Societá

Attivitá SIGG

Bollettino SIGG: Numero 7, Luglio 2008


Direttore Responsabile
Nicola Ferrara

A cura di
Vincenzo Canonico
Tel. e fax 081 7464297
e-mail: vcanonic@unina.it

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Buone vacanze

Buone vacanze a tutti

Roberto Bernabei
R. Bernabei

Gli eventi formativi SIGG

Prima della pausa estiva si avverte spesso la necessitá di fare un bilancio di ció che si é fatto, di programmare le attivitá future, di presentare nuove idee o linee di programma da sviluppare nei mesi successivi. Non é il caso per la SIGG di fare un resoconto del lavoro scientifico, formativo, assistenziale, politico che viene quotidianamente svolto, ci siamo sempre impegnati per divulgare i risultati di queste attivitá multidisciplinari attraverso le pagine del Bollettino, spesso su alcuni argomenti ″caldi″, prevalentemente di interesse universitario, c´é stato uno scambio di mail vivace e costruttivo tra i diretti interessati, a testimoniare che intorno alla nostra Societá c´é un fermento culturale e formativo che serve per accrescere l´attenzione e l´interesse verso la nostra disciplina. In quest´ambito a volte non si riesce a dedicare il tempo necessario alla valutazione di un evento svolto e si volta pagina presentando nuove iniziative in un continuo desiderio di innovazione e ricerca di novitá.
Il Presidente, unitamente al past President, al Presidente eletto, alla Giunta ed al Consiglio Direttivo, che lo hanno sempre sostenuto ed indirizzato, in questi anni si é impegnato per migliorare la qualitá ed aumentare il numero degli eventi formativi che si svolgono durante l´anno. Presentiamo in questo numero il programma preliminare del prossimo Congresso SIGG. La novitá dell´edizione di quest´anno é la conclusione al sabato pomeriggio, eliminando la domenica, in modo da dare la possibilitá, come richiesto da molti, di rientrare a casa il sabato sera. Il programma é in fase avanzata, ma c´é la possibilitá di modificare o inserire nuovi argomenti, se compatibili con la struttura generale del Congresso, su indicazione dei Soci. Sono stati organizzati simposi in collaborazione sia con le Societá Scientifiche ″vicine″ alla SIGG, come la Societá dei Geriatri Ospedalieri e l´Associazione dei Geriatri Extraospedalieri, che con altre con la quale la SIGG condivide interessi scientifici e culturali da tempo, come la Societá di Nutrizione Parenterale, quella di Malattie Respiratorie, oltre che la Societá di Medicina Interna e la Federazione dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, giá presenti da alcuni anni ai nostri Congressi. Ritengo estremamente costruttivo per motivi politici e di opportunitá che la SIGG stringa sempre di piú le alleanze in primis con le Societá costituite da Geriatri, con cui condivide la maggior parte degli interessi e degli obiettivi, in proposito presentiamo nelle pagine successive la sintesi di un recente incontro tra i vertici SIGG e SIGOS in cui sono state poste le basi per futuri obiettivi su cui lavorare insieme in difesa della geriatria ospedaliera e delle divisioni di geriatria, che in qualche realtá si tenta di abolire o ridimensionare. Anche con l´Associazione dei Geriatri Extraospedalieri, che raccolgono i colleghi che lavorano nel territorio, nell´assistenza domiciliare e nelle RSA, il discorso é aperto alla massima collaborazione, per la prima volta viene organizzato un simposio congiunto, seguiremo gli sviluppi per il futuro. Vi ricordo infine che durante il Congresso ci saranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo per cui é necessario, a norma di statuto, presentare le candidature nei tempi previsti per formare l´elenco degli aspiranti da votare per le singole sezioni della SIGG (dead line 28 ottobre 2008).
Anche quest´anno si terrá il ″Campus in Geriatria 2008″ dedicato agli specializzandi del terzo anno. La formula attuale prevede la massima interattivitá e la discussione di casi clinici, oltre che il lavoro di gruppo su temi specifici, per favorire il coinvolgimento e la partecipazione in prima persona degli allievi. I Direttori delle Scuole interessati dovranno inviare l´elenco degli aspiranti nel mese di settembre.
Infine il Bollettino Nursing anche in questo numero é pieno di articoli e notizie interessanti.
Speriamo di ricevere sempre maggiori contributi in modo da dar vita in futuro ad un Bollettino dedicato. Buone vacanze a tutti.

Vincenzo Canonico
V. Canonico

53° Congresso Nazionale SIGG - programma preliminare

53° Congresso Nazionale SIGG
″L´ITALIA? NON E´ UN PAESE PER VECCHI...″
Firenze, 26 - 29 novembre 2008

PROGRAMMA PRELIMINARE

Mercoledí 26 novembre

INAUGURAZIONE

AUDITORIUM
16.30
R. Bernabei
Apertura del Congresso
Saluto dei Presidenti delle Societá Scientifiche

17.45
Consegna del Premio ″Enrico Greppi″ a Luigi Ferrucci e Marco Pahor

18.00
Lettura magistrale
INVECCHIAMENTO: LO SCIOPERO DELLA RETE OMEOSTATICA
L. Ferrucci (Baltimore)

18.30
Lettura magistrale
IL SALTO DELLA RANA: DALLA SCIENZA ALLA PRATICA
M. Pahor (Gainesville)

19.00
Ricordando Francesco M. Antonini
N. Marchionni (Firenze)


Giovedí 27 novembre

AUDITORIUM
8.30-9.00
Lettura
I BISOGNI ED I DIRITTI DEL CITTADINO ANZIANO CON PATOLOGIA PSICOGERIATRICA
A. Guaita (Abbiategrasso)

AUDITORIUM
9.00-10,30
Golden Symposium*
FARMACI E ANZIANI: AMICI O NEMICI?
Moderatori: R. Bernabei (Roma), S. Dompé (Roma)
L´anziano fragile nei trial clinici: cosa sta cambiando e cosa deve ancora cambiare
S. Del Signore (London)
Linee guida nell´anziano con polipatologia: utili o dannose?
S. Volpato (Ferrara)
Reazioni avverse: come prevederle e prevenirle?
G. Onder (Roma)
Anziani: una categoria a rischio di errori farmacologici
G. Velo (Verona)
Compliance, aderenza e continuitá terapeutica nell´anziano
A. Caputi (Messina)
*Contributo non condizionato di Farmindustria

AUDITORIUM
10.30-11.00
Lettura
DISTURBI DELL´ANSIA NELL´ANZIANO
C. Vampini (Verona)
Presiede: N. Marchionni (Firenze)

AUDITORIUM
11.00-11.30
Lettura
L´ANZIANO CON FRATTURA DI FEMORE: DETERMINANTI DELLA SOPRAVVIVENZA
E DELLO STATO FUNZIONALE
S. Maggi (Padova)

AUDITORIUM
11.30-13.00
Simposio
LA DEMENZA DI ALZHEIMER TRA PRESENTE E FUTURO
Moderatori: M. Trabucchi (Brescia)
Lo scenario futuro: l´opinione dei geriatri italiani
A. Bianchetti (Brescia)
La ricerca: cosa ci possiamo aspettare
M. Tabaton (Genova)
I trattamenti: dagli inibitori delle colinesterasi al vaccino
A. Cagnin (Noale)
Le implicazioni: quale futuro per i caregivers?
P.A. Bonati (Reggio Emilia)

SALA VERDE
11.30-13.00
ABBRACCIARE LA COMPLESSITÁ: I DIECI ANNI DEL PROGETTO INCHIANTI
Moderatori: S. Bandinelli (Firenze), A. Di Iorio (Chieti)
Introduzione
S. Bandinelli (Firenze)
L´acido urico: un nuovo fattore proinfiammatorio?
C. Ruggiero (Perugia)
Personal Mastery e funzionalitá fisica
Y. Milaneschi (Firenze)
Markers metabolici predittivi della disabilitá
A.M.Abbatecola (Napoli)
Sarcopenia ed obesitá: una combinazione letale? Risultati dallo studio InCHIANTI
M. Cesari (Roma)
La genetica delle vitamine
T . Tanaka (Baltimore)
Conclusioni
A. Cherubini (Perugia)

SALA ONICE - PALAZZO AFFARI
11.30-13.00 sessioni parallele
Simposi Monotematici

AUDITORIUM
14.00-15.30
Simposio SINPE -SIGG
PROBLEMATICHE DELLA TERAPIA NUTRIZIONALE NELL´ANZIANO
Moderatori: R. Bernabei (Presidente SIGG), M. Muscaritoli (Presidente SINPE)
La valutazione dello stato nutrizionale nella VMD dell´anziano fragile
F. Landi (Roma)
La supplementazione orale nella prevenzione e nel trattamento della malnutrizione
A. Laviano (Roma)
Problematiche etiche e cliniche
La nutrizione artificiale domiciliare nell´anziano
P. Orlandoni (Ancona)

SALA VERDE
14.30-16.00
Simposio
EUROPEAN RESEARCH PROJECTS ON HEALTH SYSTEMS AND LONG TERM CARE
OF THE ELDERLY
The INTERLINKS project
K. Leichsenring (Wien)
The ANCIEN project
E. Mot (Den Haag)
The SHELTER project
G. Onder (Roma)

SALA ONICE
11.30-13.00
Riunione SIGOs-SIGG
PER LA DIFESA DELLE GERIATRIE OSPEDALIERE
L. Grezzana (Verona), M. Trabucchi (Brescia)

PALAZZO AFFARI
14.30-16.00 sessioni parallele
Simposi Monotematici

LIMONAIA
15.00-16.00
Poster con discussione

AUDITORIUM
15.30-16.00
Lettura
MANAGEMENT GERIATRICO DELLE MALATTIE ACIDO-CORRELATE
A. Pilotto (San Giovanni Rotondo)

AUDITORIUM
16.00-16.30
Lettura
G. Mancia (Milano)

SALA VERDE
16.00-16.45
Lettura
LA COMPLESSITA´ E LA VMD. GERIATRIA E SSN
F. Forino

AUDITORIUM
16.30-18.00
Simposio congiunto SIMREG- SIGG
BPCO NELL´ANZIANO: TRA DUBBI (MOLTI) E CERTEZZE (POCHE)
Epidemiologia: tra malattia misconosciuta e malattia disabilitante
F. Forastiere (Roma)
Criteri diagnostici: validitá, limiti e potenziali alternative nell´anziano fragile
R. Antonelli Incalzi (Roma)
Fisiopatologia: oltre l´ostruzione e il VEMS
V. Bellia (Palermo)
Linee guida: esistono per la popolazione geriatrica?
G. Romanelli (Brescia)
La riabilitazione: efficace a qualunque etá
A. Spanevello (Cassano Murge)

AUDITORIUM
18.00-19.30
ASSEMBLEA DEI SOCI SIGG

Venerdí 28 novembre

AUDITORIUM
8.30-9.00
Lettura
TEMPERATURA, FRAGILITA´ E LA SECONDA LEGGE DELLA TERMODINAMICA″
P.U. Carbonin (Roma)

AUDITORIUM
15.30-16.00
Lettura
MANAGEMENT GERIATRICO DELLE MALATTIE ACIDO-CORRELATE
A. Pilotto (San Giovanni Rotondo)

AUDITORIUM
16.00-16.30
Lettura
G. Mancia (Milano)

SALA VERDE
16.00-16.45
Lettura
LA COMPLESSITA´ E LA VMD. GERIATRIA E SSN
F. Forino

AUDITORIUM
16.30-18.00
Simposio congiunto SIMREG- SIGG
BPCO NELL´ANZIANO: TRA DUBBI (MOLTI) E CERTEZZE (POCHE)
Epidemiologia: tra malattia misconosciuta e malattia disabilitante
F. Forastiere (Roma)
Criteri diagnostici: validitá, limiti e potenziali alternative nell´anziano fragile
R. Antonelli Incalzi (Roma)
Fisiopatologia: oltre l´ostruzione e il VEMS
V. Bellia (Palermo)
Linee guida: esistono per la popolazione geriatrica?
G. Romanelli (Brescia)
La riabilitazione: efficace a qualunque etá
A. Spanevello (Cassano Murge)

AUDITORIUM
18.00-19.30
ASSEMBLEA DEI SOCI SIGG

Venerdí 28 novembre
AUDITORIUM
8.30-9.00
Lettura
TEMPERATURA, FRAGILITA´ E LA SECONDA LEGGE DELLA TERMODINAMICA″
P.U. Carbonin (Roma)

SALA VERDE - SALA ONICE - PALAZZO AFFARI
11.30-13.00 sessioni parallele
Simposi Monotematici

AUDITORIUM
14.00-15.30
Tavola Rotonda del Gruppo di Studio LA CURA NELLA FASE TERMINALE DELLA VITA
LA COMUNICAZIONE NELLA TERMINALITÁ
Moderatori: M. Petrini (Roma), F. Romagnoni (Ferrara)
Presentazione del tema e introduzione
M. Petrini (Roma)
La realtá professionale in Italia
La comunicazione della terminalitá nella medicina di famiglia
A. Marsilio (Dolo)
La comunicazione della diagnosi di Alzheimer nell´istituzione geriatrica
E. Bianchi (Vicenza)
Comunicazione e terminalitá in Terapia Intensiva
L. Boncinelli (Firenze)
La comunicazione continua nel rapporto paziente geriatrico-infermiere
M. Marini (Pistoia)
La realtá professionale internazionale
La comunicazione della terminalitá nella letteratura medica internazionale
F.Caretta (Roma)
L´esperienza personale
Racconti di medici e pazienti nella letteratura e nella cinematografia
I.Orlando (Borgonovo V.T.)
* sostenuto da un contributo non condizionato della Fondazione Alitti

PALAZZO DEGLI AFFARI
14.00-18.00
Simposio Satellite
PUNTO UNICO INTEGRATO DI ACCESSO E SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE E
VALUTAZIONE PER LA PRESA IN CARICO GLOBALE DELL´ANZIANO
Moderatori: A. Cherubini (Perugia), P. Putzu (Cagliari)
Il Punto Unico di Accesso come modello di gestione del contatto con il cittadino e la presa in carico nella rete dei servizi
M. Bellentani (Roma)
Un modello di Punto Unico di Accesso: primi dati di un modello organizzativo innovativo
G. Frau (Cagliari)
I sistemi validati per lo screening a livello di PUA e la Valutazione Multidimensionale
G. Gambassi (Roma)
L´applicazione del Contact Assessment per la continuitá di cura primi dati della sperimentazione
M. Zega (Roma)
La Valutazione Multidimensionale con gli strumenti della SUITE InterRAI in RSA
F. Landi (Roma)
Dal progetto Mattone 12 i sistemi di classificazione
E. Brizioli (Ancona)
L´applicazione dei RUG III e l´assorbimento di risorsa. Uno studio sui carichi di lavoro per classe
RUG all´Italian Hospital Group di Guidonia (Roma)
M. Bellomo (Roma), C. Cafariello (Roma)
L´applicazione dei RUG III e l´assorbimento di risorsa. Uno studio condotto da Laziosanitá ASP
sulle classi RUG
A. Mastromattei (Roma)
Il sistema Informativo e Informatico per il governo del territorio e per le Strutture Residenziali
F. Vidotto (Santa Lucia di Piave/Tv)
Discussione

SALA VERDE
14.30-16.00
Simposio
LA RICERCA TRANSLAZIONALE IN GERIATRIA
Moderatori: P. Odetti (Genova), M. Provinciali (Ancona)
Variabilitá genetica e apporto nutrizionale nell´anziano
M. Malavolta, R. Giacconi (Ancona)
Biomarcatori di rischio cardiovascolare
F. Olivieri, F. Marchegiani (Ancona)
Instabilitá genetica, tumori e invecchiamento
M. Cardelli (Ancona)
La ricerca translazionale sul diabetico anziano
A. Bonfigli (Ancona)
Plasticitá neuronale e malattie neurodegenerative
M. Balietti (Ancona)
Le cellule staminali: prospettive di utilizzo nell´anziano
R. Moresi (Ancona)

SALA ONICE - PALAZZO AFFARI
14.30-16.00 sessioni parallele
Simposi Monotematici

LIMONAIA
15.00-16.00
Poster con discussione

AUDITORIUM
15.30-16.00
Lettura Fondazione Socialitá e Ricerche
LA RIABILITAZIONE E L´ANZIANO FRAGILE
G. Bellelli (Cremona)

AUDITORIUM
16.00-17.00
Mini Simposio
DIAGNOSI E TERAPIA NELLA MALATTIA DI ALZHEIMER E DEMENZA A CORPI DI
LEWY: CASI CLINICI
Importanza clinica di una diagnosi accurata e precoce
O. Zanetti (Brescia)
Supporto del neuroimaging con DaTSCAN
S. Sestini (Prato)

AUDITORIUM
17.00-19.00
Simposio SIGG-SIMI-FADOI
LA TERAPIA FARMACOLOGICA NEL PAZIENTE ANZIANO
Moderatori: R. Bernabei (SIGG), G. Licata (SIMI), A. Mazzone (FADOI)
La Evidence Based Medicine e la Evidence Biased Medicine: dai trials clinici al mondo reale
G. Gambassi (Roma)
Risk management e complessitá dei pazienti: adverse event, adverse drug event, adverse drug reaction
R. Nardi (Bologna)
Il decalogo della prescrizione farmacologica nell´anziano in politerapia
R. Rozzini (Brescia)
Gli eventi avversi in politerapia: fattori farmacogenetici e interazioni farmacologiche
G. Vescovi
Insufficienza renale in apparente nei pazienti anziani: correlazioni nell´impiego dei farmaci
G. Parrinello

Giornata elettorale
Seggio aperto dalle 10.30 alle 17.30


Sabato 29 novembre

AUDITORIUM
8.30-9.30
COMUNICAZIONI ORALI PREMIATE

AUDITORIUM
9.30-10.00
Lettura AIP/SIGG
PSICOGERIATRIA E MEDICINA
M. Trabucchi (Brescia)
Presiede: N. Marchionni (Firenze)

AUDITORIUM
10.00-10.30
Lettura
SINTOMI NON MOTORI NEL PARKINSON
A. Antonini (Milano)
Presiede: V. Canonico (Napoli)

AUDITORIUM
10.30-11.00
Lettura
GLI INIBITORI DELLA DPP-4: UNA SVOLTA TERAPEUTICA NEL DIABETE MELLITO
TIPO 2?
E. Mannucci (Firenze)
Presiede: G. Paolisso (Napoli)

AUDITORIUM
11.00-11.30
Lettura Fondazione Alitti

AUDITORIUM
11.30-13.00
Simposio SIGG-AGE
EDEMI E DISPNEA: VERSO LA COSTRUZIONE DI UN MODELLO DI CONTINUITÁ
ASSISTENZIALE NELL´ANZIANO SCOMPENSATO DI CUORE
Moderatori: R. Bernabei (Roma), S. Putignano (Napoli)
N. Marchionni (Firenze)
Lo scompenso cardiaco in RSA
M. Chirico
Lo scompenso cardiaco in ADI
P. Gareri (Catanzaro)
Conclusioni
M. Trabucchi (Brescia)

SALA VERDE
11.30-13.00
Simposio*
L´ORTOGERIATRIA - MODALITÁ DI ATTUAZIONE E RISULTATI
Moderatori: G.Salvioli (Modena), R. Antonelli-Incalzi (Roma)
Descrizione di esperienze in varie sedi
G. Lancellotti (Modena), A. Ferrari (Reggio Emilia), M.L. Lunardelli (Bologna), G. Annoni
(Milano), A.Barone (Genova)
Protocollo di trattamento perioperatorio dell´anziano con frattura del femore
E. Palummeri (Genova)
Protocollo per la prevenzione delle cadute e delle fratture dell´anziano
C. Mussi (Modena)
Protocollo per il follow-up dell´anziano operato per frattura del femore
F. Anzivino (Ferrara)
*Contributo non condizionato del Fondo Mario Gasparini Casari

SALA ONICE - PALAZZO AFFARI
11.30-13.00 sessioni parallele
Simposi Monotematici

AUDITORIUM
14.00-16.00
COMUNICAZIONI ORALI PREMIATE

LIMONAIA
15.00-16.00
Poster con discussione

16.00-16.30
Lettura
DOMICILIO, CANCRO E QUANT´ALTRO: IL NUOVO CHE AVANZA
F. Lattanzio (Ancona)

16.30-17.00
Lettura
BIOMARKERS DI INVECCHIAMENTO
C. Leeuwenburgh (Gainesville)

17.00-17.30
PREMIAZIONI E CHIUSURA DEL CONGRESSO


Campus in geriatria 2008

24-25 OTTOBRE - SANTA PALOMBA
″DOLORE, DOLORE, DOLORE...ALTRO CHE QUINTO SEGNO VITALE!″

Riservato agli specializzandi in geriatria del 3° anno

VENERDI' 24 OTTOBRE
13,30-13,50
INTRODUZIONE AI LAVORI
13,50-14,30
C. Patrono - "VALUTAZIONE DEI RISCHI GASTROINTESTINALI E CARDIOVASCOLARI DEGLI INIBITORI DELLA COX-2 NELL'ANZIANO"
14,30-15,10
C. Ripamonti - OPPIODI. QUALI? ORALI O TRANSDERMICI? BASE O RESCUE? SWITCH O ASSOCIAZIONI?
15,10-15,50
G. Gambassi - CURE PALLIATIVE: LA CURA DEL DOLORE NELLA SUA
COMPLESSITA'
15,50-16,15 Coffee Break
16,15-18,30
LAVORI DI GRUPPO SUI CASI CLINICI
6 GRUPPI AFFRONTANO 3 DIVERSI CASI CLINICI:
1° caso ″Osteo-artrosi degenerativa con riacutizzazioni periodiche″
Tutor: G. Gambassi
2° caso ″Deformazioni, collassi vertebrali ed esiti di frattura femore″
Tutor: R. Bernabei
3° caso ″Neoplasia con metastasi ossee″
Tutor: C. Ripamonti

SABATO 25 OTTOBRE
9,00-11,15
PRESENTAZIONE DEI LAVORI DI GRUPPO
Moderatore: R. Bernabei
Discussant: G. Gambassi e C. Ripamonti
11,15-11,45 Coffee Break
11,45-12,45
DISCUSSIONE DEI LAVORI DI GRUPPO
Moderatore: R. Bernabei
Discussant: G. Gambassi e C. Ripamonti
12,45-13,00
CONCLUSIONI
13.00-13.30
Verifica dell´apprendimento

Incontro SIGG-SIGOs

 


Master Universitario di II livello

UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI PAVIA
Master universitario di II livello
Responsabile Sanitario e dei Servizi Socio-Sanitari di Residenza Sanitaria per Anziani (RSA)

Il Master Universitario ha lo scopo di permettere ai Laureati in Medicina e Chirurgia ed ai Laureati di Laurea Magistrale Specialistica in Infermieristica Ostetrica l´acquisizione di competenze manageriali specifiche nell´area della programmazione e direzione dei processi aziendali finalizzati al governo delle strutture socio-sanitarie ed ha l´obiettivo di sviluppare la conoscenza approfondita della disciplina che regola l´assetto istituzionale delle materie della sanitá e dell´assistenza pubblica o dei servizi sociali. La realtá del progressivo invecchiamento della popolazione e l´incremento degli anziani fragili e disabili richiedono sempre piú strutture adeguate a sostenere tali situazioni, gestite da persone esperte in management sanitari. Questi devono essere idonei a conoscere la regolamentazione e sapere applicare l´ordinamento giuridico della materia sanitaria e sociale e possedere gli elementi fondamentali della loro gestione sul territorio, forti quindi sia di una conoscenza giuridicoamministrativa che di natura manageriale, attinente alle tematiche proprie della gestione aziendale, della programmazione e del finanziamento dei servizi sanitari e sociali, ivi compresi gli aspetti relativi alla gestione del personale, allo sviluppo organizzativo ed ai profili patrimoniali. Il Master risponde alla domanda di formazione proveniente da operatori e soprattutto da responsabili degli enti del Settore Socio-Sanitario, ove é importante avere personale preparato sia dal punto di vista normativoeconomico che dal punto di vista della ideazione e gestione delle strutture, del personale e dei progetti assistenziali e sociosanitari di conforto. Il Master si rivolge perció a laureati in Medicina e Chirurgia del previgente che del nuovo ordinamento ed ai laureati della Laurea Magistrale Specialistica in Infermieristica Ostetrica, interessati ad operare a vario titolo nel terzo settore, sia a chi giá lavora nelle strutture dedicate ai servizi alla persona ed alle strutture residenziali.

Sbocchi professionali
La figura professionale formata nel Master puó trovare sbocco nel terzo settore socio sanitario come Responsabile Sanitario e dei Servizi Socio-Sanitari di Residenza Sanitaria per Anziani (RSA). Il progressivo invecchiamento della popolazione ed il conseguente incremento delle strutture assistenziali per anziani richiedono un numero sempre maggiore di personale di assistenza qualificato e di coordinatori esperti. L´elevata necessitá di personale qualificato nel settore ed il rilevante incremento della domanda previste nel futuro, consentono di ritenere certo lo sbocco professionale di questa figura, nei prossimi anni.

Art. 7 - Requisiti di ammissione
Il Master Universitario é rivolto ai laureati in Medicina e Chirurgia del nuovo e previgente ordinamento ed ai laureati nella classe della Laurea Specialistica in Infermieristica Ostetrica (SNT_SPEC/1).
Il numero massimo degli iscritti é previsto in 25 unitá di cui fino a 5 riservati ai laureati della classe di laurea SNT_SPEC/1

Informazioni: Prof. Giovanni Ricevuti Pavia 0382381234
e-mail <giovanni.ricevuti@unipv.it> <giovanni_ricevuti@asppavia.it>
http://www.unipv.eu/on-line/Home/Didattica/Post-laurea/Master/articolo653.html

Bollettino Nursing

Un´analisi del profilo dell´Operatore Socio Sanitario della Regione Lombardia

L´ultimo decennio per la professione infermieristica é stato caratterizzato da grandi innovazioni e grandi conquiste culturali e normative sia nell´ambito della formazione che dell´esercizio professionale. La formazione universitaria, la valorizzazione della specificitá ed il riconoscimento dell´autonomia infermieristica comportano una maggiore consapevolezza degli infermieri in merito alla propria identitá professionale.
Il Decreto Ministeriale n. 739/1994 individua l´infermiere come l´operatore sanitario ″responsabile dell´assistenza generale infermieristica″. L´infermiere quindi é responsabile di tutto il processo decisionale che sta all´origine dell´atto assistenziale, il quale inizia con l´identificazione dei bisogni di assistenza infermieristica e prosegue con la pianificazione degli obiettivi e degli interventi e termina con la valutazione dei risultati. Nella realizzazione degli interventi assistenziali, l´infermiere si avvale, ove necessario, degli operatori di supporto. L´attribuzione di attivitá assistenziali agli operatori di supporto, tra cui gli operatori socio sanitari (OSS), dovrebbe consentire, attraverso una previa valutazione qualitativa dell´organizzazione ed un´analisi delle attivitá assistenziali, di sollevare gli infermieri da attivitá improprie e ad elevata standardizzazione e, di conseguenza, dovrebbe assicurare un´ottimizzazione dei tempi ed un miglioramento della qualitá del proprio operato. In tale ottica, gli infermieri hanno la possibilitá di realizzare maggiormente il giudizio clinico volto al riconoscimento di bisogni e problemi delle persone assistite, una piú accurata pianificazione degli obiettivi e degli interventi, sia da attuare direttamente sia quelli da affidare agli operatori di supporto, una valutazione degli esiti ed una migliore documentazione.
In questo particolare contesto l´operatore socio sanitario (OSS) puó e deve essere considerato una risorsa che consente di valorizzare le funzioni degli infermieri alla luce dell´evoluzione culturale e professionale di questi ultimi anni.
In realtá, si puó affermare, cosí come si evince da una revisione della letteratura sull´argomento, che l´istituzione di questa figura ha avuto origine non tanto come risposta ad un bisogno ″qualitativo″, quanto piuttosto ad un bisogno ″quantitativo″ delle organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie di arginare la carenza ″ciclica″ di personale infermieristico. Il settore che risente maggiormente della carenza degli infermieri é rappresentato dalle strutture residenziali per anziani, essendo considerate poco attraenti dagli infermieri come luogo di lavoro d´elezione.
A tal fine nel 2005 é stata condotta un´indagine descrittiva1 nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA), con l´obiettivo di conoscere, sulla base della normativa vigente e alla luce dell´evoluzione culturale e professionale dell´infermiere, se l´OSS nelle RSA é considerato una risorsa che consente di valorizzare le funzioni degli infermieri oppure risponde ad un bisogno ″quantitativo″ dell´organizzazione di colmare la carenza di infermieri. Piú specificatamente si volevano conoscere le modalitá di inserimento dell´OSS nell´equipe assistenziale (attivitá di informazione e di formazione), gli strumenti utilizzati per l´integrazione professionale e la definizione delle attivitá (protocolli, procedure), eventuali cambiamenti organizzativi riguardanti l´attivitá infermieristica in seguito all´inserimento di tale figura.
L´indagine é stata condotta in 11 residenze sanitarie assistenziali accreditate di Milano (di cui 9 dell´ASL Cittá di Milano e 2 della Provincia) che, al momento della conduzione della ricerca, includevano nel loro organico gli OSS inquadrati contrattualmente e che giá svolgevano le funzioni previste dal relativo profilo. Sono stati pertanto intervistati i coordinatori infermieristici delle suddette RSA, attraverso un questionario strutturato.
Dai risultati dell´indagine é possibile affermare che l´OSS é stato inserito nell´equipe assistenziale delle RSA, tenendo scarsamente in considerazione i presupposti culturali ed organizzativi descritti dalla letteratura, presupposti considerati fondamentali per un inserimento efficace ed efficiente di tale figura.
Sebbene siano stati effettuati degli incontri informativi e siano stati elaborati dei documenti per facilitare l´integrazione dell´OSS nelle equipe assistenziali, non é possibile affermare che l´inserimento dell´OSS sia avvenuto sulla base di un progetto ad hoc. Inoltre, nonostante solo quattro RSA abbiano affermato di aver inserito l´OSS in sostituzione di un infermiere, all´OSS, nella maggior parte delle strutture, sono state affidate attivitá che prima dell´inserimento erano di esclusiva competenza degli infermieri (es: clisma, rilevazioni parametri, semplici medicazioni, aiuto assunzione terapia orale…). Due sono le problematiche maggiori emerse dai risultati:
- l´OSS é impiegato per attivitá di cui non si fa cenno nel relativo profilo regionale (es. rilevazione parametri clinici, preparazione e somministrazione terapia orale).
- l´OSS é in alcuni casi il ″responsabile″ dell´assistenza diretta e del piano di assistenza individuale (PAI) degli ospiti delle RSA.
L´OSS diventa quindi una figura centrale in RSA occupandosi sia di assistenza diretta sia di prestazioni sanitarie di varia natura, mentre gli infermieri si occupano prevalentemente delle procedure diagnostiche - terapeutiche.
L´OSS quindi non é stato inserito nell´equipe assistenziale con l´intento di migliorare la qualitá dell´assistenza ma ″sgravare″ gli infermieri da attivitá ritenute non fondamentali (sia dalla direzione delle strutture che dagli stessi infermieri) che, in realtá, rappresentano lo specifico infermieristico come la pianificazione assistenziale, di cui comunque sono chiamati a rispondere.
La costruzione dell´indagine era basata sulla normativa che regolava l´esercizio dell´operatore socio sanitario in Lombardia (Delibera della Giunta Regionale del 6 luglio 2001 - n.7/5428) mettendo quindi in evidenza le criticitá sopra elencate rispetto a quanto previsto dal relativo profilo.
Nel luglio del 2007 si é giunti all´emanazione di una nuova delibera regionale che regola sia la formazione sia l´esercizio di tale operatore (DGR 18 luglio 2007 n. 8/5101), revocando la precedente DGR del 2001.
La nuova delibera chiarisce per alcuni aspetti quanto prima era poco chiaro (es. rilevazione dei parametri vitali) e sottolinea aspetti importanti nel percorso formativo ma presenta, allo stesso tempo, delle criticitá soprattutto rispetto al ruolo dell´infermiere nello stesso percorso formativo nonostante sia esplicitata la collaborazione prevalente con il personale infermieristico in ambito sanitario. Innanzitutto viene definito un percorso formativo di 1000 ore ed un unico percorso di riqualifica OSS di 400 ore per i soggetti in possesso dell´attestato di ausiliario socio assistenziale (ASA) o di operatore tecnico addetto all´assistenza (OTA).
Per accedere al corso occorre avere compiuto 18 anni di etá alla data di iscrizione al corso o in alternativa essere in possesso di uno dei seguenti titoli di studio: qualifica professionale ai sensi della LR 95/80, diploma di scuola secondaria di secondo grado o una qualifica di durata almeno triennale oppure la qualifica di ASA o OTA. Se lo scopo di tale normativa era quello di definire dei requisiti di accesso al profilo che garantiscano piú elevati standard formativi di base si sarebbe dovuto definire un unico requisito di accesso congruente con l´etá di ammissione al corso evitando cosí una discrepanza nel livello di preparazione degli aspiranti OSS.
Positiva invece é la valutazione dell´idoneitá al lavoro rilasciata dal Medico competente prima della frequenza al corso in modo tale da evitare di scoprire situazioni di inidoneitá al momento dell´inserimento in tirocinio dello studente, a corso giá iniziato.
Per gli stranieri diventa anche obbligatoria la valutazione delle capacitá di espressione orale e scritta e del grado di conoscenza e comprensione della lingua italiana che deve essere valutata attraverso un test d´ingresso da conservare agli atti presso l´Ente di formazione. Tale valutazione peró é lasciata completamente in gestione agli enti di formazione.
La nuova DGR sottolinea inoltre l´importanza del tirocinio nel percorso formativo ponendo il positivo superamento dello stesso come vincolo per l´ammissione alle prove finali.
Il tirocinio deve essere effettuato almeno in una residenza sanitaria assistenziale accreditata dalla regione e in una struttura di ricovero e cura accreditata con il SSR, secondo un tempo che consenta il reale apprendimento delle competenze dell´OSS negli ambiti identificati. Viene individuata la figura del tutor aziendale che segue il tirocinante durante tale periodo, senza peró definirne il profilo di appartenenza, che sempre di piú dovrebbe essere identificato nell´infermiere essendo esplicitata la collaborazione prevalente con il personale infermieristico.
Inoltre é stata snellita la commissione d´esame composta da soli tre membri esterni e dal coordinatore del corso (rispetto agli 8 membri identificati nella precedente DGR), tra cui ″un commissario esperto in tematiche sanitarie individuato e nominato dalle province o dalla Regione secondo le rispettive competenze, in ordine ai corsi attivati, tra il personale infermieristico in servizio nelle aziende sanitarie regionali, anche in collaborazione con le ASL″.
Viene quindi formalizzata la presenza dell´infermiere in commissione d´esame rispetto invece alla precedente normativa di cui non si faceva minimamente cenno. Il coordinatore del corso é identificato come il Professionista con diploma di laurea in professioni sanitarie o in area sociale o sociopsicopedagogica; é auspicabile che tale funzione sia svolta da un infermiere data la prevalenza della collaborazione dell´OSS con l´infermiere stesso.
Per quanto riguarda le attivitá di competenze dell´OSS poco si é modificato rispetto alla precedente Delibera.
Viene mantenuto il campo di attivitá (sia ambito sanitario sia ambito sociale) e rimangono invariati i criteri che definiscono e vincolano l´attribuzione di attivitá a tali operatori da parte degli infermieri, o altro personale preposto, ovvero il criterio della bassa discrezionalitá e della alta riproducibilitá. Vengono inoltre individuati i piani di lavoro ed i protocolli operativi, predisposti dal personale sanitario e sociale preposto, responsabili del processo assistenziale, come documenti fondamentali che devono guidare l´agire quotidiano dell´OSS, cosí come era definito anche nella precedente DGR del 2001.
Vengono inoltre declinati piú nello specifico i termini di ″opera in quanto agisce in autonomia rispetto a precisi e circoscritti interventi″ e ″coopera in quanto svolge solo parte dell´attivitá alle quali concorre con altri professionisti (infermieri professionali, terapisti della riabilitazione, dietologi, educatori professionali, …)″.



Nella tabella 1 sono riportate le modifiche di alcune attivitá dell´OSS nella delibera regionale della Lombardia del 2007, rispetto alla precedente DGR del 2001.
C´é da osservare che alcune delle attivitá rappresentate erano comunque giá affidate a tale operatore come hanno evidenziato anche i risultati della suddetta indagine.
Rimane aperto il problema relativo alla collaborazione della somministrazione della terapia per via enterale. Sicuramente la nuova DGR ha voluto chiarire in parte cosa intendesse per via enterale lasciando aperti ancora alcuni dubbi in merito a tale attivitá, anche se il profilo nazionale dell´OSS con formazione complementare (2003) puó chiarire il ruolo di entrambe le figure ovvero l´OSS con formazione complementare puó ″somministrare, per via naturale, la terapia prescritta conformemente alle direttive del responsabile dell´assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione…″.
Dall´analisi quindi della nuova normativa regionale che regola l´esercizio dell´OSS é evidente come l´obiettivo fondamentale sia stato quello di riordinare la formazione di base in termini di requisiti di accesso e semplificazione del percorso formativo (es. commissione d´esame, unico corso di riqualifica …) non andando quindi a modificare sostanzialmente il ruolo e le competenze di tale operatore in ambito sociale e sanitario.
A differenza peró della precedente normativa viene esplicitata la collaborazione prevalente con il personale infermieristico in ambito sanitario. Tale collaborazione, che a tutt´oggi é evidente nella maggior parte dei setting operativi, deve peró trovare ancora riscontro con un ruolo formalizzato dell´infermiere proprio nel percorso formativo di base. Oggi, viste le indicazioni fornite da tale delibera e la crescita in termini di professionalitá, l´infermiere puó e deve occuparsi della formazione degli operatori di supporto al fine di presidiare e monitorare l´inserimento di tali figure nelle equipe assistenziali evitando situazioni emerse nell´indagine sopracitata. Le RSA diventano quindi un luogo da presidiare da un punto di vista infermieristico dato l´aumento dei bisogni della persona anziana sia per numero che per complessitá, cosí come rilevano anche i dati ISTAT. Gli infermieri in RSA devono quindi rivestire un ruolo fondamentale nella presa in carico dell´ospite, attraverso la formulazione di un piano di assistenza infermieristico individualizzato orientato alla risoluzione dei molteplici e complessi bisogni dell´anziano fragile, avvalendosi delle figure di supporto.

1 Giavazzi Giuseppina, L´integrazione dell´operatore socio sanitario (OSS) nell´equipe assistenziale: un´indagine nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) di Milano, tesi di Master in Management Infermieristico per le funzioni di coordinamento (a.a. 2004/2005)

Bibliografia e riferimenti legislativi
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- Autori vari, ″Progettare e Organizzare l´Assistenza con gli Operatori di Supporto″, Atti del convegno promosso ed organizzato da Lauri Edizioni, Milano, 14 novembre 2003.
- Benci Luca, 2001, ″L´OSS: autonomia, rapporti con i professionisti e responsabilitá giuridica″, Rivista di Diritto delle Professioni Sanitarie, n. 4, ottobre - dicembre 2001, pp. 219-234.
- Bianchi P., Cavaliere B., 2003, ″Un possibile quadro organizzativo per l´integrazione delle figure di supporto all´assistenza″, Management infermieristico, n. 4, ottobre - dicembre 2003, pp. 11-16.
- Calamandrei Carlo, 2001, ″L´inserimento del personale di supporto: una proposta di progetto″, Management infermieristico, n. 4, ottobre - dicembre 2001, pp. 16-23.
- De Nicola Caterina, 2005, ″Identitá dell´operatore socio sanitario nelle case di riposo″, I luoghi di cura, n. 2, giugno 2005, pp. 7-10.
- Giavazzi Giuseppina, L´integrazione dell´operatore socio sanitario (OSS) nell´equipe assistenziale: un´indagine nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) di Milano, tesi di Master in Management Infermieristico per le funzioni di coordinamento (a.a. 2004/2005)
- Gullotta Domenico, Morici Monica, Bertelli Federica, David Rossana, Dametto Errico, Rabottini Massimo, Lizarbe Sonia, De Salazar Katia Vivano, Bizzarro Elena, Castiglioni Francesca, Marsico Anna, Meloni Rita, Plebani Luciana, Rallo Daniela, Tonet Luana, Zignani Laura, Trecate Fabio, 2001, ″L´inserimento degli OSS all´interno di una RSA: la proposta del Centro Girola″, Nursing oggi Geriatria, n. 3, luglio - settembre 2001, pp. 18-24.
- Le figure di supporto all´assistenza infermieristica. Elementi conoscitivi e linee guida per l´integrazione nel processo assistenziale. Coordinamento Regionale dei Collegi IPASVI della Lombardia, Milano, 2001.
- Monzecchi Susanna, D´Addio Laura, 2003, ″L´inserimento delle figure di supporto nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA)″, Management Infermieristico, n. 4, ottobre - dicembre 2003, pp. 17-29.
- Muttillo Giovanni, 2002, ″Governare la figura di supporto per la valorizzazione della professione infermieristica″, Io Infermiere, n. 1, gennaio - marzo 2001, pp. 3-7.
- Negrisolo Adriana, Burattini Brunetta, Stiranello Lucia, Gattolin Francesca, 2004, ″Le figure di supporto all´assistenza infermieristica: linee guida per l´integrazione nel processo assistenziale″, In & Out, supplemento novembre 2004.
- Orlandi Carlo, 2000, ″Una nuova figura a supporto degli infermieri: l´operatore socio-assistenziale. Risorsa o problema organizzativo?″, Io Infermiere, n.2, aprile - giugno 2000, pp. 19-26.
- Snaidero Diego, 2003, ″Dall´ausiliario all´Operatore Socio-Sanitario (OSS): analisi storico-giuridica delle figure di
- Decreto Ministeriale 14 settembre 1994, n. 739, Regolamento concernente l´individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell´infermiere.
- Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, Provvedimento 22 febbraio 2001, Individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell´operatore socio-sanitario e per la definizione dell´ordinamento didattico dei corsi di formazione.
- Delibera della giunta regionale (DGR) della Regione Lombardia 6 luglio 2001, n. 7/5428, Individuazione della figura e del profilo professionale dell´Operatore Socio Sanitario (OSS).
- Delibera della giunta regionale (DGR) della Regione Lombardia 18 Luglio 2007, n, 8/5101, Regolamentazione dei percorsi OSS (operatore socio sanitario).
- Conferenza Stato-Regione - Seduta 16 gennaio 2003: Accordo tra il Ministro della Salute, il Ministro per la Solidarietá Sociale e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano per la disciplina della formazione complementare in assistenza sanitaria della figura professionale dell´Operatore Socio-Sanitario di cui all´articolo 1, comma 8, del decreto-legge 12 novembre 2001, n. 402, convertito con modificazione, dalla legge 8 gennaio 2001, n. 1.

Giuseppina Giavazzi
Coordinatore infermieristico
Riabilitazione Piccolo Cottolengo
di Don Orione di Milano

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UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI PAVIA
Master universitario di I livello Infermiere Specialista di Area Geriatrica


La realtá del progressivo invecchiamento della popolazione e l´incremento degli anziani fragili e disabili richiedono sempre piú strutture adeguate a sostenere tali situazioni, gestite da persone esperte in management sanitari, ed anche sempre piú personale sanitario adeguatamente preparato a realizzare un´assistenza infermieristica centrata sui problemi/bisogni di salute delle persone anziane, pianificare, gestire e valutare i processi assistenziali nei pazienti anziani ed anche attivare processi assistenziali multidimensionali correlati alle situazioni caratterizzate dai problemi di salute a maggiore incidenza sanitaria e sociale nelle persone anziane e dai problemi dei servizi deputati ad una risposta efficace ed efficiente a quanto richiesto in termini assistenziali.
Il Master Universitario di I livello proposto ha lo scopo di permettere l´acquisizione di competenze cliniche, scientifiche e manageriali specifiche nell´area della programmazione e direzione dei processi aziendali finalizzati alla gestione ed alla clinical governance dei servizi delle strutture geriatriche e socio-sanitarie, ed all´assistenza di pazienti anziani ricoverati in strutture geriatriche per acuti e cronici, socio-sanitarie o residenze per anziani (RSA) o Aziende Servizi alla Persona (ASP), ovvero residenti al proprio domicilio e supportati dai servizi socio-sanitari ed ha l´obiettivo di sviluppare la conoscenza approfondita della disciplina che regola l´assetto istituzionale delle materie della sanitá e dell´assistenza pubblica o dei servizi sociali e geriatrici. Inoltre si tende a fornire all´infermiere una formazione specifica che gli permetta di essere in grado di progettare e realizzare, in modo adeguato, interventi assistenziali relativi alla persona anziana sia in ambito clinico che a domicilio secondo evidenze scientifiche condivise e con le risorse disponibili, e lavorando in equipe con altri professionisti. L´infermiere Specialista di Area Geriatrica dovrá gestire inoltre l´assistenza nel campo della promozione della salute, della prevenzione, della cura, della riabilitazione, della palliazione e dell´accompagnamento alla morte.
Il Master si rivolge a laureati della Classe delle Lauree nelle professioni sanitarie, infermieristiche e nella professione ostetrica, interessati ad operare a vario titolo nelle strutture Geriatriche, sia ospedaliere per acuti che per pazienti cronici, e nel terzo settore, sia a chi giá lavora nelle strutture dedicate ai servizi alla persona ed alle strutture residenziali.

Sbocchi professionali
La figura professionale formata nel Master puó trovare sbocco nel terzo settore socio sanitario come ″Infermiere Specialista di Area Geriatrica″. Il progressivo invecchiamento della popolazione ed il conseguente incremento delle strutture assistenziali per anziani richiedono un numero sempre maggiore di personale di assistenza qualificato e di coordinatori esperti. L´elevata necessitá di personale qualificato nel settore ed il rilevante incremento della domanda previste nel futuro, consentono di ritenere certo lo sbocco professionale di questa figura, nei prossimi anni.

Art. 7 - Requisiti di ammissione
Il Master Universitario é rivolto agli infermieri in possesso di:
- diploma di laurea triennale ai sensi del D.M. n. 509/1999 nella classe SNT/1 delle lauree delle professioni sanitarie, infermieristiche e professione sanitaria ostetrica
- diploma universitario delle professioni infermieristiche o diplomi ad esso equipollente, ai sensi della vigente legislazione, ritenuti validi per l´ammissione ai Master di I livello, purché congiunti al possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo grado

Informazioni: Prof. Giovanni Ricevuti Pavia tel. 0382381234
e-mail: <giovanni.ricevuti@unipv.it> <giovanni_ricevuti@asppavia.it>
http://www.unipv.eu/on-line/Home/Didattica/Post-laurea/Master/articolo653.html

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L´ICTUS CEREBRALE: IL PUNTO DI VISTA DELLO PSICOLOGO
Relazione presentata al Convegno:
″Il lavoro di gruppo nelle piú frequenti patologie dell´anziano fragile″
Roma 19-20 giugno 2008

Attraverso l´analisi di due casi clinici si illustreranno le possibili modalitá di intervento relazionale ed ambientale nella gestione dell´anziano post ischemico.
Sono state analizzate, nel corso della presa in carico, le principali cause di peggioramento del quadro psico-fisico dei pazienti, pure opportunamente curati e riabilitati e le buone pratiche atte al mantenimento di una discreta qualitá di vita, sia in caso di TIA che di episodi ischemici gravi. Particolare attenzione é stata posta alla correlazione fra struttura di personalitá e risorse ambientali del paziente e capacitá di adattamento e conservazione dell´autonomia e/o il senso di sé. LORENZO, quando lo incontro la prima volta é un anziano di 76 anni, reduce da un grave attacco ischemico, di cui si intravedono ancora i segni per la rigiditá della parte dx del corpo e la difficoltá nell´eloquio. L´immagine che ho davanti é quella del grande Eduardo De Filippo nell´atto IV di Natale in casa Cupiello: pallido ed emaciato, seduto sul letto e avvolto da una mantellina di lana, stenta a parlare. Lorenzo é stato segnalato dai Servizi Sociali territoriali per chiederne l´inserimento nella residenza per anziani che l´IPAB ha aperto sul territorio, dato che ha un´ingiunzione di sfratto che grava sulla sua condizione abitativa e rifiuta con decisione il trasferimento in una casa di riposo o in una residenza sanitaria.
Viene attuato l´inserimento nella struttura, una sorta di condominio protetto dove gli anziani vivono in autonomia in appartamenti bicamere, pagando una piccola quota di rimborso spese mensile che permette loro di vivere in maniera dignitosa pur con una pensione minima. E´ istituito anche un servizio di custodia e portierato che permette il monitoraggio costante dei bisogni degli anziani ospiti, a cui si tenta di dare pronta risposta di concerto con i servizi territoriali.
Lorenzo é vedovo e senza figli, ma é seguito dall´assistenza domiciliare e usufruisce di un servizio di pasti a domicilio fornito dall´ISMA agli anziani soli.
Sorridente e cordiale, amato da tutti gli operatori che lo supportano, riacquista in breve tempo una discreta autonomia. Vive in compagnia dei suoi gatti, che ha portato nella nuova casa, circondato dai suoi vestiti, che segnano i periodi importanti della sua vita, dai suoi dischi e dalla foto di famiglia, che ama spesso sfogliare. La sua porta é sempre aperta e quando la stagione é buona, scende nel cortile della struttura o nelle sale comuni, dove si riuniscono anche gli anziani del quartiere per attivitá di socializzazione.
Narra della sua vita in termini positivi, con calma e serenitá, senza rimpianti, ma con la gioia delle piccole cose e degli affetti che ancora gli restano.
Lorenzo muore tre anni dopo, a 79 anni, per un nuovo attacco ischemico, per il quale rifiuta in un primo tempo il ricovero. L´ultima volta che l´ho visto era sulla porta di casa, ancora sorridente nonostante le difficoltá dei giorni precedenti, mentre fuma una sigaretta nonostante le mie raccomandazioni di non trascurare il suo stato di salute.
ANNA ha 77 anni. Vedova con due figli, lontani per motivi di lavoro, vive in un piccolo paesino dell´appennino campano. E´ stata colpita 14 anni fa da un TIA, dal quale si é prontamente ripresa. Ha intrapreso una terapia farmacologica efficace ed é stata nel corso di questi anni sottoposta a costanti controlli medici specialistici.
Anna é gentile, socievole ma, anche a causa della sua bassa scolaritá, ha pochi interessi strutturati.
Legata ad una cultura femminile di dipendenza e di servizio, é sempre disponibile ad accorrere alle richieste dei figli, dei familiari e dei vicini, a volte anche al di sopra delle sue forze. Pavida e ansiosa, vive negli ultimi anni lunghi momenti di solitudine e di angoscia, nella sua grande casa ormai vuota, non chiedendo mai aiuto, non esternando mai i suoi bisogni e le sue difficoltá.
Circa due anni fa, a seguito di un riacutizzarsi dell´artrosi e di una caduta che le procura un grave danno ai legamenti delle braccia, Anna si trascura, alimentandosi in maniera non corretta e sufficiente, ma continua, nonostante il profondo vissuto di solitudine e paura, a non chiedere aiuto ai figli, trovandosi nel giro di pochi mesi in uno stato di profonda prostrazione fisica.
Uno dei figli, informato dai familiari che l´anziana donna presenta dei problemi, la ospita presso di lui in cittá nel corso dell´inverno, accompagnandola a visita geriatria specialistica. Ne emerge un quadro critico: la donna é denutrita e disidratata, la sua autonomia motoria é notevolmente diminuita, i disturbi della memoria e dell´orientamento spazio-temporale si sono accentuati, la terapia farmacologia, pur valida, é stata assunta in maniera confusa e discontinua.
Grazie alle indicazioni del geriatra e dello psicologo che segue il caso, vengono nel giro di qualche mese attivate tutte le risorse necessarie per affrontare il progressivo e rapido peggioramento delle condizioni dell´anziana (presidi per la deambulazione ed il riposo, la presenza costante di un´assistente familiare, una corretta e variata alimentazione, un clima familiare sereno e rassicurante, periodici controlli sanitari).
Oggi Anna vive in una condizione di completa dipendenza: ormai costretta per la maggior parte
del tempo su una poltrona, si muove solo con l´aiuto di un deambulatore o di una carrozzina, deve essere imboccata o, nei momenti migliori, guidata nei movimenti, viene completamente gestita nella cura della persona ed assistita quando, sempre piú frequentemente, perde completamente il senso della realtá, evidenziando una marcata agnosia nei confronti delle persone che la circondano e un notevole disorientamento spazio-temporale. Tutte le angosce e le paure che hanno segnato la sua vita prendono violentemente il sopravvento, soprattutto durante i risvegli notturni, in cui torna ad essere la bambina smarrita di una volta. La conoscenza della sua storia di vita e del suo precedente modo di essere, il costante sostegno psicologico che questa famiglia riceve, permettono a chi l´assiste di starle vicino in maniera adeguata nonostante la fatica e l´impegno delle cure, con il calore e la tranquillitá che richiede una simile situazione. Ben diversa appare la situazione per l´altro figlio che, lontano e raramente in contatto con la madre, mette ancora in atto potenti processi di negazione, minimizzando le condizioni materne e rifiutando dialogo e contatto con il personale di cura.
I due casi brevemente descritti ci mostrano quanta attenzione vada prestata alla storia di vita del paziente ed alla sua struttura di personalitá per consentire, di concerto con i sanitari, l´impostazione di un adeguato programma individuale di intervento.
Particolare cura va posta nell´individuazione dei meccanismi di negazione e di sottovalutazione del problema in atto da parte dei familiari, ma spesso, anche dei sanitari di base.
Una fragilitá non riconosciuta puó facilmente evolvere in un quadro dagli esiti anche gravi.

Patrizia Di Carlo
Responsabile AREA MINORI E ANZIANI
ISMA - Istituti di Santa Maria in Aquiro
Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza ROMA
mail
areaminorieanziani@isma.roma.it

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CORPO, LINGUAGGIO, ESPERIENZA:
LA RIABILITAZIONE DEL MALATO EMIPLEGICO
Relazione presentata al Convegno:
″ Il lavoro di gruppo nelle piú frequenti patologie dell´anziano fragile″
Roma 19-20 giugno 2008

Tutti noi sappiamo bene quale grande incidenza l´ictus abbia sulla popolazione adulta in tutto il mondo occidentale, e sicuramente ognuno di noi ha giá avuto molteplici esperienze di trattamento di questi malati, ma forse, proprio per questo, in un´epoca in cui la medicina corre sempre piú verso la ″standardizzazione″ degli interventi (vedi EBM, scale di valutazione, protocolli, etc…), anche noi, come riabilitatori, possiamo correre il rischio di scadere nella ″ripetitivitá″, nella standardizzazione… Penso quindi che la cosa piú utile per noi oggi sia quella di riflettere e di ripensare proprio sulle nostre modalitá di approccio, non alla patologia dell´ictus cerebrale, ma al malato emiplegico.
Fin dagli anni 70 il variegato mondo della riabilitazione si é occupato di questa materia, proponendo una molteplicitá di proposte terapeutiche, a partire da tecniche di ″rinforzo″ di componenti motorie assenti (o deficitarie), alle cosiddette metodiche neuromotorie (Bobath, Kabat…), che (sulla base delle conoscenze neurofisiologiche del tempo) proponevano l´evocazione o la inibizione dell´attivitá riflessa come base per il recupero del movimento volontario, fino alle piú coerenti teorie neurocognitive, e in particolare quella di Perfetti e coll., la quale interpreta il ″movimento come conoscenza″ (nel senso che il SNC dell´uomo programma il comportamento motorio per relazionarsi con l´ambiente e conoscerlo).
Tale teoria, facendo riferimento ai contributi della ricerca neurofisiologica degli ultimi decenni riguardo ai processi di organizzazione del SNC che portano alla conoscenza, ed ai processi di riorganizzazione dopo lesione, propone quindi di considerare il recupero come ″un apprendimento in condizioni patologiche″.
L´esercizio terapeutico é concepito come un problema conoscitivo, costruito dal terapista sulla base degli elementi desunti dall´osservazione e dagli obiettivi stabiliti, che il malato deve risolvere modificando il corpo (attuando una strategia motoria), al fine di entrare in rapporto con l´oggetto (il sussidio) e, da questa interazione, acquisire informazioni (necessarie a risolvere il compito).
L´OSSERVAZIONE NEUROCOGNITIVA: UN DOPPIO PUNTO DI VISTA
Questo modo di interpretare la riabilitazione impone che , nella valutazione del paziente, non ci si limiti alla ″quantificazione″ del danno motorio, magari in termini ″funzionali″ (vedi varie scale per le autonomie, quali FIM, Barthel, o la piú nuova ICF).
Il riabilitatore neurocognitivo ha necessitá di acquisire una propria ″modalitá″ di osservazione, che innanzitutto permetta una raccolta di dati oggettivi su base ″qualitativa″, ma anche l´interpretazione degli stessi al fine di meglio comprendere il comportamento del malato e le alterazioni di funzione indotte dalla patologia, ed essere utili alla costruzione dell´esercizio.
1 - Il livello fenomenico: il PROFILO del malato, che rappresenta una accurata indagine del comportamento motorio, inteso come il prodotto della organizzazione dei processi cognitivi (sensibilitá, attenzione, memoria, rappresentazione, linguaggio, coscienza…). ″La proposta (…) é quella di studiare il movimento, non solo dalla parte dell´osservatore, ma soprattutto, dalla parte del cervello che lo produce″( C. Perfetti, ″uomini e macchine″, 1986 )
2 - Il livello fenomenologico: raccolta/interpretazione di dati ″in prima persona″ (le descrizioni del malato), relativi a:
Il vissuto del proprio corpo, all´inizio drammatico (…improvvisamente assente…non c´é piú…non ha senso…non capisco…), poi, durante il percorso riabilitativo, quando il corpo comincia a ″ricomparire″, confuso e incompleto (″sento ma non capisco…corpo vuoto…″) esperienza dei cambiamenti dovuti alla patologia (compensi, frammentabilitá, variabilitá, alterazioni del sé corporeo) esperienza dei cambiamenti che si/non si verificano nel corso degli esercizi consapevolezza dei processi attivati per risolvere i problemi cognitivi posti dall´esercizio
IL PROBLEMA DEL DOLORE NELLE LESIONI DEL SNC
La lesione del SNC é talvolta caratterizzata non soltanto dalla presenza di complesse alterazioni cognitive e motorie, ma anche dalla manifestazione del dolore, che insorge anche in assenza di stimolazioni nocicettive.
Il dolore neuropatico é stato definito da molti autori come una esperienza emozionale, che determina il coinvolgimento simultaneo di ampie regioni corticali e limbiche: una disfunzione del sistema della Neuromatrix (Melzack , 2001). Tale sistema (che si configura come la rappresentazione della coscienza), attraverso l´integrazione delle diverse strutture consente la consapevolezza del sé corporeo come unitá emozionale e sensoriale .
Nel paziente cerebroleso i processi mentali che permettono la costruzione delle informazioni sono variabilmente compromessi a causa della lesione. Ció porta ad una piú grave alterazione del sé corporeo, e alla necessitá, attraverso l´esercizio, di guidare il malato al recupero della capacitá di progettare ed elaborare le informazioni, condizione necessaria all´equilibrio del sistema.
In un recentissimo studio sul linguaggio del paziente con dolore (Briganti e coll, 2007) la estrema variabilitá delle modalitá espressive dei malati é stata messa in relazione con la sede ds - sn di lesione, tenendo conto della differenziazione e specializzazione degli emisferi cerebrali. Secondo alcuni autori, in alcune regioni dell´emisfero ds é spesso segnalata una specifica attivazione correlata al dolore (Coghill 2001 - Symonds 2006).
Sappiamo inoltre che l´emisfero ds é maggiormente implicato nella elaborazione della percezione del sé corporeo come unitá emozionale e percettiva (vedi neglect - eminattenzione).
Si ipotizza quindi un diverso coinvolgimento delle strutture della Painmatrix, e una diversa processazione del dolore, legata alla lateralitá della lesione: una lesione nell´emisfero di ds potrebbe avere conseguenze di maggiore gravitá in relazione ad una maggiore deprivazione informativa della neuromatrix. In questo caso la disfunzione si manifesterebbe non solo con il dolore, ma anche con la perdita del ″senso di appartenenza″ della parte sinistra del corpo (come si puó constatare in alcune lesioni dell´emisfero destro ed anche in alcune lesioni periferiche.
In considerazione di ció, dovrá essere effettuata una diversa scelta delle modalitá informative previste dagli esercizi:
nelle lesioni emisferiche destre si dovranno privilegiare dapprima i processi che sottostanno alla costruzione della consapevolezza del Sé, attraverso la progressiva ricerca delle informazioni somestesiche e visive dalla parte sinistra del corpo e la loro integrazione, al fine di ricostruire l´unitá della rappresentazione.
nelle lesioni emisferiche sinistre si guiderá il paziente a percepire, sia in ambito visivo che somestesico, le differenze e i ruoli delle diverse articolazioni che compongono il corpo (ampiezze, direzioni, relazioni tra elementi).
″la coerenza tra le diverse fonti informative é un principio basilare per garantire il funzionamento del Sé corporeo, per cui sará indispensabile guidare il malato a percepire il corpo attraverso l´utilizzo dei diversi canali informativi coerenti per ottenere il superamento del dolore″(Perfetti,2007).
Laura Alessi

NOTIZIE DALLE SEZIONI REGIONALI

Sezione Puglia-Basilicata

Si é svolto presso la Residenza Sanitaria Assistenziale ″Madonna della Pace″ ad Andria, il 20 e 21 giugno scorso, il Convegno Nazionale dal titolo ″Nutrizione e malnutrizione dell´anziano″. L´evento patrocinato tra gli altri anche da ACSA, ha visto la presenza di oltre 120 persone, tra medici di base e specialisti. Alla presenza di tutte le figure istituzionali, Assessore Regionale alle politiche della salute, Preside della facoltá di Medicina di Bari, Direttore Generale ASL BAT, si sono svolti gli interventi dei relatori che hanno tracciato il profilo del soggetto malnutrito. Dalle relazioni é emerso che la malnutrizione del soggetto anziano rappresenta una condizione assai diffusa e spesso sottostimata. Certo, l´invecchiamento di per se é associato a una riduzione dell´appetito e degli apporti nutrizionali, ma alcuni studi epidemiologici mostrano che il rischio di malnutrizione é piuttosto basso (0-6%) negli anziani autosufficienti, diviene elevato (10-30%) tra i pazienti istituzionalizzati e tra i pazienti che ricevono assistenza domiciliare (fino al 50%), e raggiunge proporzioni epidemiche negli individui affetti da patologie acute. L´indagine sullo stato nutrizionale nelle RSA fa parte dell´assessment geriatrico multidimensionale ed indaga il soggetto entro una settimana dal ricovero; pertanto, la prevalenza della malnutrizione nelle strutture residenziali, riflette una realtá ospedaliera e domiciliare che deve essere considerata con attenzione al fine di ottimizzare gli interventi terapeutici anche con il coinvolgimento dei medici di medicina generale.
E´ stato inoltre sottolineato che la prevenzione ed il trattamento della malnutrizione sono obiettivi primari della medicina Geriatrica perché le conseguenze cliniche di tale condizione hanno un impatto notevole sulla qualitá della vita con elevati costi sociali. Tra gli strumenti utili il Mini Nutritional Assessment (MNA) si é dimostrato il piú affidabile e quello piú preciso nell´individuare i pazienti a rischio di malnutrizione. L´evento, accreditato presso il Ministero della Salute nel programma di Educazione Continua in Medicina (ECM), é risultato un appuntamento importante per l´aggiornamento professionale e lo scambio di strategie assistenziali per il soggetto geriatrico e da tutti i partecipanti é venuto l´invito a replicare tali iniziative al fine di diffondere e consolidare la cultura dell´assistenza geriatrica extraospedaliera.

Franco Mastroianni

CONGRESSI E CONVEGNI

5th CONGRESS OF THE EUROPEAN UNION GERIATRIC MEDICIN SOCIETY
GERIATRIC MEDICINE IN A TIME OF GENERATIONAL SHIFT
Copenhagen 3-6 Settembre 2008
e-mail: info@eugms2008.org - www.eugms2008.org

Sotto l´egida della Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria
″PROGETTO CARE: CURA E TUTELA DEL PAZIENTE ANZIANO
NELLE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI″
Viterbo, 19-20 settembre 2008
Stresa, 26-27 settembre 2008
Salerno, 3-4 ottobre 2008
Segreteria organizzativa:Discovery Italy srl
Tel. 0277013783 Fax 0277013775 - e-mail: maria.vello@discovery-italy.it

IRCCS CENTRO S. GIOVANNI DI DIO FATEBENEFRATELLI - OSPEDALE S.ORSOLA FATEBENEFRATELLI
LA MALATTIA DI ALZHEIMER NOVITÁ DIAGNOSTICHE E TERAPEUTICHE
Brescia 25 settembre 2008
Segreteria Scientifica: Orazio Zanetti, Giovanni B. Frisoni
Tel.: 030 35011 Fax.: 030 348255 e-mail: centro.sangiovanni.di.dio@fatebenefratelli.it
Segreteria organizzativa: Ornella Bonometti
Tel.: 030 3501345 Fax.: 030 348255 E-mail: obonometti@fatebenefratelli.it

ASSOCIAZIONE GERIATRI EXTRAOSPEDALIERI
V CONGRESSO NAZIONALE
Copanello (Cz) 2-5 Ottobre 2008
Segreteria organizzativa: Concerto srl Napoli
Tel. 081-19569195- Fax 081-2140448
info@concertosrl.net

UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI MILANO CATTEDRA DI GERONTOLOGIA E GERIATRIA
LE PATOLOGIE PREVALENTI DELL´ANZIANO
Milano, 18 ottobre 2008
Segreteria Scientifica: Carlo Vergani, Luigi Bergamaschini
Tel. 02-55035410 - Fax 02-50320712 e-mail carlo.vergani@unimi.it
Segreteria Organizzativa: AIM Congress S.r.l. - Via Ripamonti 129, Milano
Ilaria Cereda Tel. 02-56601348 - Fax 02-56609045 e-mail i.cereda@aimgroup.it

TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO
QUARTO CONVEGNO NAZIONALE SUL DOLORE
Pisa 23-24 ottobre 2008
www.cittadinanzattivatoscana.it

FONDAZIONE CARLO ERBA
E L´ANZIANO INCONTRÓ IL CANE...
Milano 18 novembre 2008
Segreteria Scientifica Donatella Santarato Tel/Fax 02/76281032
Segreteria Organizzativa Axenso MilanoTel 02/89151797 02/89190003
www.axenso.com - info@axenso.com

SOCIETÁ ITALIANA DI GERONTOLOGIA E GERIATRIA
53° CONGRESSO NAZIONALE SIGG
″L´ITALIA? NON E´ UN PAESE PER VECCHI…″
Firenze, 26-29 novembre 2008
9° CORSO MULTIPROFESSIONALE DI NURSING
Firenze, 27 novembre - 29 novembre 2008
7° CORSO DI RIABILITAZIONE
Firenze, 27-28 novembre 2008
4° CORSO PER PSICOLOGI
Firenze, 27 novembre - 28 novembre 2008
3° CORSO PER ASSISTENTI SOCIALI
Firenze, 29-28 novembre 2007
Segreteria Scientifica: SIGG -Via G.C. Vanini 5 - 50129 Firenze
Tel.055 474330 - Fax 055 461217 e-mail: sigg@sigg.it - www.sigg.it
Segreteria Organizzativa: Zeroseicongressi - Roma
Tel. 06 8416681 - Fax 06 85352882 e-mail: sigg2008@zeroseicongressi.it