Societá

Attivitá SIGG

Bollettino SIGG: Numero 1, Gennaio 2011


Direttore Responsabile
Nicola Ferrara

A cura di
Vincenzo Canonico
Tel. e fax 081 7464297
e-mail: vcanonic@unina.it

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Editoriale del Presidente

Guardando al futuro: una nuova opportunitá di riflessione sulla Geriatria
 
Il 28-29 Gennaio 2011 si é tenuta a Milano la prima edizione di "Horizon Scanning in Geriatria", evento formativo di nuova concezione coordinato da Niccoló Marchionni, Nello Martini e Marco Trabucchi nell'ambito della Sezione "Geriatria" di Accademia Nazionale di Medicina (http://www.accmed.net), con il patrocinio della SIGG.
Il programma allegato a questo numero del Bollettino - sottotitolato "nuove strategie, nuovi farmaci e ricadute assistenziali" - é stato articolato in cinque sessioni che hanno toccato aspetti futuribili, ma in una prospettiva non troppo distante, in ambito di Health Technology Assessment e di ricerca tecnologica e farmacologica innovativa in settori di assoluta rilevanza epidemiologica e clinica della Geriatria, quali alcune comuni malattie cardiovascolari (cardiopatia ischemica; valvulopatia aortica; fibrillazione atriale) e neoplastiche.
Ambiti nei quali sono stati presentati molti dati originali. Prima di tutto, su linee di ricerca in grado di dare, in una prospettiva di "mondo reale", informazioni sull'applicazione e sull'impatto di strategie di trattamento tecnologicamente avanzate, e di strategie di prevenzione primaria e secondaria nell'anziano, attraverso la utilizzazione di registri quali AMI-Florence, registro delle sindromi coronariche acute in area metropolitana fiorentina; ma anche per mezzo di database amministrativi (studio Salute e Benessere dell'Anziano, condotto da SIGG con Fondazione Sanofi- Aventis) che, collegati tra loro, forniscano misure di esiti primari (mortalitá; nuovi eventi; nuovi ricoveri) in relazione agli interventi, superando cosí i limiti di scarsa rappresentativitá dei trial clinici; e sono state discusse le ricadute attraverso le quali queste linee di ricerca possono contribuire ad affrontare gli "unmet clinical needs" della popolazione geriatrica, costruendo evidenze robuste che contribuiscano a battere l'ageismo ancora diffuso ed a fornire anche una valutazione economica - ma non grettamente economicistica - e di convenienza sociale e sanitaria degli interventi terapeutici nella popolazione anziana, nell'ottica della sostenibilitá per il sistema sanitario nazionale del Paese.Editoriale del Presidente
Guardando al futuro: una nuova opportunitá di riflessione sulla Geriatria Il 28-29 Gennaio 2011 si é tenuta a Milano la prima edizione di "Horizon Scanning in Geriatria", evento formativo di nuova concezione coordinato da Niccoló Marchionni, Nello Martini e Marco Trabucchi nell'ambito della Sezione "Geriatria" di Accademia Nazionale di Medicina (http://www.accmed.net), con il patrocinio della SIGG.
Il programma allegato a questo numero del Bollettino - sottotitolato "nuove strategie, nuovi farmaci e ricadute assistenziali" - é stato articolato in cinque sessioni che hanno toccato aspetti futuribili, ma in una prospettiva non troppo distante, in ambito di Health Technology Assessment e di ricerca tecnologica e farmacologica innovativa in settori di assoluta rilevanza epidemiologica e clinica della Geriatria, quali alcune comuni malattie cardiovascolari (cardiopatia ischemica; valvulopatia aortica; fibrillazione atriale) e neoplastiche.
Ambiti nei quali sono stati presentati molti dati originali. Prima di tutto, su linee di ricerca in grado di dare, in una prospettiva di "mondo reale", informazioni sull'applicazione e sull'impatto di strategie di trattamento tecnologicamente avanzate, e di strategie di prevenzione primaria e secondaria nell'anziano, attraverso la utilizzazione di registri quali AMI-Florence, registro delle sindromi coronariche acute in area metropolitana fiorentina; ma anche per mezzo di database amministrativi (studio Salute e Benessere dell'Anziano, condotto da SIGG con Fondazione Sanofi- Aventis) che, collegati tra loro, forniscano misure di esiti primari (mortalitá; nuovi eventi; nuovi ricoveri) in relazione agli interventi, superando cosí i limiti di scarsa rappresentativitá dei trial clinici; e sono state discusse le ricadute attraverso le quali queste linee di ricerca possono contribuire ad affrontare gli "unmet clinical needs" della popolazione geriatrica, costruendo evidenze robuste che contribuiscano a battere l'ageismo ancora diffuso ed a fornire anche una valutazione economica - ma non grettamente economicistica - e di convenienza sociale e sanitaria degli interventi terapeutici nella popolazione anziana, nell'ottica della sostenibilitá per il sistema sanitario nazionale del Paese.
Due sessioni sono state dedicate all'analisi del contributo che nuove tecnologie - farmacologiche e non farmacologiche - possono apportare alla cura del cardiopatico anziano piú fragile, rendendo possibile ció che sino a pochi anni fa appariva proibitivo o limite non valicabile: sviluppo ed applicazione clinica di nuovi anticoagulanti inibitori diretti della trombina (dabigatran; ximelagratan), a minor rischio di eventi emorragici a paritá di effetto protettivo contro il cardioembolismo; occlusione dell'auricola sinistra nella fibrillazione atriale permanente con controindicazioni alla terapia anticoagulante; sostituzione percutanea della valvola aortica nell'ultra80enne con comorbilitá, una condizione che - come riportato dalla European Society of Cardiology - viene quasi sistematicamente giudicata inoperabile anche dai centri cardiochirurgici di maggiore esperienza.
Sono stati poi discussi i vantaggi derivanti dall'applicazione di metodi di valutazione consolidati e caratterizzanti la Geriatria - VMD ed identificazione della fragilitá attraverso test di performance - nella guida di nuovi interventi terapeutici in oncologia, quali i farmaci biologici di sempre piú frequente e diffusa utilizzazione che, se pur progressivamente piú mirati ("magic bullets"), non sono scevri da effetti collaterali importanti, particolarmente ardui da prevedere nel paziente anziano con comorbilitá multiple e fragilitá.
"Horizon Scanning in Geriatria" ha premiato il non marginale impegno di innovazione sopportato in solido da SIGG e da Accademia Nazionale di Medicina con un dibattito estremamente vivace e ricco di contributi, ma ha visto un numero di partecipanti ridotto, con meno di 50 iscritti.
Nonostante questo solo parziale successo - peraltro, dobbiamo ricordarlo, di una prima edizione forse non adeguatamente pubblicizzata - sono convinto che questa formula sia valida. A testimonianza di questo mio convincimento, ritengo utile mettere a disposizione dei Soci SIGG gli slide kit presentati a Milano, attraverso un link protetto accessibile ai Soci in regola dal sito web della SIGG. Credo infatti che abbiamo bisogno di un evento di dimensioni contenute, che non sostituisca ma affianchi e integri il Congresso Nazionale, deliberatamente diretto a discutere sul futuro dei nuovi farmaci, delle nuove tecnologie e delle nuove modalitá gestionali utili all'assistenza al paziente anziano fragile. Questo evento potrebbe diventare una occasione annuale di formazione dei nuovi quadri dirigenti della nostra societá e di promozione di un loro rapporto di costruttiva collaborazione con l'industria e con gli organismi regolatori. In questa prospettiva, invito coloro che hanno partecipato alla prima edizione di "Horizon Scanning in Geriatria", ma anche i Soci che ne vedono solo ora il programma ed in particolare i membri del Consiglio Direttivo, a esprimere il loro parere e ad avanzare proposte per disegnarne al meglio la seconda edizione: la immagino come una "palestra di idee", dove si traccia il nuovo e ci si confronta con il mondo che innovazione deve generare, se non altro per generale regola di mercato.
 
Niccoló Marchionni
N. Marchionni

Ripartiamo dal Congresso

In risposta all'invito del Presidente di sottoporre proposte e considerazioni in merito al recente ″Horizon Scanning in Geriatria″, credo che questa sia una nuova iniziativa formativa su cui investire e far sí che diventi un appuntamento annuale di grosso prestigio per la SIGG. La mia idea é di riservarla ad un numero ristretto di partecipanti, eventualmente selezionati con criteri da stabilire, meglio se giá esperti, che in due giorni hanno la possibilitá di apprendere le ultime novitá in tema di ″nuove strategie, nuovi farmaci e ricadute assistenziali″ in geriatria. Si tratterebbe quindi di un evento unico, totalmente differente dai tanti presenti in giro, in grado di dare un vero aggiornamento ″al top″. Non dovrebbe essere un evento isolato, si potrebbe ipotizzare di dare un seguito nel corso dell'anno a questa formazione impegnando i partecipanti ″formati″ in eventi locali o nazionali, con il diretto coinvolgimento delle sezioni regionali. Una formazione di questo tipo ad un pubblico ″esperto″ motiverebbe anche i relatori ad una preparazione di alto livello, cosa che non sempre accade. E' ipotizzabile un evento fisso di formazione per ″esperti″ da affiancare alla scuola estiva per giovani geriatri, un grosso salto di qualitá per la SIGG. Analizzando in anteprima lo slide kit presentato dal Presidente, ottima anche l'idea di riservare la possibilitá di visione solo ai Soci in regola con il pagamento della quota di iscrizione alla Societá, si percepisce che, su alcuni temi di largo interesse in geriatria, come l'infarto del miocardio, le fratture di femore, la stenosi aortica, partendo da dati provenienti da studi internazionali e nazionali, si riesce ad avere risultati significativi con grossa ricaduta assistenziale e terapeutica, cruenta e non.
″Ripartiamo dal Congresso″ é l'imput che abbiamo dato ai Coordinatori delle sezioni SIGG, ai Presidenti Regionali ed Membri del Comitato Scientifico per il Congresso per al fine inviarci commenti, valutazioni ed altro sul 55° Congresso SIGG e proposte per la prossima edizione.
Abbiamo ricevuto alcune (poche) risposte che pubblichiamo nelle pagine successive. C'é una generale soddisfazione per i risultati scientifici e formativi raggiunti dal Congresso e dai Corsi (non tutti), per l'ampia partecipazione e l'interesse per alcune discipline (soprattutto la biogerontologia) che quest'anno hanno avuto maggiore visibilitá. Rimane ancora qualcosa da migliorare, soprattutto la ″compressione″ di alcune sessioni interessanti alle quali non é stato dato spazio sufficiente, principalmente per la discussione. Se ne riparlerá nelle prossime riunioni del CD e del Comitato per il Congresso.
Con grande piacere e viva soddisfazione annunciamo l'uscita della terza edizione del Volume ″Paziente anziano, paziente geriatrico″ del Prof. Senin e collaboratori. Il libro é stato giá presentato in anteprima durante il 55° Congresso SIGG, ne riportiamo la prefazione dell'Autore e la presentazione di Luigi Ferrucci, dalle quali emergono le motivazioni che hanno ispirato gli Autori a cimentarsi in questa nuova ″impresa″, molto impegnativa soprattutto per l'obiettivo, piú volte espresso dallo stesso Prof. Senin in questi anni, di dare risposte chiare e scientificamente provate ai numerosi punti oscuri presenti nella nostra disciplina quando curiamo una persona ad alta complessitá. L'augurio, ma anche la certezza, che il volume avrá un successo significativo, come le precedenti edizioni, e serva di orientamento soprattutto per i giovani che, con meno incertezze, possono avvicinarsi alla geriatria con maggiore motivazione ed interesse.
 
Vincenzo Canonico
V. Canonico

PAZIENTE ANZIANO - PAZIENTE GERIATRICO

di Umberto Senin, Antonio Cherubini, Patrizia Mecocci
EdiSES 2010
http://www.edises.it/descrizione_catalogo.php?id=1000000079&arr=203_324_0_&macro=1&sottoritorno=203&macro_edi=1
 
Prefazione alla 3^ Edizione
La pubblicazione di questa terza edizione, che viene a distanza di soli quattro anni dalla precedente, sta a significare l´impegno degli Autori a fornire un testo sempre piú completo e aggiornato su una materia le cui conoscenze si vanno continuamente e velocemente arricchendo di nuovi dati, grazie all´intensa ricerca nei suoi diversi settori, che spaziano dai meccanismi biologici dell´invecchiamento e delle principali patologie ad esso correlate, agli aspetti clinici ed assistenziali. La motivazione di un cosí forte interesse del mondo scientifico a questi temi, letteralmente esploso negli ultimi decenni, é nella consapevolezza della necessitá di acquisire maggiori conoscenze e competenze che consentano di dare risposte adeguate al paziente anziano affetto da molteplici e complessi problemi, che va sempre piú popolando gli ambulatori dei medici di medicina generale e degli specialisti, le corsie degli ospedali, le varie strutture residenziali territoriali.
L´impostazione e la metodologia espositiva dell´opera sono le stesse delle precedenti edizioni. Essa rimane rigorosamente ancorata a quelli che costituiscono gli elementi cardine della disciplina, che costituiscono anche il core del nuovo percorso formativo della Scuola di specializzazione in geriatria.
Tutti i capitoli sono stati rielaborati ed estesamente ampliati, ed altri ne sono stati aggiunti, ognuno corredato da una ricca iconografia in massima parte derivata dalla esperienza personale degli Autori ed arricchito da numerose tabelle e tavole esplicative di completamento al testo.
Gli argomenti piú estesamente rielaborati sono quelli rivolti a identificare gli elementi di originalitá del paziente anziano, e soprattutto di quello molto anziano, quando, per la sua fragilitá, si trova ad essere esposto ad un elevato rischio di eventi avversi a causa di una pratica clinica che non tiene conto delle sue peculiaritá. Ci si intende in particolare riferire ai capitoli sul rapporto tra medicina basata sull´evidenza, medicina della complessitá e medicina geriatrica, sull´anziano fragile, sulle sindromi geriatriche, sulle principali patologie ricorrenti in geriatria e sui principi di comportamento in medicina geriatrica, che piú di tutti riflette la sintesi di una vita professionale totalmente dedicata alla cura della componente piú emarginata della popolazione, quella degli anziani troppo spesso vittime di un ageismo incoffessato e inconfessabile.
Naturalmente questo testo non ha la pretesa di sostituirsi ai piú classici trattati di Gerontologia e Medicina Geriatrica anglosassoni, ma vuole rappresentarne un utile complemento per quanti si avvicinano a questa disciplina, sia come studenti che come medici specialisti in formazione o figure professionali di assistenza all´anziano.
L´augurio é che anche questa nuova edizione trovi la stessa benevola accoglienza delle precedenti. Un forte ringraziamento va a quanti della nostra Scuola hanno collaborato alla stesura del libro; il loro contributo é stato estremamente prezioso e fonte di continuo e proficuo confronto su tutti i temi affrontati.
Ma un ringraziamento particolare deve essere rivolto a Massimo Roscini e Nicoletta Ricciarelli senza il cui contributo questa opera non avrebbe potuto essere realizzata.
Umberto Senin
 
Presentazione alla 3^ Edizione
Quando il Prof. Senin mi ha chiesto di scrivere questa prefazione ho accettato con entusiasmo.
Conosco Umberto Senin da molti anni e mi lega a lui una profonda stima ed un comune interesse per la Geriatria come specialitá medica e strumento di conoscenza del mondo. Devo confessare, tuttavia, che ho assunto questo compito a cuor leggero: una cosa da scrivere in relax, magari sfruttando il vuoto temporale creato da una fredda domenica d´inverno (quando fuori c´é un metro di neve…). Avrei scritto di cambiamenti demografici, di transizione tra malattia acuta e cronicitá, di comorbilitá, della perdita di armonia tra sistemi fisiologici in equilibrio che conduce alla perdita di ridondanza, esaurimento delle riserve fisiologiche e cosí via fino alla disabilitá e le sue conseguenze sull´individuo e sulla societá. Facile, un paio d´ore per buttare giú una traccia ed altre due per rivedere la sintassi e la forma che, inevitabilmente, vivendo negli Stati Uniti, si vanno arrugginendo.
Una passeggiata!
Poi ho letto l´indice, ho scorso i primi capitoli . . . e la mia sicurezza ha cominciato a vacillare.
Ero di fronte ad un´opera straordinaria: il tentativo, riuscito, di condensare in 800 pagine stampate i progressi che la scienza gerontologica e geriatrica ha fatto negli ultimi 10 anni, realizzando una sintesi originale nella quale la cura del paziente anziano fragile é costante punto di riferimento.
Ho trovato capitoli su argomenti tradizionali ed ″attesi″ quali la demografia, l´epidemiologia, le teorie sull´invecchiamento, la descrizione degli effetti dell´etá su specifici organi e tessuti, la fragilitá, la valutazione funzionale e multidimensionale e le sindromi geriatriche.
Non lasciatevi ingannare dai titoli: i testi e la ricca iconografia rivelano un´analisi dettagliata, profonda e critica della letteratura ed una selezione attenta delle informazioni che possono contribuire alla formazione culturale del clinico geriatra. Tuttavia, il lettore troverá anche temi ″di frontiera″, le nuove sfide alla pratica medica tradizionale che la geriatria, come giá tante altre volte, per prima sta affrontando e cercando di risolvere.
Una lista completa dei titoli sarebbe ridondante ma vorrei citare i miei preferiti: ″La medicina della complessitá″, ″L´omeostasi nell´invecchiamento″ ed i ″Principi di comportamento in medicina geriatrica″.
Nel capitolo sulla medicina della ″complessitá″, l´equazione tradizionale che vede la malattia come causa della perdita della salute viene messa in discussione, scomposta e ricomposta piú volte fino a perdere la sua connotazione assiomatica. Alla fine, la formula viene riscritta trasponendone i termini. La disfunzione all´origine diviene la perdita della salute, interpretata essenzialmente come perdita dell´armonia omeostatica, progressiva instabilitá e crescente suscettibitá allo sviluppo di malattie. A prima vista sembra un concetto teorico ma, a ben vedere, é la nascita di una nuova fisiopatologia.
Nell´individuo giovane adulto, nel pieno della salute, la capacitá di fronteggiare perturbazioni esterne ed interne é talmente robusta e talmente ridondante da permettere una risposta specifica, precisa ed efficace ad ogni particolare tipo di stress. La ″guarigione″ é cosí rapida che, nella maggior parte dei casi, la ″malattia″ non arriva nemmeno all´osservazione clinica. Tuttavia, con l´invecchiamento, la capacitá omeostatica diminuisce e richiede l´attivazione pressoché costante di una parte dei sistemi di controllo della stessa. La perdita di ″complessitá″ fa si che la risposta agli stress sia sempre piú stereotipata, meno efficiente e riesca ad opporsi in maniera sempre meno efficace allo sviluppo di malattie ed alla loro cronicizzazione. Sempre piú l´intervento del geriatra é ristabilire l´equilibrio perduto, permettere una nuova omeostasi quando quella originale é stata perduta e non puó piú essere ripristinata. In questa ottica, la sostanza del concetto di fragilitá diventa immediatamente comprensibile. Analogamente, prevenzione non é piú semplice ″correzione″ dei fattori di rischio, ma dovrebbe consistere anche nell´″irrobustimento″ dei meccanismi deputati all´omeostasi. Lo shift tra la medicina tradizionale e questo nuovo approccio non é facile. Ma... niente paura, il Professor Senin prende il lettore per mano e lo guida in questo labirinto irto di trabocchetti con semplicitá e sicurezza.
Al concetto di omeostasi e invecchiamento é dedicata una intera sezione del capitolo ″Fisiopatologia dell´invecchiamento″. Non mi soffermeró ulteriormente sull´importanza del concetto di omeostasi nella fragilitá etá correlata. Il lettore troverá un´ampia trattazione di questo tema. Tuttavia, in questi ultimi anni mi sono chiesto spesso quale sia stata la spinta evoluzionistica che ha selezionato un organismo in grado di mantenere una profonda identitá fenotipica pur utilizzando meccanismi omeostatici diversi ed alternativi nel corso della vita. Credo che questo sia uno dei misteri piú segreti della biologia evoluzionistica, un sfida non ai principi generali del Darwinismo ma piuttosto alle sue interpretazioni meccanicistiche. L´affermarsi di una ridondanza dei sistemi di controllo omeostatico puó essere accettata solo postulando che l´evoluzione si sia ramificata ad esplorare meccanismi diversi che conducono allo stesso fenotipo e che le diverse soluzioni si siano ricongiunte poi nello stesso individuo. La ridondanza é probabilmente la soluzione piú efficace per assicurare la sopravvivenza dell´individuo almeno fino alla riproduzione, ma é talmente robusta che continua a funzionare ancora per molti decenni. In questa luce, l´invecchiamento é un risultato collaterale e non previsto della spinta evoluzionistica.
Evidentemente, la trasposizione di questo concetto alla pratica clinica non é semplice né immediata.
L´ottimizzazione del codice genetico richiede tempi improponibili alla logica medica. Tuttavia, questa ipotesi suggerisce che la ″la promozione″ delle ridondanze (prevenzione della fragilitá) dovrebbe iniziare presto nel corso della vita. Studi recenti suggeriscono inoltre la possibilitá che modificazioni biologiche positive possano affermarsi senza modificare la sequenza del DNA nell´ambito di una singola generazione, attraverso la modulazione epigenetica dell´espressione genica. Alcuni ricercatori affermano che le cellule del nostro organismo sono in grado di adattarsi a cambiamenti dell´ambiente interno ed esterno riprogrammando l´espressione genica e che l´efficienza di questi meccanismi condiziona la suscettibitá alle malattie etá correlata. L´inserimento di misure di epigenetica negli studi epidemiologici sull´invecchiamento potrebbe chiarire meglio la relazione tra genoma e ambiente ed indicare nuove strategie per la prevenzione ed il trattamento delle malattie croniche.
Il capitolo intitolato ″Principi di comportamento in medicina geriatrica″ raccoglie una serie di ″perle di saggezza″, il distillato di una capacitá critica straordinaria ed una vita professionale dedicata alla cura degli anziani. Sarebbe sufficiente che tutti i medici portassero nel ″cervello e nel cuore″ questi principi per migliorare sostanzialmente la cura dei malati anziani.
Nell´ultima decade abbiamo assistito ad una esplosione di interesse per l´invecchiamento. Il numero di articoli di grande qualitá che trattano problemi relativi all´invecchiamento é cresciuto enormemente, sia nelle riviste scientifiche che nei mass-media. La salute ed il benessere degli anziani sono spesso un argomento centrale nella propaganda politica. A fronte di questo dichiarato interesse, il benessere degli anziani e le cure a loro destinate non sono sostanzialmente migliorati. Il movimento ″anti-aging″ ci prospetta il sogno di una molecola miracolosa, una ″magic bullet″ che ci fará vivere sani per sempre. Organizzazioni pubbliche e private hanno investito fondi enormi in questa direzione. La realtá é che se si applicassero oggi le informazioni che sono giá a nostra disposizione nelle politiche, nei comportamenti e nella cura degli anziani, si otterrebbero risultati superiori a qualsiasi ipotetico ″magic bullet″. Migliorare la cura degli anziani rimane ancora oggi un obiettivo da realizzare e, certamente, l´opera del Professor Senin, é un contributo inestimabile in questa direzione.
Grazie Professore!
 
Luigi Ferrucci
Chief, Longitudinal Studies Section
Director, Baltimore Longitudinal Study of Aging
Editor-in-Chief, Journals of Gerontology Medical Sciences
Clinical Research Branch - National Institute on Aging
NIA-ASTRA Unit - Baltimore (USA)


Novitá editoriale: "RIABILITARE LA PERSONA ANZIANA"

di Marco Baccini, Roberto Bernabei, Niccoló Marchionni, Matteo Paci
Elsevier 2011
http://www.elsevier.it/Riabilitare_la_persona_anziana.aspx
 
Un volume sulla riabilitazione del paziente anziano appena uscito, in cui sono contenuti gli aspetti piú innovativi di una disciplina sempre piú utilizzata, anche nelle persone di etá molto avanzata e ad alta complessitá. Ci riserviamo di presentare nel prossimo numero del Bollettino un´analisi dei contenuti, con commento di esperti (NdR)
 
Presentazione
Il trattato ″Riabilitare la persona anziana″, edito da due illustri geriatri - Roberto Bernabei e Niccoló Marchionni, rispettivamente Past-President ed attuale Presidente della Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria - e da due valorosi docenti di Fisioterapia - Marco Baccini e Matteo Paci - affronta un tema di crescente attualitá ma sinora rimasto scoperto nella trattatistica in lingua italiana. La stesura dei singoli capitoli é stata affidata ad un gruppo di grandi ed entusiasti esperti della materia, in larga parte provenienti dalla gloriosa scuola geriatrica fiorentina e dall´annesso ed altrettanto rinomato Corso di Laurea in Fisioterapia dell´Universitá di Firenze.
Il trattato parte dalla consapevolezza che la scienza riabilitativa non puó ancora disporre, per molti settori, di una consolidata base sperimentale fondata sui principi della Evidence-Based Medicine. Anzitutto perché, tra le discipline cliniche, la Riabilitazione é quella di relativamente piú recente acquisizione. In secondo luogo perché le sperimentazioni cliniche controllate, se possono agevolmente venir progettate per conoscere gli effetti di un singolo intervento su una singola patologia, sono invece di conduzione assai piú difficile se dirette allo studio di interventi complessi che coinvolgono la funzione globale di un individuo quali sono, appunto, gli interventi riabilitativi. Pur con questi limiti, gli Autori si sono imposti come costante barra di direzione quella di ricercare quanto piú possibile, nella proposta delle metodiche riabilitative, il supporto di sperimentazioni cliniche controllate, di Linee Guida o, quando assenti, almeno di documenti di consenso. E per gli interventi riabilitativi per i quali non é disponibile una dimostrazione di sicura efficacia, si é scelta una corretta linea di prudenza. Inoltre, costantemente, si sono consigliate e indicate le specifiche misure di outcome come metodo di valutazione e di giudizio che deve guidare sempre, sul singolo paziente, l´applicazione della metodica scelta. Si é cercato, insomma, di evitare l´autoreferenzialitá e l´empirismo. E poiché il trattato é prevalentemente rivolto agli studenti e ai giovani professionisti, questa scelta costituisce di per sé un elemento di grande merito, non solo scientifico ma anche, e soprattutto, pedagogico.
I capitoli dedicati alle grandi sindromi dell´anziano di assoluta pertinenza riabilitativa, quali ictus, frattura di femore, malattia di Parkinson e decadimento cognitivo, sono stati affrontati in maniera esauriente, tanto da poterli considerare piccole monografie sull´argomento. Le tecniche riabilitative sono state fatte precedere, doverosamente, da una trattazione degli altri processi clinici quali l´epidemiologia, la clinica, la diagnostica, i fattori di rischio, la comorbositá. Nel trattato trovano peró adeguato svolgimento anche argomenti meno consueti nei pochi trattati internazionali di riabilitazione dell´anziano quali, ad esempio, i problemi di deglutizione e la presbifagia, il dolore cronico o, infine, un altro argomento spesso scarsamente considerato nonostante il grande rilievo epidemiologico che riveste nelle patologie dell´anziano, quale la riabilitazione nello scompenso cardiaco. Un adeguato spazio viene dedicato anche alle aree nelle quali il fisioterapista deve saper rinunciare al risultato brillante se si trova di fronte a perdite funzionali non recuperabili. Questo ruolo del fisioterapista emerge nei capitoli dedicati alle RSA ed ai nuclei Alzheimer. In queste situazioni i risultati oggettivi della riabilitazione appaiono relativamente modesti, ma il significato etico, umano ed anche professionale é di enorme rilievo, poiché si tratta di consentire al paziente ed ai suoi familiari di raggiungere nuovi equilibri senza dover abdicare alla dignitá che é dovuta ad ogni persona. Molto appropriata appare la scelta di dedicare un capitolo al caregiver dell´anziano, argomento di solito trascurato o trattato solo di sfuggita. Va infine segnalata l´indicazione che l´intervento riabilitativo nell´anziano non deve essere disgiunto da una costante attenzione agli aspetti di prevenzione, come ad esempio la prevenzione delle fratture o, piú in generale, della disabilitá.
Va anche riconosciuta l´apertura mentale degli Autori che non hanno difeso ad oltranza e in maniera cieca la propria professione. Ad esempio, non hanno omesso di citare metodiche alternative come l´Attivitá Fisica Adattata (AFA) di gruppo, ma l´hanno correttamente proposta e inquadrata non, come talora si sente affermare, quale intervento equivalente alla riabilitazione individuale, ma come possibile alternativa in soggetti con patologie lievi o moderate, che puó essere condotta anche in ambienti non sanitari, nei quali sia comunque possibile una appropriata supervisione.
Riguardo alla metodologia, vanno segnalati due aspetti fondamentali della scienza riabilitativa applicata alla Geriatria. Il primo é che qualsiasi intervento deve essere preceduto da una accurata e approfondita valutazione globale del paziente, basata essenzialmente sull´esame fisicofunzionale e quasi sempre ″a bassa tecnologia″. Il secondo é che l´intervento riabilitativo sull´anziano deve essere impostato sul lavoro interdisciplinare, con una stretta collaborazione tra le varie professioni, evitando le troppo strette delimitazioni di competenze che, spesso, caratterizzano il modo di operare dei professionisti in ambito sanitario.
Alla base di tutto, si toccano con mano alcuni fondamentali concetti di Gerontologia e Geriatria. Ad esempio il deciso rifiuto dell´idea che molte limitazioni dell´anziano siano espressione dell´invecchiamento di per sé. Oppure, la non sempre facile distinzione fra norma e normalitá. O, ancora, la convinzione che in qualsiasi compromissione funzionale esiste sempre un margine di miglioramento e la possibilitá di raggiungere un nuovo e migliore equilibrio. In tutto il trattato si respira, insomma, un´atmosfera non rassegnata ma positiva e, quando necessario, perfino combattiva. S´intuisce che questa solida convinzione ha radici profonde, che risalgono a quella sempre fresca sorgente di ispirazione costituita dall´insegnamento e dalle intuizioni del Professor Francesco Antonini. Di questo grande Maestro molti degli Autori sono diretti allievi che, a loro volta, hanno saputo trasmettere intatto ai piú giovani l´entusiasmo che aveva suscitato la loro vocazione.
Due lati positivi che dovrebbero essere propri di ogni trattato ma che é particolarmente difficile raggiungere in quelli affidati a piú Autori: il primo é che non vi sono ripetizioni di argomenti; il secondo é che la ricerca di uno specifico tema é semplice e agevole. Mi sia anche consentita un´osservazione minuta. Nel corso della trattazione, gli Autori criticano giustamente due termini ormai entrati nell´uso corrente, uno perché ″irritante″ e l´altro perché troppo televisivo. Ci riferiamo nel primo caso al termine ″umanizzazione″, come ad intendere che i servizi sanitari sono attualmente disumani. Nell´altro caso al termine ″invecchiamento di successo″, che contiene un´implicita promessa di una falsa - e impossibile - ″eterna″ giovinezza e che dovrebbe essere sostituito con quello, piú appropriato, di invecchiamento attivo.
Va infine dato atto agli Autori che il volume, pur esauriente, completo e scorrevole, é stato anche preparato con celeritá, il che ha consentito di evitare la rapida obsolescenza delle informazioni che spesso caratterizza i trattati. Queste capacitá ci assicurano che gli Autori sapranno anche approntare eventuali, successive, edizioni con i necessari aggiornamenti che consentano, in una disciplina in continua evoluzione, di tenere il passo con il progresso scientifico e di colmare possibili, e talora inevitabili, lacune.
Per tutte queste motivazioni e per l´indubbia novitá dell´argomento e la soliditá dell´impostazione, sono sicuro che l´opera incontrerá ampio favore e successo e che contribuirá ulteriormente all´affermazione di una disciplina diventata ormai indispensabile nel nostro Sistema Sanitario.
 
Giulio Masotti
Professore Emerito, Universitá degli Studi di Firenze


L´ASSISTENZA AGLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI IN ITALIA - SECONDO RAPPORTO

di Cristiano Gori
Maggioli Editore 2010
http://www.libreriauniversitaria.it/assistenza-anziani-non-autosufficientiitalia/libro/9788838757709
 
E' appena uscito, pubblicato da Maggioli editore, il secondo rapporto sull'assistenza agli anziani non autosufficienti, a cura del ″Network Non Autosufficienza (N.N.A.)″ nato da un'idea di Cristiano Gori e formato, oltre che da lui, da Anna Banchero, Enrico Brizioli, Antonio Guaita, Franco Pesaresi e Marco Trabucchi.
Questa pubblicazione, come giá quella dell'anno scorso, é l'unica che discute l'evoluzione dell'assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia e si propone come strumento di lavoro, puntuale chiaro, per chiunque sia interessato al tema. I componenti del ″network″ scrivono: ″Il Secondo Rapporto del Network Non Autosufficienza (NNA) propone ai lettori un'analisi di come evolvono gli interventi pubblici nel nostro paese e un approfondimento sui servizi domiciliari. La prima parte contiene il monitoraggio dell'assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. Inizia con un capitolo - la ″Bussola″ di NNA - che presenta i dati piú aggiornati disponibili. Successivamente compie un bilancio delle politiche realizzate dal Governo Berlusconi nel periodo maggio 2008-autunno 2010, dedicando uno specifico approfondimento alla sanatoria delle badanti.
Infine esamina quanto é stato realizzato nella legislatura regionale 2005-2010 dalle Regioni che hanno rinnovato la propria Giunta in quest'ultimo anno. La seconda parte contiene un approfondimento monografico sui servizi domiciliari, intesi come i servizi alla persona a (almeno parziale) finanziamento pubblico forniti nella casa dove l'anziano vive. Comincia con un capitolo che ne introduce i tratti principali e ne mette a fuoco le condizioni per il successo, per poi discutere la loro diffusione nel nostro paese e i principali modelli organizzativi esistenti. Successivamente si dedica ai bisogni degli utenti e all'adeguatezza delle risposte fornite loro, mentre il passo seguente consiste nell'ampliare lo sguardo cosí da esaminare l'intreccio tra servizi, famiglie e badanti. In conclusione mette a confronto l'Italia con la realtá europea. Il testo é acquistabile nella versione cartacea (ndr : 15 ) e puó venire scaricato gratuitamente da internet (www.maggioli.it/rna) al fine di promuoverne la diffusione. Sul medesimo sito si trova anche il nostro precedente Rapporto. Quest'ultimo ha suscitato un notevole interesse tra gli operatori, gli studiosi e nel mondo politicoistituzionale. Vogliamo ringraziare tutti coloro i quali hanno mostrato attenzione nei confronti del nostro lavoro e ci auguriamo che pure il presente volume possa suscitare la loro curiositá″.
Questi gli autori del libro: ″L´assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia - Secondo Rapporto″ a cura di N.N.A (Network Non Autosufficienza); Rapporto promosso dall´IRCCS - INRCA per l´Agenzia Nazionale per l´Invecchiamento
Prefazione di Antonio Aprile e Fabrizia Lattanzio
Introduzione di Anna Banchero, Enrico Brizioli, Cristiano Gori, Antonio Guaita, Franco Pesaresi e Marco Trabucchi
 
Antonio Guaita


55°Congresso Nazionale SIGG: interventi

Interventi dei Coordinatori di sezioni
 
Sezione Clinica
L´attivitá del 2010 ha visto un preludio dell´attivitá che si svolgerá nel 2011 e che riguarderá una analisi delle U.O. Geriatria e dei Servizi aggregati e delle loro attivitá.
Il senso di tale indagine non é solo strumento conoscitivo della realtá quantitativa, ″quanti posti letto, con quali organici″ ma é soprattutto un´occasione per sapere come lavoriamo, con quali strumenti, perseguendo quali outcomes ecc..
Tali aspetti possono essere cruciali in un momento storico in cui le scelte di strategia sanitaria possono avere la necessitá che le U.O. Geriatria abbiano una reale distinzione dalle U.O. Medicina Interna.
La ricognizione eseguita nel 2010 (Veneto e Trentino Alto Adige), con Stefania Maggi e Giuseppe Sergi, ha evidenziato come sia difforme la realtá utilizzando strumenti difformi per la VMD e il loro utilizzo standardizzato é meno esteso di quanto si potesse ipotizzare.
In fondo si tratta di arrivare ad una considerazione: la VMD, acclarata tecnologia geriatrica, é uno slogan di categoria o é realmente lo strumento sul quale basiamo le nostre scelte?
Troppe volte ho la spiacevole sensazione che il paziente geriatrico occupi i posti letto negli ospedali senza che alla nostra attivitá venga riconosciuto nulla di meritorio e di scientifico.
Se sapremo coniugare la quantitá alla qualitá dimostrabile forse arriveremo ad avere un riconoscimento e soprattutto garantiremo un´attivitá qualificata ai nostri pazienti!
Per contribuire a ció nel 2011 svolgeremo una ricognizione in tutte le U.O. Geriatria di Italia utilizzando probabilmente il nostro sito.
Massimo Calabró
 
Sezione di Biogerontologia
Il Congresso 2010 della Societá ha confermato la volontá del CD di stimolare nei Soci l´interesse sulle aree della ricerca biogerontologica. Allo scopo un intero simposio é stato dedicato all´attivitá scientifica contemporanea in questo campo. La partecipazione dei soci é stata elevata ed incoraggiante l´interesse che gli argomenti hanno suscitato nella platea.
Dopo la piacevole lettura introduttiva di Emiliano Giardina (Roma) sul ruolo dell´ambiente sulla funzionalitá genica e sulla rivoluzione ″culturale″ che ne conseguirá, nella successiva comunicazione sono stati presentati i risultati degli studi di Daniela Mari (Milano) e dei suoi collaboratori sulle caratteristiche epigenetiche di soggetti longevi, con le evidenze delle possibili ricadute di questa ricerca.
Marcello Maggio (Parma) ci ha invece aggiornato sull´asse GH-IGF-1 e sul ruolo che puó avere nell´invecchiamento. Nella comunicazione ha proposto sia dati personali che stimolanti scenari futuri di ricerca, prefigurando le strade che verranno percorse.
La ricerca sullo stress ossidativo sembrava che avesse fornito tutte le informazioni possibili, ma con Gianluigi Vendemmiale (Foggia) abbiamo ulteriormente arricchito il bagaglio di dati, includendo anche il significato dei mitocondri, principale sorgente di radicali liberi intracellulari.
L´ipotesi dell´invecchiamento basata su ″tempeste″ chimiche, talora difficilmente arginabili, non sembra essere ancora chiusa.
La finestra sulla ricerca che studia i microelementi é stata aperta da Mario Barbagallo (Palermo) che ha fornito solide basi scientifiche agli studi sul magnesio ed ha correlato gli stessi con i processi di invecchiamento, deficit di questo ione, spesso trascurati, agiscono invece in modo rilevante sui meccanismi di funzionalitá cellulare.
Infine Pasquale Abete (Napoli) ha concluso la sessione dimostrando che la ricerca cardiovascolare di base ha ricadute importanti (cardioprotezione) nella clinica, esempio di vera medicina traslazionale.
Lo spazio che il CD della Societá ha voluto riservare alla ricerca biogerontologica mi sembra sia stato ripagato da una buona accoglienza da parte dei soci e probabilmente potrebbe essere confermato per i Congressi a venire. In crescendo le comunicazioni e i poster che riguardano la ricerca biologica.
Ricorderei infine che per la prima volta la SIGG ha avuto l´attribuzione di crediti ECM per i biologi, evento che é passato inosservato, ma che significa una apertura verso il mondo della ricerca di base assolutamente non trascurabile.
Patrizio Odetti
 
Sezione Nursing
11° Corso Infermieri ″Qualitá, continuitá e complessitá nell´assistenza all´anziano″
Qualitá, continuitá e complessitá nell´assistenza all´anziano, qualitá dell´assistenza e della vita nei servizi residenziali, la qualitá in ambito ospedaliero, la continuitá assistenziale, la ricerca di indicatori per valutare la complessitá sono stati gli argomenti principali trattati nelle tre giornate dell´11° Corso Infermieri. Ricordiamo nell´ultima giornata i simposi congiunti medici-infermieri, dove sono state trattate tematiche quali la transizione del paziente nell´ambito ospedaliero e territoriale, i disturbi depressivi, e le cure palliative in geriatria, considerando sempre l´ottica interdisciplinare e integrata fra i vari operatori che ruotano intorno all´assistenza all´anziano.
Il Corso é stato aperto dalla lettura Magistrale della Coordinatrice della sezione Nursing, Ermellina Zanetti, che ha illustrato il concetto di ″qualitá″ considerando la qualitá percepita dal paziente e la qualitá della relazione quali variabili importanti che influenzano la qualitá stessa dell´assistenza infermieristica. Inoltre ha evidenziato la ″continuitá″ come strumento che garantisce la qualitá nel postacuzie, nei percorsi delle malattie croniche, e la ″complessitá″ come condizione che influenza la definizione degli outcome e degli interventi assistenziali. E stato messo in luce come la complessitá, che consta di molte parti interrelate fra loro, diversamente dal problema complicato, necessita per essere affrontata di un approccio olistico e globale.
Complessitá dell´assistito o complessitá dell´assistenza? Come misurare la complessitá? Come individuare i pazienti complessi? Quali i fattori che hanno un impatto sulle richieste di assistenza? Quali le risorse e le competenze necessarie? Quali indicatori e quali outcome per l´assistenza? Questi alcuni dei quesiti posti affrontati da Zanetti nella sua lettura.
Nella prima giornata, nel simposio introdotto da Ermellina Zanetti e Damasco Donati dal titolo ″La qualitá dell´assistenza e della vita nei servizi residenziali″, Cristiano Pelati ha presentato i risultati della sperimentazione e validazione di un set di indicatori in Residenze Protette e RSA nella Regione Emilia Romagna, evidenziando le aree di miglioramento contribuendo cosí al progetto di monitoraggio della qualitá dell´assistenza. In questo senso anche il contributo di Maria Stella Bellino, che ha presentato la sperimentazione di indicatori di qualitá nelle RSA Lombarde, pone l´accento su come la misurazione degli indicatori dovrebbe indirizzare i dirigenti a favorire un´informazione trasparente. L´esperienza presentata da Anna Abbaldo ha permesso di considerare gli indicatori di processo e di esito in un centro diurno di Alzheimer, riflettendo sulla metodologia per la valutazione degli esiti di cura nella persona affetta da demenza. Ha concluso il simposio Marcella Pevere che ha offerto la prospettiva del miglioramento della qualitá di vita nella sfida del recupero funzionale, sottolineando che la ″qualitá″ é obiettivo condiviso nel mantenimento e miglioramento dell´autonomia dell´anziano.
Il corso ha dedicato la seconda giornata a una intensa sessione dal titolo ″Anziani e Ospedale: Obiettivo Qualitá″ introdotto da Margherita Andrigo e Carla Papparotto, focalizzando l´attenzione sul rapporto qualitá delle cure e dell´assistenza erogate nelle geriatrie per acuti. Alessandra Corazza ha proposto la prospettiva infermieristica presentando l´esperienza del processo di miglioramento della qualitá dell´assistenza in U.O. di Geriatria, orientato al miglioramento dei risultati di salute del paziente anziano ospedalizzato, considerando quelli che sono gli eventi avversi connessi con le situazioni cliniche geriatriche. Walter De Alfieri ha messo in luce, in accordo con il sistema di valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali del Ministero della Salute, come vi sia l´urgenza di un sistema di ″Trasparenza e Accountability″ nei processi di cura. La sfida consiste nella definizione di indicatori condivisi dal gruppo dei professionisti coinvolti in relazione ai percorsi assistenziali specifici per meglio raggiungere esiti di salute di qualitá. A chiudere la prima parte del Simposio la presentazione di Monica Marini con la presentazione dei risultati di uno studio su attitudini e bisogni del personale infermieristico nella gestione dell´anziano al Pronto Soccorso.
La seconda parte del Simposio aperto da Anna Castaldo e Mosé Cirino Ossino ha presentato alcune importanti questioni su Continuitá Assistenziale: il valore aggiunto. Paola Gobbi ha delineato la prospettiva generale della continuitá della cura e dell´assistenza, offrendo elementi di comprensione provenienti dalla revisione della letteratura, sul significato di continuitá in relazione ai diversi setting di cure e nello specifico delle cure infermieristiche, evidenziando l´efficacia della dimissione pianificata nei soggetti anziani e i loro caregiver.
Antonella Leto e Nicoletta Oliva hanno proposto a due voci l´esperienza di Infermieristica di Comunitá con la realizzazione di ambulatori infermieristici territoriali, ponendo l´accento sull´ambulatorio infermieristico come uno dei nodi fondamentali della rete dei servizi, per la gestione della continuitá assistenziale dell´anziano fragile. Ha chiuso il Simposio Daniele Salmaso che ha evidenziato l´esperienza dell´AOU di Udine in relazione alla struttura e gestione organizzativa della risorsa infermieristica, considerando l´importanza del concetto di stabilitá dell´équipe.
Pietro Fabris ha condotto la discussione dei poster, per poi aprire il simposio insieme a Ermellina Zanetti in merito alla ricerca di indicatori per valutare la complessitá. Federica Rosa ha offerto il suo contributo presentando lo studio esplorativo del punto di vista degli infermieri, evidenziando quali variabili segnalano gli infermieri per definire la complessitá assistenziale e la concordanza fra le variabili espresse da piú infermieri per valutare la complessitá assistenziale di uno stesso paziente. Le variabili sono state raggruppate in: variabili che influenzano il quadro clinico e la stabilitá clinica del paziente, variabili che riguardano lo stato funzionale, variabili che supportano l´autocura e infine variabili derivanti dalla complessitá della procedura, attivitá assistenziale.
Mara Zampa e Sara Volpato, in relazione al deficit cognitivo e complessitá negli anziani ricoverati per evento acuto, hanno sottolineato come il declino funzionale accentuato dall´ospedalizzazione risulti particolarmente impattante sulla durata della degenza, sul declino cognitivo e quanto questo rappresenti elemento di complessitá, in particolare al momento della dimissione. Per migliorare le strategie di presa in carico di tali pazienti si ribadisce l´importanza dell´attuazione di programmi di valutazione multidimensionale, implementazione di modelli organizzativi specifici, formazione professionale e continuitá assistenziale.
Irene Gili Fivela e Cristiana Pregno infine hanno integrato lo scenario degli indicatori di complessitá considerando l´ambito sociale della non autosufficienza e come questa si traduca in criteri di prioritá socio-sanitaria condivisa, per garantire ai cittadini ″fragili″ l´erogazione delle prestazioni in via urgente e prioritaria.
In chiusura di giornata Monica Marini e Paola Gobbi hanno condotto la discussione sulle comunicazioni orali.
Nell´ultima giornata il corso Infermieri ha contribuito per il secondo anno consecutivo alla conduzione di simposi aperti a medici ed infermieri.
Merita una segnalazione particolare l´attenzione dei partecipanti al corso e la partecipazione numerosa e attiva all´annuale riunione della sessione nursing.
Giá stiamo lavorando per definire la struttura del 12° corso accogliendo l´invito del Presidente che ci ha esortati a proporre temi clinici attraverso la trattazione di percorsi clinico assistenziali attorno ai quali raccogliere l´apporto di tutte le figure dell´équipe.
Per il comitato scientifico Corso Infermieri SIGG
Margherita Andrigo e Pietro Fabris
 
Interventi dei Presidenti di sezioni regionali

Se era possibile migliorare la struttura del nostro convegno annuale, credo che ció sia stato ottenuto nella 55^ edizione.
Decisamente felice, a mio parere, la scelta della maggior integrazione tra le varie sezioni della societá, come ad esempio l´aver dato uno spazio centrale in auditorium alla Biogerontologia. La grandissima partecipazione a tale sessione (il cui titolo significativamene rispecchia il titolo dell´intero convegno) ha dimostrato come anche e soprattutto nella nostra specialitá, la ricerca debba rappresentare il ″core″ su cui costruire ″l´ars geriatrica″ con tutte le sue specificitá. Di alto profilo la gran parte delle sessioni presentate compresi alcuni ottimi contributi di sessioni parallele; mi riferisco ad esempio al simposio sulla fragilitá, tema tanto sentito ed emergente da gremire letteralmente la pur ricettiva Sala Verde, al punto da suggerire per il futuro che argomenti di cosí forte richiamo trovino posto in sessione plenaria.
In questa edizione, piú ancora che nelle passate, credo sia emersa la grande caratteristica e specificitá del Convegno che rappresenta al tempo stesso la forza della nostra disciplina e la rende assolutamente unica nei confronti di tutte le altre: l´incontro, la convivenza ed il confronto tra le varie anime della geriatria, la dimensione clinica, quella scientifica, quella psicogeriatrica, quella sociale, della rete dei servizi di assistenza continuativa e territoriale e riabilitativa.
Da ricordare ancora il giusto spazio offerto all´aspetto delle nuove tecnologie in geriatria.
Difficile davvero poter chiedere di piú ad un convegno nazionale di societá. Molto opportuna al riguardo la scelta di aumentare di un giorno la durata del convegno, ció che ha permesso appunto la maggior offerta di cui parlavo. Mi sembra giusto, per senso di imparzialitá, sottolineare due aspetti meno positivi e certamente migliorabili: 1) il tempo destinato agli interventi in sessione plenaria é sembrato a volte troppo esiguo (alcuni grossi argomenti avevano solo 3-4 minuti in piú delle comunicazioni orali delle salette); 2) La sessione dedicata alle comunicazioni orali premiate in auditorium é andata pressocché deserta; mi é molto dispiaciuto vedere giovani ed entusiasti ricercatori vestiti di tutto punto ed in ansia all´idea di relazionare ″in auditorium″, esporre risultati talvolta davvero brillanti a pochi intimi in un salone deserto. Forse inserire alcune domande, in riferimento a quella sessione, valide ai fini dell´accreditamento ECM determinerebbe una maggior partecipazione. Questi giovani sono il futuro della geriatria e meritano piú attenzione.
In ultimo: incantevole (ed a mio parere affettivamente insostituibile) la splendida e tradizionale sede di Firenze, unica nel coniugare un´estrema ricettivitá di servizi con un´incredibile abbondanza di opere d´arte ed un efficientissimo Centro Congressi, il tutto raggiungibile a piedi in pochi minuti; notevolissimo l´operato della Promoleader, dotata di grande professionalitá, nulla é stato lasciato al caso e tutto é stato organizzato con estrema eleganza, precisione e cortesia.
Gianluigi Vendemiale
Presidente Sezione Appulo-Lucana
 
Scrivo come chi ha vissuto il congresso da diversi punti di vista perché ho partecipato solo in parte al congresso vero e proprio, mentre in altra parte ho seguito i corsi per i fisioterapisti e per gli psicologi.
Va dato atto a Presidente e Direttivo che i temi e le sessioni hanno quasi tutte centrato l´obiettivo, soprattutto mi pare, quello di dare piú spazio alle riflessioni fisiopatologiche e agli agganci biologici, valorizzando proprio il fatto che, come geriatri, ci occupiamo di una fase trasformativa della vita che ci pone continuamente la domanda se quello che vediamo é "un modo di invecchiare o un modo di ammalare". In qualche modo riprendendo una riflessione mai interrotta sulla inadeguatezza delle definizioni cliniche che abbiamo a disposizione e che ci richiedono una continua revisione, sia generale, storica, che di applicazione al singolo caso concreto cui dobbiamo dare risposte terapeutiche e assistenziali.
Mi pare di aver colto che la gran parte dei colleghi ha percepito e gradito questa scelta.
Qualche elemento critico non puó mancare; mi é parso che il livello della riflessione sui servizi e sulla natura delle risposte alle condizioni croniche degli anziani non sia stato sempre quello che sarebbe stato necessario.
Nei corsi che ho potuto seguire: per quello dei terapisti vi é stato un buon livello delle lezioni e un positivo coinvolgimento e attenzione da parte dei corsisti, per altro di numero abbastanza limitato; mi é parso di percepire notevole soddisfazione, considerando la difficoltá del tema, anche concettuale, per un terapista (cioé la cronicitá), ma su questo la SIGG ha l´analisi dei questionari.
Per gli psicologi mi é parsa una troppo grande disparitá sia di contenuto che di livello di novitá fra le relazioni che ho potuto seguire nella prima giornata. Fatico assai a vedere un reale approccio gerontologico nelle relazioni sentite. Suggerirei di riflettere su che cosa produce la letteratura psicologica gerontologica internazionale (o anche nazionale) e di chi la produce per riformulare il corso.
Naturalmente in questo sono senz´altro vittima di qualche mio pregiudizio, ma mi pare che proprio per gli sforzi organizzativi che un corso richiede dobbiamo tutti dedicare piú spazio e attenzione per una sua formulazione davvero interessante e al livello di quello che la gente si aspetta dalla SIGG, come marchio di qualitá.
Antonio Guaita
Presidente Sezione Lombardia
 
Desideriamo poter condividere alcune nostre impressioni in merito al 55° Congresso della SIGG.
Vogliamo esprimere un particolare apprezzamento soprattutto in merito ad alcuni temi trattati.
Abbiamo trovato accattivante la relazione sull´epigenetica. Le nuove tecnologie introdotte nello studio delle modificazioni che il DNA subisce ad opera della pressione ambientale nel corso del tempo hanno portato ad una rivoluzione di pensiero: l´invecchiamento non é, come si riteneva fino a non molto tempo fa, un processo regolato esclusivamente dai geni ereditati ma un fenomeno piú delicato e complesso nel cui determinismo interagiscono finemente intersecati tra loro i geni e l´ambiente.
Riteniamo apprezzabile l´attenzione che é stata dedicata alla necessitá di un´integrazione piú stretta tra la medicina interna e l´odontoiatria. Le problematiche odontoiatriche nell´anziano, infatti, appaiono ancor oggi poco indagate anche da noi geriatri sia nei reparti che negli ambulatori.
L´anziano sembra purtroppo incline, spesso per problemi legati al reddito, a trascurare le patologie odontoiatriche: come ben sappiamo invece esse possono portare a severe conseguenze quali l´ipo-anoressia, il calo di peso e la malnutrizione calorico-proteica. Se tale bisogno di salute deve confrontarsi quotidianamente con un sistema sanitario in cui le risorse disponibili restano inadeguate, é pur vero che la collaborazione tra specialisti puó portare all´identificazione di particolari situazioni di bisogno che devono trovare risposte condivise. Abbiamo trovato infine molto interessanti le relazioni sui progressi nel campo della cardiologia geriatrica: uno studio sempre piú approfondito delle patologie piú diffuse e tradizionalmente ″care″ a noi geriatri quali l´ipertensione, lo scompenso cardiaco e la fibrillazione atriale ed una piú precisa individuazione e stratificazione delle condizioni di rischio, come puó avvenire tramite il Codice Argento, offrono di fatto giá oggi ai pazienti anziani possibilitá diagnostico-terapeutiche impensate fino a qualche anno fa ed aprono prospettive incoraggianti sul futuro.
Il Direttivo SIGG - Sezione Veneto -Trentino Alto Adige
 
Anche in questa occasione il 55° Congresso Nazionale della SIGG é riuscito nel non facile intento di coniugare ed integrare argomenti squisitamente geriatrici con problematiche afferenti elettivamente, per studio ed insegnamento, ad altre specialitá (cardiologia, neuropsichiatria, riabilitazione, terapia antalgica e palliativismo, tra le altre) ma con ricadute assistenziali primariamente inerenti ai pazienti anziani, e delle quali quindi un geriatra ″contemporaneo″, quale sia il suo ruolo ed il contesto nel quale svolge il suo compito assistenziale, non puó essere piú o meno compiutamente al corrente. L´integrazione tra geriatri e specialisti di altre branche é stato inoltre un utile momento di confronto e condivisione su problematiche comuni, nell´ottica di quell´interscambio culturale che caratterizza l´attivitá clinica quotidiana.
Per quanto attiene invece alle problematiche dell´anziano oramai acquisite come ″proprie″ a tutti gli effetti dalla Geriatria (demenza, delirium, depressione e problematiche psico-cognitive, fragilitá, dipendenza funzionale e relative problematiche assistenziali, nutrizionali e riabilitative, tra le altre), il Congresso Nazionale di quest´anno é stato generoso come sempre nel fornire preziosi spunti di aggiornamento e apprendimento per tutti noi, testimoniando nel complesso delle branche in cui si articolava e con il prezioso contributo scientifico di colleghi di ogni etá, la vivacitá e l´importanza scientifico-assistenziale della Geriatria nel panorama clinico contemporaneo.
Mario Bo
Presidente Sezione Piemonte e Valle d´Aosta



Mappatura di posti letto in ambito geriatrico

L'esperienza completata nel corso del 2010 finalizzata ad una rilevazione, peraltro risultata parziale, della realtá Geriatrica di Veneto e Trentino-Alto Adige ha evidenziato come la VMD, strumento geriatrico per eccellenza, venga applicata, in modo standardizzato, in un numero di casi certamente inferiore alle attese e come la gestione della post-acuzie e della regia della Rete dei servizi sia affidata frequentemente alla libera interpretazione nelle varie realtá, seppure ispirandosi alle nostre condivise convinzioni scientifiche.
I dati in nostro possesso confermano quindi una realtá ″a macchia di leopardo″ che puó ipoteticamente prestare il fianco a critiche.
La realtá geriatrica, soprattutto alla luce del riconoscimento recentemente avuto con la presentazione del Quaderno della Salute n° 6 intitolato: ″Criteri di appropriatezza clinica, tecnologica e strutturale dell'assistenza all'anziano″, ha la necessitá di conoscere la mappatura nazionale dell'attivitá: come viene svolta, la sua diffusione e con quali strumenti di VMD e quali sono degli indicatori ″facili″ per cogliere il frutto del nostro lavoro.
A tale scopo si propone l'estensione della rilevazione a tutte le realtá geriatriche italiane.
Si auspica di ottenere una conoscenza sempre piú capillare del mondo geriatrico nazionale anche per avere una conoscenza che permetta di avere informazioni che possano risultare utili alla pianificazione della nostra specialitá.

Massimo Calabró

Notizie dalle Sezioni Regionali

Sezione regionale Calabria
 
Le Geriatrie Ospedaliere per acuti nella Regione Calabria:
Proposta di modifica ll Piano di Rientro
 
Il recente Piano di Rientro proposto dalla Regione Calabria al Governo centrale (decreto n. 18 del 22.10.2010) delinea un profondo cambiamento nell'organizzazione ospedaliera regionale, con riflessi importanti sulle singole discipline ospedaliere. La riorganizzazione investe, ovviamente, anche la Geriatria per acuti, e prevede una netta diminuzione dell'offerta di posti letto e di Unitá Operative di Geriatria rispetto all'esistente. Con il presente documento tecnico, le sezioni regionali Calabresi della Societá Italiana Geriatri Ospedalieri (SIGOs) e della Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) intendono fornire un contributo qualificato al dibattito in atto, ritenendo l'attuale proposta penalizzante per la Geriatria Ospedaliera, e non in linea sia con l'organizzazione esistente nelle Regione ″virtuose″, sia con quella che é stata programmata da Regioni sottoposte a Piano di Rientro dal debito (per esempio il Lazio). Pertanto, La SIGOs e la SIGG offrono alla riflessione dell'Amministrazione Regionale una proposta alternativa, pur nel rispetto della necessitá di ridurre i posti letto oggi esistenti.
 
Premessa
L'affermazione esposta nel Piano di Rientro (Allegato 1, pagina 39) secondo la quale la Geriatria é da considerarsi specialitá ″non diffusa, ma come supporto specialistico alle Medicine ed alle Lungodegenze..″ é da considerarsi non fondata su evidenze scientifiche e di demografia, cosí come erronea é l'opinione che i malati anziani che si rivolgono all'ospedale siano piú bisognosi di aiuto socio-assistenziale (ricoveri inappropriati), che di cure intensive. In Italia, gli ultra65enni rappresentano circa il 50% dei codici gialli di Pronto Soccorso (malati con urgenza differibile) ed il 65% dei codici gialli che poi vengono ricoverati. Gli ultra65enni rappresentano inoltre ben il 50% dei codici rossi (malati in condizioni di emergenza con compromissione grave dei parametri vitali), mentre solo il 10-15% di malati con codici bianchi e verdi (non gravi) hanno piú di 65 anni1. Il vecchio concetto che identificava il giovane con l´acuto e l´anziano con il cronico é quindi nettamente smentito dall´epidemiologia e dalla comune osservazione di chi sia mai entrato in un Ospedale. Naturalmente gli anziani con patologie acute vengono ricoverati in vari reparti, quali Medicina, Cardiologia, Rianimazione, Ortopedia, Chirurgia, Medicina d'Urgenza etc., e non solo in Geriatria. Questo potrebbe far ritenere la Geriatria come una disciplina superflua, senza una netta specificitá, sostituibile in gran parte dai reparti di Medicina o dalle specialistiche d'organo, appunto un ″..supporto specialistico alle Medicine..″. I moderni dati scientifici dimostrano che cosí non é, ed hanno costituito la base per la diffusione dei reparti di Geriatria nei paesi piú moderni ed avanzati.
 
Le evidenze scientifiche
Vari studi hanno calcolato che il 30-35% degli anziani che si ricoverano in Ospedale per malattie acute viene dimesso con un livello di autonomia personale (cioé l'essere indipendenti nelle attivitá basilari del vivere quotidiano, come lavarsi, vestirsi, mangiare, camminare, etc.) inferiore a quello che l'anziano aveva qualche giorno prima del ricovero2. L'abbandono a letto, la malnutrizione, la cateterizzazione urinaria, l'insorgenza di piaghe da decubito, la carenza di sonno, la somministrazione incongrua di farmaci, ed altri fattori spiegano perché l'ospedale é spesso una ″fabbrica di disabili″, i cui effetti economici ricadono poi sul sistema sanitario territoriale. L'anziano viene quindi spesso dimesso ″guarito″ dalla malattia acuta, ma con nuove disabilitá che imporranno il ricovero in residenze sanitarie assistenziali (RSA) o la presa in carico da parte dell'assistenza domiciliare integrata (ADI), e quindi alla fine un aumento dei costi socio-sanitari complessivi.
In questi dati c'é tutta la ″mission″ della Geriatria Ospedaliera. La nostra disciplina non si prefigge soltanto l'obiettivo di curare la patologia acuta, ma anche e soprattutto quello di restituire l'anziano malato alla societá nelle migliori condizioni funzionali possibili, evitandogli una delle tragedie peggiori che possa toccare all'essere umano, cioé la perdita dell'autosufficienza e la dipendenza dagli altri. Negli ultimi 30 anni, la Geriatria ha sviluppato una tecnologia culturale ben precisa, proprio con la finalitá di preservare l'autosufficienza e migliorare la qualitá della vita degli anziani. Si tratta della Valutazione Multidimensionale Geriatrica, un sistema di valutazione basato sulla misurazione della compromissione di alcune facoltá fondamentali per la qualitá della vita, cioé l'autonomia funzionale nelle funzioni primarie (lavarsi, vestirsi, mangiare, camminare), quelle secondarie strumentali (usare il telefono, fare la spesa, guidare, cucinare, etc.), la funzione cognitiva (presenza o meno di decadimento cognitivo fino alla demenza), ed il tono dell'umore (presenza o meno di depressione). Secondo il metodo geriatrico, si tenta di capire qual é l'effetto che le varie malattie, acute o croniche, esercitano su queste facoltá cosí importanti per la qualitá della vita, arrivando cosí a stabilire una precisa gerarchia di interventi medici. In un certo paziente, per esempio, il trattamento di un ″banale″ dolore cronico artrosico, che peró é in grado di procurare effetti invalidanti e di provocare depressione, puó ritenersi prioritario rispetto al trattamento di patologie piú ″nobili″ o piú gravi, come il cancro.
Ebbene, studi clinici randomizzati internazionali hanno stabilito che una gestione ospedaliera basata su questo metodo e condotta in reparti di Geriatria riduce la percentuale di disabilitá alla dimissione rispetto all´approccio tradizionale fornito in normali reparti di Medicina3,4. Il miglioramento del declino funzionale legato alla patologia acuta ed alla ospedalizzazione si traduce in un minor ricorso alla istituzionalizzazione (ricovero in RSA o simili) e, soprattutto, si associa a ridotta mortalitá nel periodo immediatamente successivo alla dimissione dall'Ospedale. L'approccio geriatrico é particolarmente vantaggioso nei cosiddetti anziani ″fragili″, cioé non ancora disabili, ma che sono a rischio di precipitare verso la disabilitá a seguito di una ospedalizzazione per una patologia acuta5. Il vantaggio offerto dal metodo geriatrico é stato recentemente confermato in una serie di studi ″osservazionali″, cioé basati sulla semplice osservazione del mondo reale, uno dei quali condotto in Toscana5. Questi studi hanno confermato che, anche nel modo reale, gli anziani ricoverati in Geriatria riportano meno disabilitá e vivono piú a lungo rispetto a quelli ricoverati nelle Medicine, e ció vale soprattutto per gli anziani ″fragili″, cioé quelli a maggior rischio di disabilitá. Se ben analizzate, queste evidenze scientifiche mettono a riparo da conflittualitá con la Medicina Generale: le due discipline sono infatti complementari e possono integrarsi. Alla Geriatria vanno affidati i pazienti piú ″fragili″, a maggior rischio di disabilitá, o nei quali si sia verificato un crollo funzionale come effetto della patologia acuta; alla Medicina vanno assegnati i malati piú giovani e meno fragili, in cui non esistono particolari rischi di declino funzionale. Ecco perché le Geriatrie non sono un semplice ″supporto specialistico alle Medicine″.
 
Proposta di modifica del Piano di Rientro
Nelle Regioni piú ″virtuose″ non soggette a Piano di Rientro (Emilia Romagna, Marche, Lombardia, Toscana), la dotazione di posti letto (PL) di Geriatria é particolarmente elevata, pari a circa 10 PL per 100.000 abitanti6. L'attuale piano di Rientro della Regione Calabria prevede invece soltanto 3 Strutture Complesse (SC) di Geriatria, 1 per hub, ed ognuna con 20 PL. A queste 3 SC, si aggiunge la SC di Geriatria dell' INRCA di Cosenza, per un totale di soli 80 posti letto in tutta la Regione, pari a 4 per 100.000 abitanti, cioé drammaticamente al di sotto della dotazione presente nelle Regioni del Nord. Il recente Piano di Rientro del Lazio, per esempio, ha inteso colmare questo gap aumentando la dotazione dei PL di Geriatria da 6,8 a 10 per 100.000 abitanti, attribuendo ″alla Geriatria una quota pari al 10% dei PL di Medicina Generale, in considerazione della complessitá assistenziale riscontrabile in un elevato numero di tali pazienti e della necessitá di garantire ad essi cure specialistiche″6.
Pertanto, la SIGOs e la SIGG propongono di approntare alcuni cambiamenti alla ripartizione dei PL per acuti della Regione, pur rimanendo uguale il numero complessivo proposto (giá ridotto rispetto all'esistente). Il Piano prevede la presenza di SC di Medicina Generale in ogni hub e spoke, nonché di Strutture Semplici (SS) di Medicina anche negli Ospedali Generali, con dotazione di 30 PL per ciascuna struttura. La proposta é quindi quella di diminuire i PL delle Medicine, in modo da poterli ripartire in un certo numero di nuove SC di Geriatria, almeno una per spoke. Per esempio, diminuendo da 30 a 20 il numero di PL per le Medicine dei 3 hubs e dei 10 spokes, potrebbero liberarsi 130 posti letto, che potrebbero servire per l'apertura di 10 SC di Geriatria in ogni spoke con un numero di PL almeno pari a 12. In questo modo, si preserverebbe l'offerta complessiva di PL creando 2 contenitori paralleli ed integrati negli ospedali piú importanti, uno per i pazienti fragili (Geriatria) e l'altro per quelli con minor rischio di disabilitá (Medicina).
 
Bibliografia
1. Salani B, Palleschi L. Tipologia attuale dei ricoveri ospedalieri ed emergenze. In ″Codice argento. Accogliere e curare la persona anziana nell' area dell' emergenza-urgenza″. Casa Editrice Scientifica Internazionale, Roma 2009.
2. Covinsky KE, Palmer RM, Fortinsky RH, et al. Loss of independence in activities of daily living in older adults hospitalized with medical illnesses: increased vulnerability with age. J Am Geriatr Soc 2003; 51(4): 451-458
3. Counsell SR, Holder CM, Liebenauer LL, et al. Effects of a multicomponent intervention on functional outcomes and process of care in hospitalized older patients: a randomized controlled trial of acute care for elders (ACE) in a community hospital. J Am Geriatr Soc 2000; 48(12): 1572-1581
4. Landefeld CS, Palmer RM, Kresevic DM, et al. A randomized trial of care in a hospital medical unit especially designed to improve the functional outcomes of acutely ill older patients. N Engl J Med 1995; 332(20): 1338-1344
5. Di Bari M, Balzi D, Roberts AT, et al. Prognostic stratification of older persons based on simple administrative data: development and validation of the ″Silver Code″, to be used in emergency department triage. J Gerontol A Biol Sci Med Sci 2010; 65:159-164
6. Piano Sanitario Regionale del Lazio 2010-2012. Allegato 1. Fabbisogno assistenziale ospedaliero per acuti, pp 170-171.
 
Dr. Giovanni Ruotolo
Presidente Regionale SIGOs
Direttore UOC di Geriatria
AO Pugliese Ciaccio - Catanzaro
 
Dr. Giuseppe Battaglia
Presidente Regionale SIGG
Responsabile UO Riabilitazione Geriatrica
P.O. Soriano - ASP Vibo Valentia
 
Dr. Filippo Luca Fimognari
Tesoriere Nazionale SIGOs
Direttore UOC di Geriatria
AO di Cosenza
 
Dr. Andrea Corsonello
Consigliere Nazionale SIGG
Responsabile UOD Farmacoepidemiologia Geriatrica
INRCA - IRCCS, sede di Cosenza
 
 
Nota successiva del Presidente della Sezione Calabria
Facendo seguito a quanto comunicato in precedenza, sull'impegno delle societá scientifiche calabresi riguardo il problema del ridimensionamento della Geriatria nel riordino del sistema sanitario regionale sottoposto a piano di rientro, si fa presente che in data 27 gennaio u.s., il sottoscritto insieme ai colleghi Ruotolo di Catanzaro e Fimognari di Cosenza, é stato in audizione in commissione sanitá alla Regione Calabria. Nell'occasione, partendo da un'analisi demografica ed epidemiologica della popolazione presente e in futuro, é stata messa in evidenza la necessitá di rivalutare il ruolo della geriatria, viste le tematiche che pone la figura dell'anziano fragile, portando a dimostrazione di ció studi scientifici validati e pubblicati su autorevoli riviste internazionali. La commissione, ritenendo piú che leggittime le richieste, si é impegnata a convocare un incontro con l'AGENAS, societá responsabile della compilazione del piano di rientro, al fine di discutere le argomentazioni, tendenti al miglioramento del piano stesso. Dal conto nostro ci si é riservati di chiedere un incontro con il capo-dipartimento sanitá della Regione, al fine di sensibilizzare lo stesso su questa tematica.
Giuseppe Battaglia
Presidente Sezione Calabria
 
 
Sezione regionale Sicilia
Caro collega Geriatra
Il 2010 non é stato un'anno buono per la Geriatria Siciliana.
La conclusione dell'anno d'altronde non é stata fuori tema!
Nell'ultima GURS del 31-12-2010 vi sono molti concorsi per medici all'interno delle aziende ospedaliere e territoriali, ma tra oltre mille posti banditi solo 14 sono per Geriatri.
E' un'assoluto controsenso storico, scientifico e culturale.
Ma credo che sarebbe da stolti continuare a sopportare oltre la protervia della politica anti-geriatrica che ( solo per ignoranza e preconcetto) ci ignora trascurando con noi tutti i vecchi della nostra amata Sicilia che da noi si sentono curati meglio....
La SIGG sezione Sicilia rivendica la sua posizione apolitica ma anche il suo assoluto diritto-dovere di critica verso chi deride la Geriatria dell'Isola
Vorrei sapere la vostra personale opinione, cosi' come mi interessa avere dei suggerimenti o dei consigli su quello che sará il cammino da percorrere insieme.
Nell'attesa delle vostre opinioni per noi cosi' importanti abbiamo scritto una lettera aperta pubblicata sul quotidiano LASICILIA in data 10-01-2011 (allegata) dove esprimiamo chiaramente e senza giri di parole il disagio di chi é Geriatra di fronte alla pochezza della politica siciliana verso noi ed i nostri Anziani.
Aspettando vostre considerazioni, colgo occasione per salutarVi
Nino Santangelo
Segretario Sezione Sicilia
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CONGRESSI E CONVEGNI

CONGRESSO REGIONALE SIGG CALABRIA
La Cronicitá tra Specificitá e Complessitá
Lamezia Terme (CZ) 19 Febbraio 2011
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Tel/Fax: 096823221
www.anastecalabria.it
 
GRUPPO ANCHISE
Corso di formazione per Conduttori di Gruppi di Autoaiuto per familiari di malati Alzheimer (Gruppi ABC)
Milano febbraio-dicembre 2011
Segreteria organizzativa, preiscrizioni:
www.gruppoanchise.it , info@gruppoanchise.it
pietro.vigorelli@formalzheimer.it
 
IAGG - International Association of Gerontology and Geriatrics
VII European Congress
HEALTHY AND ACTIVE AGEING FOR ALL EUROPEANS ″II″
Bologna, 14 - 17 aprile 2011
Segreteria Organizzativa: Pls group
Via della Mattonaia, 17 - 50121 Firenze
Tel: +39 055 2462.428 Fax: + 39 055 2462.223
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INTENSIVE COURSE ON AGEING
Barcellona June 30th and July 1st, 2011
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