Societá

Attivitá SIGG

Bollettino SIGG: Numero 8, Agosto 2006


Direttore Responsabile
Nicola Ferrara

A cura di
Vincenzo Canonico
Tel. e fax 081 7464297
e-mail: vcanonic@unina.it

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Il ruolo dello specialista in geriatria nel SSN

Cari Amici,
stiamo lavorando al riordino della SSG e nel farlo abbiamo dovuto "definire" l´ ambito della nostra disciplina in modo da "definirci" verso le altre discipline, medicina interna soprattutto. Ritengo utile condividere questo lavoro proprio nella logica di fornire a tutti strumenti per affermare il percorso fatto dalla Geriatria. Percorso che sancisce un distacco incolmabile da tutti coloro che, al grido "vediamo gli stessi pazienti!", pensano di essere anch´essi geriatri o che del geriatra non vi sia bisogno.
Roberto Bernabei

Il ruolo dello specialista in geriatria nel SSN
L´aumentata incidenza e prevalenza delle malattie cronico-degenerative e della disabilitá, quale conseguenza del sensibile aumento dell´aspettativa media di vita che si é realizzato soprattutto a partire dalla seconda metá del secolo scorso, ha messo in crisi il modello assistenziale fondato sul duopolio ospedale-medico di medicina generale (MMG). In particolare, si é assistito alla crescita rapidissima di una nuova categoria di pazienti, di etá avanzata o molto avanzata, con comorbilitá, polifarmacoterapia ed una o piú delle seguenti condizioni: compromissione della funzione fisica e/o cognitiva, incontinenze sfinteriche, deficit nutrizionali, anemia, sarcopenia, osteoporosi, rischio di cadute e fratture, tono dell´umore depresso, problematiche di tipo socio-economico, quali soprattutto solitudine e povertá.
Caratteristica di questi pazienti é l´estrema vulnerabilitá per l´incapacitá di reagire efficacemente ad eventi che turbano la loro precaria omeostasi quali, ad esempio, una importante variazione della temperatura ambientale (vedi l´emergenza anziani durante i mesi estivi nel nostro paese), il riacutizzarsi di una malattia cronica, l´instaurarsi di una malattia acuta anche se di modesta entitá, un evento traumatico sia di natura fisica  che psichica (quale la perdita del coniuge, l´istituzionalizzazione etc.), cosí come un semplice procedimento diagnostico, od un comune intervento terapeutico. Naturalmente quanto maggiore é il  grado di vulnerabilitá e di instabilitá, tanto maggiore é il rischio che fattori anche banali inneschino nel volgere di breve tempo una catena di eventi anche ad esito catastrofico (scompenso a cascata).
Si tratta di una realtá dal forte impatto sul servizio socio-sanitario nazionale e sul welfare in generale per i notevoli bisogni assistenziali che tali pazienti presentano in quanto comprendono una percentuale significativa della popolazione anziana e soprattutto di quella piú anziana.
Negli ultimi due decenni, un´ampia letteratura internazionale ha definito questo paziente ″anziano fragile″ (frail elderly) e lo ha individuato come target specifico della geriatria. Nella sua componente fisica, la fragilitá é caratterizzata dalla presenza di 3 o piú elementi tra debolezza muscolare, perdita di peso, rallentata andatura, affaticabilitá, bassi livelli di attivitá fisica (JAGS 2006), definiti in base a criteri scientifici validati. Tuttavia, essa puó comprendere anche problemi psico-emozionali (es. deficit cognitivi o sintomatologia depressiva) e, infine, fattori estranei allo stretto ambito clinico (quali ad esempio la vedovanza, il cambio di domicilio o l´istituzionalizzazione), ma che comunque possono pesantemente compromettere lo stato di salute dell´anziano. A questo si associano alterazioni specifiche in variabili fisiologiche, quali i marcatori dell´infiammazione, della coagulazione e del metabolismo.
In questo paziente (Tab. 1) le uniche possibilitá di ottenere significativi risultati sono peró affidate non solo alla sistematica applicazione dei principi e della metodologia di valutazione e di intervento proprie della medicina geriatrica, ma anche alla presenza di una rete integrata di strutture e servizi, sia ospedalieri che distrettuali. Numerose evidenze scientifiche, infatti, hanno dimostrato la maggiore efficacia del modello assistenziale geriatrico, rispetto a quello tradizionale, nella gestione del paziente anziano fragile in termini di riduzione della ospedalizzazione, della istituzionalizzazione, della disabilitá e della mortalitá.

Tab. 1 Conseguenze cliniche della fragilitá
- elevata suscettibilitá a sviluppare malattie acute che si esprimono  con quadri clinici atipici (confusione mentale, incontinenza urinaria, instabilitá posturale e cadute, etc.);
- ridotta capacitá motoria, fino alla immobilitá, per una grave astenia ed adinamia, non completamente giustificate dalle singole patologie presenti;
- fluttuazioni rapide dello stato di salute, con spiccata tendenza a sviluppare complicanze (scompenso a cascata);
- elevato rischio iatrogeno e di eventi avversi;
- lenta capacitá di recupero, comunque quasi sempre parziale;
- frequente richiesta di intervento medico, ripetute ospedalizzazioni, necessitá di continuitá assistenziale;
- alto rischio di morte.

(McDougall G.J., Balyer J., 1998; Hamerman D., 1999; Walston J., Fried L.P., 1999; Fried L.P., 2001; Covinsky K.E. et al., 2003; Rockwood K. et al., 2004)

Si tratta di un paziente storicamente ignorato dalla medicina clinica tradizionale, perché fino ad un recente passato numericamente irrilevante e considerato scarsamente gratificante sul piano professionale in quanto spesso giudicato inguaribile  e scomodo da gestire.
 L´evoluzione culturale e scientifica della geriatria ha portato, nei confronti di questo paziente, ad un approccio innovativo caratterizzato dai seguenti elementi:
valutazione multidimensionale (VMD), metodologia con la quale vengono identificati e spiegati i molteplici problemi del paziente anziano, valutate le sue limitazioni e le sue risorse, definite le sue necessitá assistenziali, e viene elaborato un piano di assistenza individualizzato (PAI) per commisurare gli interventi a tali necessitá. La VMD si avvale di strumenti di prima generazione, ancora oggi utilizzati nella pratica clinica, e di seconda e terza generazione, validati, informatizzati e specifici per i diversi ambiti assistenziali (ospedale, residenze sanitarie, riabilitazione, domicilio, palliazione, etc.), che consentono la identificazione delle cause responsabili dei problemi individuati, il confronto fra diverse esperienze (anche internazionali), il controllo di qualitá dell´assistenza erogata, la costruzione di banche dati sulle caratteristiche degli utenti dei vari servizi, e, nel caso delle residenze per anziani e della domiciliaritá, il calcolo del fabbisogno assistenziale e dei costi (Tab. 2).
il lavoro in equipe multidisciplinare, data la molteplicitá degli aspetti da considerare ai fini della definizione del PAI;
la cura delle malattie croniche, attraverso la presa in carico del paziente per l´intera durata della sua esistenza, con l´obiettivo di garantire la migliore qualitá di vita, anche mediante la lotta alla disabilitá ed alla dipendenza con una forte componente riabilitativa;
la continuitá assistenziale dei pazienti in tutte le strutture e servizi ospedalieri (ospedale per acuti, DH, spedalizzazione domiciliare, post-acuzie e strutture intermedie) e distrettuali (riabilitazione generale e geriatrica, residenze sanitarie assistenziali - RSA, ambulatori, assistenza domiciliare integrata -ADI,  cure palliative, hospice, centri diurni), garantendo una forte integrazione socio-sanitaria.

Tab.2 Strumenti di VMD di seconda e terza generazione: caratteristiche generali
- Valutano il paziente anziano in maniera globale attraverso un ″minimum data set″ (MDS) specifico per  ogni ambito assistenziale;
- consentono la identificazione delle cause responsabili dei problemi individuati attraverso algoritmi informatizzati;
- consentono la elaborazione del piano individualizzato di assistenza (PAI);
- consentono il confronto fra differenti esperienze (anche internazionali), perché standardizzano le  procedure valutative;
- consentono il controllo di qualitá dell´assistenza erogata;
- consentono la costruzione di banche dati a scopo scientifico e gestionale.

Nel nostro paese, sin dalla fine degli anni ´80, si é svolto un approfondito dibattito che ha portato all´approvazione nel 1989 da parte della ″Commissione parlamentare d´inchiesta sulla dignitá e condizione sociale dell´anziano″ di un documento in cui veniva definito un nuovo modello assistenziale per gli anziani affetti da comorbilitá, disabilitá e fragilitá, in grado di garantire risposte tempestive ed efficaci a bisogni complessi, che sono nel contempo sanitari e sociali, molteplici e mutevoli nel tempo. Tale modello  é fondato sulla rete dei servizi geriatrici, sull´integrazione socio-sanitaria e sulla continuitá assistenziale.
Successivamente, il ″Progetto obiettivo per la Tutela della salute degli anziani″ (POA), predisposto dal Ministero della Sanitá ed approvato dal Parlamento il 30 gennaio 1992, confermava che l´assistenza geriatrica é riservata ″agli anziani non-autosufficienti, parzialmente autosufficienti ed a quelli con pluripatologia ad alto rischio di invaliditá, con particolare riguardo ai pazienti ultra-settantacinquenni″. Tra gli interventi prioritari individuati dal POA vi era la istituzione della ″Unitá di Valutazione Geriatrica″ (UVG), una equipe coordinata dal geriatra e costituita da varie figure professionali quali l´infermiere, l´assistente sociale, il fisioterapista e i vari specialisti richiesti dal singolo caso con il compito di  individuare i problemi,  stabilirne l´ordine gerarchico e definire il PAI terapeutico-riabilitativo.
Tale metodologia operativa ed organizzativa é stata ulteriormente confermata  dal primo ″Piano Sanitario Nazionale 1994-1996″ e ripresa anche dai successivi Piani Sanitari Nazionali (1998-2000, 2003-2005, 2006-2008), nei quali si ribadisce l´importanza della continuitá assistenziale, da realizzarsi all´interno della rete dei Servizi geriatrici, comprendente il medico di medicina generale (MMG), l´ospedale e le strutture distrettuali, incluso il domicilio
Queste linee d´indirizzo sono state fatte proprie dai diversi Piani Sanitari Regionali.
Se questo é il ruolo della Geriatria nel SSN, ne consegue che la SSG debba formare uno specialista in grado di prevenire e di gestire la fragilitá nella rete dei servizi geriatrici in cui si realizza la continuitá assistenziale. Il curriculum formativo della SSG deve di conseguenza considerare come luoghi di formazione professionalizzante, oltre le strutture ospedaliere (ospedale per acuti,  DH, spedalizzazione domiciliare, post-acuzie e strutture intermedie), anche le strutture distrettuali socio-sanitarie (riabilitazione generale e geriatrica, riabilitazione specialistica, residenze sanitarie assistenziali - RSA, ambulatori, assistenza domiciliare integrata -ADI,  cure palliative, hospice, centri diurni), dove il  paziente target  della Geriatria viene abitualmente assistito.

Bibliografia di riferimento:
- Golini A. Demographic trends and ageing in Europe. Prospects, problems and policies. Genus 1997;53:33-74. Buchner DM, Wagner EH.  Preventing frail health. Clin Geriatr Med. 1992;8:1-17.
- Hogan DB, MacKnight C, Bergman H; Steering Committee, Canadian Initiative on Frailty and Aging. Models, definitions, and criteria of frailty. Aging Clin Exp Res. 2003;15(3 Suppl):1-29.
- Fried LP, Ferrucci L, Darer J, Williamson JD, Anderson G.  Untangling the concepts of disability, frailty, and comorbidity: implications for improved targeting and care. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2004 Mar;59(3):255-63.
- Senin U, Cherubini A, Maggio D, MEcocci P. Paziente anziano e paziente geriatrico. II Edizione. Edises 2006
- Rubenstein LZ, Josephson KR, Wieland GD, English PA, Sayre JA, Kane RL. Effectiveness of a geriatric evaluation unit. A randomized clinical trial. N Engl J Med. 1984;311:1664-70.
- Stuck AE, Siu AL, Wieland GD, Adams J, Rubenstein LZ. Comprehensive geriatric assessment: a meta-analysis of controlled trials. Lancet. 1993;342:1032-6.
- Cohen HJ, Feussner JR, Weinberger M, Carnes M, Hamdy RC, Hsieh F, Phibbs C,Courtney D, Lyles KW, May C, McMurtry C, Pennypacker L, Smith DM, Ainslie N,Hornick T, Brodkin K, Lavori P.A controlled trial of inpatient and outpatient geriatric evaluation and management. N Engl J Med. 2002;346:905-12.
- Saltvedt I, Mo ES, Fayers P, Kaasa S, Sletvold O.  Reduced mortality in treating acutely sick, frail older patients in a geriatric evaluation and management unit. A prospective randomized trial. J Am Geriatr Soc. 2002;50:792-8.
- Ferrucci L. Linee-Guida sull´Utilizzazione della Valutazione Multidimensionale per l´Anziano Fragile nella Rete dei Servizi (Progetto Finalizzato del Ministero della Sanitá ICS 110.1 RF 98.98). www.sigg.it
- Bernabei R, Landi F, Gambassi G, Sgadari A, Zuccala G, Mor V, Rubenstein LZ, Carbonin P.  Randomised trial of impact of model of integrated care and case management for older people living in the community. BMJ. 1998;316:1348-51.
- Solomon DH. Geriatric assessment: mthods for clinical decision making, JAMA 1988; 259;2450-2452.
- Senato della Repubblica. Commissione parlamentare d´inchiesta sulla dignitá e condizione sociale dell´anziano. 1988 - 1989. X legislatura (2 luglio 1987 - 22 aprile 1992).
- Progetto-obiettivo per la Tutela della salute degli anziani. Parlamento Italiano. 30 gennaio 1992.
- Schroeder S.A., Zones J.S., Showstack J.A. Academic Medicine as a public trust. JAMA, 262:803-812; 1989)
- Holman H. Chronic disease-the need for a new clinical education. JAMA, 292; 1057-9; 2004
R. Bernabei

Il Congresso ed il ruolo della SIGG

Diamo ampio spazio in questo numero al programma preliminare del prossimo Congresso SIGG di novembre. Preparare il Congresso Nazionale é come sempre un grosso sforzo organizzativo per il Presidente, la Giunta, il Consiglio Direttivo, la Segreteria e tutti quelli che partecipano in questi mesi ad elaborare il programma, tenendo conto di esigenze scientifiche, di politica sanitaria, di attualitá, di nuove tecnologie, di finanziamenti ed innovazione in genere. Proprio sul tema innovazione, leggendo il programma, si conferma la tendenza giá iniziata da qualche anno di presentare anche quest´anno argomenti nuovi, maggiore interattivitá, numerosi dibattiti con coinvolgimento dell´uditorio. Il Presidente ha sottolineato piú volte in questi mesi la necessitá durante le diverse sessioni di dare ampio spazio alla discussione, trattare temi che interessano la maggior parte dei geriatri, snellire le sessioni ed evitare le sovrapposizioni. Il programma preliminare risponde pienamente a queste esigenze, ci sono tutte le premesse per ripetere il successo delle precedenti edizioni e confermare il trend di crescita positivo dell´evento congressuale, ″fiore all´occhiello″ della SIGG. Il Congresso ed i Corsi di Formazione chiudono un anno di eventi formativi SIGG molto denso, iniziato con il Contempo in Geriatria e proseguito con le due edizioni della Summer School ed il prossimo incontro in ottobre con gli Specializzandi del III anno in geriatria. Abbiamo ampiamente trattato di questi argomenti nei numeri precedenti del Bollettino. Al Congresso é prevista, come negli anni scorsi, una sessione sulle due edizioni della Summer School  tenuta dagli allievi insieme ai responsabili SIGG, oltre che per far il punto della situazione, per raccogliere idee e suggerimenti per le prossime edizioni, in un clima di collaborazione e disponibilitá a migliorare l´evento che, a giudicare dalle risposte ai questionari presentati nel Bollettino precedente, piace molto ai giovani geriatri. La SIGG, con grosso sforzo organizzativo e finanziario, certamente fará in modo di mantenere l´appuntamento e migliorarne gli aspetti scientifici ed organizzativi.
Il Past-President Prof. Trabucchi, che ha sempre un occhio proiettato al futuro, oltre che una costante attenzione alla realtá ed ai problemi della quotidianitá, propone con una lettera al Presidente, che é anche uno stimolo di discussione per tutti i Soci, un argomento di frequente attualitá: la morte e la scelta, non sempre condivisa dal paziente, del luogo di cura piú opportuno. Sono temi che vedono frequentemente coinvolti noi geriatri, e lo saranno maggiormente in futuro, quando ci troviamo a proporre soluzioni non sempre condivise dal paziente che ″in cuor suo″ tante volte spera in un destino diverso da quello prospettato dai medici o dai familiare per esigenze di diversa natura. L´argomento si collega anche con il tema del ″testamento biologico″ proposto sempre dal Prof. Trabucchi nel Bollettino di luglio. In proposito abbiamo ricevuto dal collega Benetollo  un commento autorevole ed equilibrato, basato sulla vasta esperienza professionale maturata, nel quale puntualizza l´esigenza formativa e culturale del medico di fronte all´accanimento terapeutico ed alla morte, temi attualmente non affrontati con la dovuta preparazione. Ritorneremo sull´argomento prossimamente, in proposito sollecitiamo nuovi commenti  suggerimenti o esperienze dei nostri Soci, nella convinzione che la SIGG, con le sue competenze interne ed il contributo di esperti di diversa estrazione possa recitare un ruolo importante nella preparazione e formazione degli operatori coinvolti.
La SIGG in conclusione puó, e per alcuni aspetti deve, occuparsi non solo di aspetti medici e di cura del paziente anziano, ma curare al meglio la formazione e la preparazione degli operatori, medici e non, su temi delicati, in cui tante volte non basta solo l´esperienza medica e la sensibilitá personale. E´ un impegno serio per i responsabili, ma anche per tanti soci che possono dare contributi validi, che qualifica e distingue la nostra societá dalle altre di natura prettamente scientifica. Nel tempo vedremo i risultati. 

Vincenzo Canonico
V. Canonico

Lettera del Past-President SIGG

Il ruolo della geriatria

Caro Presidente,
continuo ad affidarti compiti, certo che saprai cogliere il significato del mio impegno, diretto ad approfondire le basi della nostra disciplina e ad aumentare il suo peso sociale.
L´occasione mi é offerta dalla lettura su Panorama della Sanitá (luglio 2006) dell´interessante articolo di Petrini et al. riguardante l´anziano nella fase terminale della malattia ed i risultati di un questionario sugli atteggiamenti degli operatori. Il testo é frutto del lavoro del gruppo di studio della SIGG che ritengo sia stato di enorme importanza per la nostra Societá, anche perché sono troppe le condizioni nelle quali ci troviamo senza un´adeguata preparazione clinica, culturale e psicologica di fronte alle persone morenti. Quindi non mi dispiace che si sostenga che ″la morte fa parte del mondo culturale dell´istituzione geriatrica″; mi pongo invece un problema piú ampio, riguardante l´opportunitá complessiva che noi ci collochiamo sempre come i gestori delle situazioni piú drammatiche, alle quali non siamo in grado di dare risposte soddisfacenti, quando invece i pazienti  si attendono da noi qualche cosa di concreto -nell´alveo della medicina scientifica- e non solo indicazioni di carattere generale o disponibilitá all´accompagnamento in condizioni di difficoltá.
Avrai certamente letto l´articolo di Carrese su JAMA (296,691,2006), nel quale l´autore discute in modo molto articolato la situazione di dissenso tra lui ed una paziente rispetto al trasferimento o meno in casa di riposo. Oltre i passaggi nei quali si discutono approfonditamente i vari aspetti etici della vicenda e le diverse difficili fasi attraverso le quali arriva a convincere la paziente ad accettare un ricovero temporaneo per alcune specifiche cure, alla fine l´articolo riporta la morte della paziente dopo pochi giorni dal ricovero. Bel risultato: la paziente é stata investita da tutti i nostri no, le é stata imposta una scelta contraria alle sue aspettative, per poi vederla morire in pochi giorni!
Spero, caro Roberto, che Tu non mi voglia accusare di pessimismo senza speranza; invece -ancora una volta- vorrei suscitare tra i soci la voglia di trovare nuove strade per le cure di persone che purtroppo spesso muoiono, ma che vogliono vivere e per questo ci chiedono di mettere a loro disposizione il massimo della scienza medica. Noi sappiamo come questa sia talvolta impotente; non possiamo peró dare l´immagine esterna di essere solo i gestori, magari ″umani″, di fallimenti ripetuti.
Cosa ne pensi, caro Presidente?

Marco Trabucchi
M. Trabucchi

Sul ″testamento biologico″

Accolgo con molto interesse l´invito del prof. Trabucchi ad affrontare il tema del testamento biologico. In realtá, dal punto di osservazione che occupo adesso (direttore sanitario di una ULSS in Veneto) da tempo mi sto rendendo conto di quanto il tema del MORIRE sia sistematicamente oscurato non solo nella nostra societá, ma anche nel mondo sanitario.   Un piccolo esempio: nella mia ULSS ogni anno muoiono 1600 persone, e di queste 800 muoiono in ospedale. Questo significa che l´assistenza al decesso é uno dei processi assistenziali piú frequenti in assoluto nella mia struttura ospedaliera: eppure, quanta formazione, quante linee guida, quanta attenzione é stata dedicata negli ultimi anni ad una delle esperienze piú coinvolgenti per le persone che fanno assistenza? Assai poca.
Anzi: per avere questo banalissimo dato ho dovuto mettere all´opera Controllo di Gestione e Servizio Epidemiologico della mia Azienda, perché nessuno lo aveva mai raccolto (si potrebbe fare un test: quanti dei lettori lo conoscono per la loro realtá?).   
Questa incapacitá ad affrontare, da parte di noi sanitari prima di tutto, il tema della  MORTE, ha infinite conseguenze nella quotidianitá, e - io credo - incide davvero molto sulla qualitá della vita (che comprende anche il morire) e sulla salute della popolazione geriatrica (le famiglie di chi muore) della mia ULSS. Personalmente credo che noi geriatri facciamo davvero troppo poco per promuovere il dibattito culturale sul MORIRE.
Ben venga dunque parlare di testamento biologico, se questo é l´unico modo in cui la nostra societá puó tornare ad interrogarsi su quale morte ciascuno di noi vorrebbe per se stesso. 
E, noi geriatri, preoccupiamoci giustamente del "rischio di eventuali speculazioni da parte di qualcuno di evitare cure intensive ad un paziente che potrebbe ancora riprendersi, per volontá espressa dal paziente stesso al notaio" ma non dimentichiamoci che a fronte di alcune situazioni di questo tipo, ne abbiamo centinaia in cui il problema é ben altro: pazienti ai quali, dopo 15 anni di demenza, allettati, incapaci di reagire ad alcuno stimolo se non doloroso, vengono posizionati sondini e PEG, e poi applicati mezzi di contenzione per evitare che se li strappino; pazienti con ictus devastanti, di cui si prolunga l´agonia per settimane con ogni mezzo tecnico; medici che fanno firmare ai familiari fantasiose dichiarazioni "per motivi medico-legali", provocando nelle famiglie carichi di sofferenza e di angoscia assolutamente inutili. Ho lavorato per molti anni in strutture per anziani ed a domicilio, e se c´é una cosa che ho imparato é che con "la sensibilitá, la cultura e l´intelligenza" si puó davvero essere vicini alle famiglie, dare sollievo ai sensi di colpa di chi ancora si sente inadeguato dopo aver passato gli ultimi anni della propria vita senza allontanarsi MAI dal familiare arrivato ad un livello gravissimo di demenza (io credo che siano questi gli eroi del nostro tempo), e "affrontare caso per caso le diverse situazioni, senza ledere la dignitá e la libertá dell´individuo ammalato", come dice il prof. Trabucchi. Purtroppo peró, se questa é la norma (con qualche eccezione) per chi pratica la geriatria di prima linea, non é cosí per la generalitá dei sanitari.   
Mi rendo conto che la Geriatria in Italia deve assolutamente evitare di venire identificata con la disciplina per i casi disperati, e condivido pienamente lo sforzo fatto dalla SIGG in questi anni per ricordare a tutti che gli anziani possono e devono "star bene". Ma  se non ci proviamo noi a portare un po´ di scienza e coscienza nell´assistere la persona che muore perché é arrivata alla fine della propria vita, chi lo fará?
Infine, sul testamento biologico: se diventeró demente, quando saró cosí grave che qualcuno si domanderá se mettermi un sondino od una PEG, io non vorrei che lo facessero: l´ho scritto, nel mio testamento biologico, ma, onestamente, non sono proprio sicuro che questa mia volontá verrá rispettata.

Pier Paolo Benetollo


51° Congresso Nazionale SIGG

Con un grande sforzo organizzativo siamo riusciti a preparare il programma quasi definitivo del prossimo Congresso SIGG. Auspichiamo una grande partecipazione dei Soci all´evento ed una diffusione del programma anche ai non soci, visto che sono numerosi gli argomenti trattati di interesse comune con altre discipline.


Campus Angelini in Geriatria

Santa Palomba (Roma), 27-28 ottobre 2006
Riservato agli Specializzandi in Geriatria del III anno

″LA COMUNICAZIONE DEL DISTURBO COGNITIVO DELL´ANZIANO″

Venerdí 27 ottobre 2006
14.00-14.15  
Apertura dei lavori:
Introduzione
Roberto Bernabei (Roma) - Ezio Giacobini (Thonex/Svizzera) - Francesco Lucchetta (Roma)
14.15-14.45
Ezio Giacobini presenta i risultati dei primi dati sul futuro della terapia della malattia di Alzheimer. Update sui primi risultati dei vaccini in fase di sperimentazione.
14.45-15.45 
Presentazione dei 3 casi clinici
Roberto Bernabei (Roma)
L´importanza della comunicazione non verbale
Francesco Casetti (Milano) - Ezio Giacobini (Thonex/Svizzera)
16.00-18.00 Lavoro di Gruppo sui casi clinici. Preparazione di un videotape per gruppo con la comunicazione della diagnosi a paziente/famiglia
16,00-18,00 (in contemporanea)
Meeting dei Direttori di Cattedra sul riordino delle Scuole di Specializzazione

Sabato 28 ottobre 2006
9.00-11.30
Presentazione in plenaria dei videotape
Roberto Bernabei (Roma) e Francesco Casetti (Milano): commenti, discussione e sintesi dei lavori
11.30-12.30
Coffee meeting: gli specializzandi divisi in gruppi discutono dello stato dell´arte delle Scuole e parlano dei desiderata.
Per ogni gruppo é previsto un tutor con l´incarico di elaborare una sintesi a fine giornata
12.30-13.00 Chiusura dei lavori

Sede del Campus:
Istituto di Ricerca Angelini
Piazzale della Stazione
Santa Palomba - Pomezia (Roma)


Progetto ″Sole sí Soli no″

PROGETTO SPERIMENTALE DI SORVEGLIANZA E SUPPORTO AGLI ANZIANI FRAGILI: SOLE SI, SOLI NO

STRUTTURA CHE PROMUOVE IL PROGETTO: Dipartimento Medicina dell´Invecchiamento. A.S. N° 8 Vibo Valentia - S.O. Soriano Calabro - Responsabile: Dr. Giuseppe Battaglia

Gruppo di Lavoro: G. Battaglia, V. Fabrizio, S. Fiorillo, A. Reitano

PREMESSA
Considerato che l´aumento della temperatura estiva, elevata e protratta per lungo tempo, é stata responsabile della mortalitá in eccesso che si é verificata in tale periodo negli anni precedenti, non bisogna dimenticare che ad essere maggiormente colpiti sono stati i soggetti anziani, definiti fragili, che vivono soli, con polipatologia, con una condizione di autonomia limitata. Per tale motivo l´A.S. n° 8 di Vibo Valentia ha approvato un progetto sperimentale proposto dal D.M.I. di sorveglianza e supporto agli anziani fragili.

OBIETTIVI
- prevenire i casi di isolamento degli anziani, operando per la creazione di una rete di protezione sociale e sanitaria, formale ed informale, di cui possano usufruire gratuitamente tutti i destinatari del progetto, con particolare attenzione a quanti incontrano difficoltá e/o emergenze indotte dai fenomeni metereologici legati al caldo; - affermare il diritto dell´anziano a rimanere nel suo contesto di vita, favorendo la domiciliaritá, in collegamento con gli interventi di assistenza domiciliare e di sostegno alle attivitá quotidiane, che prevengano le forme di istituzionalizzazione;
- creare un osservatorio permanente che sviluppi le conoscenze approfondite delle condizioni sociali, sanitarie, abitative, relazionali degli anziani del territorio in esame e i loro mutamenti, ai fini di una programmazione dei servizi piú aderenti ai bisogni della realtá;
- ideare una campagna di comunicazione rivolta a tutta la popolazione residente nel territorio interessato attraverso azioni di informazione, consulenza, diffusione degli interventi e dei servizi in favore degli anziani;
- elaborare uno studio di fattibilitá sulla possibilitá di replicare negli altri distretti l´esperienza del progetto. Lo scopo é quello di identificare, a partire dal progetto, una serie di ″buone pratiche″ che dimostrino la propria efficacia e che siano riproducibili.
Il progetto si divide in quattro fasi: una fase preliminare di implementazione e studio del territorio, una di avvio, una fase operativa vera e propria, una di valutazione.
Lo stesso progetto prevede di:
- predisporre una campagna di educazione sanitaria (attraverso volantini, locandine e manifesti) per la popolazione anziana ultrasessantacinquenne e linee guida per gli operatori sanitari;
- mappatura degli anziani ultra65 residenti nel comune di Vibo Valentia e Soriano Calabro e realizzazione di una potenziale anagrafe  della fragilitá;
- creare un´integrazione tra i servizi formali ed informali (es. gruppi parrocchiali, sindacati pensionati, associazioni di volontariato etc.) operanti sul territorio in esame e disponibili a partecipare al progetto e  garantire:
- un contatto con gli anziani selezionati
- la verifica delle effettive condizioni di rischio
- la disponibilitá ad un intervento di supporto
- l´eventuale collegamento con i servizi formali
- consegna ai sopra citati servizi di un elenco di soggetti potenzialmente fragili per avviare l´intervento di sorveglianza e supporto.

Il progetto é iniziato nel mese di luglio e si concluderá nel settembre 2006.

Giuseppe Battaglia


CONGRESSI e CONVEGNI

BRITISH SOCIETY OF GERONTOLOGY 35TH ANNUAL SCIENTIFIC MEETING
THE AGEING JIGSAW: INTERDISCIPLINARY APPROACHES TO OLD AGE
University of Wales, Bangor 7th-9th September 2006
http://www.bangor.ac.uk/csprd/bsg2006.html

ISTITUZIONI ASSISTENZIALI RIUNITE DI PAVIA
IMMUNITA´ E INVECCHIAMENTO:
IL CASO DEGLI ANZIANI IN ISTITUTI RESIDENZIALI
Pavia 13 settembre 2006
Segreteria scientifica: Prof. G. Ricevuti
Segreteria organizzativa: Dr.ssa Barbara Magnani
Tel. 0382 381360- 376; Fax 0382 381395
e- mail: info@asppavia.it

ASSOCIAZIONE FATEBENEFRATELLI PER LA RICERCA BIOMEDICA E SANITARIA
VIII CONGRESSO NAZIONALE
Brescia 14-15-16 Settembre 2006
GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER 2006
Brescia 16 Settembre 2006
Segreteria Scientifica: Orazio Zanetti
Tel.: 030 35011 Fax.: 030 348255
E-mail: ozanetti@fatebenefratelli.it
Segreteria organizzativa: Beatrice Surrene
IRCCS ″Centro S.Giovanni di Dio-Fatebenefratelli″
Tel.: 030 3501345 Fax.: 030 348255
E-mail: bsurrente@fatebenefratelli.it

5TH EUROPEAN CONGRESS OF BIOGERONTOLOGY
Istanbul 16-20 Settembre 2006
President: Serif Akman Tel: +90 312 304 3306 Fax: +90 312 304 3300
email: sakman@gata.edu.tr - www.biogerontology2006.org

ACCADEMIA NAZIONALE DI MEDICINA
AGGIORNAMENTI IN ONCOLOGIA GERIATRICA
Bologna 22 settembre 2006
Segreteria Scientifica ed Organizzativa
ACCADEMIA NAZIONALE DI MEDICINA
Policlinico Sant´Orsola-Malpighi Bologna.
Tel 051 6360080 Fax 051 6364605
E-mail: manganelli@accmed.org

ISTITUZIONI ASSISTENZIALI RIUNITE DI PAVIA
IL RUOLO DELLA NUTRIZIONE NELLA TERZA E QUARTA ETÁ, FRA BISOGNI, OPPORTUNITÁ E QUALITÁ DELLA VITA
Pavia 30 Settembre 2006
Segreteria scientifica:
Dr. ssa M. Rondanelli e-mail: serv.nutrizione@asppavia.it
Segreteria Organizzativa:
Dr.ssa Barbara Magnani
Tel. 0382 381360- 376 Fax 0382 381395
e-mail: info@asppavia.it

UNIVERSITA´ DEGLI STUDI DI PAVIA - ISTITUZIONI ASSISTENZIALI RIUNITE DI PAVIA CATTEDRA DI GERIATRIA
LA DEPRESSIONE NELLA SOCIETA´ ODIERNA
Pavia, 4 ottobre 2006
Segreteria scientifica: Prof. G. Ricevuti
Segreteria organizzativa: Dr.ssa Barbara Magnani
Tel. 0382 381360- 376; Fax 0382 381395
e- mail: info@asppavia.it

ASSOCIAZIONE ITALIANA PSICOGERIATRIA
FOURTH ANNUAL MEETING ON BRAIN AGING AND DEMENTIA.
FROM SUCCESSFUL AGING TO SEVERE DEMENTIA
Perugia 5-7 ottobre 2006
Segreteria Scientifica: Patrizia Mecocci
Segreteria Organizzativa: G&G Congressi Roma
Tel. 06 519511 - Fax 06 5033071 -
congressi@gegcongressi.com - www.gegcongressi.com

UNIVERSITA´ DEGLI STUDI DI PAVIA - ISTITUZIONI ASSISTENZIALI RIUNITE DI PAVIA
CATTEDRA DI GERIATRIA
EVIDENCE-BASED NEL PAZIENTE EPATOPATICO ANZIANO
Pavia 14 ottobre 2006
Segreteria scientifica: Prof. G. Ricevuti
Segreteria Organizzativa: Studio Congressi Pavia.
Tel: 0382/21424 - Fax: 0382/303082
e-mail: info@studio-congressi.com
www.studio-congressi.com

ISTITUTO ONCOLOGICO VENETO IRCCS -SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN ONCOLOGIA  SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN GERIATRIA - UNIVERSITÁ DI PADOVA
CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN ONCOLOGIA GERIATRICA
Padova, 16-20 ottobre e 6-10 novembre 2006
Segreteria organizzativa: The Office Trieste
tel. 040 368343 +1 int.19
e-mail: oncologia@theoffice.it
www.theoffice.it/oncologia

UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI VERONA
CATTEDRA E SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN GERIATRIA
INCONTRI VERONESI DI AGGIORNAMENTO GERIATRICO
Verona 18 ottobre 2006
Segreteria Scientifica Organizzativa:
Cattedra di Geriatria Verona
Tel. 045 807 2537 - Fax 045 807 2043
e-mail: graziana.brunetta@azosp.vr.it

UNIVERSITA´ DEGLI STUDI DI MILANO
CONGRESSO ″IL FUTURO DEGLI ANZIANI″
Milano 27-28 ottobre 2006
Segreteria scientifica: Prof. Carlo Vergani
Tel. 02 50320709 - Fax 02 50320712
e-mail: carlo.vergani@unimi.it
Segreteria organizzativa: EFFETTI
Tel. 02 3343281 - Fax 02 38006761
e-mail: futuroanziani2006@effetti.it - http://www.makevent.it

ASSOCIAZIONE ITALIANA PSICOGERIATRIA SEZIONE REGIONALE CAMPANA
CORSO DI FORMAZIONE ECM
″CUORE E CERVELLO NEL PAZIENTE ANZIANO″ II Edizione
Vietri sul Mare (Salerno) 10-11 Novembre 2006
Segreteria Scientifica: Vincenzo Canonico e Aniello Ambrosio
tel e fax 081/7464297 tel 0828/674517 fax 0828/674515
e-mail: vcanonic@unina.it  a.ambrosio11@tiscali.it
Segreteria Organizzativa: G&G Congressi Roma
Tel. 06 519511 - fax 06 5033071 e-mail: congressi@gegcongressi.com

SOCIETÁ ITALIANA DI GERONTOLOGIA E GERIATRIA
51° CONGRESSO NAZIONALE SIGG
Firenze 29 novembre-3 dicembre  2006

7° CORSO MULTIPROFESSIONALE DI NURSING
Firenze 30 novembre-2  dicembre  2006

5° CORSO DI RIABILITAZIONE COGNITIVA
Firenze 30 novembre-1 dicembre  2006

2° CORSO PER PSICOLOGI
Firenze 1-2 dicembre  2006

1° CORSO PER ASSISTENTI SOCIALI
Firenze 30 novembre-1 dicembre  2006

Segreteria Scientifica: SIGG -Via G.C. Vanini 5 - 50129 Firenze
Tel.055 474330 - Fax 055 461217 - e-mail: sigg@sigg.it - www.sigg.it
Segreteria Organizzativa: Zeroseicongressi - Roma
Tel. 06 8416681 - Fax 06 85352882  e-mail: sigg2006@zeroseicongressi.it

GRUPPO ITALIANO MULTIDISCIPLINARE PER LO STUDIO DELLA SINCOPE
3° CONGRESSO MULTIDISCIPLINARE SULLA SINCOPE
Firenze 22-24 Marzo 2007
Segreteria Organizzativa: Adria Congrex Bologna
Tel. 051 7457070 Fax 051 7457071
e-mail info.sincope2007@adriacongrex.it - www.adriacongrex.it

THE IAHSA 7TH INTERNATIONAL CONFERENCE
THE GLOBAL AGEING NETWORK: LEADING CHANGE, SHARING INNOVATION, ENHANCING LIFE
St. Julian´s, Malta 18 -20 June 2007 
iahsa@aahsa.org - http://www.iahsa.net/ 

VIth EUROPEAN CONGRESS INTERNATIONAL ASSOCIATION OF GERONTOLOGY AND GERIATRICS
HEALTHY AND ACTIVE AGEING FOR ALL EUROPEANS
Saint Petersburg, Russia July 5 - 8, 2007
Organizing Secretariat
St. Petersburg Institute of Bioregulation and Gerontology
3, Dynamo Prospect, 197110 St. Petersburg, Russia
e-mail: congress2007@gerontology.ruwww.gerontology.ru/congress2007