Societá

Attivitá SIGG

Giornale di Gerontologia

Numero 2, Aprile 2006 - Volume LIV

Copertina

Editoriale

Continuitá delle cure o cure continue per gli anziani?

G. SALVIOLI
Centro di Valutazione e Ricerca Gerontologica, Universitá di Modena e Reggio Emilia

G GERONTOL 2006;LIV:71-79

L´invecchiamento della popolazione pone problemi ed interrogativi complessi al sistema sanitario 1 riguardanti le modalitá, l´appropriatezza e la qualitá dei suoi interventi in favore della popolazione anziana (soprattutto del paziente geriatrico) non raramente esposti a underuse, misuse e overuse 2. Il sistema sanitario é organizzato in modo che le malattie sono prevalentemente curate quando si manifestano, con inadeguata attenzione alla prevenzione per le malattie cronico degenerative ancora poco considerate. Nel recente piano nazionale di prevenzione, la fragilitá e la disabilitá dell´anziano non sono comprese fra gli obiettivi.

Indici prognostici di mortalitá negli anziani:
quando la sopravvivenza diventerá l´ endpoint?


G. SALVIOLI
Centro di Valutazione e Ricerca Gerontologica, Universitá di Modena e Reggio Emilia

G GERONTOL 2006;LIV:80-81

Parole chiave: Mortalitá - Indici - Sopravvivenza
Key words: Mortalitá - Indexes - Survival

Ad una certa etá si pensa con apprensione al futuro; quale sará la durata della mia vita?
Mentre sempre di piú si considera la possibilitá di una medicina antiaging (in Italia ci sará la rivista AntiAging) 1, sui giornali scientifici tradizionali si riportano i risultati di ricerche per individuare parametri in grado di predire la probabilitá di morte in un preciso periodo successivo. Lee et al. 2 hanno sviluppato e validato su 8000 soggetti l´indice prognostico sotto riportato di mortalitá a 4 anni; si compone di 12 items; fra parentesi é il punteggio da attribuire ai singoli quesiti.

Articoli daggiornamento

Stili di vita e patologia cardiovascolare nell´anziano

F. RENGO* **,D.DELLA MORTE*,D.D´AMBROSIO*,G.GARGIULO*, S. RUSSO*,M.MARCHESE*, F. ESPOSITO*, C. BRIGHINA*,G. PANZA*, P.ABETE*
* Dipartimento di Medicina Clinica, Scienze Cardiovascolari ed Immunologiche, Cattedra di Geriatria,
Universitá ″Federico II″ di Napoli; ** Istituto Scientifico di Campoli/Telese, Fondazione ″Salvatore Maugeri″, IRCCS, Benevento

G GERONTOL 2006;LIV:102-109

Parole chiave: Stili di vita - Patologia cardiovascolare - Paziente anziano - Attivitá fisica - Restrizione calorica - Precondizionamento ischemico - Vulnerabilitá

Key words: Lifestyles - Cardiovasular pathology - Old patient - Physical activity - Caloric restriction - Ischemic preconditioning - Vulnerability

Il ruolo della genetica nel determinare l´aspettativa di vita, dopo un lungo periodo in cui sembrava poter assumere un aspetto decisivo, piú recentemente é stato notevolmente ridimensionato in concomitanza del grande sviluppo di questa disciplina.

Diverse evidenze scientifiche indicano che l´ereditabilitá dell´aspettativa di vita puó essere legata ad alcuni fattori genetici, che possono significatamene modificare l´invecchiamento, con influenze sia positive che negative sulla longevitá.

Gli studi sinora condotti hanno tentato di localizzare il locus del gene candidato alla longevitá, individuando di volta in volta polimorfismi nel dominio dei geni regolatori la immunitá, la riparazione del DNA e della lunghezza dei telomeri, la resistenza allo stress ossidativo, la risposta infiammatoria, il signaling dell´insulina. Piú recentemente, un´analisi molecolare espansa condotta su 308 individui appartenenti a 137 famiglie, in cui era presente almeno un soggetto con piú di 98 anni, ha dimostrato una relazione tra la longevitá ed il polimorfismo D4S1564 del cromosoma 4. In conclusione, in una valutazione comparativa condotta in diverse specie animali e nell´uomo, la genetica condiziona la longevitá per circa il 30%, laddove stile di vita e numerosi altri fattori ambientali pesano per circa il 70%.

Epidemiologia della salute orale nell´anziano ed interventi di salute pubblica

L. STROHMENGER
Universitá di Milano, Dipartimento di Medicina Chirurgia e Odontoiatria
Clinica Odontoiatrica, Milano

G GERONTOL 2006;LIV:110-114

Parole chiave: Epidemiologia - Salute orale nell´anziano
Key words: Epidemiology - Oral health in aged people

Dalla valutazione dei risultati derivanti dalla nostra ricerca epidemiologica, sono emersi valori di D.M.F.T. piú elevati nel gruppo di pazienti non ospedalizzati rispetto a quello dei pazienti ospedalizzati. In particolare si é riscontrata la netta prevalenza della componente D, quindi di denti cariati, rispetto alle altre. Inoltre dalla comparazione dei livelli di edentulismo si é riscontrato un valore molto piú elevato nei pazienti istituzionalizzati (49,6%) piuttosto che in quelli non istituzionalizzati (28,3%).
Si puó quindi affermare che circa la metá degli anziani residenti nelle Case di Riposo prese in considerazione, ha perso i propri denti naturali, mentre gli individui indipendenti (residenti nelle proprie abitazioni) presentano una maggior ritenzione di elementi dentari (circa 10,02 denti permanenti per persona), ma affetti in misura maggiore dalla carie.

Articoli originali

L´approccio clinico-terapeutico al paziente diabetico anziano nelle diverse realtá assistenziali:
revisione della letteratura ed esperienza personale (seconda parte)


G. CORSINI, D. CALZATO, G.L. VIVIANI, P. ODETTI
U.O. di Geriatria, Dipartimento di Medicina Interna e Specialitá Mediche, Universitá di Genova

G GERONTOL 2006;LIV:82-95

Objective: Only few indications or information are available for the care of diabetic old subject. The goal of this study is to obtain the pattern of nowadays treatment of very old diabetic patient in different settings (outpatients, acute unit, day hospital, RSA).

Methods: In this study 236 subjects (96 males and 140 females), outpatient or admitted to day hospital or acute unit), and 121 (15 males and 106 females) RSA residents were studied by a questionnaire. Clinical characteristics including comorbidity and duration of diabetes, the hypoglycaemic therapy, the metabolic control and the prevalence of complications have been reported.

Results: Diabetes is heterogeneous entity in the group of very old patients of this study. The glycaemic balance was not homogeneous and the comorbidity high. Large vessel disease is the main complication, on the contrary neuropathy has the lower prevalence, but it is also the less evaluated. Oral hypoglycaemic agents are the most used therapy, however insulin was administered in at least a third of all patients. In long term care institutions (RSA) the resources for best diabetes care are available; diabetes ranged from 8 to 19% and almost 50% has a duration of disease over 10 years. Oral hypoglycaemic agents are the usual approach, but insulin treatment achieved the 45%. The glucose control was in general fair, but the metabolic control (glycosylated Hb) not very frequent. The complications were evaluated only in about 50% of the subjects.

Conclusions: Diabetes care in the elderly (over 70 years) shows many concerns that need to be approached, but they are not easy. There is opportunity to improve the treatment of diabetes at this age, not to get a normal blood glucose, but to prevent the complications diabetes-related and to achieve the best possible quality of life.

Key words: Type 2 diabetes - Diabetes therapy - Metabolic control - Diabetes in elderly

Farmaci anti-edemigeni e mortalitá a breve termine in pazienti anziani con ictus ischemico in fase acuta

M. RANZINI,A.R.ATTI,A. BLE´, C.VAVALLE, F. DI TODARO, C. BENEDETTI*,M.G. MARINESCU, R. FELLIN,A. CHERUBINI*,G. ZULIANI
Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Istituto di Medicina Interna, Gerontologia & Geriatria, Universitá di Ferrara; * Istituto di Gerontologia e Geriatria, Universitá di Perugia

G GERONTOL 2006;LIV:96-101

Objectives: There are only few evidences concerning the possible effect of antiedema agents on stroke outcome. In this study we evaluated the effect of the treatment with intravenous (EV) glycerol or mannitol, and corticosteroids on short-term mortality (30 days) in a sample of older patients admitted to hospital for acute ischemic stroke.

Methods: Data concerning 442 subjects (mean age 78.6 8.9 years; 58.3% females) consecutively admitted to Internal Medicine and Geriatrics University Department for acute ischemic stroke have been collected with regard to clinical history, clinical and neurological examination, laboratory parameters, and brain computed tomography scan.

Results: No reduction in the risk of death was observed in patients treated with EV glycerol; conversely, an increase in short-term mortality was observed in patients who were contemporary treated with EV corticosteroids. Mannitol treatment was not associated with a decrease in the risk of death too; the contemporary treatment with EV steroids was not associated with significant changes in mortality risk. The treatment with either glycerol or mannitol was not associated with a decrease in the risk of death, but the contemporary therapy with corticosteroids confirmed to be associated with an increased mortality risk.

Conclusions: Our study does not support the effectiveness of EV glycerol or mannitol in reducing short-term mortality in older subjects with acute ischemic stroke; nevertheless, our data suggest a possible harmful effect of EV corticosteroids on short-term mortality.

Key words: Ischemic stroke - Short-term mortality - Mannitol - Glycerol - Steroids

Casi clinici

Delirium da ipocalcemia severa

F. SABBATINI* **, G. LUSSIGNOLI**, G. KUFFENSCHIN**, C. GEROLDI**, M. NERI*, O. ZANETTI**
* Scuola di Specializzazione in Gerontologia e Geriatria, Universitá di Modena e Reggio Emilia, Modena;
** U.O. Alzheimer-Centro per la Memoria, IRCCS Centro S. Giovanni di Dio - FBF, Brescia

G GERONTOL 2006;LIV:115-122

A case of 79-year-old woman, with previous thyroidectomy, who developed a progressive memory loss and behavioural symptoms, associated with extrapyramidal disorders, is reported. We suspected a Creutzfeldt-Jakob disease, but biochemistry tests revealed a serious hypocalcaemia (3,8 mg/dl), related to secondary hypoparathyroidism. She had a delirium, due to electrolytical imbalance. With calcium plus colecalciferol administration, symptoms resolved. Despite the low calcium level, the most serious clinical findings of hypocalcaemia (tetany, seizures, arythmias) were not detectable, indicating likely a chronic condition.

Key words: Hypocalcaemia - Cognitive impairment - Secondary hypoparathyroidism - Delirium

AIDS: mina vagante in Geriatria

M.G.AMATO, C. CAVALLERI, E. PETRÓ, S. MOSCONI
U.O. di Geriatria Policlinico ″San Marco″, Zingonia (BG)

G GERONTOL 2006;LIV:123-125

Un uomo di 75 anni é giunto alla nostra attenzione per febbre da 2 settimane senza compromissione organica. Dopo aver effettuato diverse indagini cliniche, é stata riscontrata la positivitá per anticorpi anti-HIV, dosati solo dopo la conoscenza del dato anamnestico di un figlio morto per AIDS. Anche nell´anziano la diagnosi differenziale di febbre di origine oscura deve comprendere la ricerca di anticorpi anti-HIV.

Parole chiave: AIDS - Vecchiaia - Sessualitá

Ipotensione ortostatica iatrogena: difficoltá diagnostiche e problemi culturali

C. MUSSI
Cattedra di Gerontologia e Geriatria, Universitá Modena e Reggio Emilia

G GERONTOL 2006;LIV:126-128

Postural hypotension is frequently found in elderly patients; 30% of syncopal events caused by postural hypotension are attributable to iatrogenic causes; despite the diagnosis is easy and cheap, it is often scarcely diagnosed, most of all in non-geriatric settings. We describe a patient with syncope due to iatrogenic postural hypotension; diagnostic procedures aren´t in line with the guidelines for the study of syncope, neither in primary care, nor in hospital.

Key words: Postural hypotension - Adverse drug reaction - Doxazosin - Elderly

Come eravamo

Dal ″Giornale di Gerontologia″ delle vecchie annate

G GERONTOL 2006;LIV:129-130

Penso sia interessante, soprattutto per i Soci piú giovani, ma non solo, ritornare al passato della nostra Societá per cercare di capire quale sia stata l´effettiva evoluzione dei contenuti geriatrici della ricerca e dell´assistenza durante gli ultimi decenni. Nel numero precedente é stato riportato un editoriale su identitá della Geriatria: tra scienza e cultura (Giornale di Gerontologia 1985;33:857-8); si auspica che la scienza sia illuminata dalla cultura. Nello stesso numero del Giornale di Gerontologia (Perugia: Congresso nazionale della SIGG 1985) si legge un importante contributo del compianto prof. Fabris, che insegnó a lungo la Geriatria all´Universitá di Torino, di cui sotto si riporta l´introduzione. Il problema affrontato é ancora l´identitá della Geriatria: é disciplina complementare? Il contenuto é quanto mai attuale ed anticipa alcune realtá dei nostri giorni.

Geriatria: entitá complementare o fondamentale
F. FABRIS
G Gerontol 1985;33:919-20

Con il procedere negli anni e nella pratica della Gerontologia e Geriatria debbo dire che, fortunatamente, il convincimento geriatrico si é andato in me fortificando. Non vi é dubbio che si tratti di una fortuna in quanto solo un rapporto favorevole con il proprio lavoro é motivo di affezione ad esso, dá la forza per la proposizione di nuovi obiettivi. Molteplici possono essere le ragioni di un intimo appagamento: un certo sviluppo di carriera, la sensazione di contribuire a creare qualcosa, il riscontro di qualche traguardo raggiunto. L´etá - pur non veneranda - é quella dei primi bilanci. Interrogandomi sul perché di una crescente ″fede″ geriatrica, pur attraversata da dubbi ed ostacoli, mi sento di rispondere: perché la medicina dei vecchi si puó veramente fare, ha una sua identitá, lascia spazi grandissimi all´immaginazione per il futuro. Credo che ognuno dei geriatri praticanti abbia vissuto e viva - mi sembrerebbe difficile pensare altrimenti - il tormento dell´identificazione del proprio ruolo, della ricerca di uno spazio operativo delineato.