto per far posto a clienti piú illustri e ricchi, e alla fine insultati da un oste che odia la povera gente".

Riporto -a conclusione di questo e della serie di editoriali che mi hanno messo mensilmente in rapporto con i soci, quasi ad interpretazione complessiva di un itinerario mentale- le parole pronunciate da Renzo Rozzini alla recente presentazione bresciana del mio libro "I vecchi, la cittá e la medicina". Alle volte gli allievi e i colleghi aiutano a comprendersi, meglio di quello che ciascuno riesce a fare da solo: "…da una lato la ricerca, motore essenziale per un vero progresso biomedico, dall´altro l´attenzione costante al mondo reale, quello dei problemi concreti, delle interazioni non attese, sia sfavorevoli che provvidenziali. Trabucchi ha sempre detestato gli organigrammi, le costruzioni teoriche, quelle che suonano di stalinismo perché limitano la libertá della persona. Ha sempre avuto piuttosto una visione prammatica della societá e della medicina; una visione dinamica, non rigida. Non ha mai guardato ai problemi in senso astratto. Ha creduto e insegnato a credere nella societá che viviamo. Alla societá e alla medicina che noi possiamo cambiare, quella che produce i piccoli guadagni, che tanto sono importanti per tutti, e ancor piú per l´anziano in difficoltá".
Buon lavoro a tutti, quindi, con un saluto rinnovato anche a quelli apparentemente piú lontani o che non hanno potuto fruire delle attivitá  della SIGG in questi due anni, ma che si sentono geriatri con il cuore.

Io continueró -con piú tempo per studiare, sperimentare cose nuove ed occuparmi direttamente delle persone che soffrono- a rimanere a disposizione di amici e colleghi.
Grazie. 
Marco Trabucchi
M. Trabucchi

L´ultimo numero del secondo anno del Bollettino

Le parole del Presidente naturalmente non devono essere interpretate come la fine del suo rapporto tramite il Bollettino con i Soci, particolarmente vivo, costante ed intenso in questi due anni di presidenza. Sono certo non ci sará alcuna interruzione. Sono sicuro che continuerá ad inviarci articoli, commenti, notizie per far sí che il Bollettino mantenga sempre il suo valore e possa migliorare. Chi lo conosce sa che le sue iniziative culturali ed editoriali rimangono sempre vive, anche se si modifica l'organigramma in seguito a nuovi impegni culturali, societari o didattici di responsabili o fondatori. Il Bollettino mensile, é noto, é una sua creatura. Un'invenzione nata a gennaio dello scorso anno i cui vantaggi sono noti a tutti e che nel corso di questi primi due anni di attivitá ha permesso un reale contatto tra la Societá, il Consiglio Direttivo e la base dei Soci ed una informazione chiara e trasparente su quanto viene deciso e sulle iniziative future.
Con grande piacere pubblichiamo quest'ultimo numero del secondo anno di attivitá. E' il Bollettino piú corposo con 30 pagine. E' una soddisfazione personale e di tutti coloro che hanno contribuito, un ringraziamento ed un significativo riconoscimento al Presidente uscente per aver  creato "uno strumento di comunicazione" di cui credo nessuna Societá Scientifica nazionale attualmente dispone. Grazie Presidente da parte di tutti i Soci che apprezzano il Bollettino, che aspettano di leggere sempre i contributi che invierá, sicuramente numerosi visto che avrá "piú tempo per studiare, sperimentare cose nuove ed occuparmi direttamente delle persone che soffrono".
In questo numero diamo ampio spazio all'ultima riunione del Consiglio Direttivo allargato in cui si é parlato del lavoro svolto negli ultimi due anni, riassunto nella relazione del Presidente; si é tenuta anche la riunione con i responsabili e membri delle Aree e Commissioni permanenti, che hanno inviato una breve sintesi sul lavoro svolto e sui programmi per il futuro. Infine il Presidente eletto, Prof. Bernabei ha illustrato le linee programmatiche della SIGG per i prossimi due anni sotto la sua presidenza. Sull'argomento riferiremo nel prossimo numero.
 In merito all'organizzazione del prossimo Congresso Nazionale il Prof. Bernabei ritiene opportuno, come per le ultime edizioni, partire con largo anticipo per avere il tempo necessario che richiede un Congresso pieno di eventi e dare la possibilitá a tutti di ricevere il programma preliminare al piú presto. In vista di ció invia ai soci la lettera che riportiamo ed un breve questionario sul Congresso, approvato all'ultimo CD. E' auspicabile una numerosa e veloce risposta dei Soci in modo da dare il segnale di interesse di tutti per il Congresso, per integrare o modificare quello che vogliamo sui temi trattati ed anche come apprezzamento alla consuetudine giá in atto di coinvolgere tutti nelle decisioni importanti degli eventi societari.
Un altro tema di cui parliamo in questo numero é quello dell'utilizzo degli antipsicotici atipici. Angelo Bianchetti, che nel supplemento n. 2 del Bollettino di quest'anno era intervenuto sull'argomento con una dettagliata disamina, ci fornisce gli ultimi aggiornamenti sia dal punto di vista scientifico che normativo su un argomento di grosso interesse per molti geriatri che vivono quotidianamente la difficoltá di prescrizione di questi farmaci nei pazienti con demenza. Molte regioni sono ancora indietro sull'applicazione delle disposizioni dell'AIFA. Le indicazioni contenute nell'articolo saranno utili anche a questo scopo.

Buon Natale a tutti.
Vincenzo Canonico
V. Canonico

Relazione del Presidente al CD

Relazione del Presidente presentata alla riunione del Consiglio Direttivo allargato di Firenze del 12-13 dicembre 2005

Questa breve relazione (non é una summa di tutto ció che riguarda la nostra Societá, ma solo un elenco dei problemi piú rilevanti o irrisolti) cerca di rileggere criticamente i due anni di lavoro che stanno per finire, con l´obiettivo primario di progettare un futuro in grado di portare ad un ulteriore sviluppo della Sigg.  In quest´ottica di continuitá nella crescita la relazione stessa é stata concordata con Roberto Bernabei e Niccoló Marchionni.

Inizio con i ringraziamenti a chi mi ha aiutato con generositá personale e chiarezza strategica in questi due anni di lavoro. Ricordo la filiera dei presidenti che mi hanno preceduto, in particolare il past president Masotti, ed inoltre il presidente eletto Bernabei e il segretario generale Marchionni. La mia gratitudine si estende alla giunta, al consiglio direttivo, ai componenti le varie commissioni afferenti alle diverse aree: insieme abbiamo creato un´ossatura forte che ha guidato la Societá in armonia e intelligenza.
Un grazie particolare a Gianna Fé e alle sue due collaboratrici per un lavoro di raccordo costante e preciso tra le idee mie e quelle della dirigenza con la realtá concreta della societá, fatta di migliaia di uomini e donne, di problemi organizzativi, economici, ma talvolta umani e psicologici.
Aggiungo anche un ringraziamento affettuoso ai miei collaboratori di Brescia che mi hanno di fatto permesso -aumentando il loro lavoro- di dedicare piú tempo alla Sigg.
Un ringraziamento a tutti, quindi, non formale, ma legato alla sensazione realistica -e che trasmetto anche ai miei successori- che una Sigg incentrata su un presidente in solitudine non puó piú funzionare. E non per retorica partecipativa, ma per una lettura realistica del mondo geriatrico italiano.
Infine un grazie particolare ai molti soci che in periferia hanno seguito il nostro lavoro con attenzione e interesse; spesso non hanno voce o non riusciamo a dar loro voce, peró costituiscono l´ossatura nobile della Sigg.  A loro va il mio saluto piú caloroso, assieme all´invito a continuare a lavorare con passione per il successo delle nostre idee comuni. Soprattutto ai giovani geriatri desideriamo comunicare l´interesse primario della Societá per una loro formazione completa, moderna e scientificamente fondata, adeguata per affrontare le piú difficili condizioni di lavoro.

Oggi la Sigg é in buona salute; non solo per i numeri che parlano di un consenso sempre piú vasto, ma soprattutto per l´incisivitá che assume nelle varie realtá locali, per la linearitá delle posizioni culturali, per la capacitá di costruire progetti avanzati di studio e di ricerca. Nei due anni di presidenza ho ritenuto di appoggiare qualsiasi iniziativa locale mirata ad allargare il consenso attorno alle nostre idee: nessuno puó dire di averci chiesto un appoggio e di non aver trovato disponibilitá, attenzione, aiuto concreto. Ció ha contribuito a costruire attorno alla Sigg una rete di relazioni, di prodotti, di idee che oggi é un patrimonio da difendere e da alimentare. Gli aspetti umani hanno contato, ma soprattutto é stato compreso lo spirito di una scelta strategica che valorizzava il dialogo e il rafforzamento all´interno per poter meglio essere  propositivi e incisivi all´esterno.
Molte peró sono le cose ancora da fare sul piano strategico e che dovranno essere affrontate nei prossimi anni; oltre a quelle elencate di seguito, mi permetto di ricordare la grave discrepanza tra la partecipazione delle colleghe negli organi societari a tutti i livelli e la loro effettiva presenza che nella societá assume un ruolo sempre piú importante e significativo. Inoltre, sul piano strategico deve essere affrontato il ruolo delle professioni sanitarie non mediche all´interno della Sigg. Se l´anno prossimo allargheremo la partecipazione al Congresso Nazionale anche agli Assistenti Sociali (come é giá stato deliberato) si viene a costruire attorno alla Sigg una galassia di professioni (da quella infermieristica ai terapisti della riabilitazione, agli psicologi, agli assistenti sociali e -in un prossimo domani- anche agli educatori) che deve trovare una maggiore rappresentanza istituzionale all´interno della Societá, ma soprattutto deve essere capace di maggiore incisivitá autonoma attorno alle problematiche geriatriche sia a livello culturale che organizzativo e di proposta politica.
Peró, nonostante mille difficoltá, la Sigg é in buona salute e la geriatria italiana é stimata ed amata; i dati della ricerca Astra (che spero di poter presto pubblicare in un volume "apologetico") parlano di un´attenzione ed un legame con il nostro lavoro che é davvero motivo di grande soddisfazione ed anche di orgoglio, ma soprattutto di impegno per alimentare e migliorare il legame con chi si affida a noi per lenire le sofferenze, curare le malattie, ridurre la perdita di libertá.

La geriatria italiana ha bisogno di una costante attenzione agli aspetti culturali che sottintendono alla professione. E´ ormai evidente che il nostro messaggio é stato colto da molti altri settori della medicina. Questa dinamica storica non puó essere motivo di risentimento, ma anzi di orgoglio per essere stati i primi ad aprire strade importanti per il miglioramento della clinica e dell´assistenza. Peró resta a noi ancora una pesante responsabilitá: da un lato verificare che le affermazioni che vengono fatte da piú parti corrispondano ad una prassi reale (e talvolta puó esservi un legittimo dubbio a questo proposito!), dall´altro continuare a dimostrare con i dati che quello che facciamo porta a risultati importanti per la persona anziana affetta da malattie croniche che ricorre ai nostri servizi (dall´ospedale, alle riabilitazioni, alle strutture di lungoassistenza, alla domiciliaritá, ecc.), perché tendenzialmente offriamo un´assistenza piú efficace rispetto ad alcuni outcome fondamentali (qualitá e durata della vita, mantenimento dell´autosufficienza, ricorso alle strutture sanitarie, ecc.). Inoltre é indispensabile far proseguire l´elaborazione teorica (con immediate ricadute pratiche) sul rapporto tra complessitá e specificitá nella programmazione dell´atto di cura, cioé sul rapporto tra fragilitá e specifiche patologie d´organo. Ció significa anche identificare le modalitá per trasferire le conoscenze acquisite con la valutazione  multidimensionale in singoli atti terapeutici (o preventivi e riabilitativi). Sono compiti primari, anche tenendo conto con realismo che siamo ancora pochi per coprire in Italia un bisogno che si allarga ogni giorno. Quindi, pur partendo dall´affermazione veritiera che siamo ancora i migliori nella cura delle persone anziane, dobbiamo preoccuparci di costruire sempre nuovi modelli, dimostrati e credibili, perché della cultura geriatrica si possano giovare un numero sempre piú ampio di anziani. E noi sappiamo bene quanto vi sia bisogno oggi nel nostro paese di chi cura bene i vecchi! Grazie, in questo ambito, ad Antonelli Incalzi, che ha costruito un volume importante per la Sigg, perché riassume in italiano i contenuti di molti studi che a livello internazionale hanno approfondito la cultura geriatrica. 

Non voglio riassumere le cose fatte in questo biennio e che hanno contribuito a costruire la Sigg di oggi; mi interessa solo riproporre alcune tematiche nella prospettiva di un ulteriore sviluppo, affidato ai miei successori.
La struttura regionale della Sigg deve essere sempre seguita con attenzione dalla presidenza, anche perché il federalismo italiano é ancora incompleto. Molte regioni hanno funzionato benissimo, altre con qualche problema. Per il futuro vi é la necessitá di continuare un raccordo tra le esigenze locali e le impostazioni di carattere generale per quanto riguarda gli aspetti culturali e strategici.
La Sigg trova momenti di coesione umana e di valorizzazione professionale e scientifica nei congressi nazionali e locali, ma soprattutto nella stampa e nei mezzi di comunicazione. In quest´ottica riaffermiamo l´importanza del bollettino mensile (ha offerto a tutti la possibilitá di sentirsi partecipi di una realtá viva e coesa), dei giornali (Aging, Giornale di Gerontologia e Giornale dell´Arteriosclerosi, I luoghi della Cura), delle Summer School e di Contempo. Nel prossimo anno si deve puntare ad un ulteriore sviluppo di queste attivitá, sia allargando la platea dei fruitori (ritornando a dare attenzione preminente agli specializzandi) sia rinforzando la struttura delle redazioni delle riviste e del sito internet (non posso non ringraziare  per l´impegno -in alcuni casi quasi eroico-  chi ha lavorato in questi anni, da Canonico a Crepaldi e Maggi, a Salvioli e i suoi preziosi collaboratori, a Guaita e Zanetti, a Bonaiuto e la sua redazione).
La Sigg tanto piú é forte tanto piú riesce a migliorare la formazione dei geriatri, a partire dai piú giovani, ma senza abbandonare chi lavora nei mille luoghi diversi della nostra professione, che trova solo nei nostri strumenti un supporto per progredire sulla strada di un´assistenza sempre piú moderna e adeguata. In quest´ottica vorremmo "trasformare" la Giornata nazionale dei Nonni (il 2 ottobre) -una scelta politica quantomeno banale- in una Giornata nazionale della Formazione Geriatrica, sollecitando tutti i livelli dove lavorano i geriatri a organizzare in quella data attivitá volte a migliorare le competenze clinico-assistenziali (medici, infermieri, ecc., ma anche le badanti ed i famigliari). Sarebbe una risposta forte e concreta a chi vuole ridurre i problemi dei "nonni" a tematiche sentimental-pietistiche.
In questi mesi la Sigg ha ottenuto la certificazione di qualitá per quanto riguarda la formazione continua; non si tratta di un blasone inutile, ma del riconoscimento formale di un impegno e di un livello raggiunto. Sono competenze a disposizione di tutta la Societá, soprattutto di chi in periferia non dispone dei mezzi sufficienti per costruire da solo adeguati progetti formativi. Grazie in particolare a Nicola Ferrara che ha reso possibile questo traguardo con la sua generositá ed il suo impegno.
La formazione geriatrica si fonda moltissimo sulle capacitá dell´Universitá di rispondere alle sfide del bisogno, cercando di impostare i messaggi su un equilibrio tra aspetti teorici e pratici. La geriatria universitaria italiana ha in questi anni svolto un ruolo importante; la Sigg si augura che possa diventare sempre piú incisivo e che goda di spazi sempre piú ampi. In questa prospettiva la nostra Societá ha seguito con enorme interesse la nascita dell´Accademia Nazionale di Geriatria, alla quale si ripropone di dare tutto l´appoggio politico possibile perché possa svolgere il compito irrinunciabile di omogeneizzare i programmi formativi pre e postlaurea per tutte le professioni sanitarie, garantendo allo stesso tempo spazi importanti per i docenti all´interno delle facoltá mediche.
La Sigg é forte se riesce ad ampliare a livello locale, regionale e nazionale i rapporti con gli organi di programmazione e governo. In questi anni ho toccato con mano realtá diversissime; in generale, peró, dove la geriatria aveva saputo creare legami istituzionali efficaci anche i nostri spazi di azione erano piú ampi. La prossima presidenza Bernabei sará certamente piú incisiva in questo ambito, in modo che a nessun livello si possa dire di non conoscere cosa sanno fare i geriatri e la geriatria ed i risultati che si possono raggiungere purché si applichino i nostri metodi di lavoro e ci si ispiri alla nostra cultura. Deve essere un´opera continua di pressione e di convincimento, assistita da una forte presenza sugli organi di comunicazione (giornali, televisione, ecc.); questi strumenti infatti migliorano il prestigio sociale della professione e la rendono quindi piú rispettata dai decisori (spesso sensibili soprattutto ai rapporti di potere!). Anche in questo ambito Roberto Bernabei saprá portare competenze, sensibilitá e rapporti per una sempre piú importante presenza pubblica della nostra professionalitá geriatrica.
La Sigg é forte se continua ad essere un luogo dove si fa ricerca in tutti i campi del sapere geriatrico e gerontologico, dalla biologia molecolare, all´epidemiologia, alla clinica, alla   psicosociologia, ai servizi. Sempre piú la Societá acquisisce prestigio e sempre piú sará possibile organizzare ricerca autonoma, finanziata con fondi che non pongono lacci o limiti (particolare attenzione dovrá essere data ai progetti AIFA). Quanto é stato fatto finora con i diversi progetti di ricerca attivati (Ulisse e Dafne) ha segnato una strada che va perseguita ed ampliata, anche rielaborando compiti e funzioni della Firi in un´ottica di piú stretto collegamento di servizio con la Sigg.

Vi sono molti altri ambiti che sono stati affrontati in questi due anni, anche se non sempre si sono raggiunti risultati significativi. Cito, tra gli altri, il problema del rapporto con le varie Societá scientifiche e professionali che hanno interessi geriatrici, per costruire comuni ipotesi di lavoro al fine di garantire spazi sempre piú ampi alle nostre idee e ai nostri modelli di lavoro. Abbiamo avuto rapporti significativi con la medicina interna sia universitaria che ospedaliera, con la diabetologia, la cardiologia, l´ortopedia, la neurologia e la psichiatria, l´odontoiatria, la dietologia, la medicina legale, la medicina riabilitativa, la medicina di famiglia ed, inoltre, con l´Ipasvi, i farmacisti, i podologi. Oltre ad un elenco di contatti, che peraltro é piú ricco di quello sopraindicato, bisognerá nel prossimo futuro mettere a punto modalitá omogenee di rapporto, cosí da ottimizzare la nostra capacitá di trovare spazio per le nostre idee ed i nostri modelli operativi. Cito tra le aree critiche anche i rapporti internazionali, sia con le societá giá operanti a livello europeo e mondiale, sia per quanto riguarda la possibilitá di costruire contatti privilegiati con singole societá (oltre a quelli con le Societá Americane di Gerontologia e Geriatria). Si pensi ai progetti non realizzati di potenziare i rapporti con altre societá geriatriche europee (con particolare a quelle piú deboli dell´est) o con quelle dei paesi in via di sviluppo, aiutandole a prepararsi per affrontare sfide che tra qualche anno colpiranno anche loro.

Avevo iniziato il mio mandato due anni fa ispirandomi ad una frase di Camus sulla dedizione da offrire allo stesso tempo alla "bellezza e agli oppressi". Non sono certo di aver rispettato pienamente il mandato che mi ero attribuito, interpretando la volontá degli iscritti alla nostra Societá. Peró sono sicuro di aver avuto sempre attenzione allo sviluppo culturale e scientifico della Sigg, assieme a quella per l´anziano fragile, senza difese se non quelle offerte dalla nostra sensibilitá, intelligenza e capacitá operativa.
Affido al giudizio dei soci un lavoro che ho compiuto con convinzione, anche se adesso mi rendo conto di limiti ed errori. Sono certo, peró, che anche questi serviranno a chi mi segue per lavorare sempre meglio a favore della causa comune. 

Marco Trabucchi
M. Trabucchi

Sintesi riunioni Commissioni ed Aree

Sintesi della Riunione dei Componenti  le Commissioni permanenti ed Aree in statuto

Commissione permanente: i fondamenti culturali della Geriatria

La Commissione ha ultimato la prima fase dei suoi lavori con la pubblicazione di un testo che riassume vari aspetti della pratica gerontologia e geriatrica, valorizzando cosí la molteplicitá degli ambiti operativi afferenti alla nostra disciplina. Tale volume, distribuito in occasione del congresso SIGG del novembre u. s., non é una trattazione sistematica dei temi prescelti, ma ne offre una visione pratica e sintetica allo scopo di valorizzare le varie anime e ragioni d´essere della Geriatria  e Gerontologia. A questa prima tappa confidiamo di fare seguire un disegno di integrazione dei diversi ambiti isolatamente considerati nel volume al fine di realizzare uno sviluppo logico, culturale e, auspicabilmente, anche operativo, dalle basi biologiche fino alla prassi operativa  e organizzativa su uno o due temi di preminente interesse geriatrico. Ad esempio, la senescenza dell´apparato cardiovascolare, condizionata da molteplici fattori ambientali e genetici, si presta ad un´analisi che parte giá nella fase dell´accrescimento per poi concentrarsi sul soggetto sano, su quello con anomalie precliniche e, quindi, sul paziente, cioé su colui che ha sviluppato patologia clinicamente evidente, concludendosi con l´analisi del disabile, ovvero di colui che soffre limitazioni funzionali conseguenti alla malattia. A ciascuno di tali livelli si realizza una serie di interventi che, a secondo dei casi, rientrano nell´ambito della geragogia, della prevenzione primaria o secondaria o terziaria, ed emergono infine delle specificitá della prassi geriatrica legate alla peculiaritá e complessitá del paziente anziano.
Lo sviluppo di un processo di filiera culturale e operativa che si conclude solo con i riflessi ultimi sulla prassi gestionale e l´organizzazione dei servizi e rappresenta la piú evidente e completa  affermazione della multidimensionalitá della nostra disciplina, ma anche della complementarietá delle sue componenti. Proprio la promozione della loro integrazione é il primo scopo di questo lavoro sí da accrescere il valore dell´opera dei geriatri e gerontologi impegnati in ciascuno dei livelli indicati. Una volta definito tale iter culturale e logico-deduttivo, si proverá a  tradurlo in una sorta di ricerca sequenziale che, evidenziando la dipendenza di ciascun livello dal precedente, gli fornisca le piú solide basi culturali e operative e ne ottimizzi la resa in termini di qualitá del prodotto di ricerca  e di clinica applicata. In questo obiettivo finale identifichiamo la piú completa affermazione della nostra disciplina oltre che il metodo migliore per promuovere la conoscenza reciproca  e la collaborazione di quanti vi si dedicano.
Raffaele Antonelli Incalzi

Commissione permanente: scuole di specializzazione in Geriatria (SSG)
http://www.sigg.it/areeattivita_dettaglio.asp?id=5

La Commissione si é riunita per discutere le prospettive delle SSG alla luce del profondo riordino previsto dal recente Decreto legge leggibile  integralmente al sito:    http://portale.fnomceo.it/Jcmsfnomceo/Jarticolo.jsp?lingua=It&idsezione=37&idartic...
La  SSG risulta inserita nella classe Medicina clinica; la possibilitá di un´assimilazione ancor piú strutturale con la SS in Medicina interna é reale.
Si decide pertanto di proporre un protocollo condiviso dell´ordinamento della futura SSG in cui l´insegnamento dell´invecchiamento sia comune a tutte le SS dell´area  (attivitá formativa di base) e la parte riguardante le attivitá formative geriatriche caratterizzanti comprendano esperienze in tutti i setting assistenziali nei quali puó venirsi a trovare l´anziano con malattie, bisogni e disabilitá.
Il testo provvisorio dell´ordinamento é giá stato inviato ai Docenti MED09 di Geriatria e ai Ricercatori.
Si rimane in attesa di suggerimenti e di proposte qualificanti. Il testo definitivo, approvato in occasione di una specifica riunione (Firenze-Gennaio 2006), sará inoltrato, anche a nome dell´Accademia Nazionale di Geriatria o ANG, al COLMED/09 per ottenerne la condivisione e l´approvazione degli obiettivi.
E´ certo che il riordino rappresenta un´occasione epocale per affermare ancor di piú l´identitá della disciplina Geriatria.
Gianfranco Salvioli

Area formazione continua

La SIGG, come provider ECM, ha accreditato per gli anni 2004-2005 alla Commissione della Educazione Continua in Medicina del Ministero della Salute n. 28 eventi che si sono svolti sia presso la sede di Firenze durante il Congresso Nazionale sia presso le Sezioni Regionali della Societá. Sono stati ottenuti 379 crediti totali con una media di 13.54 crediti per evento. Va sottolineato che gli eventi hanno interessato tutte le qualifiche interessate al processo di cura ed assistenza del paziente anziano: medici, fisioterapisti, psicologi, infermieri, logopedisti, terapisti occupazionali, assistenti sanitari,  etc.
La SIGG, come provider ECM, ha scelto di intraprendere il percorso dell´accreditamento di qualitá. Il sistema qualitá prevede un insieme di documenti e moduli di registrazione che impongono ad ogni attore del processo di eseguire il proprio lavoro secondo una "procedura" precedentemente dichiarata. I soci Luisa Bartorelli, Romano Cinque, Pietro Fabris, Giovanni Gelmini, Alessandra Tognetti dell´Area ECM coordinati da Nicola Ferrara, avvalendosi della consulenza della societá Exprit, hanno sviluppato uno specifico Manuale della Qualitá con Procedure ed Istruzioni operative. Alla fine del percorso sviluppato ed a valle della "site visit" da parte della societá Bureau Veritas Quality International (BVQI), societá indipendente di certificazione, si é raggiunto l´obiettivo della certificazione di qualitá che formalmente é stata consegnata al Presidente Prof. Marco Trabucchi durante il nostro ultimo congresso.
Gli obiettivi prossimi futuri dell´Area sono quelli di mantenere la  certificazione di qualitá,  continuare ed implementare l´attivitá di "counseling" presso le Sezioni periferiche che vogliono organizzare eventi e, infine, valutare la possibilitá di intraprendere un percorso che arrivi ad organizzare eventi di Formazione a distanza (FAD).
Nicola Ferrara

Area ricerca scientifica

L´attenzione dell´area "ricerca" é stata indirizzata all´individuazione di alcune ipotesi di lavoro per lo sviluppo della ricerca scientifica tra i Soci e per la crescita di collaborazioni con realtá esterne alla Societá.
Come primo approccio si é voluto proporre un questionario sull´attivitá di ricerca tra i componenti della Societá di Gerontologia e Geriatria per individuare le aree di interesse e le esigenze formative, qualora presenti.  Le risposte sono state superiori a 300 e su questo database si é iniziata l´elaborazione: i risultati preliminari sono stati presentati nel CD del Dicembre 2005.
In questi due anni state inoltre intraprese alcune azioni pratiche: si é aperto uno spazio nel bollettino per comunicazioni di lavori di rilievo in campo biogerontologico; é stato realizzato un primo approccio alla ricerca scientifica durante gli incontri della "summer school"; sono state sperimentate tavole rotonde con discussioni aperte ai ricercatori piú giovani durante alcuni congressi; sono stati sviluppati i rapporti con altre societá (es. SIMFER, SIMG,…).
E´ in fase di realizzazione un accordo di prova con l´Ufficio Ricerca dell´Ateneo genovese per una comunicazione di bandi di finanziamento di diversa provenienza a tutti i soci via internet, tale intesa, se dovesse partire, dovrebbe avere la durata di un anno.
L´area cercherá di segnalare ai soci alcuni interessanti corsi di formazione: il primo che é sembrato importante é un corso di 15 giorni organizzato dall´IBRI in collaborazione con la societá Harlan a S.Piero in Natisone sull´uso di modelli animali nella ricerca sull´invecchiamento (corso in Inglese - ulteriori informazioni ottenibili dal Prof. E. Bergamini, Pisa).
Nei prossimi anni l´area vorrebbe creare un database con le sedi di possibili stages formativi per la ricerca in Italia e all´estero, individuare i dottorati di ricerca di interesse geriatrico, sviluppare le collaborazioni con le altre societá scientifiche e stimolare a progetti di ricerca nel campo infermieristico.  Infine l´area ha posto l´accento su alcune aree di ricerca che avrebbero necessitá di essere potenziate quali le ricerche cosiddette "orfane" (esempio la ricerca sugli eventi avversi da farmaci, su polifarmacoterapia, …), la bioetica e la ricerca in campo didattico.
Patrizio Odetti

Area politiche sanitarie

Il gruppo delle "politiche sanitarie"  si é riunito senza il suo coordinatore, bloccato dallo sciopero dei treni.  Si sono affrontate, sulla base anche di quanto riportato dal "bollettino" precedente dal Dott. Noro e dall´apporto della dott.sa Lunardelli i seguenti punti :
- Proseguire nella conoscenza delle situazioni in cui il reparto geriatrico per acuti (UGA) é inserito in una struttura in ampio senso dipartimentale, sia che si tratti di una struttura gestionalmente definita sia che si tratti di una serie di rapporti funzionali
- Pur ribadendo come la caratteristica del legame con gli altri nodi della rete sia irrinunciabile per  l´UGA,  tuttavia non si ritiene che esista un unico modello di questo rapporto, ma piú soluzioni possibili, anche per le diverse caratteristiche delle legislazioni regionali, alle volte ispirate a criteri assai lontani.
- E´ stato posto il problema del rapporto fra acuzie e servizi intermedi, che non puó derivare  dalla necessitá del reparto per acuti di dimettere, ma deriva dalla necessitá di rispondere in un setting piú adatto alla minore intensivitá clinica e alla maggiore intensivitá riabilitativa e socio psicologico relazionale che caratterizza le fasi post acute e di reinserimento sociale. Questo comporta una organizzazione diversa (per struttura, processo ed esito) nei diversi luoghi assistenziali, pur rimanendo comune l´obiettivo (al centro cioé di questa rete vi é l´autonomia, il benessere e non la sola malattia), ed una attenzione specifica agli elementi di contesto, prima fra tutte la famiglia.
- In alcune situazioni (ad esempio la Lombardia) il numero  di queste strutture riabilitative e socio sanitarie é preponderante, per cui una solida presenza culturale e operativa costituisce il vero "zoccolo duro" della geriatria in queste regioni. Il lavoro fatto per la "riabilitazione geriatrica" lombarda puó quindi essere utile anche a livello nazionale.
- La fattibilitá di una rete geriatrica tendenzialmente dipartimentale  é certamente affidata alle capacitá intrinseche delle équipe che promuovono la cultura geriatrica in una certa regione o  USL o ASL, oltre che ad una auto promozione presso gli organi istituzionali di decisione.  Peró si é rilevato come sia importante rivolgersi e coinvolgere i rappresentanti dell´utenza e dei malati (sindacato pensionati, associazioni dei famigliari), per costruire una "lobby" a partire dagli interessi prima di tutto di chi dei servizi geriatrici deve usufruire  (questo significa anche spazi di dialogo nel congresso, nella nostra stampa etc.).
- E´ stato proposto anche di studiare la fattibilitá di uno studio multicentrico , realizzato secondo canoni scientifici EBM, sulla efficacia delle UGA, specie lá dove esista una funzione o una struttura dipartimentale.
Antonio Guaita

Sintesi degli interventi alla riunione

 Il compito dell´Area é quello di svolgere un ruolo di counseling per la Presidenza, fornendo dati e proposte da proporre a vari livelli istituzionali regionali e nazionali. (Guaita)
 Creare un gruppo di esperti che individui un modello di continuitá assistenziale da proporre nelle singole realtá, riconosciuto da tutti, che tenga conto della possibilitá anzi della necessitá di poter verificare i risultati. (Lunardelli)
 Porre attenzione al rischio di proporre modelli non realizzabili e ribadire la necessitá di un "governo" geriatrico nei servizi assistenziali. (Basile)
 Necessitá di un linguaggio comune, di uno strumento da proporre che sia semplice e condiviso. (Bavazzano)
 Stabilire un livello "minimo essenziale" da proporre, che successivamente puó essere implementato in ogni singola realtá. (Laguzzi)
 Viene riferita l´esperienza in Friuli, dove é concreto il rischio di chiusura di UUOO di Geriatria per il dilagare di una cultura "anti-geriatrica". Si richiede in questa zona un forte impegno della SIGG per difendere la Geriatria Friulana. (Olivo)
 Viene riportata l´esperienza in Veneto, dove a fronte di una buona conoscenza delle realtá assistenziali geriatriche c´é una profonda difficoltá nel rapportarsi con le figure istituzionali (direttori generali, assessori, ecc). (Cester)
 Necessitá di individuare i bisogni partendo dalla realtá sociale e politica. I documenti delle Societá scientifiche pur essendo un valido supporto non consentono la realizzazione pratica dei progetti. É indispensabile instaurare rapporti significativi con chi non ha scadenze correlate a mandati politici (es. sindacato pensionati). (Salsi)
 Si ribadisce l´importanza dell´incisivitá della Presidenza della Societá a livello regionale. Creare quindi un modello "base" da proporre e non unico. (Putzu)
 Parere positivo per un modello base che dovrebbe essere quello del dipartimento transmurale. Viene riferita l´esperienza nella realtá della provincia di Messina. Si ribadisce la necessitá di verificare i risultati raggiunti dall´applicazione del modello proposto. (Branca)
 Si ribadisce la necessitá quindi di proporre un modello di base da offrire alle singole realtá locali che venga applicato oltre ai mandati politici, con verifica puntuale dei risultati ottenuti e della qualitá dei servizi. (Lunardelli)
 Affermare con forza il ruolo del Geriatra quale "attore" protagonista degli strumenti proposti nell´ambito del modello base di organizzazione dei servizi assistenziali geriatrici, rivedendo il rapporto di affinitá ed equipollenza con altre discipline ai fini concorsuali. (Basile)
 Individuare strategie che dimostrano che il governo geriatrico ottiene risultati migliori. (Calabró)
 Raccordo con le organizzazioni sindacali, attuare una politica di sensibilizzazione delle famiglie. Non é possibile creare un modello obbligatorio di gestione sanitaria geriatrica valido per tutti, le realtá regionali sono estremamente eterogenee. Necessitá di riconoscimento da parte della componente ospedaliera dell´attivitá svolta nel territorio. Si riferisce l´esperienza della regione lombarda, dove é in atto l´istituzione di circa 2000 posti letto di riabilitazione geriatrica. In ogni realtá si deve partire da ció che si ha per poter individuare traiettoria e meta da raggiungere. La geriatria pone una grande attenzione al "contesto" e non solo alle malattie degli anziani, ponendosi con atteggiamento protesico ai bisogni degli anziani cosí da ritagliarsi spazi importanti nel processo riabilitativo geriatrico. Non esistono realtá immutevoli e garanzie permanenti, c´é piuttosto una grande flessibilitá e fluiditá e quindi bisogna costantemente adattarsi e guadagnare giorno per giorno posizioni sul campo che vanno difese (Guaita).
Giorgio Basile

Area rapporti con le altre Societá Scientifiche 

L´Area ha cercato di sviluppare e potenziare i rapporti sia con le Societá Italiane che con quelle Internazionali. Per quanto riguarda le societá italiane sono stati presi contatti e sviluppati incontri comuni nei rispettivi congressi nazionali con la Societá Italiana di Medicina Interna, mentre con la Societá Italiana dell´Osteoporosi e la Societá Italiana per la Prevenzione del Rischio Cardiovascolare (SIPREC) sono state sviluppate tematiche comuni nel corso del congresso SIGG 2004. Quest´ultimo congresso é stato anche l´occasione per invitare e presentare ai piú giovani il presidente dell´American Gerontological Society che ha cosí messo in rilevo le principali differenze tra la Geriatria degli USA e quella Italiana. Sono stati attivati contatti con la Societá degli Odonotoiatri  con  Societá Italiana di Nutrizione Clinica  e soprattutto con  la Societá Italiana di Diabetologia con la quale é stato possibile svolgere simposi congiunti - specie nel congresso SIGG 2005 - ma anche creare un gruppo di lavoro intersocietario che avrá come target la diffusione in ambito geriatrico e nazionale delle linee guida sul  diabete nell´anziano.  L´auspicio dell´Area dei rapporti con le Altre Societá Scientifiche  é quella di potenziare in futuro tali rapporti, consolidarli e istituzionalizzarli puntando a consolidare ció che é stato fatto ma anche ad aprire in modo piú determinato futuri orizzonti con societá di largo impatto sociale e di sicuro interesse geriatrico quali la SIMG.
Giuseppe Paolisso



Lettera del Presidente eletto ai Soci

Carissimo Socio

Con la riunione del Consiglio Direttivo del 12 e 13 dicembre inizia la lunga corsa verso il prossimo Congresso Nazionale. Il nostro meeting annuale ha vissuto una storia ricca e negli ultimi anni anche un significativo successo di …critica e di pubblico. Certo non sono mancate disfunzioni, ripetizioni, omissioni, qualche scontento.

Nell´iniziarne la preparazione del prossimo Congresso Nazionale ho pensato che davvero mi faceva piacere far sí che io provassi ad organizzare un congresso che risponda alle necessitá di chi questa scienza la esercita, la elabora, la insegna, la proietta nel futuro, la vive davvero, ogni giorno.

A questo scopo ho preparato un breve questionario cui Ti chiedo gentilmente di rispondere. La valutazione e l´analisi di quanto ci avrai inviato sará oggetto di discussione all´interno del Consiglio Direttivo ed é mio impegno possa essere rispecchiato quanto piú possibile nel programma.

Sapete tutti che viviamo in tempi di limitate risorse economiche e l´organizzazione del Congresso Nazionale non é estranea a logiche di reperimento delle risorse e come tale presenta elementi di fragilitá rispetto ad una autonomia totale. Ciononostante, assicuro il mio impegno perché l´appuntamento possa essere alto ma fruibile, coinvolgente ed arricchente, palcoscenico della pluralitá e vetrina dei giovani.

Ti ringrazio sin d´ora per il Tuo tempo e per contribuire ad una Societá sempre piú partecipata.

Roberto Bernabei


Il questionario va inviato alla Segreteria SIGG sigg@sigg.it  e  a Giovanni Gambassi giovanni_gambassi@rm.unicatt.it

R. Bernabei

L´uso degli antipsicotici per trattamento dei BPSD: un tema controverso

Il tema del trattamento dei disturbi comportamentali in corso di demenza (BPSD) resta di grande attualitá e ricco di novitá, sia sul piano scientifico che su quello regolatorio. Come é ormai ampiamente noto nel 2004, in seguito alla segnalazione da parte delle ditte produttrici di un´incidenza significativamente maggiore rispetto al placebo di eventi avversi di tipo cerebrovascolare in trial con risperidone e olanzapina condotti su pazienti anziani con BPSD, sono state emanate raccomandazioni specifiche per l´uso di questi farmaci da parte degli organi regolari (FDA, EMEA, AIFA). Innanzitutto é stato sottolineato come gli antipsicotici atipici non siano approvati per l´uso nel trattamento dei BPSD ed é stato raccomandato un uso cauto di questi farmaci in presenza di fattori di rischio cerebrovascolare. Nonostante ció, l´uso di questi farmaci "off-label" per il trattamento dei BPSD resta una prassi diffusa in tutti i paesi (Bullock, 2005).
Nell´ultimo anno alcuni lavori hanno permesso di dare una risposta sufficientemente chiara ad una delle domande fondamentali: se cioé l´uso degli antipsicotici tradizionali possa considerarsi piú sicuro rispetto a quello degli antipsicotici atipici.
Nel febbraio 2005 é stato pubblicato uno ampio studio retrospettivo condotto in Canada su oltre 32.000 soggetti anziani con demenza in trattamento con antipsicotici (Gill et al, 2005). Gli autori hanno permesso di osservare come i soggetti trattati con antipsicotici atipici (17800) non avevano un rischio superiore di sviluppare uno stroke ischemico rispetto a coloro che erano trattati con antipsicotici tipici (14800 pazienti).
Nello stesso periodo alcune metanalisi dei trial randomizzati disponibili permettevano di confermare che, sebbene le differenze in termini di efficacia fra gli antipsicotici tipici e quelli atipici fossero modeste, il profilo di tollerabilitá era chiaramente a favore dei secondi, soprattutto per ció che riguarda gli eventi avversi di tipo extrapiramidale (Lee et al, 2004; Sink et al, 2005).
Il 1 dicembre 2005 é stato pubblicato un ampio studio retrospettivo condotto negli USA su oltre 22.000 pazienti ultrasessantacinquenni in trattamento con antipsicotici atipici (oltre 13.000) o convenzionali (9000 circa) seguiti dal 1999 al 2003 (Wang et al, 2005). Lo studio ha mostrato che il trattamento con antipsicotici tipici si associa ad un aumentato rischio di mortalitá rispetto al trattamento con antipsicotici atipici sia nel campione totale, che nel sottogruppo di soggetti con demenza (circa il 50% del campione) e in quello dei pazienti residenti in casa di riposo. In un recente studio condotto su anziani ricoverati in casa di riposo negli USA é stato osservato come il rischio di eventi avversi di tipo cerebrovascolare non viene aumentato né dall´uso di antipsicotici atipici né da quelli convenzionali (Liperoti et al, 2005).
Gli studi sembrano quindi concordi nell´affermare che qualsiasi antipsicotico, in particolare in presenza di fattori di rischio, determina un aumento di eventi avversi cerebrovascolari, mentre il rischio globale di mortalitá é maggiore per l´uso di antipsicotici convenzionali.
Per queste ragioni l´AIFA il 12 dicembre 2005 ha emanato una determinazione che prevede una modifica degli stampati di tutte le specialitá contenenti farmaci ad azione antipsicotica che dovranno contenere nella sezione delle avvertenze e precauzioni all´uso la dicitura "In studi clinici randomizzati versus placebo condotti in una popolazione di pazienti con demenza trattati con antipsicotici atipici é stato osservato un aumento di circa tre volte del rischio di eventi cerebrovascolari. Il meccanismo di tale aumento del rischio non é noto. Non puó essere escluso un aumento del rischio per altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Nome® deve essere usato con cautela in pazienti con fattori di rischio di stroke".
E´ pertanto corretto affermare che in presenza di BPSD, qualora sia necessario ricorrere al trattamento con antipsicotici, quelli atipici siano da preferirsi, sebbene il loro uso debba essere riservato alle forme piú severe, nei casi in cui é presente aggressivitá, preferibilmente per periodi di tempo limitati e il paziente debba essere rivalutato frequentemente (Sink et al, 2005; Caltagirone et al, 2005).
Seguendo questa linea di comportamento il 21 luglio 2005 l´AIFA ha diffuso un comunicato sul tema "Il trattamento farmacologico dei disturbi psicotici in pazienti affetti da demenza", nel quale viene presentato un programma di farmacovigilanza attiva con lo scopo di aumentare le conoscenze a disposizione sugli antipsicotici di prima e di seconda generazione, e sul ruolo da essi svolto nella terapia dei disturbi psicotici e comportamentali in pazienti affetti da demenza (il testo completo puó essere scaricato dal sito www.agenziafarmaco.it/documenti/com14_22072005bis.pdf).
Nel documento viene suggerito il seguente "percorso clinico" per giungere alla prescrizione dei farmaci antipsicotici nella demenza:
1. Valutare attentamente il disturbo da trattare. Nei malati di demenza, infatti, non tutti i disturbi del comportamento richiedono un trattamento con antipsicotici. Tale trattamento deve essere, infatti, riservato al controllo dei disturbi comportamentali gravi che non abbiano risposto all´intervento non farmacologico (modifiche ambientali, counseling, ecc.)
2. Iniziare la terapia con una dose bassa e raggiungere gradualmente il dosaggio clinicamente efficace.
3. Se il trattamento é inefficace, sospendere gradualmente il farmaco e prendere eventualmente in considerazione un diverso composto.
4. Se il trattamento é efficace, continuare a trattare e monitorare il soggetto per un periodo di 1-3 mesi e poi, una volta che il soggetto sia asintomatico, tentare di sospendere gradualmente il farmaco. Gli alti tassi di risposta al placebo in tutte le sperimentazioni effettuate (mediamente attorno al 40%) ci ricordano infatti che siamo in presenza di sintomi per loro natura fluttuanti nel tempo e che tendono a risolversi spontaneamente nel breve periodo.
5. Evitare di somministrare due o piú antipsicotici contemporaneamente. Questa pratica che dovrebbe essere eccezionale é in realtá troppo diffusa: da stime nazionali a circa il 2% dei dementi nella popolazione generale e a circa il 14% di quelli istituzionalizzati vengono somministrati due o piú antipsicotici contemporaneamente.
6. Evitare l´uso concomitante di antipsicotici e benzodiazepine. Una percentuale variabile tra l´1 e il 5% dei dementi nella popolazione generale e circa il 17% di quelli istituzionalizzati vengono trattati con antipsicotici e ansiolitici/ipnotici contemporaneamente. A piú del 4% dei dementi in istituzione vengono somministrati contemporaneamente tre o piú tra antipsicotici e ansioliti/ipnotici! Anche questa associazione andrebbe fortemente limitata, soprattutto alla luce della dichiarazione dell´EMEA che riporta l´uso concomitante di benzodiazepine e olanzapina tra i fattori predisponenti associati all´aumento di mortalitá.
7. Monitorare attentamente sicurezza ed efficacia degli antipsicotici e segnalare tempestivamente tutti gli effetti indesiderati.
8. Somministrare con estrema cautela gli antipsicotici a soggetti con fattori di rischio cardiovascolare dopo attenta valutazione dello stato clinico e con rivalutazione dei parametri vitali (e in particolare della pressione in clino e in ortostatismo) a distanza di una settimana dall´inizio della terapia.
E´ previsto un protocollo di monitoraggio e la compilazione di apposite schede sia per gli antipsicotici atipici che per quelli tipici (le schede possono essere scaricate all´indirizzo www.agenziafarmaco.it/attualita.html).
Il documento é certamente un elemento molto positivo perché toglie il medico (particolarmente lo specialista dei centri UVA) da una situazione di desolante solitudine, dando indicazioni di comportamento chiare, anche relativamente alla possibilitá di prescrivere, in casi selezionati, gli antipsicotici atipici per il trattamento dei BPSD. Purtroppo ad oggi non in tutte le regioni il piano di monitoraggio é stato attivato e addirittura in alcuni casi il trattamento con antipsicotici atipici é stato esplicitamente escluso, contravvenendo, a nostro avviso, sia allo spirito che alla lettera del comunicato dell´AIFA.
E´ evidente che il tema del trattamento dei BPSD, ed in generale quello del trattamento delle patologie psico-comportamentali del soggetto anziano, non puó trovare risposte esaurienti solamente dagli studi randomizzati controllati che, per loro natura, si riferiscono a popolazioni selezionate, diverse da quelle del real-world, ma richiede l´integrazione dell´evidence based medicine con le osservazioni derivanti dagli studi osservazionali, dai dati della pratica clinica (il progetto CRONOS in questo senso ne é un esempio) e dai pareri condivisi dagli esperti. Solo in questo modo sará possibile affrontare il tema della sofferenza del paziente anziano con demenza in modo non frammentario e superficiale, non delegando al medico ed alla famiglia tutta la responsabilitá di scelte terapeutiche complesse, ma in ogni caso non procrastinabili nonostante la mancanza di dati di certezza.

Angelo Bianchetti

 Bullock R. Treatment of behavioural and psychiatric symptoms in dementia: implications of recent safety warnings. Curr Med Res Opin. 2005;21:1-10.
 Caltagirone C, Bianchetti A, Di Luca M, Mecocci P, Padovani A, Pirfo E, Scapicchio PL, Senin, U, Trabucchi M, Musicco M. Guidelines for the Treatment of Alzheimer´s Disease from the Italian Association of Psychogeriatrics. Drugs & Aging, 22 (S 1), 2005:1-26.
 Gill SS, Rochon PA, Herrmann N, Lee PE, Sykora K, Gunraj N, Normand SL, Gurwitz JH, Marras C, Wodchis WP, Mamdani M.  Atypical antipsychotic drugs and risk of ischaemic stroke: population based retrospective cohort study. BMJ. 2005 Feb 26;330(7489):445.  Lee PE, Gill SS, Freedman M, Bronskill SE, Hillmer MP, Rochon PA. Atypical antipsychotic drugs in the treatment of behavioural and psychological symptoms of dementia: systematic review. BMJ 2004;329:75-80.
 Liperoti R, Gambassi G, Lapane KL, Chiang C, Pedone C, Mor V, Bernabei R. Cerebrovascular events among elderly nursing home patients treated with conventional or atypical antipsychotics. J Clin Psychiatry. 2005 Sep;66(9):1090-6.
 Sink KM, Holden, KF, Yaffe K. Pharmacological treatment of neuropsychiatric symptoms of dementia. a review of the evidence. JAMA 2005; 293: 596-608.
 Wang PS, Schneeweiss S, Avorn J, Fischer MA, Mogun H, Solomon DH, Brookhart MA.  Risk of death in elderly users of conventional vs. atypical antipsychotic medications.N Engl J Med. 2005 Dec 1;353(22):2335-41.

A. Bianchetti

La residenzialitá per anziani

Riportiamo le conclusioni di Guaita ad una valutazione sul Welfare lombardo perché descrivono la crisi di identitá a cui sono talvolta esposte le residenze per anziani anche in altri contesti

Il sistema delle RSA ha vissuto in questi cinque anni molte trasformazioni che per la prima volta non sono state dettate dall´urgenza di rispondere a nuovi bisogni ma dall´applicazione di una serie di principi organizzativi, che si é ipotizzato essere di vantaggio per i singoli e per la collettivitá (sostegno alla famiglia, valorizzazione del terzo settore, programmazione e controllo al posto della gestione pubblica dei servizi). Un approccio di questo tipo ha comportato lo spostamento dell´attenzione verso l´interno del sistema e una scarsa attenzione ai meccanismi che stanno operando "fuori", nella popolazione di riferimento e ne stanno cambiando aspettative e richieste (l´associazione fra disabilitá fisica e psichica, l´instabilitá clinica, la comorbositá, la modificazione della composizione familiare, la diversa capacitá economica). Lo sforzo ampio e profondo di attuare il rinnovamento é avvenuto attraverso due meccanismi principali: uno rivolto ai soggetti istituzionali, in larga parte trasmigrati dal settore pubblico a quello privato (criteri di accreditamento), l´altro agli utenti (sistema SOSIA). Non pochi effetti positivi sono giá oggi riscontrabili nel sistema: é aumentata l´offerta di strutture e la diversificazione dei gestori, la tipologia di chi viene ricoverato é determinata dalla domanda e non dall´offerta, sono stati normati una serie di criteri di processo per l´accreditamento, é probabile sia cresciuta l´attenzione alla qualitá residenziale alberghiera. In piú, la Regione ha oggi la possibilitá di conoscere molti dati sia di struttura sia di processo delle RSA, come anche le condizioni di salute dei residenti, rilevate in modo standardizzato con uno strumento unico per tutto il territorio. I punti critici peró non mancano. I criteri di accreditamento riflettono una scelta che evita di generare meccanismi di graduatoria fra le strutture: garantisce che il minimo venga attuato ma non promuove nessuna spinta verso il "meglio". In armonia con l´impostazione generale il debito informativo é stato pensato in modo prioritario dalla periferia al centro e non viceversa, con assenza quindi di reportistica tempestiva sui dati raccolti (é chiaro che tali dati avrebbero un valore solo culturale dato il quadro normativo, ma anche tale spinta non andrebbe sottovalutata). La tariffazione é stata applicata con un sistema che premia la malattia e la disabilitá, e non anche l´appropriatezza della risposta. La presenza di personale qualificato in numero adeguato non viene premiata né incentivata; l´assistenza é affidata agli operatori di base senza che necessariamente venga costruito un rapporto di lavoro quotidiano con infermieri, medici, fisioterapisti, con una visione dell´attivitá sanitaria in RSA non di promozione del benessere dei ricoverati, ma di una specie di pronto soccorso continuato legato alle singole necessitá terapeutiche. L´assenza di una chiara figura di responsabilitá di cura crea una grave contraddizione fra ció che deve essere testimoniato e firmato per iscritto (FASAS, PAI, SOSIA) e una presenza medica solo per chiamata, o una presenza infermieristica ridotta al minimo. La crisi di identitá di queste strutture ne risulta cosí potenziata: da una parte saranno incentivate ad abbellire sempre piú la facciata per essere scelte dai loro clienti, ma dall´altra ridurranno sempre piú la presenza di personale qualificato e stabile, investiranno sempre meno in progetti assistenziali, correndo il rischio di invertire la tendenza degli ultimi anni, ritornando a essere dei contenitori di anziani incapaci invece che luoghi di cura.

Antonio Guaita
In: La riforma del welfare  lombardo - a cura di C. Gori. Carocci ed. 2005
A. Guaita

AIOCC - Associazione Italiana Operatori Cure Continuative

Formazione e Cultura per tutti gli operatori e i professionisti che assistono e curano gli anziani

Secondo le stime pubblicate nel Rapporto ISTAT "L´assistenza residenziale in Italia: regioni a confronto" dello scorso ottobre, oltre il 70% degli anziani (di cui oltre i tre quarti rappresentati da donne) accolti nei 222.970 posti letto delle case di riposo italiane,  ha bisogno di aiuto e assistenza in tutte le attivitá che riguardano la cura della persona a cui provvede un esercito di operatori stimabile in 90.000 unitá, oltre a  medici, infermieri, fisioterapisti, educatori, psicologi, assistenti sociali che si occupano di specifici aspetti che attengono alla cura e all´organizzazione dei servizi. A questi si aggiungono altri operatori  e professionisti che assicurano le cure domiciliari agli anziani non autosufficienti che vivono in casa,  e che lo stesso ISTAT stima in 560.000.
A tutti gli operatori e ai professionisti che svolgono la loro attivitá nei servizi che erogano interventi rivolti agli anziani e caratterizzati da continuitá dell´intervento é dedicata l´Associazione Italiana Operatori Cure Continuative (AIOCC) che é stata presentata Venerdí 11 novembre 2005 a Firenze nell´ambito del 50° Congresso della Societá Italiana di Geriatria e Gerontologia.
L´Associazione ha come obiettivo prioritario la diffusione  di un pensiero ed una cultura della "continuitá" della "presa in carico" che non attiene a una singola professionalitá, ma deve essere patrimonio comune di tutti i professionisti e gli operatori che a diverso titolo e nel rispetto delle proprie competenze operano in questo settore.
Tra  le attivitá proposte dall´associazione, la cui iscrizione per il 2006 é gratuita, al primo posto é la formazione attraverso un ricco programma di corsi e una rivista dedicata.
Il primo appuntamento con il Congresso Nazionale é in programma il prossimo 21-23 Marzo 2006, a Verona, nell´ambito del PTE EXPO con 33 corsi di cui 6 riservati agli operatori.
La coincidenza della presentazione con la ricorrenza di San Martino ha ispirato la metafora con cui ho concluso il mio intervento: "L´associazione vuole raggiungere tutti gli operatori che nei diversi luoghi della cura si occupano dei bisogni degli anziani, con particolare attenzione ai non professionisti ai quali é affidata l´assistenza diretta degli anziani su indicazione o in collaborazione con le altre figure dell´équipe. L´odierna festa di San Martino mi suggerisce che come il Santo ha risposto al bisogno del viandante offrendogli il mantello, cosí gli operatori delle cure debbono essere messi nelle condizioni di rispondere ai bisogni degli anziani con interventi capaci di soddisfare le loro esigenze di cura e di care. Il mantello degli operatori ha una trama di cultura e un ordito di competenza e si concretizza in gesti di cura  rispettosi della dignitá e del bisogno degli anziani affidati alle loro cure. Ci auguriamo che l´Associazione attraverso i suoi iscritti possa porre sotto questo mantello tutti gli anziani di oggi e di domani accolti nei diversi luoghi della cura".
Ermellina Zanetti

Segreteria scientifica AIOCC: GRG - Gruppo di Ricerca Geriatria - Via Romanino 1,
25122 Brescia Tel. 030 3757538 Fax 030 48508  Email progetti@grg-bs.it

Segreteria Organizzativa: Fin-mark, via Corticella 205, 40128 Bologna
Tel. 051 4199911 Fax 051 4199923  Email info@fin-mark.com


La ″White House Conference on Ageing (WHCoA)″

Dall´11 al 14 dicembre 2005 ho partecipato, in qualitá di osservatore internazionale, alla quinta White House Conference on Ageing (WHCoA) svoltasi a Washington. La finalitá di questa conferenza che ha cadenza decennale é quella di redarre le raccomandazioni da proporre al Presidente e al Congresso degli Stati Uniti al fine di migliorare le politiche rivolte alla popolazione anziana nei 10 anni a venire. L´attenzione della 2005 WHCoA si é rivolta al problema dell´invecchiamento futuro quale particolare conseguenza del cosiddetto fenomeno dei baby boomer: 78 milioni di persone compiranno i sessantanni a partire dal primo gennaio 2006.
La storia delle White House Conferences on Aging (WHCoA) spiega le modificazioni delle politiche socio-assistenziali degli Stati Uniti nei confronti del problema dell´invecchiamento.
Per convenzione si considera quella del 1961 la prima White House Conference on Aging ; tuttavia giá nel 1950, il Presidente Harry Truman, intuendo in modo lucido quanto rilevante stesse diventando l´impatto dell´invecchiamento sulla societá americana, si era fatto promotore di una conferenza nazionale dedicata allo scopo. A quella conferenza non fece seguito alcuna azione programmatoria specifica, ma l´evento serví come forum esplorativo per indirizzare l´attenzione verso una realtá di bisogni nuovi ed emergenti.
La 1961 White House Conference on Aging, sotto la presidenza Eisenhower prestó particolare attenzione ai problemi della salute correlati all´invecchiamento. All´evento parteciparono piú di 3000 persone; dopo quell´evento nella totalitá degli stati partecipanti vennero istituite commissioni sull´invecchiamento.
La White House Conference on Aging del 1971 si svolse sotto la presidenza Nixon (4000 partecipanti; per la prima volta parteciparono le associazioni di volontariato, i rappresentati delle organizzazioni dei pensionati, dei gruppi di auto aiuto, ecc.). L´attenzione primaria della conferenza fu rivolta ai problemi economici correlati all´invecchiamento. Particolare attenzione venne data all´invecchiamento dei cittadini di colore e degli ispanici. La Conferenza portó alla realizzazione di un programma nazionale nutrizionale per gli anziani.
La conferenza dell´81 venne programmata sotto le amministrazioni Carter e Reagan. L´argomento principale fu relativo alla Sicurezza Sociale. Ampio spazio venne dato alle delegazioni femminili, alle minoranze e ai disabili.
Sotto la presidenza Clinton si tenne la 1995 White House Conference on Aging alla quale parteciparono piú di 3000 delegati. La conferenza si tenne in un clima completamente diverso dalle precedenti ed esitó in atti prammatici concentrati piú che sulla formulazione di nuove raccomandazioni sulla realizzazione dei programmi esistenti, specialmente quelli relativi alla rete di sicurezza sociale; la conferenza si fece promotrice di poche nuove iniziative, ma si caratterizzó per la sua incisivitá pratica (Medicare, Medicaid, Older American Act). Un altro aspetto che caratterizzó la conferenza Clinton fu quello di spostare l´attenzione dalle persone giá anziane ai problemi dell´invecchiamento in generale.
Anche la conferenza del 2005 si é distinta per l´attenzione verso gli aspetti operativi. Tra le 10 risoluzioni piú votate dai delegati (che si possono leggere nel sito della WHCoA) meritano una menzione particolare quella relativa alla strategia globale di integrazione pubblico-privato per lo sviluppo della long-term care, quella relativa alla necessitá di supportare una diffusione della formazione geriatrica tra tutti gli operatori della sanitá e nello stesso tempo di incrementare il numero dei professionisti specializzati in Geriatria, e quella di migliorare la capacitá di riconoscimento di valutazione e di terapia del disagio psicologico e della depressione in particolare nella popolazione anziana. That´s America!
Renzo Rozzini
R. Rozzini

Stile di Vita e Longevitá: importanza della Geragogia

La longevitá é legata ad una favorevole interazione tra fattori genetici ed ambientali e si identifica con una aspettativa di vita decisamente superiore alla media, libera da condizioni che compromettano significativamente qualitá e durata della vita. Il progressivo allungamento dell´aspettativa di vita ha comportato come conseguenza negativa un incremento degli anni vissuti in disabilitá che in Italia  sono calcolati mediamente nei due sessi  in 6,9 anni. Le condizioni che favoriscono l´insorgenza di disabilitá sono rappresentate, in ordine decrescente di frequenza, da: tabagismo, ipertensione arteriosa, abuso di alcool, ipercolesterolemia, elevato indice di massa corporea, ridotto apporto di frutta e verdura con la dieta ed inattivitá fisica, tutte condizioni  strettamente collegate allo stile di vita. Lo stile di vita é la sintesi dei modi con cui ci rapportiamo con noi stessi, con gli altri, con i problemi, del tipo di dieta, delle abitudini voluttuarie, dell´attivitá fisica e della gestione del tempo libero. Uno stile di vita errato (sedentarietá, fumo, alimentazione scorretta ed eccesso ponderale, scarsa attivitá intellettuale, stress eccessivo) accelera il processo di invecchiamento ed espone quindi ad un rischio significativamente piú elevato di sviluppare condizioni patologiche invalidanti riducendo l´aspettativa e la qualitá di vita, invece uno stile di vita ottimale (attivitá fisica regolare, impegno intellettuale costante, astensione dal fumo, alimentazione equilibrata e varia, normale peso corporeo, eustress) contribuisce al mantenimento dello stato di salute e contrasta le malattie, ritarda l´invecchiamento e contribuisce al raggiungimento della longevitá. E´ indubbio che nel contesto della medicina preventiva un ruolo importante é svolto dall´educazione alla salute ed in particolare, dato il progressivo incremento del numero degli anziani, dalla geragogia che si differenzia dall´educazione sanitaria perché, oltre alla tutela della salute, ha il compito di promuovere uno stile di vita idoneo all´etá senile, anche mediante un opportuno riordinamento filosofico interiore. Per ottenere questo é peró necessario che i medici, ed in particolare i geriatri, rendano i cittadini sensibili ai problemi della salute, diffondendo delle conoscenze che una volta elaborate vengano trasformate in acquisizioni personali capaci di consentire scelte ragionate, in virtú di una partecipazione attiva alla tutela della salute. Al raggiungimento di questo importante obiettivo puó rivelarsi utile trasmettere in maniera capillare alla popolazione, con la collaudata forma del "decalogo", alcune regole apparentemente semplici ma in realtá di indubbio vantaggio ai fini educativi e preventivi. Le principali regole sono state  riunite in quindici decaloghi elencati in seguito.
Vittorio Nicita-Mauro

Elenco dei decaloghi disponibili su richiesta per email (nicitav@unime.it):

Decalogo antisenile
Decalogo del cervello
Decalogo del sonno
Decalogo del cuore e della circolazione
Decalogo antitabagismo
Decalogo antiosteoporosi
Decalogo delle vacanze
Decalogo ″fonte di giovinezza″
Decalogo dell´anziano
Decalogo antidepressivo
Decalogo della sana alimentazione
Decalogo antiipertensivo
Decalogo antidiabetico
Decalogo antistress
Decalogo dell´amore


Notizie dalle Sezioni Regionali

Sezione Regionale Sardegna
Convegno Regionale: L´anziano non autosufficiente: strategie preventive, terapeutiche ed assistenziali

Come da programma il 28 ottobre ci siamo riuniti a Cagliari per discutere delle problematiche legate alla non autosufficienza, affrontate dal punto di vista clinico, sociale, politico, economico ed etico. Hanno partecipato un centinaio di colleghi per la gran parte di giovane etá.
Gli argomenti proposti, di grande attualitá, nonché la competenza e la capacitá comunicativa dei moderatori e dei relatori hanno determinato il successo dell´incontro.
La presenza del Prof. M. Trabucchi ha sicuramente indotto sia l´Assessore alla Sanitá Prof.ssa N. Dirindin che il Direttore Generale della ASL 8 Dott. G. Gumirato ad accettare il nostro invito.
I loro discorsi, all´apertura dei lavori, hanno fatto trasparire la loro sensibilitá e competenza gestionale verso le problematiche della persona anziana.
L´Assessore ha illustrato le linee di indirizzo del nuovo piano socio-sanitario della nostra regione rivolte all´anziano e alla non autosufficienza. La Prof.ssa N. Dirindin si é soffermata in particolare sul progetto "Ritornare a Casa". Questo progetto si pone il fine di aiutare gli anziani a stare il piú a lungo possibile nella loro abitazione, garantendo gli interventi di tipo sociale, sanitario ed economico.
Il Prof. M. Trabucchi ha introdotto il problema delle strategie assistenziali della non autosufficienza, affrontato poi nella prima sessione del convegno tenuta dal Dott. P.F. Putzu e dal Dott. F. Landi.
Le problematiche medico legali, frequenti nella nostra pratica clinica, sono state trattate in modo esaustivo dal Dott. P. Turri, Dott. G. Pintor e dal magistrato Dott. P. De Angelis.
I Dottori A. Nieddu, L. Pani ed O. Zanetti hanno poi ribadito, data la complessitá del paziente demente, l´importanza della valutazione multidimensionale nell´affrontare i disturbi comportamentali, caratterizzati dalla eterogeneitá sia eziologica che clinica.
Interessante e ricca di spunti anche la sessione sull´ictus a cui hanno partecipato il Prof. R. Tedde, il Dott. M. Melis ed il Dott. G. Motroni.
Questo convegno ci ha offerto importanti spunti di riflessione, discussione ed aggiornamento.
Ringrazio il Prof. M. Trabucchi, le Autoritá convenute e tutti i Relatori perché sono riusciti sicuramente a rafforzare la "scelta di essere geriatri" dei numerosi giovani colleghi presenti.
Olga Catte

Sezione regionale Veneto-Trentino Alto Adige

Il 31.10.05 si é riunito a Padova il Consiglio Direttivo della Sezione Veneto-Trentino-Alto-Adige della S.I.G.G. dopo le elezioni avvenute durante il Congresso annuale del 22 ottobre. Alla riunione erano presenti il sottoscritto, il Prof. Ottavio Bosello, il Dr. Massimo Calabró, il Dr. Silvano Pedron, il Dr. Renzo Girardello. Assenti con delega il Prof. Enzo Manzato e la Dr.ssa Margherita Andrigo (socio aggregato).
I Consiglieri hanno eletto all´unanimitá il Prof. Ottavio Bosello quale Presidente della sezione e il Dr. Fabio Armellini segretario della sezione medesima.
Pier Luigi Forte

Sezione regionale Lombardia
Incontro su "La Riabilitazione Geriatrica"

Il 28 Novembre, presso la sede amministrativa dell´ASP Istituto Redaelli, si é tenuto un incontro relativo alla recente introduzione di una normativa della Regione Lombardia che riguarda la riabilitazione specialistica, generale e geriatrica.
L´incontro, cui ha presenziato il Professor Marco Trabucchi, era stato organizzato per dar luogo ad un dibattito-confronto sulla formalizzazione della riabilitazione geriatrica in Lombardia e della grande opportunitá che essa puó rappresentare, come bene esplicitato nella sua introduzione dal Presidente SIGG.
Erano presenti alla riunione, promossa dal Dottor Guaita, 42 geriatri lombardi prevalentemente coinvolti in strutture riabilitative. Ho proposto, come punto di partenza dell´incontro, alcune riflessioni sul ruolo dell´ospedale per acuti e l´anziano, cui hanno, successivamente, fatto seguito gli interventi dei Dottori Guaita, Bellelli, Bernardini e Fabbrini che hanno analizzato, nell´ordine, la definizione degli outcomes e metodi della riabilitazione geriatrica, il rapporto tra geriatra e fisiatra in tale ambito e la definizione del progetto e piano riabilitativo. Sono stati inoltre messi in evidenza, con molto criticismo, i criteri di accreditamento gestionali e strutturali definiti dalla Regione, con la presentazione di una simulazione della presenza delle varie figure professionali nei diversi setting di cura e, soprattutto, delle carenze che emergono. Le presentazioni sono state seguite da un dibattito e dalla proposta conclusiva del Professor Trabucchi relativa alla formalizzazione di quanto emerso in un documento conclusivo da presentare agli Assessorati Regionali convolti.
Tale documento verrá, prima di essere inoltrato, discusso in un appuntamento successivo programmato per il 30 gennaio 2006.
Giorgio Annoni


I Soci scrivono

Medici ed  Infermieri

In una  lettera al Corriere della Sera (31 Ottobre 2005) si legge  che il Corso di laurea in scienze infermieristiche ha un percorso formativo sovrapponibile a quello del medico; la confusione nei compiti e nelle attivitá svolte sembra una conseguenza. Nella lettera ravviso  luoghi comuni, ignorando quanto siano cambiate l´organizzazione e la gestione della sanitá che richiedono la disponibilitá di figure professionali con competenze differenziate che operano con obiettivi comuni e condivisi. Anche se la laurea triennale potrá essere perfezionata  in laurea specialistica (per un totale di 5 anni di corso) é certo che la preparazione del medico e del laureato in scienze infermieristiche é profondamente diversa cosí come lo sono  le rispettive attivitá  professionali e le responsabilitá specifiche. Il Medico ha un curriculum profondamente diverso da quello dell´Infermiere in tutti i settori (biologico, clinico e terapeutico). I Medici  hanno una storia culturalmente piú lunga e fruttuosa; la loro ricerca ha prodotto risultati fondamentali per il progresso della Medicina. L´infermiere e le sue molteplici attivitá e mansioni sono stati  fondamentali per raggiungere i risultati ottenuti in campo sanitario; fra questi c´é il netto prolungamento della vita media. Non si deve dimenticare che fu l´infermiera Florence Nightingale (1823-1910), fondatrice della scienza infermieristica moderna, a sostenere che i pazienti non dovessero subire conseguenze sfavorevoli da un´assistenza inadeguata esprimendo cosí un concetto di  elevato  contenuto geriatrico.
In Italia gli Infermieri sono circa 340.000, la loro densitá, circa 6000 per milione di abitanti, é una delle piú basse del mondo; 10.000 esercitano la libera professione con varie modalitá. Al contrario il numero dei Medici é uno dei piú alti. Si calcola che manchino 40.000 infermieri; i 7000 laureati/anno non coprono il turnover, ma le immatricolazioni universitarie stanno aumentando. L´80% degli Infermieri opera all´interno degli ospedali e solo poco piú del 3% nelle strutture residenziali dotate di un grande e crescente numero di posti letto per le persone anziane con malattie cronico-degenerative e disabilitá.; si deduce che nelle strutture il numeroso personale non medico é raramente laureato in scienze infermieristiche; ma per la patologia e la disabilitá degli ospiti si dovrebbe prevedere una preparazione specifica e dedizione particolare da parte dell´infermiere. Per una buona assistenza geriatrica la sensibilitá e l´empatia del medico e soprattutto dell´Infermiere devono essere formate e sviluppate da esperienze specifiche che purtroppo sono carenti nei Corsi di laurea delle Facoltá mediche; queste sono molto povere di  Docenti specifici nei settori scientifici del nursing; ció ha comportato, comporta e comporterá carenze nel settore della ricerca, indispensabile per migliorare le metodologie del processo assistenziale. Si legge  della necessitá di prendersi cura a 360 gradi, di garanzia di qualitá, della necessitá di un coinvolgimento infermieristico maggiore nel processo assistenziale con assunzione di responsabilitá a livello di emergenza, cure palliative e assistenza domiciliare, della governance ben al di lá della terapia"; gli infermieri rivendicano una maggiore autonomia e responsabilizzazione nella gestione della sanitá.  Sicuramente l´Infermiere é in grado di influenzare  la qualitá delle cure, di fornire un´assistenza ricca di empatia e di buoni consigli basati anche sulle prescrizioni del Medico; ha un ruolo fondamentale nella realizzazione della tanto citata medicina olistica. Il connubio Medico-Infermiere é sicuramente fondamentale e dovrá ulteriormente affinarsi evitando dualismi proprio perché le competenze, cosí come la preparazione culturale e professionale, benché tanto diverse, sono  fortemente complementari.

Ancora sulla continuitá delle cure

Continua la proposta di un tema fondamentale in medicina geriatrica e cioé la continuitá delle cure; tutti ne parlano. Le Unitá Operative di Medicina interna (associate nella Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Internisti Ospedalieri-FADOI)  dell´ Emilia-Romagna hanno organizzato un rilevante incontro: il problema é  "Il Paziente internistico e la Continuitá assistenziale" nel settore della Medicina interna che comprende notoriamente anche la Geriatria (http://www.fadoi.org/congressi/download/16_12_2005.pdf).
Il Convegno propone la rete delle Medicine interne come supporto imprescindibile all´assistenza territoriale di alcune categorie di pazienti (con scompenso cardiaco e  ictus - che notoriamente sono quasi sempre anziani) sia sul piano dei contenuti professionali sia sul piano dell´economia gestionale. La continuitá delle cure é trasferita alle singole patologie (ictus, scompenso di cuore) e la continuitá é intesa come temporale piuttosto che in senso multiprofessionale (soprattutto Infermieri e Fisioterapisti) o facendo riferimento alla variabilitá del  setting curativo-assistenziale nel tempo. L´interpretazione geriatrica della continuitá delle cure é stata validata da soluzioni molteplici negli ultimi 20-25 anni e facilmente consultabili (si veda per esempio Kaiser Permanente Community Partners  http://www.picf.org/kaiserpermcomupartn.htm).
Durante il Convegno che si terrá a Bologna e che non avrá relatori geriatri, sará enfatizzato il ruolo fondamentale della comunicazione tra i professionisti per realizzare la continuitá assistenziale anche all´interno dell´Ospedale (con il Dipartimento) oltre che con il territorio dove il Medico di medicina generale svolge un ruolo insostituibile per la gestione appropriata dei malati cronici e disabili. Il Convegno é centrato sul destino del paziente ospedalizzato, ma evita  il problema delle cause dei tanti ricoveri ospedalieri: tutti i problemi sembrano nascere dopo l´Ospedale, ma é evidente che non é cosí; se le cure territoriali avessero un´organizzazione piú adeguata ai problemi e ai bisogni dei pazienti piú probabili, cioé gli anziani, l´accesso agli ospedali  e soprattutto ai reparti medici diminuirebbe. In Emilia Romagna c´é  il progetto SOLE (Sanitá On LinE - http://www.progetto-sole.it), rete informativa e telematica integrata tra ospedale e territorio, che consentirá di migliorare la sanitá applicata in particolare a livello di offerta di servizi, prescrizione-refertazione, prescrizione farmaceutica, gestione del processo di assistenza domiciliare integrata e di continuitá assistenziale; sará vantaggioso per un rapido scambio di informazioni fra utente, figure sanitarie e servizi e per velocizzare le procedure (non si deve dimenticare il problema delle liste di attesa che rendono ancor piú apprezzabile e vantaggiosa la soluzione ospedaliera di ogni problema medico).
E´ augurabile che queste inizative cosí come la gestione dei pazienti con  sistemi informatici,  possano in futuro coinvolgere anche la Medicina accademica che ha l´oneroso compito di formare gli operatori sanitari di ogni livello in grado di soddisfare le esigenze operative del sistema sanitario.
Si osserva che nostre specificitá culturali arricchiscono lentamente, ma inesorabilmente, altre discipline; mi piace ricordare che nel 1985 il Giornale di Gerontologia, a pagina 859, descriveva (é una ricerca del prof G.P. Vecchi) un modello di continuitá assistenziale in geriatria basato su corretti sistemi complessivi di valutazione; é passato tanto tempo e il progresso nel nostro settore non é stato quello che ci si poteva augurare. Ora "gli altri" utilizzano nostre argomentazioni e metodologie: ne possiamo essere orgogliosi anche se probabilmente ci tolgono spazio e visibilitá.

Pubblicazione dei risultati delle ricerche scientifiche

E´ segnalato il netto aumento degli Autori che pubblicano i risultati delle loro ricerche su riviste scientifiche con/open access. Questa  modalitá aumenta nettamente la diffusione della   pubblicazione; per l´editore di PNAS  gli articoli pubblicati /open access/ sono nettamente piú letti e considerati durante il  primo mese di  pubblicazione. Si sta configurando la pubblicazione "highly accessed". Dettagli a: /BioMed Central: http://www.biomedcentral.com - http://www.ucl.ac.uk/ciber/ciber_2005_survey_final.pdf    

Osteoporosi 

In Francia in occasione della Giornata dell´Osteoporosi (20.X.2005) prendendo atto delle 50.000 fratture del collo del femore/anno, il Ministro della sanitá, anche in previsione del prevedibile aumento delle fratture stesse nei prossimi decenni a causa dell´invecchiamento della popolazione, ha deciso che dal 2006 la densitometria ossea dei soggetti ultrasessantenni sia a carico del sistema sanitario assicurativo con una spesa prevista di 30-40 milioni di euro/anno. Non so cosa si faccia in Italia. Non tanto tempo fa nella mia cittá si escludevano dall´accertamento densitometrico  i soggetti con piú di 55 anni: come cambia la "scienza medica" !
Sempre in Francia  inizierá nel 2006 una sperimentazione (studio Alos de Montauban) su 4000 abitanti di Montauban di etá > 67 anni senza patologia cognitiva rilevante per dimostrare eventuali  effetti favorevoli o preventivi della somministrazione protratta di acidi grassi omega-3  versus placebo sulla incidenza della demenza; lo studio durerá 5 anni. Questi acidi sono importanti componenti delle membrane cellulari e ne influenzano la fluiditá ed altre importanti funzioni. Lo studio é condotto dai Medici di base (circa 50) ed é sponsorizzato da un´azienda farmaceutica.
Gianfranco Salvioli

"Assistere chi assiste": Un evento formativo per collaboratori sanitari di area geriatrica

Aggiornare sulle demenze in ambito geriatrico il personale infermieristico e socio-sanitario é necessario perché, queste figure professionali, essendo a contatto diretto con i pazienti ed i loro familiari, ne vivono le necessitá e le problematiche; inoltre nella quotidianitá del lavoro esse si interfacciano proprio tra specialisti, pazienti, caregivers e familiari.
L´ASL Napoli/2 particolarmente impegnata nell´attivitá di formazione dei suoi dipendenti ha sentito la necessitá di organizzare un corso di formazione sulle demenze specificatamente rivolto al personale infermieristico e socio-sanitario.
La finalitá principale del corso é stata quindi quella di dare a tale personale, la capacitá di offrire un´assistenza clinicamente piú qualificata e valida, nonché una maggiore attenzione nei confronti dei caregivers e familiari dei dementi.  
Il corso "Assistere chi assiste" si é svolto a Pozzuoli (Napoli) dal 27 ottobre al 29 novembre u.s. articolato in quattro moduli, ognuno dei quali ha affrontato un argomento specifico per un totale di venti ore di lezione. Il primo modulo ha inquadrato le demenze dal punto di vista clinico. Nel successivo si é studiato il trattamento farmacologico dei disturbi cognitivi. Il terzo modulo ha affrontato le problematiche assistenziali dell´anziano demente;  l´ultimo ha messo a confronto operatori e famiglia da una parte e la persona con demenza dall´altra.
Il progetto, in linea con gli obiettivi formativi della SIGG, é stato seguito fin dalla sua ideazione dal Prof. Trabucchi che ne ha personalmente aperto i lavori.
L´iniziativa é stata resa possibile grazie alla volontá del Direttore Generale, ed alla collaborazione di tutti gli operatori del Dipartimento di Geriatria dell´ASL Napoli/2.
Concreto e qualificante l´apporto dato dai Docenti delle Cattedre di Geriatria delle due Universitá degli Studi di Napoli. 
Ho curato personalmente l´organizzazione scientifica in qualitá di geriatra ambulatoriale dell´ASL Napoli/2.
Patrizia Bruno

Il geriatra ed i nonni 

Da sempre  il geriatra che  lavora nelle corsie di Geriatria, negli Istituti di Riabilitazione Geriatrica o nelle RSA si batte per sradicare la deprecabile  abitudine di approcciarsi al paziente anziano con il termine "nonno". Il "nonno" é il Sig. Rossi, o Bianchi, o Verdi. Non é un nonno, é una persona. Di piú: é un paziente. Appellarsi al paziente chiamandolo "nonno", e magari dandogli del tu, rappresenta uno stile che non ha nulla di professionale, ed é spesso l´epifenomeno di una mortificante mancanza di cultura geriatrica.
Il "decalogo dei nonni", a prescindere dai contenuti, rischia di apparire come la tragica certificazione di uno "stile" che la Geriatria dovrebbe aborrire.
Giovanni Cuzzoni

La Summer School? Un piccolo "miracolo"

Sono una giovane specializzanda in geriatria che ha avuto la fortuna di partecipare ad entrambe le edizioni della Summer School (2004 e 2005) a Folgaria.
In occasione del recente Congresso Nazionale SIGG a Firenze, il Presidente Prof. Trabucchi ha caldamente invitato tutti i partecipanti a "passare all´azione", ovvero a tradurre in fatti concreti quell´energia e quella voglia di fare che la Summer School ci ha trasmesso o che, forse, ci ha solo fatto accorgere di avere. Non sto qui a ripetere quanto sia stata importante e formativa l´esperienza della Summer School: mi permetto peró di sottolineare che questo é un giudizio pressoché unanime di tutti i partecipanti a tutte le edizioni, che va al di lá di singoli giudizi, forse un po´ affrettati o forse provocatori, sulla superioritá di un´edizione rispetto ad un´altra. Non posso peró non accettare con sana autocritica il bonario rimprovero del Prof. Trabucchi, perché, di fatto, il nostro errore é stato di non aver dimostrato a sufficienza alla SIGG la forza e la potenzialitá del nostro gruppo. A cosa é servita, quindi, la Summer School?
Nel nostro piccolo, noi specializzande che abbiamo partecipato alla prima edizione, riprendendo il lavoro di colleghi giá specializzati, abbiamo perfezionato e reso parte integrante della cartella clinica del nostro Reparto una scheda di valutazione multidimensionale, che oggi ci guida nella gestione del paziente anziano ricoverato non in una Geriatria, bensí in una Medicina Interna. Quella che fino ad una anno fa era una metodologia applicata solo saltuariamente e per lo piú per interesse personale, oggi é applicata routinariamente nei pazienti ultra65enni. Non solo, i dati ottenuti in questo primo anno sono stati oggetto di alcuni abstracts presentati all´ultimo Congresso Nazionale, di cui uno ha anche ottenuto il Premio SIGG riservato ai giovani geriatri; forse anche o proprio perché qualcuno si é reso conto del piccolo "miracolo" (mi sia concesso il termine) che siamo riusciti a compiere.
Grazie anche all´entusiasmo suscitato dal premio, ora si parla quotidianamente di geriatria e di valutazione multidimensionale; inoltre, altri colleghi hanno partecipato alla Summer School 2005, riportando agli altri sia l´esperienza di Folgaria che di San Giovanni Rotondo con pari entusiasmo; e molti altri colleghi, non solo geriatri, hanno partecipato al Congresso Nazionale SIGG.
Probabilmente non vinceremo il premio Nobel per la medicina….ma riteniamo di aver colto un piccolo grande successo, che per noi rappresenta comunque un punto di partenza e non di arrivo.
Perció invito caldamente i miei colleghi e compagni della Summer School a raccontare anche la loro testimonianza, cosí come abbiamo fatto quando ci siamo incontrati a Firenze, e soprattutto a mantenere l´impegno che ci siamo presi di "passare all´azione" tutti insieme.
Valeria Morichi


Dalla letteratura internazionale

Trends in hospitalizations for pneumonia among persons aged 65 years or older in the USA, 1988-2002" (JAMA 294: 2712-2719, 2005).

Invito i soci a leggere il recente articolo. Il lavoro é di grande interesse perché riporta l´aumento di ospedalizzazioni degli anziani per polmonite nel corso di 15 anni. Il dato di interesse é che questo fenomeno si associa ad un aumento della condizioni di comorbilitá cronica. Le modificazioni avvenute nel periodo di riferimento sono la conseguenza dell´aumentata sopravvivenza degli anziani, dovuta alle cure mediche e al miglioramento delle condizioni di vita. Lo scenario delineato é tipico dell´intervento geriatrico: infatti si associa una condizione di complessitá (la comorbilitá, che modifica profondamente il quadro biologico e clinico) con la specificitá di una malattia (la polmonite). Se ne trae la conclusione che sempre piú é utile la competenza geriatrica; l´evoluzione dell´epidemiologia riafferma l´importanza del nostro ruolo, perché solo la nostra cultura e la nostra prassi  sanno gestire allo stesso tempo complessitá e specificitá. Si potrebbe dire che il tempo gioca a favore della geriatria: dobbiamo affrontare con coraggio una sfida difficile, che peró conferma l´insostituibilitá del nostro ruolo. (MT) 



Selezione libri

La sottoveste sopra la gonna - "storie di Alzheimer narrate da un medico"
di Giovanni Bigatello - prefazione del prof. Marco Trabucchi
Casa Editrice MARNA www.marna.it

Perché un libro sull´Alzhemer?
O meglio, sui miei malati di Alzheimer?  Quando si scrive un libro di solito non ci si chiede il perché.  E cosí é stato anche per me.  Poi, mentre ricomponevo queste storie, queste esperienze, mi sono accorto che queste vite apparentemente perse, confuse nel magma di un Istituto per "non-autosufficienti" un tempo non erano state affatto diverse dalle vite di chi oggi lavora, s´industria, ama, soffre, fa il carogna; di chi si ritiene un individuo unico e irripetibile. Vite dunque non diverse dalla mia. Ricostruendo le avventure dei miei vecchi dementi sono stato perció indotto -quasi costretto- a riflettere.  Sulla vecchiaia, sulla malattia, sull´Alzheimer, sulla morte.  Non si riflette mai abbastanza. Si crede che basti lavorare con i vecchi per diventare degli "esperti in vecchiaia".  In realtá la maggior parte di chi lavora con i vecchi a tutto pensa fuorché alla vecchiaia (e alla demenza men che meno!), degli altri e sua. Grazie allora a tutti i protagonisti di queste storie perché mi hanno dato modo di pensarci. E spesso, anche di sorridere.
Giovanni Bigatello


Congressi e Convegni

SIGG SEZIONE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA-AZIENDA OSPEDALIERA S. MARIA DELLA MISERICORDIA DIPARTIMENTO  DI MEDICINA INTERNA
CURARE L´ANZIANO: DALLA INTENSIVITA´ DI MALATTIA ALLA  CONTINUITA´ ASSISTENZIALE
Udine 21 gennaio 2006
Segreteria Organizzativa: SOS di Formazione e Aggiornamento
Tel: 0432.554245 Fax:  0432.55454381
e-mail: formazione@aoud.sanita.fvg.it

ISTITUTO DI SCIENZA DELL´ALIMENTAZIONE UNIVERSITÁ DI  ROMA "LA SAPIENZA" L´INTERNATIONAL ACADEMY OF NUTRITION AND AGING
Simposio Internazionale "OBESITY IN THE ELDERLY"
Roma, 26-28 Gennaio 2006
http://www.uniroma1.it/scialim - valeria.delbalzo@uniroma1.it

ISTITUTI MILANESI MARTINITT E STELLINE E PIO ALBERGO TRIVULZIO
LA MALATTIA DA REFLUSSO GASTROESOAGEO
E PROBLEMATICHE GASTROENTEROLOGICHE NELL´ANZIANO
Milano 28 gennaio 2006
Segreteria Scientifica Dott. Massimo Monti Tel. 02.4029651, 02.4029572;
Fax 02.4029592; e-mail monti.massimo@tin.it
Dott. Vito Noto Tel. 02.4029568; fax 02.4029573; e-mail vito.noto@cscd.it
Segreteria Organizzativa Dott.ssa Silvia Bonomi
Tel. 02.4029568; fax 02.4029573 e-mail segreteria@cscd.it

GERIATRIC CLINICAL MANAGEMENT IN EUROPE
Ostend 16-18 febbraio 2006
www.iag-er.org 

ASSOCIAZIONE "GRUPPO ANCHISE", MILANO: SEMINARI ANCHISE 2006
LA CURA DELLA PERSONA ANZIANA CENTRATA SULLA PAROLA
Milano 17  febbraio- 13 dicembre 2006
Per informazioni: info@gruppoanchise.it
www.gruppoanchise.it

ASSOCIAZIONE ITALIANA PSICOGERIATRIA 6° CONGRESSO NAZIONALE
IDENTITÁ DEL VECCHIO MUTAMENTI SOCIALI E COMPLESSITÁ DEI BISOGNI:
INNOVATIVITÁ E SPECIFICITÁ DELLE CURE

Gardone Riviera (BS) 5-8 Aprile 2006
Segreteria Scientifica Angelo Bianchetti Sandra Martini
Tel. 030.3757538 - Fax 030.48508
angelo.bianchetti@grg
Segreteria Organizzativa: G&G Congressi Roma
Tel. 06.5043441 - Fax 06.5033071
congressi@gegcongressi.com
www.gegcongressi.com

9TH INTERNATIONAL GENEVA/SPRINGFIELD SYMPOSIUM ON ADVANCES IN ALZHEIMER THERAPY
Ginevra 19-22 Aprile 2006
www.siumed.edu/cme

CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE ARGENTINA DI GERIATRIA E  GERONTOLOGIA ( FAGG)
Rosario 23-25 maggio 2006
Per informazioni:  fagg_ar@lycos.com

AFFECTIVE, BEHAVIORAL AND COGNITIVE DISORDERS IN THE ELDERLY - ABCDE
Bologna 15-17 giugno 2006
Segreteria Scientifica: ABCDE Tel: 339 6316166 Fax: 051 63 62262
www.gegcongressi.com/abcde e-mail: abcde@aosp.bo.it
Segreteria Organizzativa: G&G International Congress  Roma
Tel: 06 5043441 Fax: 06 5033071
e-mail: congressi@gegcongressi.com - www.gegcongressi.com

BRITISH SOCIETY OF GERONTOLOGY 35TH ANNUAL SCIENTIFIC MEETING
THE AGEING JIGSAW: INTERDISCIPLINARY APPROACHES TO OLD AGE
University of Wales, Bangor 7th-9th September 2006
http://www.bangor.ac.uk/csprd/bsg2006.html

ASSOCIAZIONE ITALIANA PSICOGERIATRIA
FOURTH ANNUAL MEETING ON BRAIN AGING AND DEMENTIA. FROM SUCCESSFUL AGING TO SEVERE DEMENTIA
Perugia 14-16 settembre 2006
Segreteria Scientifica Patrizia Mecocci
Tel. 075.5783839- 075.5783270 Fax 075.5730259
e-mail mecocci@unipg.it
Segreteria Organizzativa: G&G Congressi Roma
Tel. 06.5043441 - Fax 06.5033071
congressi@gegcongressi.com
www.gegcongressi.com

SOCIETÁ ITALIANA DI GERONTOLOGIA E GERIATRIA
51° CONGRESSO NAZIONALE SIGG
Firenze 29 novembre-3 dicembre  2006
Segreteria Scientifica: SIGG -Via G.C. Vanini 5 - 50129 Firenze
Tel.055 474330 - Fax 055 461217 - e-mail: sigg@sigg.it - www.sigg.it

VIth EUROPEAN CONGRESS of GERONTOLOGY
Saint Petersburg, Russia July 5 - 8, 2007
Organizing Secretariat
St. Petersburg Institute of Bioregulation and Gerontology
3, Dynamo Prospect, 197110 St. Petersburg, Russia
www.gerontology.ru/congress2007 - E-mail: congress2007@gerontology.ru