Societá

Attivitá SIGG

Giornale di Gerontologia

Numero 3, Giugno 2008 - Volume LVI

Sommario

Editoriale

L´anziano e il Pronto Soccorso: il Triage

C. Mussi, G. Pinelli*, G. Annoni**
Gerontologia e Geriatria, Universitá di Modena e Reggio Emilia;
* U.O. di Medicina d´Urgenza, Dipartimento di Emergenza Urgenza, Nuovo Ospedale Civile ″S. Agostino-Estense″, Baggiovara, Modena;
** Geriatria e Gerontologia, Universitá di Milano-Bicocca, S.C. Clinicizzata di Geriatria, Azienda Ospedaliera ″San Gerardo″, Monza

G GERONTOL 2008;56:109-117

Parole chiave: Triage - Pronto Soccorso - Anziano - Geriatria
Key words: Triage - Emergency - Elderly - Geriatrics

Nell´ambito del 52° Congresso Nazionale della Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria si é tenuto il Simposio ″L´anziano al Pronto Soccorso: il Triage″, argomento di crescente rilevanza, ma a tutt´oggi poco considerato. Sono 12 milioni circa gli italiani ricoverati negli ospedali italiani ogni anno; una percentuale molto elevata é valutata dal Pronto Soccorso (PS); solo il 20% circa dei soggetti che accedono spesso in modo autonomo all´emergenza-urgenza é poi ricoverato; la percentuale sale nel caso delle persone anziane che rappresentano piú del 45% dei degenti. Pertanto le attivitá del PS e dell´ospedale per acuti sono sicuramente fondamentali nell´economia generale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), rappresentando punti di riferimento per quanto riguarda l´informatizzazione delle notizie, dei dati clinico-diagnostico-terapeutici e la memorizzazione dei farmaci prescritti; purtroppo si tratta di informazioni trattate prevalentemente come dati amministrativi, di solito non utilizzati o utilizzabili per la ricerca clinica applicata o ai fini di migliorare l´organizzazione dell´assistenza al malato anziano che ha molteplici patologie e problemi.

Il testamento biologico: il punto di vista del Geriatria

G. Salvioli
Cattedra di Geriatria e Gerontologia, Universitá di Modena e Reggio Emilia

G GERONTOL 2008;56:118-122

Parole chiave: Testamento biologico - Informazione - Morte - Cure di fine vita - Italia - Anziani
Key words: Advanced directives - Information - Death - End of life care - Italy - Old people

L´invecchiamento e la morte
L´invecchiamento comprende anche la morte. Il Medico e in particolare il Geriatra devono considerare maggiormente i problemi della fase terminale della vita e delle cure piú opportune. Molte risorse sanitarie sono utilizzate proprio nell´ultimo mese di vita con risultati modesti tanto che in alcuni casi si puó configurare la futilitá medica: la qualitá delle cure all´anziano dovrebbe prevedere anche questo parametro.
La morte é il naturale limite al frenetico attivismo della vita che non puó durare in eterno placandosi nel riposo implorato anche nella preghiera per i defunti. Si legge che l´anziano tende a rassegnarsi alla ineluttabilitá della morte; a volte perde il desiderio di vivere riducendo l´apporto alimentare e i rapporti con gli altri; la relazione verbale sui problemi presenti viene a mancare; il pensiero della morte puó essere sentito con serenitá, ma a volte la paura e l´ansia prevalgono. La morte molto spesso si verifica nell´ospedale e nelle strutture per anziani, piú raramente a domicilio; in questi ambiti le cure della fase terminale della vita potrebbero non essere appropriate per la perdurante scarsa l´attenzione alle cure palliative e alla sedazione per evitare inutili sofferenze (si veda il sito della Societá italiana di cure palliative: http:www.sicp.it). La ″slow medicine″ dovrebbe essere preferita all´accanimento terapeutico, povero di caritá e compassione; molti medici ed infermieri medicalizzano anche la morte dimenticando che questa é la fase terminale della vita e non della malattia.

Articoli daggiornamento

Prevenzione delle infezioni da Herpes Zoster nella popolazione anziana e gestione della nevralgia post-erpetica

A. Cherubini, B. Gasperini
Istituto di Gerontologia e Geriatria, Universitá di Perugia

G GERONTOL 2008;56:146-153

Parole chiave: Herpez Zoster - Virus della varicella - Nevralgia posterpetica - Vaccino
Key words: Herpes Zoster - Varicella virus - Postherpetic neuralgia - Vaccine

L´Herpes Zoster (HZ) é una patologia determinata dalla riattivazione del Virus Varicella-Zoster (VZV), agente eziologico della varicella. Dopo aver causato l´infezione primaria, il VZV rimane quiescente nei gangli sensitivi delle radici dorsali del midollo spinale e/o dei nervi cranici, dove dá luogo all´infezione latente 1. Nel corso della vita il VZV puó riattivarsi, causando l´HZ.

La stipsi nell´anziano: dalla prevenzione alla terapia

A. Pilotto, V. Annese*, G. Spinzi**
Unitá Operativa Geriatria, Casa Sollievo della Sofferenza, IRCCS, San Giovanni Rotondo (FG);
* Unitá Endoscopia Digestiva, Casa Sollievo della Sofferenza, IRCCS, San Giovanni Rotondo (FG);
** Dipartimento Gastroenterologia, Ospedale Valduce, Como

G GERONTOL 2008;56:154-159

Parole chiave: Anziano - Stipsi - Lassativi
Key words: Elderly - Constipation - Laxatives

Definizione di stipsi
Il termine ″stipsi″ identifica una situazione o condizione, non necessariamente patologica, associata per lo piú a difficoltá o fastidio che una persona avverte nell´ambito delle proprie funzioni dell´alvo. In letteratura é ben documentato che pazienti, medici e/o personale sanitario possono dare significati diversi al termine stipsi, riferendosi al numero delle scariche nel tempo e/o alla consistenza delle feci e/o al fastidio o difficoltá procurati dalla evacuazione dell´alvo.

Distribuzione della composizione corporea in soggetti anziani affetti da sindrome metabolica

G. Stramaglia*, A. Greco**, A. De Matthaeis*, M. Zurro**, G. Guglielmi***, G. Vendemiale * **
* Cattedra di Geriatria Universitá degli Studi di Foggia;
** Unitá Operativa Complessa di Medicina Interna IRCCS ″Casa Sollievo della Sofferenza″ San Giovanni Rotondo;
*** Cattedra di Radiologia Universitá degli Studi di Foggia

G GERONTOL 2008;56:160-166

Parole chiave: Sindrome metabolica - Anziano - Malnutrizione
Key words: Metabolic Syndrome - Elderly - Malnutrition

Premessa
L´associazione di obesitá addominale, iperglicemia e/o iperinsulinismo ed ipertensione arteriosa che identifica la sindrome metabolica (SM) é divenuta una patologia particolarmente rilevante in quanto in grado di condizionare il rischio di complicanze cardiovascolari. In particolare l´aumento dei tassi d´incidenza e prevalenza di questa patologia riguarda soprattutto gli anziani. Le conseguenze della SM sembrano essere maggiormente amplificate in questa fascia di etá verosimilmente a causa delle alterazioni fisiologiche dell´invecchiamento e dalla presenza di comorbilitá frequentemente presenti durante questa fase della vita.

Articoli originali

L´acido urico predice i livelli di proteina C-reattiva ed interleuchina-6 dopo tre anni di follow-up: risultati dello studio InCHIANTI

C. Ruggiero1 2, A. Cherubini2, N.H. Nguyen2, G. Dell´Aquila2, B. Gasperini2, R. Serra1 2, M. Maggio1, F. Lauretani3, S. Bandinelli4, U. Senin2, L. Ferrucci1
1 Sezione Studi Longitudinali, Ricerca Clinica, Istituto Nazionale sull´Invecchiamento, NIH, Baltimore, Maryland, USA;
2 Istituto di Geriatria e Gerontologia, Universitá di Perugia;
3 Agenzia per la Salute, Regione Toscana, Firenze;
4 A.S.F. Riabilitazione Geriatrica, Firenze

G GERONTOL 2008;56:123-131

Aim: The role of uric acid (UA) in the process of atherotrombosis is controversial. Although serum UA has powerful antioxidant properties, epidemiological studies show that UA is a risk factor for cardiovascular diseases and is positively associated with proinflammatory markers.

Methods: We investigated the relationship between baseline UA and changes in UA circulating levels with C-Reactive Protein (CRP) and interleukin-6 (IL-6) after 3 years of follow-up in a cohort of 892 Italian men and women aged 21-91 years. Participants had complete baseline and follow-up data on UA, inflammatory markers and covariates. An autoregressive approach was used to study such a relationship.

Results: In adjusted analyses, baseline UA and changes in UA levels predicted a 3 years change in CRP (p = 0.028), but not IL-6 (p = 0.101). The relationship between UA and CRP persisted after adjustment for baseline IL-6. Participants with high UA at baseline had progressively higher probability of developing clinically relevant elevated levels of IL-6 (> 2.5 pg/mL) and CRP (> 3.0 mg/L) over 3 years.

Conclusions: Our study suggests that in a population-based cohort, baseline UA and changes in circulating UA levels over 3 years of follow-up predict changes in circulating CRP levels independent of relevant confounders, including baseline IL-6 levels.

Key words: Uric acid - Inflammation - Cardiovascular diseases - Inflammatory markers - Metabolism

Il case-mix e la degenza: analisi di cinque anni di Riabilitazione Geriatrica 2002-2006

E. Cunietti, R. Bagnoli, A. Bracchi, C. Bolis, V. Giacomel, P. Esposito*
U.O. Riabilitazione Generale e Geriatrica;
* Ufficio Qualitá, P.O. di S. Angelo Lodigiano, Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi

G GERONTOL 2008;56:132-145

Objective: To report our experience of five years of Geriatric Rehabilitation, to describe the clinical and functional characteristics, the modifications that took place in the case-mix, and the outcomes of the rehabilitation stay, to encourage comparisons.

Methods: Our study involved 1668 pts (median age 81; range 65-100) transferred from acute wards: 66.6% women and 33.4% men. Pts were grouped according to main diagnosis at discharge: hip fracture n = 386; Stroke n = 199; Medical Illnesses n = 755; Orthopaedic illnesses n = 135; Neurological Illnesses n = 163; and Comas: n = 30. ″Clinically Complex″ pts were identified if Cumulative Illness Rating Scale comorbidity = 3, ″Cognitive Impairment″ if SPMSQ > 4, ″Bedridden″ if IB < 6, pts with ″Severe Functional Dependence″ if IB < 50, ″Malnutrition″ if Alb < 35 g/L and ″Anaemia″ according to WHO. The outcomes of hospitalization were: length of stay and discharge location; percent reduction of: Bedridden, Severe Functional Dependence, catheter removal, urinary continence recovery, and ″Pressure Ulcer″ healing.

Results: Medical Illnesses increased from 32% in 2002 to 56% in 2006, Clinically Complex patients increased (from 44% to 94%). The overall prevalence of Bedridden pts was 28%; of Severe Functional Dependence, 81.1%; of Clinically Complex, 75.4%; of Cognitive Impairment, 47%; of dwelling catheters, 46%; of Pressure Ulcer, 24.6%; of Anaemia, 66.5%; and of Malnutrition, 71.6%. Mean length of stay > 30 days was observed among hip fracture, Stroke and Neurological Illnesses. Percent Reduction of Bedridden was 28.9%, of Severe Functional Dependence 34%, of catheter removal 53.4%, of continence recovery 22.7%, of Pressure Ulcers healing 23.4%. The incidence of intercurrent infection was 26.2%.

Conclusion: The clinical and functional characteristics of our pts exhibit an aging population heavily compromised. This is mainly due to the high comorbidity that both reduces recovery potential and increases vulnerability and clinical instability. The clinical iatrogenesis following to the acute hospital stay lengthened and complicated the process of clinical stabilization and rehabilitation. All this suggests that multi dimensional evaluation should not be confined to the last period of the hospital stay.

Key words: Comorbidity - Cognition - Malnutrition - Anaemia - Pressure Ulcers - Infections