Societá

Attivitá SIGG

Bollettino SIGG: Numero 6, Giugno - Luglio 2010


Direttore Responsabile
Nicola Ferrara

A cura di
Vincenzo Canonico
Tel. e fax 081 7464297
e-mail: vcanonic@unina.it

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Editoriale del Presidente

Ospedale per Intensitá di Cura: un pericolo per il paziente anziano fragile?
Le brevi note che seguono mirano ad avviare all'interno della SIGG un confronto, e non certamente ad avanzare considerazioni conclusive, su un tema ancora poco dibattuto, quale quello del ruolo della Geriatria all'interno dell'Ospedale per Intensitá di Cura (OIC).
Da alcuni anni, in varie Regioni italiane sono allo studio modelli innovativi di assistenza ospedaliera che, pur con differenze locali, si richiamano comunque al principio di organizzazione per intensitá di cura. In questi modelli, i pazienti sono assegnati primariamente ad un determinato livello di intensitá di cura (elevata / intermedia / bassa) e solo in subordine ad una struttura organizzativa professionale specialistica. La stessa tradizionale articolazione dell'ospedale per reparti differenziati secondo discipline specialistiche, viene cosí largamente superata sul piano strutturale e - almeno in parte - anche organizzativo. Vengono, per contro, esaltati gli aspetti tecnologici dell'ospedale come luogo dell'acuzie e dell'intensitá; al tempo stesso, secondo le intenzioni dei suoi promotori (1), il modello garantirebbe un processo di cura contraddistinto da presa in carico globale, elevato grado di coordinamento, integrazione e continuitá nelle sue varie fasi, omogeneitá ed equitá nell'accesso e nella fruizione dei servizi e delle prestazioni. É, in particolare, la Regione Toscana ad aver investito nell'OIC le maggiori iniziative progettuali, nonché risorse economiche e professionali, al punto di averne fatto, giá da diversi anni, l'asse portante di una nuova pianificazione dell'assistenza ospedaliera, come documenta il suo Piano Sanitario attualmente in vigore. In Toscana, il modello ha trovato una sua applicazione relativamente facile in area chirurgica, mentre incontra maggiori difficoltá di realizzazione in area medica.
Da geriatri, non possiamo non esprimere non chiederci come, all'interno dell'OIC, possa essere garantita la tutela dell'anziano fragile, in quanto nel nuovo modello il ruolo delle specialitá mediche, compresa la nostra, sará certamente ridimensionato, mentre dell'anziano fragile la Geriatria rivendica, a buon diritto, la titolaritá, fondata non sulla specificitá d'organo, ma sulla dimostrazione di efficacia ed appropriatezza delle metodologie di valutazione e di cura. In linea di massima, i medesimi principi di centralitá del paziente e valutazione dei suoi effettivi bisogni, di integrazione multiprofessionale e continuitá delle cure attraverso setting assistenziali differenti, posti a fondamento dell'OIC, sono patrimonio indiscusso e riconosciuto della Geriatria che, anzi, ne é stata promotrice antesignana (ricordate il titolo della bellissima relazione di Mary Tinetti al nostro Congresso di Montecatini del 2002: ″Back to the future: time for Geriatrics to lead the way to the 21st century″?). Si deve poi ricordare che, proprio fondando la propria cultura e prassi su quei principi, la Geriatria ha saputo dimostrare la sua efficacia nella cura dell'anziano fragile: lo documentano trial clinici randomizzati, a partire dalla storica pubblicazione di Rubenstein del 1984 (2), loro metanalisi, anche recentissime (3) e, guardando all'Italia, studi osservazionali su vasta scala, quali quello sul Codice Argento (4). Per contro, si deve rimarcare che, al momento, non é disponibile alcuna evidenza scientifica che questi obiettivi siano conseguiti dall'OIC con maggior certezza o estensione, rispetto al modello tradizionale di ospedale organizzato per specialitá nel suo complesso e, nello specifico, rispetto al modello geriatrico per l'anziano fragile.
In ogni caso, crediamo che la Geriatria italiana sia in grado di, e si debba rendere disponibile a, apportare un contributo qualificato ed esperto all'ideazione e attuazione dell'OIC nelle Regioni dove questo é in sviluppo, a garanzia che, entro il modello, la salute degli anziani piú bisognosi di cure sia adeguatamente tutelata. Suggeriscono l'apertura a questo confronto due considerazioni. In primo luogo, é probabile che il modello di OIC, sospinto da motivazioni economiche (che andrebbero, comunque, attentamente vagliate, soprattutto in termini di costo-efficacia) si estenda a molte Regioni e finisca col risultare dominante. A seguire, si deve riconoscere che la modalitá attuale di organizzazione dei servizi ospedalieri e, soprattutto, di integrazione ospedale-territorio non soddisfano le esigenze che la Geriatria, in nome dei pazienti di cui si fa carico, giustamente avanza. Quindi, attenzione e disponibilitá al dialogo e non mantenimento ostinato dello status quo, tutt'altro che ideale.
Quali spazi si offrono per la Geriatria all'interno dell'OIC' Gli ″anziani″ (ultra65enni) rappresentano il 20% della popolazione generale e oltre il 40% delle ammissioni ospedaliere: é evidente che, di questi, solo pochi rappresentano il target ideale della Geriatria, mentre la maggior parte trova risposte adeguate da parte di altre specialitá. La diffusione del modello di OIC potrebbe (dovrebbe) portare ad un aumento della presenza di geriatri negli ospedali (all'interno di un'area medica indistinta negli ospedali piú piccoli, con una specifica connotazione organizzativostrutturale negli ospedali medio-grandi, e certamente nelle Aziende integrate, con piú forte mission di ricerca e didattica), anche al fine di favorire la crescita e la penetrazione della cultura geriatrica.
In assenza di questo auspicabile processo di ″geriatrizzazione″, nella sua duplice accezione tecnicoorganizzativa e culturale, l'OIC potrebbe produrre effetti fortemente negativi su quella parte dell'utenza ospedaliera, rappresentata da pazienti anziani e complessi, spesso con gravi problemi di mobilitá e ad alto rischio di delirium e sindrome da immobilizzazione.
Rimane cruciale il problema, giá piú volte dibattuto, dei criteri di assegnazione, da condividere con internisti e altri specialisti di area medica e del DEA, del paziente geriatrico, che sia dal momento della sua dimissione dal DEA dovrebbe essere assegnato contestualmente ad un livello di intensitá e ad un'equipe specialistica. In particolare, tra i pazienti complessi e con pluripatologia si deve saper operare una distinzione - non certamente fondata su un mero criterio anagrafico - tra quelli di pertinenza della Medicina Interna e quelli da destinare alla Geriatria. La traduzione operativa di questo principio puó sfruttare uno strumento basato su puri dati amministrativi, quale il Codice Argento (4): per essere prontamente disponibile all'ammissione al DEA, esso dovrebbe idealmente entrare a far parte della Carta Sanitaria del cittadino e venire costantemente aggiornato ad ogni nuovo evento. Al Codice Argento si potrebbero affiancare semplici strumenti di screening degli anziani a rischio, basati sulla valutazione multidimensionale, appositamente ideati e validati per il triage e applicati di regola dal personale infermieristico del DEA.
All'estremo opposto del percorso, un ulteriore aspetto critico é rappresentato dall'integrazione in rete con i servizi extra-ospedalieri in fase di dimissione. Il geriatra ha nelle sue radici la cultura della continuitá assistenziale che, tuttavia, nella realtá italiana ben raramente ha potuto tradursi in un effettivo controllo dei percorsi, a tutt'oggi frammentati e gestiti da attori diversi. L'effettiva attuazione, nell'OIC, dei principi di integrazione e continuitá delle cure dell'anziano fragile non puó avvenire se non assegnando al geriatra la titolaritá del percorso, superando ostacoli e vincoli ancora oggi presenti, soprattutto da parte della Medicina Generale.
Con questa breve nota, intendiamo promuovere il coinvolgimento di tutti i Soci ad un dibattito, che auspichiamo generoso e propositivo, sul tema dell'OIC. Per farci trovare quanto piú possibile pronti e partecipi alla sua ideale organizzazione, anziché passivamente subirla se, come sinora accaduto, faremo finta di ignorarne la probabile, prossima diffusione.
Niccoló Marchionni e Mauro Di Bari

BIBLIOGRAFIA
1. Lavazza L. Il modello Hub Spoke: l'ospedale organizzato per intensitá delle cure. http://www.centrobasaglia.provincia.arezzo.it/convegni.
2. Rubenstein LZ, Josephson KR, Wieland GD, English PA, Sayre JA, Kane RL. Effectiveness of a geriatric evaluation unit. A randomized clinical trial. N Engl J Med 1984; 311: 1664-70.
3. Van Craen K, Braes T, Wellens N, Denhaerynck K, Flamaing J, Moons P, Boonen S, Gosset C, Petermans J, Milisen K. The effectiveness of inpatient geriatric evaluation and management units: a systematic review and meta-analysis. J Am Geriatr Soc 2010; 58:83- 92.
4. Di Bari M, Balzi D, Roberts AT, Barchielli A, Fumagalli S, Ungar A, Bandinelli S, De Alfieri W, Gabbani L, Marchionni N. Prognostic stratification of older persons based on simple administrative data: development and validation of the "Silver Code," to be used in emergency department triage. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2010; 65: 159-64.

La SIGG, la buona notizia, il Congresso

La buona notizia, recentissima, é l'elezione del nostro Presidente eletto SIGG a Preside della Facoltá di Medicina della Seconda Universitá di Napoli per i prossimi tre anni accademici. E' una carica autorevole, visto che é una Facoltá di grande prestigio oltre che tra le piú antiche, dove hanno lavorato illustri Docenti e Ricercatori in svariati settori della medicina, riconosciuti in campo internazionale. Gli auguri da tutti i soci SIGG e dai geriatri italiani all'amico Peppe Paolisso per questa ″tappa″ importante della sua carriera, certo che saprá valorizzare, e soprattutto difendere, la geriatria accademica e non nelle sedi istituzionali, utilizzando anche il suo carattere deciso ed incisivo quando ce ne sará bisogno, indipendentemente da compromessi ed interessi di parte, come ha giá dimostrato in tante occasioni. Nicola Ferrara, su mandato del nostro Presidente, nelle pagine successive analizza ″l'aspetto geriatrico″ dell'elezione del futuro Preside.
Nei giorni scorsi a Firenze si é riunito il Consiglio Direttivo SIGG ed il Comitato Scientifico per il Congresso per rivedere ed approvare il programma del prossimo Congresso e dei Corsi. Come vedrete dai programmi preliminari presentati nelle pagine successive é pronta la struttura generale con le date, i titoli ed in alcuni casi anche dei relatori. La prima novitá, come giá annunciato in precedenza, é il giorno di inizio e fine del Congresso, quest'anno i lavori iniziano il martedí e terminano il sabato con la sessione mattutina. Questa modifica, dovuta in primis all'esigenza di dare maggiore spazio a simposi e letture, che negli anni precedenti erano spesso ″compresse″ e talvolta in sovrapposizione con altri eventi in sale diverse dall'auditorium, nonché dall'opportunitá di escludere la domenica come giorno finale, anticipando quindi gli eventi precongressuali e l'inaugurazione al martedí, é stata a lungo dibattuta; alla fine si é deciso di sperimentarla per quest'anno, per poi valutare se mantenerla o meno. Il programma del Congresso presenta Simposi e Letture sia su temi cosiddetti ″tradizionali″ come BPCO, diabete mellito, demenza, depressione, ipertensione arteriosa, sia su argomenti nuovi come gli integratori nutrizionali, le nuove tecnologie in cardiologia geriatrica, le cellule staminali ed altri. Un'innovazione é l'organizzazione di un simposio di biogerontologia in Auditorium, nata dall'opportunitá di dare maggiore visibilitá alla Sezione di Biogerontologia della SIGG e di trattare in seduta plenaria la genetica dell'invecchiamento, che quest'anno é uno dei fili conduttori del Congresso, unitamente al ruolo dell'ambiente. Il sabato mattina i simposi in Auditorium sono organizzati in collaborazione con la Sessione Nursing, si cerca cosí di favorire l'integrazione tra geriatri e le altre figure professionali impegnate nella cura del paziente anziano, esigenza non sempre soddisfatta nei Corsi al Congresso. Sará necessario quindi per le edizioni future stabilire ″linee guida″ con i responsabili dei Corsi, sia geriatri che non, per ottimizzare programmi e relatori ed avere cosí una migliore condivisione di interessi. Nella scelta dei relatori al Congresso e Corsi é stata sottolineata l'esigenza di affidare presentazioni a chi ha maggiore esperienza e puó fornire, soprattutto ai giovani, dati, consigli, errori da evitare, ai fini di ottimizzare l'assistenza. Come sempre chi tra i Soci, vedendo i programmi preliminari, ha commenti, suggerimenti, proposte o altro puó inviarcele, saranno valutate e nei limiti del possibile soddisfatte dai responsabili del Congresso.
Auguro buone vacanze a tutti.
Vincenzo Canonico

Il Prof. Paolisso eletto Preside della Facoltá di Medicina della SUN

E' per me un grande piacere ed onore scrivere questa breve nota (su invito del Presidente) sulla recentissima elezione di Giuseppe Paolisso (per tutti noi, ″Peppe″) a Preside della Facoltá di Medicina e Chirurgia della Seconda Universitá degli Studi di Napoli.
Conosco Peppe da una vita e mi legano a lui sentimenti di amicizia e di vicinanza accademica fin dagli inizi degli anni 90 quando, insieme a Franco Rengo e Michele Varricchio, elaborammo il progetto dell' ″Osservatorio Geriatrico″, la prima esperienza campana di epidemiologia geriatrica, che ancora oggi rappresenta una fonte di dati originali in chiave gerontologica.
I momenti di condivisione sono stati tanti, ma ho potuto apprezzare le sue capacitá soprattutto quando per un breve periodo del mio percorso accademico ho condiviso con lui l'appartenenza alla stessa Facoltá ed allo stesso Dipartimento e da quando insieme partecipiamo attivamente alla vita della Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria. Per le sue molte doti che io ho avuto modo di conoscere ed apprezzare, la sua elezione non mi meraviglia, ma ugualmente voglio esprimere il mio personale compiacimento per il conseguimento di questo prestigioso incarico e per ció che questo rappresenta per la geriatria italiana.
Niccoló ha giustamente sottolineato come, per la prima volta, un geriatra, inserito ai vertici della nostra Societá, sia assurto all'apice di una prestigiosa Facoltá che, al di lá dei problemi che tormentano in questo momento l'Accademia italiana, rappresenta un riferimento storico e culturale che supera i limiti della cittá di Napoli e della Regione Campania.
L'affermazione di Peppe evidenzia che essere e fare il geriatra in campo accademico non é assolutamente penalizzante e che le qualitá personali ed il desiderio di identitá sono un valore aggiunto per ottenere i giusti riconoscimenti.
Anche recentemente abbiamo vissuto momenti in cui la nostra disciplina sembrava destinata ad un ruolo ancillare. Voglio solo ricordare il problema delle scuole di specializzazione, il documento del Collegio degli Internisti MED/09 relativo alla riorganizzazione dell'assistenza, i problemi di identitá didattica rispetto alla Medicina Interna e la non specificitá del Settore Scientifico Disciplinare. Sembrava, in effetti, che nel momento in cui le caratteristiche e le peculiaritá della medicina geriatrica acquisivano maggiore visibilitá -anche grazie ad una ricca produzione scientifica connotata da forte specificitá - ed identitá a livello europeo e mondiale, in Italia tali aspetti fossero sacrificati sull'altare di una cultura e visione accademica tradizionali.
Devo dire che non sempre mi sono identificato nelle visioni catastrofistiche di alcuni di noi, forte della convinzione che, nonostante le difficoltá, la cultura geriatrica ed il messaggio di cui é portatrice non possano non affermarsi nel medio e lungo periodo. L'importante é crederci e non farsi coinvolgere dalle vicissitudini contingenti.
Indirettamente, ma forse anche direttamente, l'elezione di un geriatra ″giovane″, Presidente Eletto della nostra Societá, a Preside di una Facoltá di Medicina e Chirurgia (elezione ottenuta peraltro con un largo consenso in antitesi con candidature altrettanto forti e sostenute da ″maggiorenti″), oltre a rappresentare un evento eccezionale (e spero non unico) nella storia della nostra disciplina, deve convincerci ulteriormente che se l'accademia di Geriatria rimarrá forte nei contenuti scientifici, nel desiderio di cooptare docenti di qualitá, nello sviluppare modelli assistenziali originali e rispondenti alla realtá epidemiologica e clinica del territorio non potrá non ottenere i riconoscimenti ed il ruolo di prestigio che le spettano.
Nella certezza che Peppe potrá, attraverso il suo nuovo ed autorevole incarico, dare maggiore visibilitá ed impulso alla Geriatria tutta, sia accademica che ospedaliera e territoriale, e nel convincimento che la sua sará una sfida che coinvolgerá tutta la comunitá scientifica geriatrica, voglio rinnovargli i migliori auguri di buon lavoro ed il sostegno di noi tutti.
Nicola Ferrara

55° Congresso Nazionale SIGG

″INVECCHIAMENTO E LONGEVITA´:
PIÚ GENI O PIÚ AMBIENTE?"
Firenze, Palazzo dei Congressi 30 novembre-4 dicembre 2010
 
PROGRAMMA PRELIMINARE
 
MARTEDI´ 30 NOVEMBRE 2010
Sessioni pre-congressuali
SALA ONICE
14.30-16.00 - SIMPOSIO
ODONTOIATRIA GERIATRICA
SALA VERDE
14.30-16.00 Simposio Congiunto SIGG-AitAAL
LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELL´ANZIANO
AUDITORIUM
14.30-16.00 SIMPOSIO SIGG-AGE
LA GERIATRIA FUORI DALL´OSPEDALE: UNO STRUMENTO FORTE PER AFFRONTARE LA CRONICITÁ
INAUGURAZIONE
AUDITORIUM 16.30-18.30
Niccoló Marchionni
Apertura del Congresso
Saluto del Preside della Facoltá Medica di Firenze e dei Presidenti delle Societá Scientifiche
18.00 LETTURA
CARDIOLOGIA GERIATRICA: IERI, OGGI, DOMANI
Franco Rengo (Napoli)
 
MERCOLEDÍ 1° DICEMBRE 2010
AUDITORIUM
8.15-9.30 SIMPOSIO
LA GOTTA: UNA MALATTIA MISCONOSCIUTA NELL´ANZIANO?
AUDITORIUM
9.30-11.45 SESSIONE DI BIOGERONTOLOGIA
INVECCHIAMENTO E LONGEVITA´: PIÚ GENI O PIÚ AMBIENTE?
9.30-10.00 LETTURA DI BIOGERONTOLOGIA EPIGENETICA
Emiliano Giardina (Roma)
10.00-11.45 SIMPOSIO DI BIOGERONTOLOGIA
AUDITORIUM
11.45-13.15 SIMPOSIO
NUOVI PAZIENTI, VECCHI METODI? LE SFIDE TERAPEUTICHE DELLA TRANSIZIONE EPIDEMIOLOGICA
AUDITORIUM
14.00-15.45 SIMPOSIO SIGG-SIN
INSUFFICIENZA RENALE CRONICA E NEFROPROTEZIONE NELL´ANZIANO: DALLA PREVENZIONE AL TRATTAMENTO
AUDITORIUM
15.45-16.15 LETTURA
BPCO: RISULTATI DEL PROGRAMMA LINK (Linking Innovation with Knowledge)
Niccoló Marchionni (Firenze)
Presiede: Vincenzo Bellia (Palermo)
AUDITORIUM
16.15-16.45 LETTURA
NUOVI APPROCCI TERAPEUTICI ALLA DEPRESSIONE MINORE DELL´ANZIANO
Enrico Smeraldi (Milano)
Presiede: Marco Trabucchi (Brescia)
AUDITORIUM
16.45-18.15 SIMPOSIO
NUTRIZIONE CLINICA NELL´ANZIANO
CLINICAL NUTRITION AT OLDEST AGE
SALA VERDE 14.30-16.00
SIMPOSIO (Fondo Dott. Mario Gasparini Casari)
RICONOSCERE E MISURARE LA FRAGILITÁ DELL´ANZIANO
LIMONAIA 14.00-15.00
Poster con discussione
SALE VARIE 17.00-18.00/18.30
Comunicazioni Orali e Simposi Monotematici
 
GIOVEDÍ 2 DICEMBRE 2010
8.30-9.00 LETTURA SIGG-AIP
RIABILITAZIONE MOTORIA NELL´ANZIANO DEPRESSO
Giuseppe Bellelli (Cremona)
Presiede: Bruno Bernardini (Milano)
AUDITORIUM
9.00-10.45 SIMPOSIO
RANOLAZINA UN NUOVO FARMACO ANTIANGINOSO A DISPOSIZIONE DEL GERIATRA
AUDITORIUM
10.45-11.15 LETTURA
AGOMELATINA: INNOVAZIONE CLINICA E FARMACOLOGICA NELLA DEPRESSIONE MAGGIORE
Claudio Vampini (Verona)
AUDITORIUM
11.30-13.00 SIMPOSIO
MALATTIA DI ALZHEIMER: BARRIERE, BISOGNI E OPPORTUNITÁ IN UN´ITALIA CHE INVECCHIA
AUDITORIUM
14.00 - 15.30 SIMPOSIO
OSTEOPOROSI
AUDITORIUM
15.30-16.00 LETTURA
INIBITORI DIRETTI DELLA TROMBINA: UNA ″RIVOLUZIONE TERAPEUTICA″?
Pier Mannuccio Mannucci (Milano)
Presiede: Giulio Masotti (Firenze)
AUDITORIUM
16.00-16.30 LETTURA
CELLULE STAMINALI CEREBRALI NELLE PATOLOGIE DEGENERATIVE
Angelo Vescovi (San Giovanni Rotondo)
AUDITORIUM
16.30 - 18.00 SIMPOSIO
AGGIORNAMENTI IN TEMA CARDIO-METABOLICO
LIMONAIA 14.00-15.00
Poster con discussione
SALE VARIE 17.00-18.00/18.30
Comunicazioni Orali e Simposi Monotematici
AUDITORIUM
18.00-18.30 LETTURA
BPCO
Raffaele Antonelli Incalzi (Roma)
18.30-19.30 ASSEMBLEA DEI SOCI
 
VENERDÍ 3 DICEMBRE 2010
AUDITORIUM
8.15-09.45 SIMPOSIO SIGG-SIOT-SIR
DOLORE
AUDITORIUM
9.45-11.15 SIMPOSIO SIGG-SIIA
IPERTENSIONE ARTERIOSA: GLI ASPETTI PECULIARI NELL´ANZIANO
AUDITORIUM
11.30-12.00 LETTURA
LA DIAGNOSI DI DEMENZA: CHI, QUANDO, COME
Marco Trabucchi (Brescia)
Presiede: Vincenzo Canonico (Napoli)
AUDITORIUM
12.00-12.30 LETTURA
ONCOGERIATRIA
Roberto Bernabei (Roma)
AUDITORIUM
12.30-13.00 LETTURA
IPOGLICEMIE E RISCHIO CARDIOVASCOLARE NEL DIABETICO ANZIANO: I FARMACI INNOVATIVI
Giuseppe Paolisso (Napoli)
Presiede: Gaetano Crepaldi (Padova)
AUDITORIUM
14.00 - 15.30 SIMPOSIO
NUOVE TECNOLOGIE IN CARDIOLOGIA GERIATRICA
LIMONAIA 14.00-15.00
Poster con discussione
AUDITORIUM
15.30-16.00 LETTURA
TERAPIA INSULINICA NEL PAZIENTE ANZIANO
Dario Giuliano (Napoli)
Presiede: Gian Paolo Ceda (Parma)
AUDITORIUM
16.00-16.30 LETTURA
PREDICT (Increasing the Participation of the Elderly in Clinical Trials): MIGLIORARE STATO DI SALUTE E QUALITÁ DI VITA DEGLI ANZIANI
Antonio Cherubini (Perugia)
Presiede: Gian Franco Gensini (Firenze)
AUDITORIUM
16.30-17.00 LETTURA
IL SISTEMA RANK/RANKL/OPG COME NUOVO BERSAGLIO TERAPEUTICO NELL´OSTEOPOROSI
Giancarlo Isaia (Torino)
AUDITORIUM
17.00-17.30 LETTURA
LE POLMONITI DEL PAZIENTE ANZIANO
Renzo Rozzini (Brescia)
Presiede: Giorgio Annoni (Monza)
AUDITORIUM
17.30-18.15 MINI SIMPOSIO
INTEGRAZIONE NUTRIZIONALE: VANTAGGI E LIMITI
SALE VARIE 17.00-18.00/18.30
Comunicazioni Orali e Simposi Monotematici
 
SABATO 4 DICEMBRE 2010
AUDITORIUM
8.30-10.00 SIMPOSIO aperto a medici e infermieri
TRANSIZIONE TERRITORIO-OSPEDALE E OSPEDALE-TERRITORIO
AUDITORIUM
10.00-11.30 SIMPOSIO aperto a medici e infermieri
DISTURBI DEPRESSIVI NELL´ANZIANO: SPECIFICITA´ CLINICA E DI CONTESTO
AUDITORIUM
11,30-13,30 SIMPOSIO aperto a medici e infermieri
Gruppo di Studio SIGG ″La cura nella fase terminale della vita″
LE CURE PALLIATIVE IN GERIATRIA: LA SEDAZIONE TERMINALE?
AUDITORIUM
Premiazioni Giovani Soci SIGG
Premio Anziani IN Immagini
Chiusura del Congresso

11° Corso Infermieri

″QUALITÁ, CONTINUITÁ E COMPLESSITÁ NELL´ASSISTENZA ALL´ANZIANO″
Firenze, Palazzo degli Affari 2-4 dicembre 2010
 
PROGRAMMA PRELIMINARE
 
GIOVEDÍ 2 DICEMBRE 2010
14.00-14.30
Saluto del Presidente della SIGG e del Coordinatore della Sezione Nursing
14.30-15.00 Lettura
QUALITÁ, CONTINUITÁ E COMPLESSITÁ NELL´ASSISTENZA ALL´ANZIANO
Ermellina Zanetti (Brescia)
15.00-17.45
QUALITÁ DELL´ASSISTENZA E DELLA VITA NEI SERVIZI RESIDENZIALI
18.00-19.00
Riunione degli iscritti alla Sezione Nursing
 
VENERDÍ 3 DICEMBRE 2010
9.00-10.45
ANZIANI E OSPEDALE: OBIETTIVO QUALITÁ
10.45-13.30
CONTINUITA´ ASSISTENZIALE: IL VALORE AGGIUNTO
12.30-13.30
Sessione poster con discussione
14.30-16.30
VALUTARE LA COMPLESSITÁ: QUALI INDICATORI?
16.45-18.00
Comunicazioni orali
 
SABATO 4 DICEMBRE 2010
PALAZZO DEI CONGRESSI - AUDITORIUM
AUDITORIUM
8.30-10.00 SIMPOSIO aperto a medici e infermieri
TRANSIZIONE TERRITORIO-OSPEDALE E OSPEDALE-TERRITORIO
AUDITORIUM
10.00-11.30 SIMPOSIO aperto a medici e infermieri
DISTURBI DEPRESSIVI NELL´ANZIANO: SPECIFICITA´ CLINICA E DI CONTESTO
AUDITORIUM
11,30-13,30 SIMPOSIO aperto a medici e infermieri
Gruppo di Studio SIGG ″La cura nella fase terminale della vita″
LE CURE PALLIATIVE IN GERIATRIA: LA SEDAZIONE TERMINALE?

6° Corso per Psicologi

″PSICOLOGIA DELL´INVECCHIAMENTO: DALLA VALUTAZIONE ALL´INTERVENTO″
Firenze, Palazzo degli Affari, 2-3 dicembre 2010
 
PROGRAMMA PRELIMINARE
 
GIOVEDÍ 2 DICEMBRE 2010
9.00-13.00
Saluti della Presidente dell'Ordine degli Psicologi e del Presidente SIGG
Prima Sessione
PREVENZIONE E QUALITA´ DI VITA DELL´ANZIANO
Seconda Sessione
L´HABITAT E IL SUO RUOLO PSICOLOGICO
Sessione Poster
14.00-18.30
Terza Sessione
VISSUTI NEI DISTURBI PSICOPATOLOGICI DELL´ANZIANO
Quarta Sessione
TAVOLA ROTONDA
TERAPIA FARMACOLOGICA E NON: INCONTRI O SCONTRI?
 
VENERDÍ 3 DICEMBRE 2010
9.00-13.00
Quinta Sessione
CARICO ASSISTENZIALE E STRATEGIE DI INTERVENTO
Sesta Sessione
TRA CLINICA E RICERCA

9° Corso di Riabilitazione

″LA RIABILITAZIONE NELLE STRUTTURE RESIDENZIALI″
Firenze, Palazzo degli Affari, 2-3 dicembre 2010
 
PROGRAMMA PRELIMINARE
 
GIOVEDI 2 DICEMBRE 2010
14.00-18.30
L´EPIDEMIOLOGIA DELLA DISABILITÁ NELLE STRUTTURE RESIDENZIALI
IL PROGETTO DI STRUTTURA: RUOLO E FUNZIONE DELLA RSA NELLA RETE DEI SERVIZI PER L´ANZIANO
LA VALUTAZIONE DEGLI ESITI NEL ″LONG-TERM CARE″
IL PROGETTO RIABILITATIVO INDIVIDUALE ED IL RUOLO DELLE DIFFERENTI FIGURE PROFESSIONALI
 
VENERDÍ 3 DICEMBRE 2010
9.00-13.00
DOLORE E DISABILITÁ: IL RUOLO DEL FISIOTERAPISTA
LA RIABILITAZIONE ″MOTORIA″
I DISTURBI COMPORTAMENTALI ED IL LORO TRATTAMENTO
LA TERAPIA OCCUPAZIONALE
14.00-18.30
LE TERAPIE RIABILITATIVE ″COMPLEMENTARI″: ARTE TERAPIA E MUSICOTERAPIA
IL PAZIENTE ONCOLOGICO
VALUTAZIONE E CRITERI PER LA PRESCRIZIONE DEGLI AUSILI
PRESENTAZIONE E DISCUSSIONE DI CASI

5° Corso per Assistenti Sociali

″RISORSE E POTENZIALITÁ DEL SERVIZIO SOCIALE PER VALORIZZARE CAPACITÁ E RESPONSABILITÁ NEL PRENDERSI CURA″
Firenze, Palazzo degli Affari, 2-3 dicembre 2010
 
PROGRAMMA PRELIMINARE
 
GIOVEDÍ 2 DICEMBRE 2010
9.00-13.00
Saluti e introduzione
Marco Trabucchi - Tiziano Vecchiato - Silvana Tonon Giraldo
Prima sessione
AZIONI DI VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DELL´ADULTO E DELL´ANZIANO COME RISORSA SOCIALE
Contributi preordinati
Discussione
14.00-18.30
Seconda sessione
INTERVENTI TEMPESTIVI PER CONTRASTARE IL RISCHIO E LA FRAGILITÁ
Contributi preordinati
Discussione
 
VENERDÍ 3 DICEMBRE 2010
9.00-13.00
Terza sessione
AZIONI FINALIZZATE A PRENDERSI CURA, VALORIZZANDO E PROMUOVENDO LE CAPACITÁ DELL´ANZIANO NON AUTOSUFFICIENTE NEL SUO SPAZIO DI VITA
Contributi Preordinati
Discussione
14.00-18.30
Quarta sessione
Tavola Rotonda
VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI, NELLA PROSPETTIVA DEL RICONOSCIMENTO DEI CREDITI FORMATIVI
Conclusioni e proposte per il 2011

Commenti alla lettera del Prof. Roberto Corrocher, Presidente del Collegio Colmed/09

La lettera del Neopresidente del COLMED/09 pubblicata sul Bollettino della SIGG (Maggio 2010), i documenti relativi alla didattica-formazione e all´assistenza riguardanti Medicina Interna e Geriatria e le diapositive della relazione del Presidente al recente congresso nazionale (pubblicate sul sito COLMED - http://www.colmed.it/news.interna.php?notizia=73) contengono punti rilevanti anche per la disciplina Geriatria e Gerontologia; essi richiedono commenti e precisazioni. Solo un terzo dei Docenti MED/09 risulta iscritto al COLMED/09: i motivi vanno ricercati anche nella scarsa evidenza di quanto é stato fatto, in particolare per la Geriatria e la Medicina generale. Ció puó aver indotto la disaffezione, soprattutto nei giovani, di cui parla il Presidente. Gli obiettivi dei documenti recentemente inviati ai soci del COLMED/09 non sempre risultano chiari. Il programma didattico-formativo MED/09 da diffondere, da proporre e da implementare nei corsi di laurea delle Facoltá mediche ha dimensioni eccessive e scarsa immediatezza - ci si puó chiedere quale lettore raggiungerá la fine del documento! Altri punti negativi dello stesso sono la didattica della medicina di comunitá (chi la insegna?) - notoriamente appartiene a settore scientifico-disciplinare diverso dal MED/09 - e della striminzita Geriatria (non sembra proprio applicabile al 40% delle SDO ospedaliere!). Si legge poi che ″La pandemia dell´anziano é l´emergenza della complessitá″: questa affermazione cancella di fatto la Geriatria. Dubito che la ″medicina interna sia la specialitá della complessitá″; la complessitá in Geriatria fa riferimento soprattutto alla gestione dell´anziano affetto da variabile disabilitá dal territorio alle cure integrate, fino alle cure palliative; essa si realizza in diversi setting (continuitá assistenziale, cure coordinate): non sono certamente questi i contenuti della medicina interna!
L´affermata ridotta capacitá metodologica del futuro medico di fronte al malato é una realtá; é stata provocata dalle incerte proposte formative, basate su schemi poco qualificati soprattutto in rapporto alla tipologia del piú probabile paziente. Gli obiettivi formativi, oltre ai tradizionali skills, non sono stati aggiornati; lo si puó fare agevolmente se dopo averli accuratamente selezionati, saranno inseriti in una corretta cartella clinica informatizzata che, prima o poi, dovrá essere utilizzata sia nella pratica medico-sanitaria che nella didattica clinica qualificata. L´apporto della medicina accademica in questo fondamentale settore é stato minimale (la medicina interna si é emarginata); la cartella informatizzata oltre a rappresentare una guida didattica, potrebbe migliorare la qualitá delle cure e la sicurezza dei pazienti (si pensi agli errori medici e alle interazioni farmacologiche). Non basta inserire nella cartella tradizionale il test di Barthel per definire la prevalenza della disabilitá nei ricoverati in ospedale: solo la valutazione multidimensionale geriatrica consente al medico ed all´infermiere di redigere un piano terapeutico adeguato. Non so dove, quando e come la medicina di comunitá (anche come letteratura scientifica) si é occupata della continuitá delle cure (di solito essa fa riferimento all´assistenza 24 ore su 24, che é concetto molto diverso soprattutto in termini di qualitá delle cure e dell´assistenza).
Il problema formativo é agganciato alla questione assistenziale: é storia l´errata decisione della medicina interna di ″rinunciare″ alla medicina emergenza-urgenza che fa parte del MED/09; pochi Docenti di questo settore hanno responsabilitá assistenziali specifiche nei pronti soccorsi degli ospedali, punti cruciali del servizio sanitario nazionale. Ancor piú grave la rinuncia ad insegnare la medicina territoriale, in particolare la medicina generale: questa ha il compito di realizzare la prevenzione e la salute del cittadino ricorrendo alla educazione sanitaria e proponendo corretti stili di vita: la didattica della medicina generale é stata addirittura delegata (dalle Facoltá mediche e con il placet dei Docenti MED/09 e del COLMED/09) al medico di famiglia che é diventato di fatto Docente autodidatta di medicina generale (che é disciplina MED/09).
Questo doloroso argomento é stato sottovalutato soprattutto ora in cui si parla di crisi numerica (e di qualitá?) dei medici di famiglia (che fra l´altro si qualificano con un corso non universitario triennale di formazione specifica in Medicina generale); i medici di famiglia sarebbero 46478 su un totale di ben 332834; nei prossimi 15 anni 3 medici di famiglia su 4 andranno in pensione e non si capisce come saranno rimpiazzati; dei 6700 circa neolaureati in Medicina e Chirurgia ben pochi scelgono la medicina generale; circa 5000 sono destinati alle scuole di specialitá. Non si puó ignorare che le buone Facoltá mediche europee hanno un Dipartimento di cure primarie e di scienze della salute con Docenti universitari e non: in Italia no.
Se i giovani medici ″non sanno piú visitare i loro pazienti, né affrontare i malati del territorio″ dipende della distorta impostazione dei problemi formativi del corso di laurea; questi hanno sottovalutato l´invecchiamento della popolazione (non si tratta di pandemia) con emergenza di patologie di lunga durata, suscettibili di prevenzione anche non farmacologica, che spesso esitano in disabilitá richiedendo allora la long-term care per curare con appropriatezza e per evitare ripetuti, impropri ed inutili ricoveri ospedalieri. Anche il COLMED/09 dovrebbe chiedersi chi (medici ed infermieri) cura i 200.000 anziani ospiti di strutture protette o RSA e con quale preparazione specifica e con quali risultati? Il problema delle cure intermedie non é stato affrontato dalla Facoltá di Medicina (e dal COLMED) come avrebbe dovuto anche per il necessario coinvolgimento dei corsi di laurea per infermieri e per fisioterapisti: questa protratta dimenticanza-omissione é un caso tipico di ageismo.
Quale ruolo negativo ha avuto il Corso di laurea di Medicina e Chirurgia nel creare il disastro (delineato dal prof. Corrocher) che richiede il riposizionamento della medicina interna (e della geriatria) nel servizio sanitario di oggi? Le decisioni sanitarie sono state prese spesso senza tener conto delle richieste della medicina interna accademica, sempre deboli, settoriali e divise; questo é vero soprattutto per la Geriatria che in questi ultimi decenni ha avuto un´espansione numerica nei servizi ospedalieri e non, anche se spesso questi sono gestiti da non-geriatri. Il riposizionamento della medicina interna accademica é un obiettivo difficile: sono necessari obiettivi minimi ed irrinunciabili descrivendoli in dettaglio. I Geriatri docenti per esempio vorrebbero e dovrebbero curare, insegnare e fare ricerca negli ambiti dove si trovano gli anziani.
A proposito della revisione dell´iter formativo, non mi sembra che i documenti prodotti dal COLMED/09 possano affrontare adeguatamente i problemi reali.
Ricordo il Minimum Geriatric Competencies ( http://www.geriatria.unimo.it/doc/MINIMUM20%GERIATRIC%20COMPETENCIES.doc) come esempio di qualificata semplicitá del programma didattico della disciplina Geriatria nel corso di laurea. Sarebbe giunto il momento che, come in altre nazioni europee, i Docenti MED/09 operino (didattica, ricerca ed assistenza) anche in centri di cure primarie (accademic community health centers - in Italia sono stati ipotizzati i Nuclei di cure primarie; oppure le RSA d´insegnamento), finalmente fuori dall´ospedale. In tali centri si realizzerá la didattica formativa delle procedure medico-assistenziali necessarie ad un buon servizio sanitario basate sulla prevenzione, promozione della salute, corretta prescrizione dei farmaci e reazioni avverse, sicurezza del paziente (che non é soltanto un problema medico-legale), valutazione della qualitá delle cure, biodemografia, rapporti con l´ospedale e gli altri setting curativo-assistenziali, continuitá delle cure, attenzione alle traiettorie della prestazioni fisiche e mentali degli anziani assistiti. Sono questi i problemi reali della sanitá che vuole farsi carico della popolazione anziana......
Le Facoltá mediche devono proporre alle AUSL la disponibilitá di Centri territoriali e/o di RSA per esigenze didattico-formative e anche di ricerca: una struttura opportunamente attrezzata, in collaborazione con l´AUSL, per ogni Facoltá (da gestire con le modalitá previste per i reparti ospedalieri) é il presupposto per affrontare e migliorare la preparazione dei futuri medici in questo settore tanto dimenticato.
Non si deve dimenticare che recentemente in occasione di un incontro fra Governo e Regioni é stato detto autorevolmente che ″le misure di riorganizzazione e di razionalizzazione dell´assistenza ospedaliera debbano necessariamente accompagnarsi ad estesi, complessi e costosi interventi di rafforzamento dei servizi territoriali, di natura residenziale, ambulatoriale e domiciliare, inclusi quelli convenzionalmente attribuiti al settore socio-sanitario″ (Errani V, Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni). Non so cosa vorrá o potrá proporre la Medicina Interna accademica su questo delicato ed inevitabile passaggio, considerando la sua storica idiosincrasia per tutto quello che é extraospedaliero.
L´anagrafe scientifica é fondamentale per definire il profilo del Docente MED/09; il Docente clinico (é il caso del MED/09) non fa solo ricerca, ma deve trasmettere allo studente la capacitá di affrontare i problemi del malato: anamnesi, colloquio, esame obiettivo, uso delle tecnologie al letto del malato, cartella clinica informatizzata; non sono questi aspetti secondari del profilo del Docente universitario clinico.
Il COLMED/09 dovrebbe cercare di proporre anche questi fondamentali elementi di giudizio nell´anagrafe in modo che per il profilo del Docente MED/09 non si basi sugli stessi criteri del Docente del settore biologico (come in realtá é): troppi Docenti clinici hanno curricula prevalentemente biologici e non possono pertanto essere ritenuti buoni Docenti di medicina interna (e soprattutto di Geriatria) avendo praticato in modo generico, insufficiente e sporadico l´assistenza e la didattica.
Gianfranco Salvioli  

European Academy for Medicine of Aging (EAMA)

Comunicazione da parte del Prof. Bernabei
Con la presente sono a chiederVi di segnalarmi (dead line 15 settembre 2010) qualche promettente ricercatore (accademico/IRCCS/ospedaliero) intorno ai 35 anni (e comunque che non superi i 45 anni) per la partecipazione ad una importante iniziativa organizzata dall'European Academy for Medicine of Aging (EAMA).
A partire dal prossimo gennaio 2011 l'EAMA ha in programmazione un corso che prevede 4 settimane di studio intensivo da svolgere nell'arco di due anni (ultima settimana di gennaio, ultima settimana di giugno).
Il corso, che si avvia a diventare un Master (in Francia é richiesto per intraprendere la carriera accademica), é rivolto a membri dei dipartimenti di geriatria, ad insegnanti universitari che vogliono intraprendere la carriera di geriatra, a ricercatori e a giovani universitari che lavorano in campi come medicina interna, biologia etc che comunque sono coinvolti nello studio dell'invecchiamento e nella cura delle persone anziane.
Il board é formato da C. Sieber (Germania), A. Benetos (Francia), R. Kressig (Svizzera), K. Pitkala (Finlandia), T. Van der Kammen (Olanda), T. Nikolaus (Germania) e da me. Resto in attesa di Vostre indicazioni e di un breve CV che vi prego inoltrare a Gianna Fé (giannafe@sigg.it ). Prerequisito é la conoscenza dell'inglese. Fluente!
Roberto Bernabei

BOLLETTINO NURSING

Restare Accanto
Ermellina Zanetti
Coordinatore Sezione Nursing SIGG
Gruppo di Ricerca Geriatrica Brescia

"Tempo fa mi é capitato di leggere la cartella clinica di una signora anziana, ricoverata nell´unitá operativa di medicina per l´ennesimo episodio di insufficienza respiratoria acuta in paziente con esiti di mastectomia destra per adenocarcinoma e metastasi polmonari. La signora, come tanti vecchi, aveva una serie di patologie, accuratamente registrate nell´anamnesi e i suoi giorni di degenza erano dettagliatamente descritti nel diario medico e in quello infermieristico: i parametri vitali, la saturazione dell´ossigeno, lo stato di coscienza, regolarmente rilevati. Le sue condizioni sono rapidamente peggiorate e nel diario medico dell´ultimo giorno compare l´informazione che la paziente, perfettamente lucida e consapevole, rifiuta di essere trasferita in terapia intensiva e di essere ventilata meccanicamente e che la sua volontá, considerata la terminalitá delle condizioni cliniche, sará rispettata. Nel diario infermieristico dello stesso giorno viene registrata l´informazione relativa alla criticitá delle condizioni della paziente. Dopo qualche ora, su entrambi i documenti, quella frase, che mi ha da sempre colpito, per la sua crudezza e la sua freddezza ″si constata il decesso″.
E l´assenza, l´assenza di informazioni che potessero dar conto delle sfumature umane presenti in quella drammatica situazione: la signora era consapevole che il suo rifiuto alle cure intensive l´avrebbe condotta alla morte? Aveva paura? Poteva parlarne con qualcuno? E la sua famiglia, i suoi amici cosa ne pensavano? E i colleghi che le erano accanto, che si prendevano cura del suo corpo, che vigilavano sulle modificazioni dei riferimenti ″biologici″ cosa pensavano? Cosa sentivano?″(Iannelli, 2010)1
Questo l'incipit di un percorso attivato dal Collegio infermieri della Provincia di Brescia per stimolare tra gli infermieri il dibattito sulle cure di fine vita.
Il momento della morte vede spesso la presenza dell'infermiere negli ambiti e nei luoghi piú diversi: l'ospedale, la casa del paziente, la casa di riposo, l'hospice. Sappiamo come dobbiamo comportarci, quali procedure dobbiamo attuare, con quali colleghi collaborare, ma poco condivise sono le emozioni, i pensieri, i dubbi, che impregnano questo momento. Stare vicino, stare accanto é parte essenziale dell'assistenza infermieristica soprattutto quando l'altro vive il dolore, la sofferenza, l'angoscia. Ma stare accanto, esserci, non é indolore nemmeno per noi; emerge la difficoltá, il disagio, il ″non trovare le parole″.
Non é stato facile convincere i colleghi ad abbandonare la sicurezza delle ″cose che sono da fare″ per raccontare dubbi, paure, sentimenti.
Nei contributi che seguono, e che con altri saranno oggetto di pubblicazione sulla rivista organo ufficiale del Collegio, l'esperienza faticosa del limite, del non ″c'é piú nulla da fare″, si trasforma in un'opportunitá di crescita e di vicinanza che va oltre la dimensione professionale e rivela la ricchezza dello stare accanto, del rendere possibile anche un ultimo desiderio.
1 Anna Maria Iannelli . Una premessa. Tempo di Nursing ; 57(1): in press

L´ultimo desiderio
Antonella Pastori2
Azienda Ospedaliera ″Spedali Civili″ - Presidio Montichiari, Brescia
Era un paziente di 75 anni a cui era stato diagnosticato un tumore maligno con metastasi ossee. Era ricoverato da oltre 20 giorni. Le sue condizioni cliniche erano molto gravi e la prognosi era infausta.
Avevo conosciuto il paziente durante il primo ricovero in cui era stata riscontrata la patologia ed in quel periodo era stato molto difficile instaurare un rapporto con lui, in quanto si era chiuso ″a riccio″.
A distanza di pochi mesi fu ricoverato per la seconda volta, le sue condizioni si erano molto aggravate: era in fase terminale.
Ogni giorno, entrando nella sua stanza, mi soffermavo a conversare con lui, si parlava di un po' di tutto, delle sue esperienze di vita, del suo stato di salute, della morte e da queste conversazioni mi accorgevo che ne ricavava beneficio: la sua ansia diminuiva. Era molto sereno, eravamo tutti molto sorpresi del suo modo di ″vivere la malattia″: riusciva a vivere il tempo che gli rimaneva molto intensamente. Ogni volta che si entrava nella sua camera sapeva donare un sorriso faceva un complimento e si accorgeva dei piccoli dettagli; ad esempio, ricordo che un giorno notó i miei nuovi orecchini di perla.
Le sue condizioni cliniche peggioravano ogni giorno, si percepiva la sua sofferenza anche dal tono della sua voce.
I medici avevano prescritto di non farlo piú alzare dal letto, poiché il rischio di fratture patologiche era molto elevato, gli somministravamo la morfina ad orario, ma ogni movimento gli provocava ormai molto dolore. La moglie era rimasta accanto a lui giorno e notte. Molto amorevolmente gli stava accanto e spesso gli teneva la mano. Ormai le ore erano contate ed anche il respiro era sempre piú flebile.
Una mattina, dopo che io e una collega lo avevamo lavato e posizionato, ci chiese di essere messo in piedi.
Erano ormai giorni che era allettato ed avevamo l'ordine dei medici di muoverlo con la massima cautela per evitare fratture. Gli spiegammo che sarebbe stato molto doloroso ed anche molto rischioso, ma il suo sguardo era deciso e determinato, ci chiamó per nome e ci disse: ″Vi prego voglio alzarmi, ho bisogno che mi aiutate ad alzarmi, é il mio ultimo desiderio″; la sua voce era ferma, il suo sguardo era fisso su di noi, non era un'imposizione ma una preghiera, una richiesta di aiuto.
Quello sguardo mi colpí profondamente, avevo instaurato un bellissimo rapporto con il paziente basato sulla fiducia e sulla sinceritá. Incrociai lo sguardo della collega, respirammo profondamente, sapevamo che era molto rischioso, la moglie era presente, lui continuava a guardarci, i suoi occhi cosí trasparenti imploravano un sí.
Acconsentimmo. I suoi occhi ci guardarono con gratitudine, ci sorrise, ci disse: ″Grazie… sapevo di potermi fidare, sapevo che non mi avreste tradito″.
Forse quello era il suo ultimo giorno e se quello era il suo desiderio, sentivo che aiutarlo a realizzarlo, era la cosa giusta da fare. Con la massima cautela iniziammo a mobilizzarlo come si muove un prezioso e fragile vaso di cristallo, avevo paura per lui, paura di fargli molto piú male di quanto non ne avesse giá. Nel suo sguardo c'era una luce, una grande emozione. Nessuna parola poteva essere opportuna in quel momento. Eravamo una al fianco destro ed una al fianco sinistro per sorreggerlo, una volta raggiunta la posizione eretta sorrise ad entrambe lasció le nostre braccia, guardó la moglie che era di fronte a lui e la strinse a se abbracciandola intensamente con tutto l'amore possibile. Le lacrime scendevano dai suoi occhi, dagli occhi della moglie, da quelli della mia collega e dai miei. Non so quanto duró questo abbraccio, fu un momento molto intenso, molto emozionante. Poi guardó la moglie negli occhi e disse: ″Grazie per tutto quello che hai fatto per me, grazie per tutti i giorni che mi sei stata vicina″ In silenzio e con la massima cautela lo aiutammo a sedersi, perché le forze lo stavano abbandonando, e a rimettersi a letto. Ci ringrazió, e ci disse che era l'ultima cosa che desiderava fare e che ora era veramente sereno. Il giorno dopo ci lasció. Non potró mai dimenticare questo paziente: mi ha insegnato che ognuno di noi deve vivere come se ogni istante fosse l'ultimo e vivere come se non dovessimo morire mai.
2 Antonella Pastori . L'ultimo desiderio. Tempo di Nursing; 57(1): in press

Cosa ne sará di lei
Adele Rovati3
Demenza a corpi di Lewy: la diagnosi non é arrivata subito, ma dopo un paziente lavoro di incasellamento di sintomi e segni, ma, al contrario, la malattia é evoluta rapidamente.
Luglio 2002
La prima caduta accidentale ″importante″ perché mette tutti in allarme. E' notte, ha necessitá di andare in bagno, si alza come sempre e cade. Risultato: un grande spavento e una frattura di femore: ″Come é successo?″ ″Non lo so, non trovavo il pavimento. Qualcuno l'ha spostato, forse la signora bionda″ ″!?!″ e a seguire una serie di ipotesi e la mente che richiama alla memoria episodi liquidati come stranezze o banali dimenticanze: le luci accese di giorno, il pane dimenticato sul davanzale, la cucina in disordine (lei cosí precisa e ordinata), l'abbigliamento non sempre appropriato, i discorsi sempre piú futili, lo stesso piatto -wuster in padella- cucinato per giorni e giorni (con i rimbrotti del marito e la gioia dei nipoti cui non dispiaceva affatto), qualche caduta accidentale senza conseguenze e con conseguenti esami del sangue, controllo pressione, ECG, visita dall'ortopedico, dal cardiologo. Ha 70 anni Gemma e l'intervento conseguente alla frattura di femore riesce perfettamente, ma la ripresa é lentissima: dopo 5 giorni a letto sembra non ricordare come si cammina, la fisioterapista insiste, ma lei si distrae, piange, vuole la mamma… Le allucinazioni visive sono frequenti e la spaventano, a volte si rannicchia nel letto con gli occhi chiusi e non li riapre per ore. Un lungo periodo in riabilitazione e poi il ritorno a casa. La situazione di Gemma sembra migliorare, ma é solo per poco.
Aprile 2004
Inesorabile la malattia erode la sua capacitá di giudizio con conseguenze disastrose sulle sue capacitá di gestire la casa e se stessa. Il marito ce la mette tutta per sostenerla, sostituirla, accudirla. La sorte le porta via anche lui: tumore del pancreas. I medici gli danno 6 mesi di vita, lui ne vive 9 con la tenacia e la determinazione di chi non sa, ma comprende, che tante cose sono ″per l'ultima volta″. Le sue montagne, la passione per la fotografia, l'amore per la moglie, i suoi nipoti, la sua famiglia. A 70 anni compiuti da pochi giorni, in una meravigliosa domenica di aprile, una di quelle in cui avrebbe chiesto alle figlie due o tre ore di libertá dalla cura/sorveglianza della moglie per salire sulle sue amate montagne, chiude per sempre i suoi occhi azzurri e curiosi. Il suo ultimo pensiero é per Gemma che mi affida perché da ora in poi, io figlia maggiore e per di piú infermiera, ne abbia cura.
Non mi perdo d'animo, so muovermi in questo mondo sconosciuto ai piú, ma per me fortunatamente noto nei suoi meccanismi e nelle sue regole: la ricerca di una badante, l'attivazione della fornitura dei pannoloni (la mamma dopo la morte di papá peggiora di giorno in giorno), l'adattamento della casa perché la mamma possa muoversi con sicurezza. A giorni sereni si alternano giornate burrascose: la mamma accusa la badante di improbabili furti (il cappotto di seta, l'acqua della pentola). La televisione diventa una fonte di terribili allucinazioni, ogni lettera recapitata dal postino é una grave minaccia: é agitata, dorme poco e tutti i suoi tentativi di alzarsi da sola esitano in rovinose cadute. Diventiamo clienti fissi del pronto soccorso per radiografie di controllo e suture. E' necessario contenerla. Per me é uno smacco legare la mamma: ogni volta é un colpo al cuore.
Settembre 2005
Lentamente, ma inesorabilmente perde la capacitá di camminare. Solo pochi passi, sempre piú incerti e confusi. Le sue giornate sono un alternarsi di letto e poltrona. Poi, terribile, compare la disfagia. Perde peso, i movimenti spontanei sono sempre piú ridotti dalla malattia e dalla terapia per ridurre le frequenti e disturbanti allucinazioni. Si rende necessario intervenire per evitare le lesioni da decubito. Non mi perdo d'animo: fornitura di letto ospedaliero e materasso antidecubito per il letto e cuscino antidecubito per la poltrona. Insegno alla badante a mobilizzarla, a controllare almeno tre volte al giorno le zone a rischio. E' brava, Lucia, si alza anche di notte per mobilizzare la mamma, mette le crocette sull'apposito modulo e mi manda SMS per rassicurarmi che tutto é ok. Ma accade qualcosa di imprevisto: per una intera notte il materasso non funziona. Qualcuno ha erroneamente spento l'interruttore del compressore che immette aria nel materasso. Lucia non se ne accorge e il danno é fatto: compare una lesione da decubito. Era inevitabile. La mamma é magra, fatichiamo ad alimentarla, ha giá avuto una polmonite ab ingestis. Penso alla possibilitá di inserire una PEG. Servirá, mi chiedo, a migliorare la sua situazione? Non voglio rispondere a questa domanda, per farlo dovrei pormi il problema della prognosi. Non me lo ero ancora posto. La necessitá di organizzare l'assistenza giorno dopo giorno ha assorbito tutte le energie. O forse é solo paura di un pensiero che voglio ad ogni costo allontanare. Rimando. Pochi giorni, poi la situazione precipita. La collega del servizio di assistenza domiciliare che durante la settimana provvede alla medicazione delle lesioni da decubito (che nel frattempo sono diventate tre) consentendomi di lavorare, mi chiama allarmata. Nel posizionare dalla poltrona al letto Gemma per provvedere alla medicazione, é comparsa cianosi distale, il respiro é rantolante. Chiamo il 118 e mi precipito al Pronto soccorso: un tragitto di 15 lunghi minuti in cui la richiesta di mio padre ″Prenditi cura della mamma″ pesa come un macigno. Quel pensiero sul cosa ne sará di lei si propone prepotente. Cosa accadrá adesso? Cosa devo dire, fare? Ho sentito dire tante volte alla mamma di fronte a situazioni disperate ″Se saró io cosí lasciatemi andare.″ Ricordo che dopo una visita alla sorella ricoverata in terapia intensiva era tornata a casa sconvolta: ″Meglio morire in pace″ ripeteva a tutti noi. E io a spiegare che dipende dalla prognosi: se é buona é necessario un intervento intensivo. E lei a ripetere ″Meglio morire in santa pace!″.
Certo é cosí, dipende dalla prognosi, mi ripetevo in quel tragitto che sembrava non finire mai. Che prognosi ha la mia mamma? Una malattia devastante, progressiva e irreversibile, per la quale non vi é cura, é disfagica, ha tre lesioni da decubito insorte nonostante la frequente mobilizzazione e che non danno segni di miglioramento…
Decido: chiederó che sia fatto tutto il necessario perché non soffra, ma niente accanimento.
Arrivo. Mi fanno entrare nella saletta del Pronto soccorso dove quattro persone di verde vestite si danno un gran da fare attorno a lei che su quel lettino, pure lui rivestito di verde, sembra ancora piú pallida, emaciata. Incrocio il suo sguardo: mi guarda. Ma come mamma sono giorni che non sembri guardare piú nulla, mesi che non mi riconosci e mi chiami con tutti i nomi possibili (compreso quello del cane, Lily, che avevamo quand'ero bambina) e adesso mi guardi con due occhi imploranti!?! Cosa vuoi dirmi mamma, cosa vuoi che faccia, che dica a questi medici, infermieri che si stanno preoccupando di sostenere il tuo debole respiro? Io che conosco la tua storia, a cui mi sei stata affidata da papá perché di te avessi cura, piccolo saldo di un grande debito di riconoscenza per avermi donata la vita, di fronte ai tuoi occhi sono smarrita. Taccio e lascio fare.
Dopo due ore, anch'io bardata di verde, ti sono accanto in terapia intensiva. E' un pulsare di suoni e di luci attorno a te. Non manca nulla: catetere venoso centrale, catetere vescicale, cardiomonitor, saturimetro. Non sei intubata, ma quasi nascosta da una maschera per l'ossigeno. Mi fissi con quegli occhi imploranti. Stai tranquilla mamma, stai tranquilla.
Dopo due giorni la situazione é stabile ″Satura bene″ dice il rianimatore e ti trasferisce in reparto. I tuoi occhi sono chiusi. Non li riaprirai mai piú. Dieci lunghi giorni con accanto Lucia e le mie due sorelle, a turno, e altrettante notti con me. Un tempo sufficiente per pensare cosa ne sará di te, cercando di non confondere la prognosi con la speranza. Ti idratano e ti nutrono con le infusioni: mal sopporti quel carico di liquidi. Ti scompensi con facilitá. Prima un blocco renale, poi una grave tachiaritmia. Entri in coma. I medici mi comunicano che non ritengono opportuno intervenire con terapie aggressive, non le sopporteresti e non ti gioverebbero a nulla. Chiedo che ti siano risparmiate ulteriori sofferenze. Sono d'accordo. Pochi giorni, immobile in quel letto dove ti ho guardata a lungo: quante rughe su quel volto, su quella fronte dietro la quale chissá quali pensieri. Dove sei mamma? Mi sembri cosí lontana, inafferrabile, la tua vita in un flebile respiro. Poi piú nulla. Un sincero ringraziamento al Presidente Dottor Stefano Bazzana, ai colleghi Consiglieri del Collegio Infermieri di Brescia e alla Dottoressa Anna Maria Iannelli coordinatore della commissione che cura la redazione della Rivista ″Tempo di nursing″ sulla quale i due articoli saranno pubblicati nel numero speciale dedicato alle cure di fine vita di prossima pubblicazione.
3 Adele Rovati . Cosa ne sará di lei. Tempo di Nursing 57(1): in press

Notizie dalle Sezioni Regionali

Sezione Sicilia
Si comunica che in data 9 Luglio 2010 si é riunito il Consiglio Direttivo della SIGG Sezione Sicilia per l'elezione delle cariche sociali valide per il triennio 2010-2013.
Sono presenti il Prof. Domenico Maugeri, Presidente uscente, il Prof. Giovanni Fradá, il Dott. Ferdinando D'Amico ed il Dott. Michele Trimarchi, quali consiglieri eletti, ed il Sig. Mosé Cirino Ossino quale eletto rappresentante Sezione Nursing.
Viene eletto all'unanimitá per il prossimo triennio nella carica di Presidente il Prof. Giovanni Fradá, il quale accetta e designa quale Segretario per il medesimo periodo il Dott. Antonino Santangelo.
Si comunica alla Segreteria Nazionale per gli usi statutari.
Il Segretario
Antonino Santangelo

Notizie dai Soci

STIMOLAZIONE MAGNETICA E MIGLIORAMENTO DEL LINGUAGGIO NEI PAZIENTI CON MALATTIA ALZHEIMER.
UNA PRESTIGIOSA RIVISTA PUBBLICA I RISULTATI DI UNA RICERCA ITALIANA

Un altro traguardo importante nella ricerca per l'intervento non farmacologico sui malati di Alzheimer é stato raggiunto in Italia: attraverso uno stimolatore magnetico accostato alla testa, é stato possibile migliorare il linguaggio di pazienti affetti da tale patologia. La sperimentazione italiana, di recente pubblicata sulla prestigiosa rivista Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry, é stata condotta da ricercatori che operano presso l'IRCCS Centro S. Giovanni di Dio- Fatebenefratelli di Brescia e l'Universitá di Brescia. Nel corso di questo studio, che prevede l'impiego di una metodica innovativa e del tutto innocua che si avvale di onde elettromagnetiche, é stato possibile osservare un miglioramento dei problemi di linguaggio che affliggono pazienti con malattia di Alzheimer.
Durante questa ricerca i pazienti venivano sottoposti a stimolazione magnetica, in corrispondenza di un'area del cervello che governa diverse funzioni e tra queste la corretta comprensione di frasi (la corteccia prefrontale), ossia la parte piú anteriore del cervello, dell'emisfero di sinistra. Lo studio ha dimostrato che l'applicazione di sedute ripetute di stimolazione magnetica migliora l'abilitá di comprensione in pazienti con malattia di Alzheimer e che questo miglioramento si manteneva fino a tre mesi dall'inizio del trattamento. La ricerca é tuttora in una fase sperimentale, ma questi dati appaiono interessanti e promettenti e aprono la strada a nuovi studi sugli effetti terapeutico-riabilitativi della stimolazione magnetica transcranica nei pazienti con malattia di Alzheimer.
Orazio Zanetti
 
EUROPEAN GERIATRIC MEDICINE (EGM)
L'European Geriatric Medicine Society ha, da quest'anno, un suo organo ufficiale, rappresentato dalla rivista European Geriatric Medicine (EGM), che viene pubblicata da Elsevier.
Con sei numeri all'anno, EGM intende promuovere la cultura gerontologica e geriatrica in Europa, con articoli originali, revisioni, comunicazioni brevi, lettere, ecc. su tutti i temi centrali della disciplina, con estensione a campi affini (Medicina palliativa, Farmacologia, Gerotecnologia ed altri). La rivista servirá anche come vetrina e sede di dibattito per l'EUGMS.
I soci SIGG sono invitati a prendere visione del sito della rivista (http://www.elsevier.com/wps/find/journaldescription.cws_home/) e a sottoscrivere abbonamenti, individuali o istituzionali.
Mauro Di Bari

Pubblicazioni dei Soci

High Plasma Levels of Vitamin E Forms and Reduced Alzheimer´s Disease Risk in Advanced Age

Francesca Mangialasche, Miia Kivipelto, Patrizia Mecocci, Debora Rizzuto, Katie Palmer, Bengt Winblad and Laura Fratiglioni

Journal of Alzheimer's Disease 20 (2010) 1029-1037

Chi desidera l'articolo in PDF puó richiederlo alla Segreteria SIGG

CONGRESSI E CONVEGNI

Universitá degli Studi di Milano Fondazione IRCCS Ca' Granda
L´ANZIANO E LA CURA DELL´ANZIANO
Milano 18 settembre 2010
Responsabile Scientifico: Prof. Carlo Vergani
Segreteria organizzativa: AIM Group Milano
Tel 0256601.1 Fax 0256609045
www.aimgroip.eu/2010/geriatria
e-mail: geriatria 2010@aimgroup.eu
 
Associazione Alzheimer Uniti Roma, Centro Alzheimer della Fondazione Roma, Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria, Associazione italiana di Psicogeriatria
ALZHEIMER XII: L´OGGI E IL DOMANI
Roma 20 settembre 2010
Segreteria scientifica: Dott.ssa Federica Vitella, Dott.ssa M. Stefania Pinti
Tel/Fax: 06-588991 e-mail: info@alzheimeruniti.it
Segreteria organizzativa: INFORMA Tel. 06 5758926
 
Associazione Italiana Psicogeriatria
Universitá degli Studi di Perugia - Istituto di Gerontologia e Geriatria
7TH ANNUAL MEETING ″BRAIN AGING AND DEMENTIA″
NUTRITION AND COGNITION
Perugia, September 30 - October 1, 2010
Scientific Secretariat: Prof.ssa Patrizia Mecocci
Tel +390755783839 - Fax +390755733878 - mecocci@unipg.it
Organizing Secretariat: Promo Leader Service Congressi - PLS Group
Tel +390552462201 - Fax +390552462270 - aip@promoleader.com
 
EUROPEAN UNION GERIATRIC MEDICINE SOCIETY/ EUGMS
6TH CONGRESS
Dublin, 29th September - 1st October 2010
For general enquiries: Orla Cahalane Tel: +353 1 296 7250 - Fax: +353 1 296 8678
orlac@conferencepartners.ie - www.conferencepartners.ie
For scientific and abstract enquiries: Marian Hughes marian.hughes@amnch.ie
www.eugms2010.org
 
Societá Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa
III Congresso Nazionale
RIABILITAZIONE IN ETÁ GERIATRICA NELL´ERA DELLA PANDEMIA DELLA MULTIMORBILITÁ
Brescia 28-29 ottobre 2010
Segreteria Organizzativa: Koiné eventi Brescia
tel. 030-2002844 - fax: 030-2096783
info@koineeventi.com
 
Universitá degli Studi di Torino, Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni Battista Torino,
SIGG - Sezione Piemonte e Valle d'Aosta, GPG - Gruppo Piemontese di Geriatria
CRITICITÁ E PROBLEMATICHE TERAPEUTICHE
CARDIOVASCOLARI NELL´ANZIANO: L´IPERTENSIONE ARTERIOSA
Torino, 5 Novembre 2010
Segreteria Organizzativa: Comunicare, Torino
Tel. 0116604284 - eventiculturasalute@gmail.com
 
55° CONGRESSO NAZIONALE SIGG
INVECCHIAMENTO E LONGEVITÁ: PIÚ GENI O PIÚ AMBIENTE?
Firenze, 30 novembre - 4 dicembre 2010
11° Corso per Infermieri
″Qualitá, continuitá e complessitá nell´assistenza all´anziano″
Firenze 2-4 dicembre 2010
9° Corso di Riabilitazione
″La Riabilitazione nelle strutture residenziali″
Firenze 2-3 dicembre 2010
6° Corso per Psicologi
″Psicologia dell´invecchiamento: dalla valutazione all´intervento″
Firenze 2-3 dicembre 2010
5° Corso per Assistenti Sociali
″Risorse e potenzialitá del Servizio Sociale per valorizzare capacitá
e responsabilitá nel prendersi cura″
Firenze 2-3 dicembre 2010
Segreteria Scientifica: SIGG -Via G.C. Vanini 5 - 50129 Firenze
Tel.055474330 - Fax 055461217 e-mail: sigg@sigg.it - www.sigg.it
Segreteria Organizzativa: Pls group - www.plsgroup.it
Via della Mattonaia, 17 - 50121 Firenze
Tel: 0552462.428 Fax: 0552462.223
 
IAGG - International Association of Gerontology and Geriatrics
VII European Congress
HEALTHY AND ACTIVE AGEING FOR ALL EUROPEANS ″II″
Bologna, 14 - 17 aprile 2011
Segreteria Organizzativa: Pls group
Via della Mattonaia, 17 - 50121 Firenze
Tel: +39 055 2462.428 Fax: + 39 055 2462.223
iagg@promoleader.com - www.iaggbologna2011.com