Societá

Attivitá SIGG

Bollettino SIGG: Numero 5, Maggio - Giugno 2009


Direttore Responsabile
Nicola Ferrara

A cura di
Vincenzo Canonico
Tel. e fax 081 7464297
e-mail: vcanonic@unina.it

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Editoriale del Presidente

6° Seminario Estivo SIGG per Giovani Geriatri - Summer School
Si é svolta a Milano dal 14 al 18 Giugno 2009, ospitato da Boeringher Ingelheim Italia, il consueto appuntamento estivo della SIGG, la Summer School per Giovani Geriatri, che ha ormai raggiunto la sua 6a edizione. Il programma degli incontri comprendeva, come sempre, temi di grande rilevanza clinica, a ciascuno dei quali veniva dedicata mezza giornata di intensi lavori: la depressione; la diagnostica differenziale dell´edema; l´assessment ed il trattamento del rischio cardiovascolare globale nell´anziano; la terapia antibiotica; la sindrome metabolica in etá geriatrica; la prevenzione in Geriatria; il morbo di Parkinson; ormoni e invecchiamento.
Novitá rilevante di quest´anno, la responsabilitá di articolare ciascuna delle otto mezze giornate era stato affidata ad altrettanti Direttori di Scuola di Specializzazione (Firenze, Roma Campus Biomedico, Foggia, Trieste, Napoli II Facoltá, Genova, Roma Cattolica e Parma, rispettivamente), che hanno scelto i relatori e gli argomenti da affidare loro. Negli anni a venire, altre saranno le Scuole via via chiamate a questo compito, cosí da offrire, nel tempo di un triennio, una rappresentazione corale e completa delle Scuole di Geriatria italiane. Diverso é stato anche il sistema di reclutamento degli specializzandi, ognuno dei quali é stato scelto dal proprio Direttore della Scuola. Si é cosí venuta a creare una comunitá realmente rappresentativa del panorama nazionale della Geriatria - per la prima volta con partecipazione praticamente di tutte le Scuole -, entro cui sviluppare un costruttivo confronto e, in ultima analisi, un linguaggio comune, non solo tra i discenti, ma anche tra i docenti.
I giudizi espressi dagli specializzandi testimoniano un elevato grado di apprezzamento generale per l´iniziativa, che alcuni vorrebbero incentivare e, addirittura, raddoppiare, sotto forma di seminario invernale! Vorrei tuttavia segnalare anche alcune critiche, che mi sono parse molto ragionevoli e costruttive. Alcuni hanno lamentato la durata eccessiva ed il carattere a volte troppo ″frontalmente cattedratico″ di alcune relazioni, che in alcuni casi hanno tolto spazio alla discussione, altrimenti assai vivace e appassionata; piú in generale, il programma é sembrato troppo denso, tanto da non consentire i necessari momenti di conoscenza personale, di scambio di esperienze e, perché no, di relax, elementi anch´essi necessari per la creazione di un vero spirito di gruppo. Sono state formulate proposte interessanti, che dovremo considerare per le edizioni future: prevedere momenti di lavoro di gruppo ed interazione; dedicare piú tempo alla presentazione e discussione di casi clinici ed alla terapia; rendere disponibile tutto il materiale didattico anche prima dell´evento; affiancare agli specializzandi uno-due tutor, che presenzino a tutte le lezioni e diano continuitá all´evento. Vorrei, infine, riportare il pensiero di un partecipante che, mentre riconosce che é sicuramente piacevole essere ospitati in un ottimo albergo, propone un´ospitalitá piú spartana, a vantaggio di una partecipazione piú ampia.
Come giá tre anni, Boeringher Ingelheim Italia ha generosamente sostenuto la Summer School, e di questo la SIGG é particolarmente riconoscente. Ma vorrei esprimere - a nome dell´intero Consiglio Direttivo e mio personale - un profondo ringraziamento a tutti i coordinatori ed i relatori che, con altrettanta generositá ed impegno personale, hanno disegnato, organizzato e condotto con passione ed impegno gli 8 seminari.

Niccoló Marchionni
N. Marchionni

Notizie di casa nostra

Dall´editoriale del Presidente, oltre che dai commenti dei Coordinatori scientifici e dai risultati del questionario compilato dai partecipanti, abbiamo la percezione di come é andata la Summer School SIGG di quest´anno, evento significativo ed impegnativo per la nostra Societá, molto apprezzato da chi ha avuto la possibilitá di parteciparvi. Bisogna migliorare alcuni aspetti, lo chiedono Docenti e Discenti, un´esigenza in particolare é stata evidenziata dai suggerimenti degli allievi alla fine del corso, sia nella attuale che nelle precedenti edizioni: piú spazio alla clinica, alla terapia, ai casi clinici. Perché questi giovani, inseriti in scuole di specializzazione in geriatria, hanno tanta sete di clinica e meno interesse per la ricerca ed i risultati di studi scientifici epidemiologici, clinici, sperimentali, che spesso hanno una rilevante ricaduta clinica? La risposta non é unica, le ragioni sono sicuramente tante e diverse secondo le realtá locali, proviamo comunque a fare qualche considerazione. Il geriatra, a differenza di tutti gli altri specialisti, ha bisogno, sintetizzando, di apprendere gli aspetti clinici di malattie ed organi di tutti i distretti, di conoscere le possibilitá di assistenza tramite il modello assistenziale geriatrico e la rete dei servizi, in particolare della riabilitazione geriatrica che offre ulteriori possibilitá di cura, di interagire con altre figure professionali di tipo medico e non medico, di conoscere numerosi aspetti medico-legali della professione. Spesso tutti gli aspetti formativi, non vengono soddisfatti completamente dalle scuole di specializzazione, molte scuole non riescono a formare un geriatra completo, ma solo un ″geriatra parziale″ con ottime conoscenze in un settore e scarse competenze in altri. Il problema é stato solo in parte migliorato con la formazione al di fuori delle strutture universitarie, ma non risolto. Una soluzione, non attuabile per costi e problemi organizzativi, sarebbe far frequentare dagli specializzandi per alcuni periodi in piú scuole di specializzazione, dove vi sono maggiori competenze in singoli settori, cerebrale, cardiovascolare, respiratorio, metabolico etc, per far acquisire conoscenze piú avanzate. La SIGG, come é noto, da molti anni si occupa degli aspetti formativi degli specializzandi, dei giovani geriatri e di chiunque si occupa di assistenza agli anziani, certamente in vista dei prossimi eventi formativi i suggerimenti ricevuti saranno tenuti nella giusta considerazione.
Guido Ceronetti, famoso poeta, filosofo, scrittore, giornalista, ha scritto recentemente un articolo sulla vecchiaia, le aspettative di vita, la cura del vecchio, che pubblichiamo nelle pagine successive. L´articolo contiene nella parte iniziale alcune interpretazioni di carattere ″filosofico″ sulla vecchiaia, sulle malattie che affliggono la persona nella parte finale della vita, su come viene vissuta la fase del trapasso nella mente della persona anziana, ed una serie di altre considerazioni di un ultraottantenne che riporta sentimenti vissuti personalmente. Nella parte finale dell´articolo peró, viene attribuito al geriatra solo un ruolo consolatorio o di sollievo umano di fronte al vecchio malato, con una visone quindi estremamente restrittiva. Il Prof. Antonelli Incalzi ha scritto una lettera al Direttore del quotidiano, che riportiamo, in cui ha puntualizzato con dati scientifici i risultati raggiunti dalla geriatria moderna nella prevenzione della disabilitá e nella cura delle patologie nella maggior parte dei casi complesse degli anziani. La lettera é stata condivisa da numerosi membri del Consiglio Direttivo della SIGG.
Il programma del prossimo Congresso SIGG, che si terrá a Firenze dal 2 al 5 dicembre p.v., é in fase di avanzamento. Nei prossimi giorni riceveremo il primo annuncio del Congresso, la dead line per l´invio degli abstract é slittata al prossimo 15 luglio.

Vincenzo Canonico
V. Canonico

6° SEMINARIO ESTIVO SIGG PER GIOVANI GERIATRI
″I FONDAMENTI DELLA GERIATRIA″

Auditorium ″Sala Caravaggio″ - c/o Boehringer Ingelheim
Milano, 14-18 Giugno 2009

GRADIMENTO DA PARTE DEI CORSISTI
Giudizio complessivo
Ottimo-eccellente 7
Molto buono 13
Buono 14
Sufficiente 1
Insufficiente 1
Giudizio sull´organizzazione didattica
Ottimo-eccellente 8
Molto buono 8
Buono 15
Discreto 1
Insufficiente 3
Cosa é piaciuto di piú
Competenza/disponibilitá tutors 26
Interattivitá delle relazioni 4
Suggerimenti
Piú attenzione alla pratica clinica, soprattutto terapia 31
Piú tempo libero 2
Prolungare di 1-2 gg la summer school 6

DAI QUESTIONARI ECM
Come valuta la rilevanza degli argomenti trattati rispetto alla sua necessitá di aggiornamento?
Non rilevante 0
Poco rilevante 1
Abbastanza rilevante 10
Rilevante 20
Molto rilevante 10
Come valuta la qualitá/educativa di aggiornamento fornita da questo evento?
Scarsa 0
Mediocre 2
Soddisfacente 7
Buona 26
Eccellente 6
Come valuta l´efficacia dell´evento per la sua formazione?
Inefficace 0
Parzialmente efficace 1
Abbastanza efficace 14
Efficace 21
Molto efficace 5

Commenti dei Coordinatori Scientifici della Summer School

L´incontro sull´edema ha rappresentato un´occasione per approfondire alcune tematiche di rilevante interesse epidemiologico e clinico, ma scarsamente rappresentate nella formazione medica di base e specialistica. In particolare, la terapia degli edemi da stasi, includente il corretto confezionamento dei bendaggi e le metodiche miniinvasive di terapia topica (sclero-mousse) hanno costituito argomento di discussione sicuramente piú apprezzato rispetto alle basi fisiopatologiche dell´edema, che pure é stato doveroso anteporre nello sviluppo dell´argomento. Probabilmente, una valutazione piú accurata dei fabbisogni e del tempo disponibile avrebbe dovuto indurci a privilegiare gli aspetti flebologici, con presentazione di filmati e prove pratiche di bendaggio e medicazione delle ulcere, che potrebbero costituire argomento per una futura sessione della Summer School.
Nell´insieme, ottima per attenzione e interazione é risultata la partecipazione degli specializzandi, con la fisiologica variabilitá del livello di interesse cui si accennava. La Summer School si conferma un appuntamento altamente qualificante, con effetti molto positivi sul piano sociale, promuovendo reciproca conoscenza e collaborazioni. V´é da augurarsi che la B-I conservi la lungimiranza e sensibilitá che l´hanno indotta a supportarla.
Un´ultima considerazione: i ragazzi appaiono piú seri di come eravamo noi, forse ″meno ragazzi″. Un segno dei tempi? Forse soltanto un segno di maturitá e serietá professionale.
Raffaele Antonelli Incalzi

La semigiornata da me coordinata é stata impostata sulla diagnostica della malattia di Parkinson e sulla terapia delle fasi iniziali e successive della stessa. Questo a ribadire il fatto che i nostri pazienti sono frequentemente parkinsoniani e che i geriatri devono essere esperti di questa malattia per diagnosticarla e gestirla farmacologicamente e non al meglio. Si é quindi parlato di comorbilitá nel Parkinson e di riabilitazione per poi visionare filmati portati dal prof. Antonini sui successi terapeutici ottenuti con i farmaci o la stimolazione cerebrale. Il tutto é stato preceduto da una presentazione sugli strumenti di valutazione multidimensionale di seconda e terza generazione, altro topic che ritengo cruciale per i nuovi geriatri e per l´ affermazione di una identitá spessa del geriatra. Insomma, semigiornata densa e stimolante. Continueremo su questa strada.
Roberto Bernabei

Il deficit androgenico del soggetto anziano, argomento di grande interesse e dibattito alla luce dell´invecchiamento della popolazione, é stato affrontato dal prof. Valenti. E´ noto che i livelli circolanti di testosterone diminuiscono progressivamente con l´invecchiamento e che una percentuale significativa di maschi di etá superiore ai 60 anni presenta livelli serici di testosterone inferiori ai valori piú bassi di soggetti giovani adulti. Queste modificazioni ormonali determinano una serie di effetti negativi sulla composizione corporea, sulla densitá minerale ossea, sulla sessualitá, sull´apparato cutaneo ed il sistema nervoso centrale; tuttavia si accompagnano ad una serie di segni e sintomi vaghi e non specifici quali ad es. un diminuito senso di benessere, ridotta virilitá e libido, alterazioni del tono dell´umore ed anemia. Questa sintomatologia non é spesso presente contemporaneamente e puó sfuggire al sospetto clinico in quanto non facilmente attribuibile al deficit di testosterone nella pratica clinica quotidiana. Inoltre alcune condizioni patologiche tipiche dell´invecchiamento quali depressione ed ipotiroidismo mimano questi sintomi. Questi aspetti sollevano pertanto il problema di una corretta identificazione di questa sindrome, di una eventuale indicazione al trattamento sostitutivo con testosterone del soggetto anziano ipogonadico e dei rischi eventuali associati a tale terapia.
L´ultima relazione ha visto il prof. Maggio affrontare il problema della disregolazione ormonale multipla nella sindrome della fragilitá del soggetto anziano. Dopo un inquadramento nosografico della sindrome, il prof. Maggio ha illustrato come le alterazioni a carico di vari sistemi fisiologici interagiscano nel determinare il fenotipo della fragilitá, evidenziando in particolare il ruolo della disregolazione ormonale soprattutto a carico degli ormoni anabolizzanti, nel determinismo di questa condizione.
Al termine della sessione, seguita con attenzione dagli specializzandi intervenuti con domande pertinenti dopo ogni relazione, ho congedato i partecipanti porgendo il saluto del Consiglio Direttivo e del Presidente.
Gian Paolo Ceda

Dopo Folgaria, S. Giovanni Rotondo e Reggello, ora é stata la volta di Milano: la Summer School cambia casa e, in parte, ″format″, ma si conferma come un momento importante nella vita della nostra Societá. É, in primo luogo, un evento formativo per i giovani, meno formale di un congresso, ma di contenuto in genere piú elevato e tenore piú tecnico di un tradizionale corso di lezioni. Non basta: é valore aggiunto della creazione di un linguaggio comune, tra le Scuole, tra docenti e specializzandi. É conoscersi, confrontarsi, scambiarsi esperienze. Non é (ancora) una scuola-quadri, ma certo il seme per lo sviluppo di una progettualitá comune, di un´appartenenza ad un´area culturale e professionale, di un´identificazione societaria.
Possiamo (dobbiamo) ancora migliorarla. Dare piú voce agli specializzandi, che dovrebbero acquisire un ruolo piú attivo. Sollecitare, anche dopo la sua conclusione, i giovani che vi hanno preso parte a momenti di riflessione comune, che potranno quindi essere proposti alla Societá attraverso i suoi organi ufficiali (il Bollettino, perché no anche il Giornale). Garantire all´esperienza della Summer School uno spazio nel Congresso, cosa che non é sempre accaduta.
É dovuto, ma non formale, il ringraziamento alla Boehringer Ingelheim Italia, che con il suo generoso supporto ha consentito, anche in quest´anno di grandi difficoltá per le aziende, il successo della Summer School, rispettandone appieno l´indipendenza culturale e organizzativa.
Mauro Di Bari

Credo che la scelta della prevenzione sia stata una buona scelta: é un argomento non sempre amato e frequentato dai Congressi ufficiali e merita un suo spazio. La sessione é stata aperta dal sottoscritto sulle possibilitá di prevenire la demenza dall´etá giovanile fino ad oltre i 75 anni; é stata seguita dalla lettura sul percorso da seguire per impedire lo sviluppo di osteoporosi tenuta dal prof. Giancarlo Isaia, che stimolato dai giovani geriatri, ha anche accennato ad opzioni terapeutiche, in particolare nei piú vecchi. Ernesto Palummeri ha portato le evidenze, i dubbi e le speranze sulla possibilitá di identificare correttamente la diagnosi e di ridurre le cadute, evento di assoluta rilevanza dell´etá piú avanzata, mentre Giovanni Zuliani, con preziosa chiarezza, ha guidato i futuri geriatri a gestire la prevenzione della malattia cerebrovascolare, accennando anche alle esperienze, personali e non, che riguardano i soggetti che si collocano come etá al di lá delle linee guida e infine Alberto Cester ha acceso la miccia dei fuochi artificiali, provocando l´uditorio su che cosa significa essere geriatri con la G maiuscola. Conclusioni: 1. solo chi é Geriatra capisce l´importanza della giusta, corretta ed efficace prevenzione; 2. c´é assoluta necessitá di parlare, informare e studiare i vecchi piú vecchi.
Ambiente confortevole, tempi giusti, uditorio attento. In complesso un giudizio pienamente positivo.
Patrizio Odetti

La Summer School del 2009 si é svolta in un clima eccellente ed ha goduto della squisita ospitalitá della Boehringer Ingelheim nella prestigiosa sede di Milano. Ritengo che l´insieme degli argomenti affrontrati -determinanti per la nostra cultura geriatrica- siano stati di grande interesse ed attualitá. Credo che la strutturazione della Summer School, in cui ogni Scuola ha deciso di affrontare delle specifiche tematiche ed ha scelto relatori particolarmente preparati al riguardo, abbia permesso agli specializzandi di fare approfondimenti tematici che altrimenti non sono consueti nella pratica clinica quotidiana e nella nostra attivitá didattica corrente. La giusta commistione logistica di specializzandi e discenti é stata inoltre utile per creare quel tipico clima da ″college″ che ha reso ancora piú appealing la partecipazione dei nostri specializzandi a questo tipo di iniziativa. Nel complesso sono sicuro che per tutti i nostri specializzandi questa esperienza sia stata molto significativa e da riproporre sicuramente in futuro, magari anche alla luce di qualche correttivo che potrá essere indicato dagli specializzandi stessi.
Giuseppe Paolisso

Credo che la sessione del pomeriggio di martedí sia stata molto positiva. Forse il capitolo piú ostico é stato quello svolto dal Prof. Rossolini di Siena (Le resistenze batteriche: un'utopia conoscerle? Una rincorsa senza fine? Una minaccia letale?), che ha fatto una bellissima, esauriente e completa relazione sulle resistenze batteriche. Non ci sono state molte domande, forse per la difficoltá dell'argomento. Ma l'argomento é stato affascinante, nel tentativo di rispondere alle provocatorie domande del titolo. Successivamente il dr. Paraboni di Milano ha presentato gli aspetti farmacologici ("La farmacologia degli antibiotici nei pazienti anziani. Istruzioni per l'uso: semplici, indispensabili, ma spesso quasi sconosciute". Qui la partecipazione alla discussione é stata molto attiva: gli argomenti dosaggi, somministrazione, biodisponibilitá, lipofilia o idrofilia, dosedipendenza e tempo-dipendenza erano solleticanti per la gestione quotidiana del paziente e le "curiositá" erano numerose. Il prof. Concia, che moltissimi conoscono, oltre che come clinico e per la produzione scientifica, anche come efficace didatta, ha presentato le regole da seguire di fronte alle varie patologie infettive. La presentazione non é stata una "lista della spesa": invece é stata chiara, trascinante, con momenti di analisi e di sintesi, trascinando tutti in una bella ed interminabile discussione e in numerose richieste di chiarimenti a risolvere ancora molte altre curiositá professionali. Il prof. Luzzati (a svolgimento della relazione "Epidemiologia delle infezioni in etá geriatrica: i grandi e i piccoli numeri di Trieste") dopo avere rapidamente presentato dati statistici sulla frequenza di alcune patologie infettive a Trieste, ha dato molto rilievo ai dati epidemiologici, clinici e terapeutici della tubercolosi, patologia spesso trascurata e la cui frequenza ha raggiunto valori piuttosto importanti: anche per questa relazione i discenti non hanno avuto bisogno di nessuna sollecitazione, le domande sono state numerose e molto interessanti. Infine la dott.ssa Elisabetta Ferretti ha affrontato in modo ampio un argomento fondamentale della terapia antibiotica, quale quello delle reazione avverse e degli effetti collaterali.
All'inizio del pomeriggio é stato proposto agli allievi delle scuole un questionario anonimo, per sondare la preparazione sull'argomento, la loro richiesta didattica, la loro esperienza personale, la loro autonomia decisionale. I risultati sembrano davvero molto interessanti, e verranno trasmessi al Presidente della SIGG, per conoscenza e per un'eventuale trasmissione su piú larga scala.
Gabriele Toigo

Mi é sembrata particolarmente felice l´idea di affidare quest´anno l´organizzazione della Summer School alla Scuola di Specializzazione in Geriatria. Ció rispecchia molto bene lo scopo che la School dovrebbe avere e cioé un approfondimento formativo post-laurea; in tal senso l´organizzazione di otto seminari indipendenti ad opera di otto scuole di specializzazione con la formula della ″full immersion″, appare molto razionale e calibrata specie dal punto di vista educativo e supera quel modello un po´ scontato che prevedeva in sostanza fino all´anno scorso una tipologia congressuale un po´ aspecifica e soprattutto sganciata dalla risorsa didattica universitaria.
Come Coordinatore Scientifico di una delle sessioni (Assessment e trattamento del rischio cardiovascolare nell´anziano) ho articolato il seminario in modo interattivo con presentazione anche di casi clinici e partecipazione attiva dei borsisti, sui temi dell´ipertensione arteriosa, dell´assessment cardiologico non invasivo (affidato al dott. A. Greco dell´Ospedale di San Giovanni Rotondo), dei rapporti tra infiammazione ed aterosclerosi (prof. G. Poli, Universitá di Torino), del ruolo delle statine nella protezione cardio-cerebro vascolare (prof. E. Manzato, Universitá di Padova) e della gestione pratica del diabete nell´anziano anche in riferimento al suo importante ruolo come fattore di rischio cardiovascolare (dott. G. Serviddio, Universitá di Foggia). Avendo percepito l´entusiasmo e la soddisfazione dei giovani geriatri in formazione, mi complimento col prof. Marchionni per la nuova formula della Summer School.
Gianluigi Vendemiale

A chi serve la geriatria?

Come popoli farmacovori, qua, in Europa, non scherziamo: forse ci supera l´America soltanto. Ma voglio lanciare anche questo neologismo; oltre che farmacovori, nosovori. In fatto di patologie, dalla culla alla tomba, siamo superiormente cannibali. Da tutti i punti di questo specifico Globo (e certamente da altri mondi) ci arrivano i virus, i batteri antichi e postmoderni, gli affetti da fior di morbi, ma vuoi mettere con quanto abbiamo giá qui, di nostrano, di incomparabile? L´italia é tra i paesi piú nosovori. Mangiamo malattie con piú gusto di pizze e spaghetti; perché é un piacere divino essere malati sempre per correre dal medico, telefonare allo specialista, afferrare sette-otto prescrizioni da collezione e precipitarsi verso la luce verde della Farmacia aperta, chiamare il 118 e implorare di essere ricoverati con deliziosa urgenza. Ho un amico nel servizio: mi assicura che spesso imbarella chiamanti dall´urgenza meramente immaginaria: si placano soltanto quando si ritrovano tra i lamenti, tuffati finalmente nella piscina miracolosa di una corsia.
Tutto vero, ricco e strano. Ma questo mio osservatorio mira piú in alto. Pensoso mi domando perché esiste la Geriatria? Perché tanta intelligenza e sapere medico concentrati, senza risparmio, a volte, di energie e attenzioni, sull´impossibilitá di guarire immense folle di pazienti segnati dal pennarello, perfino, i piú dotati, da diffusi tatuaggi, visibilmente attestanti il passaggio imminente dell´Angelo Nero? Perché tanto titanico sforzo di bloccare col rosso il transitare di Qualcuno che del rosso se ne infischia e non paga per questo neanche una multina?
Una veritá tra le piú tabiuzzate é questa; il prolungamento della vita come pura durata temporale non é un raggiare di roseto in fiore: é una sciagura. Qui sono in uno spazio franco, posso rimuovere la rimozione, ma guai a tentare di dirlo, osservazione delle piú banali, con chiunque appartenga alla enorme massa dei negazionisti della morte. A me pare coabitino, nel geriatra di professione, un sadico e un artista, due vocazioni ben lontane da quella puramente medica, con tutto il suo tecnicismo impiegato a contrastare le ineluttabili forze della morte. C´é evidentemente del sadismo nel prolungare oltre il limite naturale le nostre affaticate, e tuttavia ancora riluttanti, impoverite esistenze. E c´é un inconscio senso artistico, un compiacimento che discende da Bosch e da Leonardo nel trattare incessantemente corpi deformati, incontinenti, incespicanti, brancicanti, tormentati dalla circolazione e dalle ossessioni, dalle amnesie, dai dolori articolari, disperati o mal rassegnati nel vedersi cosí flagellati e ormai nell´impossibilitá di attrarre ancora a sé l´amore. E qui mi é facile la comprensione di questi miei strani confratelli, perché il vecchio sebbene tra le ganasce della morte, leti sub dentibus ipsis, riassume la vita, contiene piú vita, come il tronco centenario, ed é lí il profondo della bellezza, il fascino segreto degli stracci, dei postacci sporchi rifugio degli Dei ctonii… Che il geriatra ne sia attirato non mi stupisce: é un visitatore appassionato di un museo in cui tutto vibra di depositi di materia viva e, talvolta, di grandezza spirituale, che é figlia sempre di prezzo di fatica.
C´é una stupenda pagina di Céline, medico dei poveri e scrittore di genio, in ″D´un chateau á l´autre″, su una sua paziente di novantasei anni, in cui avverte la presenza inestinguibile del mistero femminile, ancora intatto, come un sottofondo musicale, lei cosí delicata, fragile, malata di tumore… La visita, la conforta, le toglie apprensioni; si fa geriatra scalzo, va a trovarla per riceverne lui stesso, riflettendo quel suo musicale raggiare di femminilitá eterna, consolazione. A una vecchiaia autentica non servono farmaci; il vero sollievo medico é fatto di ascolto, di parole, di sguardo affettuoso.

Guido Ceronetti
Da: ″Il Sole 24 ore″ del 24 maggio 2009

Lettera al Direttore de ″Il Sole 24 ore″

Spettabile Direttore,
l´articolo di Guido Ceronetti ″A chi serve la Geriatria?″ a pagina 31 del Sole 24Ore di domenica 24 maggio 2009 sollecita alcune riflessione sia sulla pratica medica che su alcuni principi etici che la sottendono e che altresí dovrebbero informare le dinamiche di pensiero e di azione di una societá civile. Innanzitutto, spicca la percezione di inutilitá della Geriatria in quanto disciplina preposta a prolungare esistenze miserande, nell´incapacitá di risolvere problemi cronici, irreversibili e progressivamente invalidanti.
Che la maggior parte dei pazienti geriatrici sia affetto da polipatologia e disabilitá di vario grado é ben noto, forse lo é meno che l´assistenza geriatrica informata a pratiche di eccellenza, una vera e propria tecnologia dell´assistenza, si é dimostrata in grado di rallentare sensibilmente il declino funzionale, preservando quindi l´autonomia personale, e di contenere le spese sanitarie. Due esempi italiani a titolo esplicativo: pazienti ammessi in reparti di Geriatria per gravi problemi medici e funzionali coesistenti risultano avere minore rischio di morte nell´anno successivo alla dimissione rispetto a quelli dimessi da reparti di Medicina Generale (Di Bari M et al J Gerontology 2009, in press ). Ancora, uno studio caso-controllo in Bergamo ha documentato che l´applicazione di un modello assistenziale domiciliare basato sul case manager, una figura infermieristica con particolare competenza gestionale, é capace di ridurre il fabbisogno di cure ospedaliere degli anziani e di rallentare la perdita di capacitá cognitiva (Landi F. et al., Journal of the American Geriatric Society 2001;49:1288-1293 ). Importanti consensus statement e meta-analisi (cito ad esempio Stuck et al J. Gerontology Med Sc 2008;63A:298) ribadiscono che l´assistenza geriatrica secondo i canoni del comprehensive geriatric assessment si traduce in un rallentamento del declino funzionale. E´ quindi evidente che il geriatra non si limita a compiacersi di ostacolare senza esito il naturale corso degli eventi in una popolazione giá segnata dalla morte. E´ invece in grado di migliorare notevolmente la qualitá di vita dei suoi pazienti, ma anche di ridurre le spese sanitarie e, ridurre il consumo di farmaci, ottimizzare l´uso dei servizi… Senza contare altre importanti funzioni, quali la prevenzione primaria e secondaria, la ricerca clinica ed epidemiologica sull´invecchiamento a complemento di quella biologica curata dalla Gerontologia. E´ quindi del tutto errato e riduttivo pensare che ad un vecchio servano solo ″ascolto, parole, sguardo affettuoso″. Certo, questi sono componenti fondamentali del rapporto tra medico e paziente, indipendentemente dall´etá del paziente, ma non esauriscono il compito del geriatra. E´ sorprendente che in una societá che si ritiene cosí tecnologicamente avanzata si ignori, o almeno un letterato dalla multiforme cultura ignori quanto la tecnologia dell´assistenza sia in grado di fare a favore dei piú deboli. Ma qui forse emerge un secondo problema accanto all´ignoranza, nel senso latino del termine: la perdita dei valori. Permettere ad un anziano malato di vivere nella sua casa, sia pure con ausili e assistenza esterna, evitare che perda le attivitá di base della vita quotidiana significa preservarne la dignitá e il benessere psicologico. Basti pensare che straordinaria é la percezione di miglioramento che un anziano ha allorché riacquista autonomia negli spostamenti domestici o continenza urinaria dopo un evento acuto invalidante. Anche se non é in grado di uscire da solo, necessita di aiuti per pulire la casa e cucinarsi, richiede una periodica assistenza medica, non é per questo protagonista di un´esistenza inutile o peggio deprecabile. Sembra sfuggire al sig. Ceronetti che esiste una dimensione dell´esistenza, quella dei valori morali e affettivi, che sopravvive a limitazioni funzionali e malattie e, anzi, diventa piú evidente e meglio percepita proprio in queste condizioni. E ció nel contesto di un ideale di solidarietá che deve permeare i vincoli tra le generazioni, garantendo ai piú deboli quanto serve loro per viver dignitosamente anche in presenza di polipatologia e disabilitá. Negando i principi suddetti, non resta che la rupe tarpea. La Geriatria li traduce in pratica operativa, conciliandoli con il migliore rapporto costo efficacia dell´intervento.
Al sig. Ceronetti auguro di non sperimentare quella che definisce ″impoverita esistenza″, evidentemente avendo, malgrado la formidabile cultura umanistica, un concetto di povertá e di ricchezza che esula da alcuni basilari principi etici e, quindi comportamentali. Ma se sfortunatamente cosí non fosse, gli auguro di incontrare un Geriatra, non solo per un sorriso, ma per un aiuto concreto in un momento in cui -l´esperienza mi consente di affermarlo con sicurezza- la perdita attuale o incipiente di autonomia e libertá spinge l´anziano ad aggrapparsi alla vita, alla migliore vita possibile in quel momento, e non ad astratte considerazioni filosofiche.

Raffaele Antonelli Incalzi

Risposta alla lettera
Mi é facile, a una lettera come quella dell´illustre cattedratico di gerontologia Raffaele Antonelli, dare ragione. Si tratta di due modi totalmente diversi del pensare vecchiaia (il clinicoassistenziale, e il filosofico, come voce proveniente dal groviglio individuale e in lontananza dal ragionamento fenomenologico filtrato dall´esperienza) in cui l´altro modo, che é propriamente il mio, non puó certo, anche per motivi di semplice buon senso e di caritá umana, dimenticare e perfino opporsi a quanto di bene possa venire a chiunque da piú cure mediche volte a dare sollievo o a preservare dal peggio l´immensa popolazione dell´Occidente che invecchia, sempre piú invecchia, e anche sempre piú soffre per effetto di questo nostro enigmatico invecchiare in eccesso, evento che ci trova ben piú impreparati ad affrontarlo razionalmente, psicologicamente e mentalmente, che a contenerne le conseguenze con cure specializzate e schieramenti di infermieri addestrati, reparti clinici e badanti senza numero. Piú m´inoltro nell´invecchiare, e medito sulla mia condizione e su tutta quella, diversa e analoga, che ho sotto gli occhi o che mi arriva dal conoscere, piú la condizione dei vecchi (e credo dei vecchi di sesso maschile, sui quali con piú ferocia si buttano le solitutidini e stambura implacabile la fatalitá della perdita dell´amore femminile) mi appare triste, mi appare incurabile, il male di vivere nella sua faccia di Gorgone inguardabile.

Guido Ceronetti

Un´esperienza particolare: un geriatra durante il terremoto

La mattina di lunedí 6/4/09 alle ore 7 il cellulare ricevette un messaggio di allerta per il gruppo della protezione civile della Misericordia di Empoli di cui faccio parte. Questo gruppo fa capo ad un PMA ovvero Posto Medico Avanzato. Si tratta di un gruppo di soccorritori della Misericordia, integrati da un medico e da una infermiera, che operano in una tenda ospedale per i primi soccorsi. Si tratta in sintesi di garantire un adeguata prima assistenza in caso di calamitá a chi ne abbia bisogno. Entro tre ore il gruppo era pronto a muovere con una autocolonna di 5 mezzi e dieci persone.
Arrivammo all´Aquila alle 17 dello stesso lunedí 6 a circa 15 ore dalla prima scossa di terremoto. Venimmo impiegati nella zona di Centicolella dove sorgono gli impianti sportivi del CUS dell´Universitá dell´Aquila. Qui si trovavano sfollate circa tremila persone in parte accolte sotto tensostrutture sportive che non avevano risentito della scossa per la maggior parte ricoverate nelle automobili. Al momento dell´arrivo la colonna della Misericordia rappresentava il primo ed unico presidio assistenziale medico della zona. Nel frattempo si erano aggiunti al gruppo altri tre medici delle misericordie di Certaldo e Castelfiorentino ed un collega dello SMOM. Indescrivibile la situazione di panico e disperazione che regnava nel campo, sia pure mitigata dalla dignitá e dalla compostezza della popolazione locale. In circa mezz´ora il personale della Misericordia allestí la tenda del Posto medico avanzato e cosí cominció una lunga, estenuante, difficile opera di assistenza. Bambini in preda al panico, anziani confusi, traumatizzati, pazienti in cerca di terapie si affollarono immediatamente alla tenda in cerca di aiuto. Chi non poteva muoversi per venire alla tenda ospedale veniva assistito sul posto ove si trovava. Nella notte vennero montate altre tende ospedale di cui ci facemmo carico per l´assistenza. Dal martedí mattina cominciarono ad arrivare anziani trasferiti dal centro dell´Aquila. Si trattava di circa otto persone totalmente non autonome, dementi con gravi problemi assistenziali anche in situazione normale. Particolarmente rilevante il fatto che di loro non si sapeva niente tranne il nome e cognome. Anamnesi inesistente patologie ignote vista la situazione cognitiva delle persone. Particolarmente mi colpí una coppia di sorelle ultra ottattacinquenni che al quadro di deterioramento cognitivo, in una particolarmente grave, univano un comprensibile stato confusionale. La minore cercava di consolare quella piú anziana che ad ogni scossa iniziava ad urlare disperata. Tutte e due completamente inconsce della situazione e incapaci di rendersi conto dei fatti che erano successi.
Ogni poco chiedevano di poter tornare a casa loro ed in particolare cercavano la sorella Pasqualina. Impossibile inizialmente sapere se Pasqualina fosse una persona reale, e nel caso quale destino avesse avuto, oppure frutto di un delirio. Erano disperate al pensiero che la sorella si sarebbe preoccupata di non trovarle. Erano state sorprese dal sisma in pigiama e con i bigodini in testa e si coprivano come potevano con coperte. Frequentemente rassicurate nei loro dubbi e preoccupazioni dal sottoscritto e dagli altri operatori, ritornavano da capo con le loro paure a riprendere il discorso appena fatto, con una ripetitivitá a noi molto nota.
Potete ben rendervi conto della difficoltá rappresenta dall´assistenza di queste persone in un ambiente ostile, in assenza di servizi igienici, in carenza di pannoloni, farmaci e quant´altro necessario. Gli anziani sono stati amorevolmente assistiti dai volontari della misericordia di Andria, insieme agli Scout di un gruppo romano di cui non ricordo il nome che collaboravano con noi. Si sono comportati come nipoti affettuosi ed OSS preparatissimi. In questo bailamme la mia esperienza geriatrica si é ottimamente coniugata con oltre venti anni di attivitá in pronto soccorso. Tutti insieme siamo riusciti a gestire queste situazioni limite. A questo gruppo di anziani ″ricoverati″ c´era da aggiungere tutti gli altri sfollati che vivevano sotto i palloni della zona sportiva, nelle automobili e nelle tende che via via venivano allestite. Impressionante vedere la capacitá organizzativa della protezione civile. Quando siamo giunti sul posto erano giá attive una cucina da campo della CRI che distribuiva latte caldo, erano giá pronti pancali pieni di acqua in bottiglie e servizi igienici chimici. Le prime giornate sono state veramente dure; infatti localmente c´era da organizzare tutto. Al nostro PMA si presentavano le persone con le richieste piú varie alle quali cercavamo di dare una risposta. Si andava dalla richiesta di pannoloni, a quella dei farmaci alla richiesta di un posto letto. Molti anziani sono stati soccorsi e medicati, le loro patologie croniche affrontate nel miglior modo possibile. Con trascorrere delle ore, sempre sotto le continue scosse, l´organizzazione é andata avanti. Mercoledí sono arrivati i medici di medicina generale locali che hanno collaborato con noi. A loro va un sincero apprezzamento per come, essi stessi vittime del terremoto, si sono sin dalle prime ore messi a disposizione delle persone con abnegazione e totale disponibilitá. Non ricordo i nomi di tutti ma a loro va il mio saluto. La nostra avventura si é conclusa giovedí pomeriggio quando siamo stati avvicendati da altri colleghi, soccorritori ed infermieri sempre della Misericordia di Empoli. A tutto il gruppo della Misericordia di Empoli va il mio ringraziamento per come hanno operato logisticamente nel consentire a noi medici ed agli infermieri di lavorare al meglio possibile in condizioni difficilissime anche dal punto di vista climatico. Essi hanno anche garantito una assistenza urgente con ambulanza h 24, pronti ad andare a soccorre e portare al PMA chi avesse bisogno. Da non dimenticare che nelle prime ore l´ospedale dell´Aquila era impraticabile per oltre il 90%.
Sono tornato sul posto per un secondo turno per il ponte del 25 Aprile (privilegio dei pensionati) ed ho trovato una situazione molto migliorata. La tendopoli era completamente attivata, c´era una mensa funzionante per tutti, docce e servizi igienici in quantitá. I Medici di famiglia locali avevano completamente ripreso la loro attivitá nelle tende vicino alle nostre, gli anziani erano stati trasferiti in idonee strutture.
Il nostro lavoro come PMA della Misericordia di Empoli si é concluso domenica 3 maggio con lo smontaggio delle attrezzature. Qualche nota: dal 6 aprile al 3 maggio 2009 al PMA hanno lavorato 50 soccorritori patentati, sei Infermieri Professionali, 14 medici tra cui ben sette appartenenti alla Sezione Diocesana dei Medici Cattolici di San Miniato da me presieduta. Con questa partecipazione i colleghi hanno onorato nel miglior modo il 50° dalla fondazione della sezione che si festeggerá il 23 maggio a San Miniato (PI). Vi interesserá sapere che le due anziane hanno ritrovato la sorella Pasqualina, grazie a Dio viva e vegeta e che si sono ad essa ricongiunte, trasferite in non so quale RSA.

Vincenzo Vismara

BOLLETTINO NURSING

 

Notizie dalle Sezioni regionali

Sezione Puglia-Basilicata
Si é svolto presso l´hotel San Paolo al Convento di Trani il 18 Aprile scorso il 2^ Seminario su ″ L´anziano fragile″ che ha avuto come tema: La qualitá di vita-un endpoint primario.
L´evento patrocinato da: Regione Puglia, SIGG, SIGOS, SIOMMMS, GISMO, GIBIS, Comune di Trani, Comune di Canosa di Puglia, Circolo della Sanitá di Barletta, ha riscontrato un notevole successo di pubblico con la partecipazione di oltre 180 persone tra medici di base, specialisti, fisioterapisti ed infermieri professionali.
Dalle interessantissime relazioni é emerso come il raggiungimento ed il rispetto della qualitá di vita del paziente anziano é la risultante di molteplici componenti; fondamentale la valutazione multidimensionale della fragilitá ed il prof. A. Pilotto ha proposto un modello di valutazione: il Multidimensional Prognostic Index. La relazione del dott D. Ciancia ha messo in rilievo la qualitá di vita del paziente istituzionalizzato, fornendo un esempio di eccellenza alberghiera ed assistenziale: La fondazione Oasi di Nazareth di Corato. Dalla relazione della prof. L. Dominguez Rodriguez é emerso il ruolo fondamentale che svolge la dieta mediterranea nel mantenimento della qualitá di vita del paziente anziano. La dieta mediterranea deve essere assunta come modello di globalizzazione nutrizionale, evitando gli eccessi proteici e dando maggiore importanza all´olio di oliva ed alla vitamina D.
Un altro punto fondamentale evidenziato dalle relazioni ha riguardato la necessitá dell´attivitá fisica e della mobilizzazione del paziente geriatrico, condizione essenziale per prevenire la sindrome ipocinetica e le sue complicanze non ultima quella tromboembolica.
Il seminario ha anche affrontato il problema dell´osteoporosi senile con due letture magistrali di due grandi esperti quali il prof . D. Maugeri ed il prof. M. Barbagallo.
L´evento accreditato nel programma ECM presso il Ministero della Salute é risultato un momento eccellente di aggiornamento professionale atto a diffondere la cultura dell´assistenza geriatrica.
Michele Calitro

Sezione Abruzzo-Molise
Verbale della riunione del Consiglio Direttivo
Il giorno 10 giugno 2009 alle ore 18.00 si é riunito il Consiglio Direttivo della Sezione Interregionale SIGG Abruzzo - Molise per eleggere il Presidente della Sezione, come previsto dal regolamento. Sono presenti i consiglieri eletti: Dott. Carlo D´Angelo, Prof. Giovambattista Desideri, Dott. Pasquale Martone, Dott. Marco Pozone, Dott. Michele Zito. Assume il ruolo di Presidente dell´assemblea il Dott. D´Angelo e di segretario verbalizzante il Prof. Desideri. Il Dott. D´Angelo propone di nominare Presidente della Sezione il Prof. Desideri motivando la sua proposta con la professionalitá, cultura, umanitá e spirito organizzativo del collega. Il Consiglio Direttivo approva unanime con l´astensione del Prof. Desideri.
Il Prof. Desideri, dopo aver ringraziato il Consiglio Direttivo per avergli accordato l´onore di un incarico cosí prestigioso, propone la nomina del Dott. Angelo Di Iorio a Segretario della Sezione e della Dott.ssa Eleonora Sparvieri a referente per la geriatria territoriale. Entrambi i Colleghi infatti, soci storici con una non comune professionalitá e cultura geriatrica, hanno giá da tempo fornito la loro disponibilitá a partecipare piú fattivamente alle attivitá della Sezione. Il Consiglio approva all´unanimitá.
Alle ore 19.30, non essendoci altro da deliberare, la seduta ha termine.
Il Segretario
Prof. Giovambattista Desideri
Il Presidente
Dott. Carlo D´Angelo

Notizie dai Soci

A Roma il 23 giugno u.s. sono stati assegnati i premi DAWN AWARD 2009.
L´iniziativa, patrocinata dal Senato della Repubblica,dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, tende a promuovere una migliore conoscenza del diabete e a prevenire il diffondersi della patologia.
La cerimonia ha avuto come splendida cornice la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani nell´ambito della campagna ″Changing Diabetes″ alla presenza di politici e clinici illustri Il prestigioso premio nella sezione ″Roberto Sivieri″ dedicata al Diabete dell´adulto tipo 2 ha visto vincitore il sottoscritto, Geriatra e Diabetologo, Ricercatore dell´Universitá di Catania per il progetto ″Attivitá fisica e setting come livello di prevenzione primaria e secondaria″.
″Il progetto costituisce un eccellente esempio di integrazione tra attivitá fisica delle persone e momento aggregativo, con il coinvolgimento di varie professionalitá″. Questa é stata la motivazione che la giuria dopo accurate e approfondite valutazioni ha espresso.
Il progetto prende spunto dalle varie attivitá svolte dall´Associazione MOV.I.S. ONLUS di GIARRE che da cinque anni a questa parte risulta impegnata in programmi di prevenzione e cura delle malattie croniche,utilizzando il movimento come terapia.
Gli utenti vengono seguiti nelle loro attivitá da un team multidisciplinare (medici e professionisti del movimento) all´interno di una Palestra ginnica sita in Giarre (CT).
L´approccio e la gestione del diabete avviene quindi in maniera del tutto nuova con l´inserimento come figura indispensabile all´interno della struttura del diabetologo coadiuvato e affiancato da altre figure specialistiche (geriatra, pneumologo, pediatra, dietista, podologo, dottore scienze motorie) facendo cosí diventare un luogo finora ritenuto ludico spazio con finalitá sanitarie.
Con tale accorgimento la persona con diabete conclamato o predisposta ad esserlo viene accolta dalla stessa figura specialistica che le ha consigliato la modifica del suo stile di vita. Gli Utenti e il team lavorano insieme, per migliorare lo stato di malattia o mantenere lo stato salute, verificando giorno dopo giorno i risultati ottenuti, protagonisti indissolubili di un unico progetto.
L´obiettivo della MOV.I.S. consiste nell´utilizzare l´attivitá fisica e il luogo dove questa viene svolta come mezzi grazie ai quali si puó intervenire sul livello di prevenzione primaria e secondaria varie malattie croniche, rallentandone ove possibile l´evoluzione delle complicanze.
L´attenzione é rivolta anche al momento aggregativo quale strumento utile e forse indispensabile per ottenere risultati altrimenti insperati.
A livello procedurale il team Mov.i.s. é in grado di fornire una tipologia d´intervento finalizzato alle esigenze del singolo soggetto e inquadrare quest´ultimo in un contesto collettivo di persone con problematiche simili, al fine di creare un sostegno sociale e una motivazione di gruppo.
Lo staff trasmette alla persona con diabete una certezza, quella che la struttura ginnicosanitaria ci sará sempre, inquadrandola cosí non come una fase di ″passaggio″ della condizione clinica, ma come un progetto a tempo indefinito, fino a poterlo considerare come una vera e propria parte del suo stile di vita.

Carmelo Leotta

Recensione libri

Riabilitare l´Anziano
Teoria e strumenti di lavoro
A cura di Giuseppe Bellelli e Marco Trabucchi
Carocci Faber Editore 2009
Pagine 330

La riabilitazione negli ultimi anni ha avuto in medicina una diffusione ed ampliamento delle indicazioni molto significativo per tutta una serie di motivi, quali la preparazione del personale addetto, la disponibilitá di strumenti di valutazione, di strutture dedicate e di tecnologia sempre piú sofisticata, le evidenze emerse dagli studi scientifici. Attualmente in campo ortopedico, neurologico, cardiologico, pneumologico ed in altri settori della medicina, soprattutto dopo un evento acuto, é prassi comune indirizzare il paziente ad una struttura riabilitativa con o senza ricovero per seguire un programma nella maggior parte dei casi standardizzato sulla malattia del paziente, con risultati prevedibili specialmente nei pazienti giovani o di media etá.
E´ utile riabilitare anche un anziano? A questa domanda molti addetti o non addetti ai lavori risponderebbero sí, senza bisogno di consultare testi o far riferimento a dati di letteratura, ma se chiediamo ad esperti e meno esperti come si riabilita un anziano, quali sono le indicazioni o i rischi della riabilitazione negli anziani, quali gli strumenti e le tecniche da utilizzare, i compiti del personale, i tempi dell´intervento, come programmare un intervento riabilitativo per un anziano fragile eventualmente con demenza e/o depressione ed altre sindromi geriatriche, quali sono le problematiche medico-legali in riabilitazione, a queste ed altre domande piú specifiche sono certo che le risposte sarebbero incomplete e differenti tra i vari intervistati, perché richiedono competenza e conoscenza specifica della disciplina riabilitativa.
Gli Autori di questo recentissimo volume, vista l´esperienza maturata in tanti anni nel settore, forniscono risposte tecniche, precise e dettagliate sui quesiti precedentemente esposti. In ognuno dei 16 capitoli che compongono il libro, partendo da un razionale scientifico, vengono presentati metodologie e strumenti di lavoro, esaminati i dati della letteratura ed illustrati i risultati raggiunti. Il linguaggio utilizzato, semplice e scorrevole, rende la lettura agevole anche a chi non ha dimestichezza quotidiana con gli aspetti riabilitativi del paziente anziano, ma desidera approfondire l´argomento per conoscere nuove prospettive di cura.
Medico, Infermiere e Fisioterapista sono le tre figure impegnate nel processo riabilitativo. Nel capitolo dedicato vengono illustrati compiti e modalitá di intervento dei singoli attori. Sappiamo che non é sempre facile organizzare un lavoro di equipe, in cui é necessaria la collaborazione di figure professionali diverse, questo invece, come é dimostrato nel volume, é alla base della cura per il paziente anziano e soprattutto per quello che necessita di riabilitazione, dove é noto che i risultati non sono percepiti nel breve periodo ed a volte per tempi lunghi non si assiste a cambiamenti. I ruoli specifici delle singole figure sono ben definiti, giá dall´ingresso del paziente nella struttura, ogni operatore ha compiti precisi nella fase di completamento dell´assessment, il piano riabilitativo viene successivamente formulato dopo la riunione del team, si effettua un monitoraggio dei processi chiave attivati dal programma, si effettua una revisione tutti insieme dei risultati raggiunti per eventualmente modificare il percorso stabilito in base ad esigenze emerse durante il programma riabilitativo.
Per ognuna di queste fasi viene illustrata nel libro la modalitá di intervento, l´importanza del lavoro di equipe, del continuo scambio di informazioni, dell´assessment multidimensionale differente secondo il tipo di paziente ed il programma stabilito, i risultati raggiunti e quelli ancora da raggiungere.
Il capitolo sulla documentazione sanitaria illustra nei dettagli il percorso da seguire non solo per scandire tempi e modi del processo, ma per avere la possibilitá in ogni momento e da parte di chiunque di comprendere il lavoro seguito dal paziente, quali i risultati raggiunti, con gli eventuali eventi avversi, lasciando una tracciabilitá dell´intervento svolto. Viene sottolineato l´importanza dell´utilizzo della valutazione multidimensionale con l´uso di strumenti validati e standardizzati, utilizzati ai fini riabilitativi secondo una ″logica operativa″, per dare la massima attenzione sui processi da seguire, con la possibilitá di integrare la valutazione con altri strumenti che esplorano aree diverse secondo l´esigenza e le caratteristiche del singolo paziente. Il percorso riabilitativo viene documentato nei dettagli per ogni singola figura professionale del team e nello stesso tempo vengono previsti alcuni ″punti di contatto″ tra le varie figure per analizzare ció che é stato portato a termine nelle singole fasi e decidere se continuare con il piano previsto o modificare, il tutto sempre in base al risultato della valutazione multidimensionale eseguita nelle varie fasi. In sintesi viene sottolineata piú volte dagli Autori la necessitá di seguire un percorso pre-stabilito, diviso in varie fasi dalla presa in carico al trattamento alla dimissione, ognuna standardizzata, controllata con strumenti di valutazione che analizzano aspetti medici, infermieristici e fisioterapici. Nulla é lasciato al caso o all´iniziativa personale, ogni processo successivo scaturisce da valutazione effettuata nella fase precedente e stabilita dalla riunione del gruppo operativo.
Di estremo interesse, soprattutto per i geriatri e chi si occupa di riabilitare pazienti con complessitá clinica, il capitolo sulle sindromi geriatriche in riabilitazione, dove vengono prese in esame tutte quelle condizioni, frequenti nei pazienti anziani, che richiedono di per sé un trattamento riabilitativo o che ritroviamo in un paziente da riabilitare per un evento acuto o sub-acuto. I risultati di un processo riabilitativo, ma spesso in geriatria anche di un intervento farmacologico, sono frequentemente condizionati dalla presenza di sindromi quali la demenza, la depressione, il delirium, la malnutrizione, l´immobilizzazione, il rischio di cadute ed altre. La presenza di uno, ed a volte piú di uno nello stesso paziente, di questi fattori negli anni scorsi spesso sconsigliava il ricorso alla riabilitazione, perché ritenuta di difficile esecuzione e con maggiore impegno di risorse umane, escludendo di fatto i pazienti dal percorso riabilitativo. Gli Autori descrivono dettagliatamente quali sono le difficoltá che si incontrano con i pazienti complessi, quali le possibilitá della riabilitazione, quali gli interventi da pianificare, come valutare i risultati e decidere i passi successivi.
E´ un testo completo in tema di riabilitazione dell´anziano, utilissimo non solo per chi si avvicina a questa disciplina, non ancora valorizzata in tutte le sue potenzialitá, ma anche per coloro che giá lavorano in setting riabilitativi ed hanno la necessitá di aggiornamento per conoscere nuove tecniche, nuove metodologie, pianificare gli interventi e valutare i risultati. Il volume dovrebbe essere letto con attenzione dagli amministratori e responsabili di strutture riabilitative dal momento che é stata particolarmente curata la sezione riguardante gli aspetti di pianificazione del lavoro, raccolta dati e conservazione degli stessi, problematiche medico-legali, rischi e soluzioni di problemi che si incontrano nella pratica quotidiana.
Il volume si conclude con un´ampia selezione bibliografica aggiornata sui singoli argomenti trattati, utile per chi desidera approfondire singoli temi.
″La riabilitazione non promette resurrezioni″, scrivono gli autori nell´introduzione del volume, leggendo i capitoli si comprende tuttavia che possa offrire con successo tante soluzioni o alternative nel trattamento di molte patologie nei pazienti anziani.

Vincenzo Canonico

CONGRESSI E CONVEGNI

19TH IAGG WORLD CONGRESS OF GERONTOLOGY AND GERIATRICS
Parigi 5-9 luglio 2009
Organizing Secretariat
ICEO - International Congress & Event Organizers
122 Avenue de l´Atlantique - 1150 Brussels Belgium
Tel: +32 2 779 59 59
www.gerontologyparis2009.com
Email: info@gerontologyparis2009.com
Website: www.iceo.be

EUGMS GLASGOW CONGRESS
PALLIATIVE CARE MEDICINE AND END OF LIFE ISSUES IN OLDER ADULTS
Glasgow, 17th-18th september 2009
www.rcpsg.ac.uk/Education/Events/Pages/ed_speventswelcome.aspx

54° Congresso Nazionale SIGG
SALUTE E BENESSERE DELL´ANZIANO: LA NOSTRA MISSIONE
Firenze, 2-5 dicembre 2009
10° Corso per Infermieri
ASSISTERE L'ANZIANO OGGI:
EVIDENZE E MODELLI INNOVATIVI PER LA GESTIONE DELLA COMPLESSITÁ
Firenze, 3-5 dicembre 2009
8° Corso di Riabilitazione
Firenze, 3-4 dicembre 2009
5° Corso per Psicologi
IL ″TERZO OCCHIO″ DELLA VECCHIAIA:
TEMPO E ANTENNE PER L´ETÁ LIBERA
Firenze, 3-4 dicembre 2009
4° Corso per Assistenti Sociali
RIPENSARE IL RUOLO STRATEGICO DELL´ASSISTENTE SOCIALE NEL LAVORO CON LE PERSONE ANZIANE E CON LA COMUNITA´ LOCALE

Firenze, 3-4 dicembre 2009
Segreteria Scientifica: SIGG -Via G.C. Vanini 5 - 50129 Firenze
Tel.055 474330 - Fax 055 461217 e-mail: sigg@sigg.it - www.sigg.it
Segreteria Organizzativa: Pls group - www.plsgroup.it
Via della Mattonaia, 17 - 50121 Firenze
Tel: 0552462.428 Fax: 0552462.223