Societá

Attivitá SIGG

Bollettino SIGG: Numero 5, Maggio 2010


Direttore Responsabile
Nicola Ferrara

A cura di
Vincenzo Canonico
Tel. e fax 081 7464297
e-mail: vcanonic@unina.it

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Editoriale del Presidente

Meglio magri o meglio grassi? La difficile integrazione tra ricerca anti-aging ed epidemiologia La disabilitá é uno dei principali problemi del paziente geriatrico, é frequente motivo di istituzionalizzazione, incide profondamente sulla qualitá della vita ed é fattore di rischio indipendente di morte. Per tutti questi motivi, l´identificazione di fattori di rischio modificabili in grado di posticipare l´insorgenza di patologie etá-correlate e, piú in generale, di disabilitá, aumentando in questo modo l´aspettativa di vita "libera" da malattia e limitazioni funzionali, deve rappresentare il principale sforzo della ricerca gerontologica.
Giá negli anni ´30, studi sui roditori avevano dimostrato che la restrizione calorica (RC) senza malnutrizione, determinava non solo un incremento della aspettativa di vita massima di quasi il 50% rispetto agli animali a dieta libera, ma anche un rallentamento del declino funzionale associato all´invecchiamento (1).
Oggi sappiamo molto di piú: sappiamo che la RC aumenta la longevitá di numerose specie viventi che vanno dal lievito, al nematode, alla Drosophila, ai pesci, fino alle scimmie antropomorfe (2). Sappiamo inoltre che manipolazioni genetiche in grado di ridurre l´attivazione di vie di segnale intracellulare legate ai nutrienti, quali quelle mediate da IGF (insulin-like growth factor)/insulina e dal "target of rapamycin" (TOR), producono lo stesso effetto benefico della RC. Tutto ció conferma che le vie di segnale legate ai nutrienti sono critiche per il processo di invecchiamento.
Nei topi con mutazione in difetto del sistema ormone della crescita (growth hormone, GH)/recettore, si assiste ad un aumento di circa il 50% dell´aspettativa di vita, associata a minor morbilitá (specie per ridotta incidenza di neoplasie), aumentata sensibilitá all´insulina, rallentamento del declino cognitivo correlato all´invecchiamento, con quasi il 50% della popolazione che muore senza evidenza di malattia, rispetto a solo il 10% dei topi senza mutazione (3).
Nell´uomo la situazione appare diversa: soggetti nati con deficit dell´asse GH/IGF-1 mostrano una maggior mortalitá in etá giovanile e nessun vantaggio in termini di longevitá. Tuttavia, in eterozigosi, la mutazione del gene per il recettore IGF-1 é presente con maggior frequenza in ebrei centenari di stirpe Ashkenazi (4), mentre una minor concentrazione plasmatica di IGF-1 libero sembra correlare con una maggior longevitá (5).
Naturalmente la RC, cosí come é stata applicata nei roditori, non puó essere indagata nella specie umana.
Tuttavia, di recente, sono stati divulgati risultati di grande interesse sulla RC nel macaco Rhesus. Una riduzione dell´introito calorico del 30% per 20 anni ha incrementato la longevitá degli animali trattati, ridotto l´incidenza di neoplasie e malattie cardiovascolari del 50%, annullato la comparsa di diabete, ridotto gli indici di infiammazione cronica e danno ossidativo, attenuato la senescenza del sistema immunitario, la sarcopenia e l´atrofia cerebrale legata all´etá (6).
Per cercare di capire quale potrebbe essere l´effetto della RC sull´uomo, tuttavia, dobbiamo accontentarci di studi epidemiologici e piccole esperienze in numeri limitati di soggetti sottoposti, per motivi diversi, a RC forzata o volontaria.
Gli abitanti dell´isola di Okinawa, che ingerivano il 30% di calorie in meno rispetto al resto della popolazione giapponese, mostravano una minor incidenza di cancro e malattie cardiovascolari ed il piú alto numero di centenari di tutta la popolazione mondiale (7). I membri della Societá per la Restrizione Calorica (etá media 5112 anni, BMI medio 19.61.6 Kg/m2) che hanno volontariamente ridotto del 30% l´introito calorico, rispetto a soggetti della stessa etá e sesso, per un periodo di circa 6.5 anni, hanno mostrato una minor percentuale di grasso corporeo, un profilo lipidico favorevole, ridotti valori di pressione arteriosa, aumentata sensibilitá all´insulina e riduzione degli indici di infiammazione; inoltre, l´analisi della funzione diastolica del ventricolo sinistro, considerata un marker di invecchiamento cardiovascolare, ha evidenziato parametri simili a quelli di soggetti di 16 anni piú giovani (8). Ma tutto questo si tradurrá poi in un effetto positivo sull´aspettativa di vita massima o, cosa ancora piú importante, sulla vita "libera" da malattia e disabilitá?
Nello studio InCHIANTI (9), un minor introito calorico giornaliero é risultato protettivo sulla comparsa o la progressione di disabilitá in una popolazione di ultrasessantacinquenni non istituzionalizzati.
Concettualmente contrari, almeno all´apparenza, i risultati di uno studio australiano su una popolazione di ultrasettantenni (70 - 75 anni) seguita nel tempo per un periodo di 10 anni, nella quale il rischio di morte per tutte le cause é risultato piú basso nel gruppo in lieve sovrappeso rispetto non solo agli obesi, ma anche ai normopeso, con un rischio minimo per BMI pari a 26.6 Kg/m2 negli uomini e 26.3 Kg/m2 nelle donne (10).
Anche all´interno del gruppo normopeso, il rischio di mortalitá sembrava aumentare progressivamente con la riduzione del BMI. Tuttavia, é interessante notare che nella popolazione dello studio InCHIANTI il BMI medio cade nella categoria del sovrappeso, sia in assenza che in presenza di disabilitá. Queste osservazioni aprono a qualche considerazione: in primo luogo, nessuno conosce la quantitá esatta di calorie giornaliere associate ad uno stato di salute ottimale. Si puó ipotizzare che esista un valore ″soglia″ (forse diverso da individuo a individuo) di restrizione dell´introito calorico, al di sopra della quale la RC mostra tutti i suoi effetti positivi, mentre al di sotto si manifestano gli effetti negativi, come quelli sul metabolismo osseo o sul muscolo scheletrico. Ed é anche possibile che gli effetti positivi e negativi siano diversi in base alla durata della RC o in base al BMI di partenza, per cui una RC prolungata potrebbe avere effetti deleteri in soggetti magri, altrimenti sani. Possiamo inoltre immaginare che un certo grado di sovrappeso nella persona anziana rappresenti un indicatore di positivo profilo emozionale, che sappiamo avere un effetto protettivo contro morbilitá, disabilitá e mortalitá.
Il tema é quindi assai complesso e queste riflessioni - relativamente banali - rappresentano indubbiamente un livello di eccessiva semplificazione. Le questioni ancora aperte superano, al momento, le limitate certezze, ed i nodi da sciogliere rimangono numerosi: la RC aumenta la longevitá nella specie umana? In quale momento della vita la RC puó apportare i maggiori benefici in termini di longevitá? Quale tipo di dieta costituisce il migliore e piú sicuro programma di RC? Quali sono i meccanismi molecolari che ne mediano gli effetti cellulari?
La complessitá del profilo metabolico ed energetico dell´organismo umano rende difficile estrapolare all´uomo i risultati scientifici ottenuti su modelli molto piú semplici. Sicuramente gli effetti della RC sulle scimmie antropomorfe aprono uno scenario interessante, ma necessitano di ulteriore approfondimento. In conclusione, la quantitá di calorie ingerite da un organismo vivente ne controlla lo stato di salute ed é un determinante importante della sua composizione corporea, della suscettibilitá alle malattie e del rischio di mortalitá.
Dunque: meglio magri o meglio grassi? La domanda rimane aperta; o piuttosto, cosí banalizzata, risulta semplicemente mal posta.

Niccoló Marchionni, Francesca Tarantini e Mauro Di Bari
(Laboratorio di Biologia Molecolare, e Laboratorio di Epidemiologia, Unitá Funzionale di Gerontologia e Geriatria, Universitá di Firenze)

Bibliografia
1. McCay CM, Crowell MF, Maynard LA. The effect of retarded growth upon the length of life span and upon the ultimate body size. 1935. J Nutr 10:63-79; 1935
2. Fontana L, Partridge L, Longo WD. Extending healthy life span - from yeast to humans. Science 328: 321- 26; 2010
3. Garcia AM, Busuttil R, Calder B, Martijn Dollé ET, Diaz V, McMahan A, Bartke A, Nelson J, Reddick R, Vijg J. Effect of Ames dwarfism and caloric restriction on spontaneous mutation frequency in different mouse tissues. Mech Ageing Dev 129: 528-33; 2008
4. Suh Y Atzmon G, Cho MO, Hwang D, Liu B, Leahy DJ, Barzilai N, Cohen P. Functionally significant insulin-like growth factor I receptor mutations in centenarians. Proc Natl Acad Sci USA 105: 3438, 2008
5. Bonafé M, Barbieri M, Marchegiani F, Olivieri F, Ragno E, Giampieri C, Mugianesi E, Centurelli M, Franceschi C, Paolisso G. Polymorphic variants of insulin-like growth factor I (IGF-I) receptor and phosphoinositide 3-kinase genes affect IGF-I plasma levels and human longevity: cues for an evolutionarily conserved mechanism of life span control. J Clin Endocrinol Metab. 88: 3299-304, 2003
6. Colman RJ, Anderson RM, Johnson SC, Kastman EK, Kosmatka KJ, Beasley TM, Allison DB, Cruzen C, Simmons HA, Kemnitz JW, Weindruch R. Caloric restriction delays disease onset and mortality in rhesus monkeys. Science 325: 201-4, 2009
7. Kagawa Y. Impact of Westernization on the nutrition of Japanese: changes in physique, cancer, longevity and centenarians. Prev Med 7: 205-217, 1978
8. Meyer TE, Kovàcs SJ, Ehsani AA, Klein S, Holloszy JO, Fontana L. Long-term caloric restriction ameliorates the decline in diastolic function in humans. J Am Coll Cardiol 47: 398-402, 2006
9. Balzi D, Lauretani F, Barchielli A, Ferrucci L, Bandinelli S, Buiatti E, Milaneschi Y, Guralnik JM. Risk factors for disability in older persons over 3-year follow-up. Age Aging 39: 92-98, 2010
10. Flicker L, McCaul KA, Hankey GJ, Jamrozik K, Brown WJ, Byles JE, Almeida OP. Body mass index and survival in men and women aged 70 to 75. JAGS 58: 234-41, 2010

10 anni delle UVA

Le Unitá di Valutazione Alzheimer é noto sono state istituite nell´anno 2000 inizialmente per l´erogazione dei farmaci anticolinesterasici ai pazienti con malattia di Alzheimer, dopo una valutazione clinico-strumentale nonché neuropsicologica. Siamo giunti al decimo anno di attivitá delle UVA, attualmente in molte realtá definite Centri per la cura delle Demenze, Centri per la Memoria o altre definizioni che richiamano la cura delle demenze. Nei giorni scorsi a Napoli abbiamo organizzato, in occasione del decennale delle UVA, un Convegno per fare il punto della situazione e confrontare le esperienze di colleghi quotidianamente impegnati nell´attivitá delle UVA. La partecipazione del nostro Presidente, del Presidente dell´Associazione Italiana Psicogeriatria, dei responsabili nazionali e locali della SIGG, AIP, AGE, SIN e SIP, con relazioni sul tema ″demenze″, ha dato al Convegno un valore scientifico e formativo di alto livello.
Cosa abbiamo imparato in questi dieci anni di vita delle UVA e, soprattutto, quale é stato il ruolo dei geriatri in questa attivitá, partita ″in sordina″ con un ruolo inizialmente formale e burocratico e man mano diventato fondamentale nella diagnosi, nella cura, nella gestione e nel follow-up dei pazienti con demenza? I geriatri dall´inizio hanno avuto in tutto il territorio nazionale la responsabilitá della maggior parte delle UVA, in questi anni hanno visitato quotidianamente numerosi pazienti, soprattutto quelli piú complessi, hanno posto diagnosi dopo la valutazione clinica e prescritto i farmaci per il deficit cognitivo ed i disturbi comportamentali quando presenti, hanno sostenuto le famiglie ed i caregivers per tante necessitá, si sono occupati di numerosi aspetti tipo burocratico, sono stati coinvolti nei complessi aspetti medico-legali della malattia, quali il consenso alle cure, la comunicazione della diagnosi, la certificazione di invaliditá. Nel corso degli anni i geriatri hanno raggiunto una competenza significativa in tutti gli aspetti citati ed hanno consentito alle UVA di essere considerate come veri punti di riferimento per la cura delle demenze.
Naturalmente, come é ovvio per una patologia ad alta complessitá, i punti deboli, i problemi da risolvere e le difficoltá di cura e di assistenza sono ancora tanti, in molte UVA il geriatra é l´unica figura di riferimento non sostenuta da colleghi, psicologi, assistenti sociali etc, per cui l´impegno é ancora piú gravoso, ma non c´é stata comunque nessuna diminuzione di intensitá nell´assistenza, al contrario, con l´impegno personale, al di fuori spesso di competenze burocraticamente attribuite, si sempre riusciti a dare buona assistenza e sostegno ai familiari. Tale competenza ha oggi un valore altissimo per la nostra categoria, che va difeso e potenziato, ci distingue totalmente dagli internisti, i quali non si occupano degli aspetti cognitivi, e dagli stessi neurologi, che curano le demenze quando non vi é pluripatologia ed inviano al geriatra i pazienti complessi, difficili da gestire e con tante altre necessitá. In Italia ci sono pochi esempi di strutture ″a basso costo″ dove viene offerta una possibilitá di cura completa e di assistenza al paziente con una visione generale al di lá della specializzazione singola. I geriatri hanno dimostrato in questi dieci anni e di saper gestire le demenze nel paziente anziano, specialmente fragile o complesso, di avere la sensibilitá giusta per dare il supporto al paziente ed alla famiglia, al di lá dei farmaci.
In questi giorni si é riunito a Firenze il Consiglio Direttivo della SIGG per definire il programma del prossimo Congresso Nazionale e dei Corsi che si terranno a Firenze dal 30 novembre al 4 dicembre 2010. Sono stati inseriti una serie di temi innovativi, in base alle recenti evidenze in letteratura, oltre quelli tradizionali indicati nei topics del programma preliminare. Ricordo la data di scadenza per l´invio degli abstract (30 giugno 2010) secondo le modalitá descritte nel sito www.sigg.it.

Vincenzo Canonico

A proposito di cure e accanimento terapeutico

L´efficienza delle cure ospedaliere di cui ha usufruito il sig Piero che ha presentato un quadro clinico acuto (infarto del colon), notoriamente gravato da altissima mortalitá (almeno il 70%), é stata esemplare e di successo.
La storia di cardiopatia ischemica fibrillante e di tromboarteriectomia della carotide destra fa pensare che molti farmaci siano stati prescritti ed assunti nel tempo per le patologie arteriose multi distrettuali fra le quali anche l´aneurisma sottorenale operato.
In occasione dell´intervento per la frattura del collo del femore sinistro quale fu l´anestesia e la terapia medica successiva? Si puó cercare di identificare le possibili cause della grave ischemia del colon che si é verificata in ambiente post-acuzie dopo un protratto episodio di stipsi di cui non si conoscono le caratteristiche anamnestiche e cliniche - la stipsi puó precipitare l´inadeguata irrorazione intestinale in un anziano con fibrillazione atriale, diabetico, operato ed in trattamento farmacologico imprecisato (l´ipotensione, la digitale possono precipitare l´ ischemia cronica subclinica, compensata dalla ricca circolazione collaterale come l´arcata di Riolano).

ELDER K et al. Cleveland Clinic Journal of Medicine
2009;76:401 401-409

Nella figura é ben chiara l´arteria mesenterica inferiore e il suo territorio di irrorazione.
 
Il sig Piero, paziente acuto, richiedeva decisioni rapide e precise; la prima equipe chirurgica dovrebbe ripensare al suo comportamento con un audit di revisione critica sul suo operato considerando la speranza di vita di quel soggetto, il rischio operatorio e le conseguenze del nonintervento: il rischio operatorio era altissimo, ma il non-intervento condannava il paziente a morte certa; apparentemente il rischio operatorio in termini di mortalitá, era inferiore a quello del nonintervento; cosí che il comportamento del chirurgo sembra ageistico.
Da approfondire sono gli eventi e le procedure nel reparto di riabilitazione post-acuzie; il recupero del paziente era quello atteso?; quali terapie erano in corso? l´episodio di stipsi ha ricevuto adeguata attenzione e considerazione ? Forse la diagnosi avrebbe potuto essere piú precoce: il Medico della struttura cosa riportó nel diario clinico di quei giorni: dolore, leucocitosi, anemia, aumento delle LDK e CPK, INR, numero di piastrine, frequenza cardiaca, e gli altri segni vitali?
Molto spesso l´anello debole delle cure continuative, indispensabili, soprattutto in un paziente operato per frattura del femore, é proprio nelle strutture intermedie dove é marginale la presenza del Geriatra; il sig Piero richiedeva attenzioni aggiuntive per la patologia arteriosa multidistrettuale e pertanto a forte rischio di complicanze trombotiche ; era fibrillante ed era stato operato per aneurisma aortico.
Il comportamento dell´ospedale é stato esemplare dal punto di vista geriatrico; troppa era l´emergenza-urgenza nel caso descritto per ipotizzare comportamenti palliativi. Forse durante la riabilitazione post-acuzie avrebbe potuto essere piú dettagliato e geriatrico il comportamento preventivo per l´alto rischio postoperatorio del caso - lo insegna l´ortogeriatria che raccomanda continuitá delle cure e molta attenzione. La medicina geriatrica richiede buoni ospedali capaci di affrontare le situazioni critiche che spesso si manifestano negli anziani (come il caso proposto), ma anche organizzate e qualificate strutture extraospedaliere per realizzare la continuitá assistenziale e curativa.

Gianfranco Salvioli

7° SEMINARIO ESTIVO SIGG

Auditorium ″Sala Caravaggio″ - c/o Boehringer Ingelheim
MILANO, 14-17 GIUGNO 2010
 
Elenco partecipanti
 
Massimo Andriulli (L´Aquila)
Livia Bianca Ausiello (Torino)
Elisa Avantaggiato (Parma)
Daniela Avolio (Napoli)
Kareen Baccaglini (Padova)
Corrado Battaglini (Chieti)
Sandro Bazzoni (Sassari)
Alessia Bemi (Pisa)
Lucia Bergamini (Modena)
Daniela Bettini (Brescia)
Giovanna Bianchi (Brescia)
Maria Chiara Biancu (Sassari)
Marco Cazzadori (Verona)
Annamaria Raffaella Ciano Albanese (Messina)
Francesca Cinone (Napoli)
Marcello Damato (Foggia)
Paola Elisa Danese (Roma)
Ilaria Fava (Napoli)
Grazia Daniela Femminella (Napoli)
Sara Francini (Firenze)
Ilaria Indiano (Roma)
Letizia Lancioni (Ancona)
Assunta Langellotto (Napoli)
Selma Largueche (Palermo)
Elisa Maiorana (Roma)
Lucia Mancinelli (Ancona)
Davide Manganaro (Trieste)
Massimo Mannina (Modena)
Tamara Mariani (Perugia)
Nunzia Marzulli (Foggia)
Paolo Mazzola (Monza)
Valentina Olivelli (Bologna)
Simonetta Piano (Torino)
Emily Piccotti (Pisa)
Lucia Pierpaoli (Bologna)
Marina Concetta Pizzoni (Brescia)
Alessandra Porta (Milano)
Alba Cecilia Rodriguez Gavilanes (Genova)
Emilia Ruffolo (Firenze)
Maria Elena Vivian (Verona)
Samanta Zanieri (Firenze)
Maria Zigoura (Genova)

Lettera del neo Presidente del Collegio di Medicina Interna

Cari Colleghi,
il 1 marzo 2010 ho assunto operativamente la Presidenza del Collegio di Medicina Interna e delle Discipline collegate - COLMED 09.
Devo innanzitutto salutare e ringraziare il prof. Franco Dammacco che lascia l´ufficio ma che rimarrá nella nuova Giunta in qualitá di Past-President assicurando in tal modo la sua esperienza e competenza che gli derivano dal suo ininterrotto servizio presso la SIMI e il Collegio. Un particolare ringraziamento va anche ai Colleghi della Giunta che lasciano l´incarico e un saluto ai nuovi che condivideranno con me il lavoro del prossimo triennio.
In questi ultimi anni la Giunta uscente sotto la guida del prof. Dammacco ha elaborato importanti documenti che rimarranno punti fermi per operare le scelte future. Mi riferisco in particolare al Nuovo Statuto, con la responsabilizzazione di tutte le fasce di docenti, al Documento sui criteri minimi per la partecipazione alle prove comparative, e al Codice Etico che, primi fra i Collegi, abbiamo potuto portare a termine con l´approvazione unanime di tutti i Voi e che prevede anche una commissione etica che, come a Tutti noto, é presieduta da un illustre Collega, il prof. Santaniello, giá presidente della Corte Costituzionale. Debbo anche ricordare il prezioso documento sul Tronco Comune che il Collegio ha prodotto come strumento metodologico e di contenuti per le Scuole di Specializzazione.
Mi adopereró, in tutte le sedi anche politiche, affinché i contenuti di questi documenti non rimangano lettera morta, ma siano fin da subito tenuti presenti anche nelle imminenti prove comparative, e ancor di piú considerando le prospettive del nuovo meccanismo concorsuale previsto dalla Legge di riforma dell´Universitá in esame al Parlamento: il Collegio COLMED09 non sará assente.
In questi mesi di ″riflessione″ mi sono chiesto piú volte perché il COLMED 09, che sulla carta dovrebbe contare su piú di mille iscritti, di fatto annoveri solo un terzo di Colleghi. Non credo che ció sia dovuto alla non condivisione del fatto che la Medicina Interna e le Discipline ad essa collegate rappresentino la parte portante del processo formativo dei futuri medici e specializzandi e sono certo anche che tutti condividano che l´atto medico, nelle sue varie fasi di prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione, abbia la necessitá di una costante visione olistica del malato attraverso una analisi metodologica appropriata e sistematica di cui la Medicina Interna é la piú fedele interprete. Non credo neppure che, in linea di principio, qualcuno dubiti che compito del Collegio sia quello di promuovere, in tutti i settori della sua azione, il merito e la qualitá delle persone. Tutto questo del resto é ben scritto nel nostro nuovo Statuto a cui ci atterremo fedelmente. Allora perché c´é la discrepanza tra il numero dei Colleghi del settore MED09, oltre mille, e gli iscritti al COLMED pari a circa un terzo?
Evidentemente vi é disaffezione di molti, in particolare dei piú giovani.
A mio avviso molti Colleghi hanno la percezione che, al di lá dei nobili obiettivi scritti nei documenti, il Collegio non abbia la forza adeguata per tradurre in azione politica efficace quanto va affermando. Poiché il problema della centralitá del COLMED09 nella formazione del medico deve essere sostenuta con forza e non puó essere delegata a Colleghi di altri settori, é indispensabile che tutti i Colleghi si sentano in prima persona coinvolti e responsabilizzati a sostenere l´azione futura del COLMED09. Non vi é maggior debolezza per un Collegio che quella di essere potenzialmente numeroso sulla carta ma debole nella pratica. Il Collegio non puó essere un affare privato di pochi che operano nella sua Giunta. Tutti si devono sentire coinvolti, condividere le responsabilitá e si devono iscrivere al Collegio!
C´é stato ed é in atto, dall´istituzione della famosa Tabella 18, un tentativo di ridurre il ruolo portante della Medicina Interna quale garante del processo formativo attraverso l´acquisizione di una rigorosa capacitá di analisi metodologica del malato sostituendola con l´ingannevole concetto della notevole quantitá di nuove informazioni scientifico-specialistiche che sarebbero necessarie per poter bene operare nella pratica medica. La bozza di proposta dei nuovi SSD é solo l´ultimo esempio di questo tentativo e vi posso assicurare che stiamo proprio in questi giorni cercando di modificarla. Dobbiamo fare una seria riflessione sulla perdita di autorevolezza e sull´emarginazione della Medicina Interna .
Il problema formativo non é sganciato dalla questione assistenziale! Sappiamo oggi interpretare i nuovi bisogni di salute? Abbiamo strutture e malati idonei ad insegnare la Medicina Interna? Abbiamo la percezione dell´impatto del grave problema dell´invecchiamento della popolazione e di tutte le sue conseguenze? Ci rendiamo conto della valenza nella societá moderna dell´aspetto preventivo del moto e del piú generale aspetto del benessere degli individui, concetti e discipline che per il loro carattere culturale di attenzione complessiva alla persona devono far parte dell´azione politica del COLMED09 e dei nuovi SSD?
Da piú parti della societá civile si nota il fatto che i giovani medici non sanno piú visitare i loro pazienti né affrontare i malati del territorio. Le organizzazioni dei Medici di Medicina generale, cercano di sostituire l´Accademia proponendosi come gli insegnanti piú idonei per la formazione del medico di base. La Medicina Interna ha perduto peso nell´organizzazione delle strutture ospedaliere. Si deve cercare, in sintonia d´intenti con la SIMI, una realistica collaborazione con la FADOI e con le organizzazioni sindacali dei Medici di medicina generale per rendere politicamente piú efficace il tentativo di riposizionamento della Medicina Interna nell´organizzazione complessiva della sanitá italiana.
Il problema della progressione di carriera dei nostri Colleghi é un altro tema che merita una riflessione. Cosa possiamo fare perché i Colleghi, in particolare i Ricercatori, vedano nuovamente nel loro Collegio lo strumento di garanzia e di promozione del merito, della loro affidabilitá assistenziale e della loro maturazione complessiva? Non possiamo permettere che abbiano la percezione che per la loro carriera sia piú utile conoscere qualche amico influente: dobbiamo garantire il riconoscimento della Loro preparazione e della Loro qualitá. Dobbiamo affinare un sistema di valutazione permanente che attraverso l´anagrafe scientifica, giá prevista e votata da tutti, permetta di far emergere le loro qualitá. Faremo in modo che tale strumento sia reso pubblico e rappresenti un elemento riferimento e di trasparenza per le prove concorsuali attuali e future indipendentemente dalle modalitá previste del loro svolgimento.
Per quanto mi riguarda, non avendo altra personale motivazione se non la promozione e la difesa della Medicina Interna, mi impegneró a portare a termine tre progetti giá individuati dalla Giunta precedente sotto la direzione del prof. Franco Dammacco:
1. La revisione dell´iter formativo del corso di Laurea in Medicina e Chirurgia.
2. L´analisi della situazione assistenziale delle Unitá operative di Medicina Interna e di Geriatria, anche attraverso uno studio sull´attuazione dei Protocolli delle Aziende Integrate, arrivata a un punto cosí critico da compromettere la possibilitá di un adeguato insegnamento delle discipline facenti parte del COLMED09.
3. Dare seguito alla decisione presa di istituire un´anagrafe scientifica che valorizzi il merito dei nostri Colleghi e riposizioni e valorizzi la produzione scientifica generale del COLMED09 nel contesto universitario e politico.
Il successo di questo programma dipende dalla fattiva e convinta partecipazione di Tutti Voi al lavoro del Collegio!

Con i piú cordiali saluti
Prof. Roberto Corrocher

Bollettino Nursing

Affranca la vita

Ermellina Zanetti
Coordinatore sezione nursing SIGG
Gruppo di Ricerca Geriatrica Brescia

Lo scorso 12 maggio si é celebrata in tutto il mondo la giornata dell´Infermiere. In Italia, in concomitanza con la ricorrenza, Poste Italiane ha emesso un Francobollo dedicato agli infermieri. Si tratta della prima emissione di un francobollo dedicato ad una professione nell'ambito della serie filatelica Istituzioni e avviene significativamente a 100 anni dalla morte di colei che é considerata la fondatrice dell´Infermieristica moderna: Florence Nightingale, venuta a mancare il 12 maggio 1910. Con lo slogan ″affranca la vita″ riportato sul francobollo si intende ricordare l´impegno degli infermieri nel campo della prevenzione.
Per gli infermieri che assistono le persone anziane, prevalentemente nel difficile tempo della malattia in ospedale, in casa di riposo, nei servizi domiciliari lo spazio dedicato alla prevenzione potrebbe sembrare davvero molto poco: in realtá molti progetti e gesti di care sono finalizzati a prevenire la comparsa di complicanze e di ulteriore disabilitá.
Si colloca nell´area della prevenzione il contributo del Collega neo laureato Cristian Gambino che ha svolto un interessante lavoro di tesi sull´igiene orale. Il lavoro, a partire dall´analisi della letteratura sull´argomento, presenta una ricerca svolta in ospedale per valutare le conoscenze degli infermieri sull´importanza di effettuare l´igiene orale nei pazienti ricoverati, non in grado di provvedervi da soli, per ridurre il rischio di infezione. I risultati indicano la necessitá di implementare conoscenze e competenze ad hoc su un aspetto, quello dell´igiene orale, non sempre e non sufficientemente considerato.

International Conference Hematological Malignancies in the Elderly

European School of Haematology
in association with the International Society of Geriatric Oncology
 
Lisbon, Portugal - 2-4 July 2010
 
Chairs: L. Balducci (Tampa), P. Fenaux (Paris), J.-L. Harousseau (Nantes)
 
PRELIMINARY PROGRAMME
 
Friday, July 2, 2010
9:00 Welcome
9:15-10:00 Opening conference: A panorama on ageing: anaemia in the elderly L. Balducci (Tampa)
I. AGEING: PHYSIOLOGY AND PATHOPHYSIOLOGY
10:00-10:30 Epidemiology of ageing in Europe and in the world: clinical and social consequences
A.J. Cruz-Jentoft (Madrid)
10:30-11:00 Biology of ageing I.Irminger (Geneva)
11:00-11:30 Coffee break
11:30-12:00 The ageing bone marrow C. Franceschi (Bologna)
12:00-14:00 Lunch
II. CLINICAL EVALUATION OF ELDER PERSONS
14:00-14:30 Life expectancy and frailty M. Rainfray (Bordeaux)
14:30-15:00 Comorbidity, polymorbidity and polypharmacy G. Gambassi (Rome)
15:00-15:30 Functional assessment of the elderly M. Barbagallo (Palermo)
15:30-16:00 Pharmacology of ageing C. Léger-Falandry (Lyon)
16:00-16:30 Coffee break
III. MYELOTOXICITY OF CHEMOTHERAPY IN THE ELDER PERSON
16:30-17:00 Ageing and marrow depression L. Balducci (Tampa)
17:00-17:30 Infections in elderly patients with haematological malignancies J. Klastersky (Brussels)
19:30 Welcome cocktail
20:00 Dinner
 
Saturday, July 3, 2010
IV. MDS AND ACUTE LEUKAEMIA IN THE ELDERLY
8:30-9:00 MDS: a disease of very elderly patients R. Stauder (Innsbruck)
9:00-9:30 Treatment of anaemia of lower risk MDS in the elderly: M. Cazzola (Pavia)
transfuse or prevent anaemia?
9:30-10:00 Hypomethylating agents and chemotherapy in higher risk MDS in the elderly: up to what age? P. Fenaux (Paris)
10:00-10:30 Quality of life and functional tests in elderly patients with MDS: an important part of treatment end point O. Beyne-Rauzy (Toulouse)
10:30-11:00 Coffee break
11:00-11:30 The role of iron chelation therapy in elderly patients with MDS C. Rose (Lille)
11:30-12:00 Biology of AML in the elderly A. Renneville (Lille)
12:00-12:30 Management of AML in the elderly C. Gardin (Paris)
12:30-13:00 Biology and treatment of ALL in the elderly A. Delannoy (Brussels)
13:00-14:30 Lunch
V. MYELOMA AND MONOCLONAL GAMMOPATHIES DIAGNOSIS AND PROGNOSIS
14:30-15:00 Monoclonal gammopathies and multiple myeloma: diagnostic criteria and prognostic factors J. Blade (Barcelona)
15:00-15:30 Are current concepts in the treatment of multiple myeloma useful in elderly patients? J-L. Harousseau (Nantes)
15:30-16:00 Treatment of multiple myeloma in the elderly T. Facon (Lille)
16:00-16:30 Prophylaxis and management of toxicities induced by novel agents M. Delforge (Belgium)
16:30-17:00 Coffee break
17:00-17:30 Special lecture: The caregiver of the older aged person L. Baider (Jerusalem)
17:30-18:00 On being a patient F. Pein (Nantes)
20:00 Dinner
 
Sunday, July 4, 2010
VI. AGGRESSIVE LYMPHOMA IN THE ELDERLY
8:30-9:00 Diffuse large B-cell lymphoma in the elderly pending
9:00-9:30 Hodgkin´s disease in the elderly M. Bjrkholm (Stockholm)
VII. CHRONIC LYMPHOPROLIFERATIVE DISORDERS IN THE ELDERLY
9:30-10:00 Indolent lymphoma in the elderly C. Buske (Ulm)
10:00-10:30 Treatment of CLL in the elderly V. Goede (Cologne)
10:30-11:00 Coffee Break
VIII. CHRONIC MYELOPROLIFERATIVE NEOPLASMS IN THE ELDERLY
11:00-11:30 CML in the elderly P. Rousselot (Versailles)
12:00-12:30 Other MPN J.J. Kiladjian (Paris)
IV. ALLOGENEIC STEM CELL TRANSPLANTATION IN ELDERLY PATIENTS: IS IT FEASIBLE AND EFFECTIVE?
12:30-13:00 J. Apperley (London)
Meeting Closure


CONGRESSI E CONVEGNI

Associazione Italiana Psicogeriatria
Universitá degli Studi di Perugia - Istituto di Gerontologia e Geriatria
7TH ANNUAL MEETING ″BRAIN AGING AND DEMENTIA″
NUTRITION AND COGNITION
Perugia, September 30 - October 1, 2010
Scientific Secretariat: Prof. Patrizia Mecocci
Tel +390755783839 - Fax +390755733878 - mecocci@unipg.it
Organizing Secretariat: Promo Leader Service Congressi - PLS Group
Tel +390552462201 - Fax +390552462270 - aip@promoleader.com
 
Universitá degli Studi di Milano Fondazione IRCCS Ca´ Granda
L´ANZIANO E LA CURA DELL´ANZIANO
Milano 18 settembre 2010
Responsabile Scientifico: Prof. Carlo Vergani
Segreteria organizzativa: AIM Group Milano
Tel 0256601.1 Fax 0256609045
www.aimgroip.eu/2010/geriatria
e-mail: geriatria 2010@aimgroup.eu
 
EUROPEAN UNION GERIATRIC MEDICINE SOCIETY/ EUGMS
Dublin, 29th September - 1st October 2010
For general enquiries: Orla Cahalane Tel: +353 1 296 7250 - Fax: +353 1 296 8678
orlac@conferencepartners.ie - www.conferencepartners.ie
For scientific and abstract enquiries: Marian Hughes marian.hughes@amnch.ie
www.eugms2010.org
 
55° CONGRESSO NAZIONALE SIGG
INVECCHIAMENTO E LONGEVITÁ: PIÚ GENI O PIÚ AMBIENTE?
Firenze, 30 novembre - 4 dicembre 2010
11° Corso per Infermieri
9° Corso di Riabilitazione
6° Corso per Psicologi
5° Corso per Assistenti Sociali
Segreteria Scientifica: SIGG -Via G.C. Vanini 5 - 50129 Firenze
Tel.055474330 - Fax 055461217 e-mail: sigg@sigg.it - www.sigg.it
Segreteria Organizzativa: Pls group - www.plsgroup.it
Via della Mattonaia, 17 - 50121 Firenze
Tel: 0552462.428 Fax: 0552462.223
 
IAGG - International Association of Gerontology and Geriatrics
VII European Congress
HEALTHY AND ACTIV AGEING FOR ALL EUROPEANS ″II″
Bologna, 14 - 17 aprile 2011
Segreteria Organizzativa: Pls group
Via della Mattonaia, 17 - 50121 Firenze
Tel: +39 055 2462.428 Fax: + 39 055 2462.223
iagg@promoleader.com - www.iaggbologna2011.com