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Giornale di Gerontologia

Numero 4, Agosto 2008 - Volume LVI

Copertina

Sommario

Editoriale

La tecnologia al letto dell´ammalato: utilitá in Medicina Geriatrica

C. Mussi, G. Salvioli
Cattedra di Geriatria e Gerontologia, Universitá di Modena e Reggio Emilia

G Gerontol 2008;56:167-175

Parole chiave: Tecnologie - Geriatria - Al letto del malato
Key words: Technologies - Geriatrics - Patient´s bed

Introduzione
il Corso di laurea in Medicina e Chirurgia abitua il futuro medico a considerare l´utente come un paziente ricoverato in ospedale per acuti, ambiente in cui ogni tipo di accertamento é possibile. in Medicina Generale, nelle cure primarie e soprattutto in Geriatria questa visione non é adeguata alle effettive esigenze; gli anziani ricoverati nell´ospedale per acuti sono la quota minore, in quanto la maggior parte di loro si trova nel territorio in luoghi di cura diversi, come nelle strutture protette, nelle residenze sanitarie assistenziali e, non ultimo, a domicilio (Fig. 1). l´ospedale per acuti dispone di notevoli risorse anche economiche e grandi possibilitá diagnostico-terapeutiche, grazie alle quali é agevole gestire un´emergenza medica, nel giovane come nel paziente anziano. Quest´ultimo sempre di piú utilizza il pronto soccorso; nel territorio le risorse sono scarse e la continuitá delle cure spesso non é agevolmente realizzata; qui la valutazione del paziente consiste nella visita tradizionale del medico, che dispone di pochi strumenti diagnostici, anche perché durante la formazione universitaria non é stato edotto sulla disponibilitá di strumenti di screening e di questionari che facilitano l´approccio qualificato ai problemi e ai bisogni del paziente anziano 1. Questo scenario appare anacronistico, se si pensa che l´italia ha un buon grado di informatizzazione e di tecnologia. l´offerta sanitaria non cambia, nonostante che la svolta demografica con il progressivo invecchiamento della popolazione richieda profondi mutamenti e una diversa distribuzione delle risorse per creare servizi ed attivitá di qualitá adeguata per far fronte a questa strisciante emergenza; purtroppo prevale il mito centralista anche nella sanitá che ha evidenti difficoltá a gestire le citate evenienze che richiedono appropriatezza, qualitá e risultati, con costi compatibili. Potenziando le cure primarie, il domicilio diventerá un affidabile luogo di cura 2, modificando cosí effettivamente l´offerta sanitaria che ora risulta ancora prevalentemente centralizzata e basata sui percorsi molto spesso burocratici.

L´autopsia puó e deve migliorare le conoscenze geriatriche e gerontologiche

A. Molinelli, F. De Stefano
Dipartimento di Medicina Legale, Universitá di Genova

G Gerontol 2008;56:176-177

Parole chiave: Metodo autoptico - Conoscenze scientifiche - Causa mortis
Key words: Autoptic methods - Scientific knowledge - Causa mortis

Leggiamo con interesse l´articolo pubblicato sul Giornale di Gerontologia (2007;55:690-692): ″l´autopsia puó migliorare le conoscenze geriatriche e gerontologiche?″ a firma del prof. Gianfranco Salvioli.
Nel condividere in massima parte le istanze espresse, ci permettiamo di fornire alcune integrazioni.
Nel nostro ordinamento sono previste due modalitá di intervento autoptico: l´autopsia giudiziaria ed il riscontro diagnostico.
L´autopsia giudiziaria é richiesta dall´Autoritá Giudiziaria ed ha finalitá giudiziarie; é eseguita allo scopo di rilevare l´identitá del deceduto (quando necessario) nonché l´epoca, la causa, i mezzi della morte ed ogni altro elemento utile a fini di giustizia.
Il Riscontro Diagnostico é richiesto ai sensi del Regolamento di Polizia Mortuaria - DPR 285/90 - ed ha finalitá correlate alla definizione della causa mortis o al chiarimento di quesiti clinico-scientifici.

Articoli daggiornamento

Demenza con Corpi di Lewy

S. Sestini, A. Bavazzano*, C. Logi**, U. Bonuccelli**
U.O. Medicina Nucleare, Ospedale Misericordia e Dolce, Usl 4 Prato, Universitá di Firenze;
* Regione Toscana, Coordinamento della rete assistenziale delle persone con demenza;
** Dipartimento Di Neuroscienze, Universitá Di Pisa, U.O. Neurologia, Usl 12, Viareggio

G GerontoL 2008;56:191-204

Parole chiave: Demenza - Corpi di Lewy - Parkinsonismo
Key words: Dementia - Lewy Body - Parkinsonism

In un articolo pubblicato nel 2007 Potter e Steffen ipotizzano che il 17-36% della popolazione generale ultrasessantacinquenne sia affetta da un deterioramento cognitivo a carattere evolutivo.
Uno studio italiano sugli ultrasettantacinquenni indica una prevalenza del 15,5% per le demenze, di cui il 43% costituito dalla Malattia di Alzheimer (MA).
Sono quadri patologici di grande complessitá i cui aspetti clinici mutano nel corso della storia naturale di malattia ed in cui le soluzioni di ″cura″ richiedono costanti adattamenti. Depressione e disturbi di moto si associano in modo vario al declino cognitivo-comportamentale, precorrendo spesso il quadro clinico conclamato e determinando una precoce compromissione dell´autonomia personale e sociale.
Il correlarsi di questi aspetti con la comorbilitá, frequente negli anziani, rende spesso complessa la diagnosi e complica il governo clinico di queste patologie. i tradizionali paradigmi di cura vengono spesso superati nella ricerca di un trattamento ″protesico″ che associ al farmaco anche misure riabilitative ed assistenziali.
Nelle attuali societá longeve la ″cura″ della cronicitá é la domanda che viene posta con sempre maggiore evidenza.

Articoli originali

Relazione tra livelli circolanti di acido urico, antiossidanti e performance fisica in soggetti anziani

C. Ruggiero1 2, A. Cherubini2, R. Serra2, G. Dell´Aquila2, N.H. Nguyen2, R. Ferretti2, B. Gasperini2, J. Guralnik5, R.D. Semba6, F. Lauretani3, S. Bandinelli4, U. Senin2, L. Ferrucci1
1 National Institute on Aging, Baltimore;
2 Istituto di Geriatria e Gerontologia, Universitá di Perugia;
3 Agenzia per la Salute, Regione Toscana, Firenze;
4 A.S.F. Riabilitazione Geriatrica, Firenze;
5 Istituto Nazionale sull´invecchiamento, Bethesda;
6 Johns Hopkins Medical Institutions, Baltimore

G Gerontol 2008;56:178-186

Objectives: To investigate the relationship between uric acid and antioxidant concentrations and whether antioxidants modulate the impact of uric acid on physical function.

Methods: 966 community-dwelling older persons included in the baseline assessment of the InCHIANTI Study. Uric acid, carotenoid, tocopherol, and selenium concentrations were assayed. Physical function was measured using the Short Physical Performance Battery (SPPB) and IADLs. Potential confounders were assessed using standardized methods.

Results: Total carotenoids (p = .008), in particular a-carotene (p = .02), lutein (p < .001), zeaxanthin (p < .001), lycopene (p = .07), cryptoxanthin (p = .29), and selenium (p = .04) were inversely associated with UA. Total tocopherols (p = .06) and a-tocopherol (p = .10) had a positive trend across uric acid. SPPB (p = .01) and IADL disability (p = .002) were nonlinearly distributed across the uric acid quintiles. Participants within the middle uric acid quintile (4.8-5.3mg/dl) were less disabled in IADLs and had better SPPB scores than those in the extreme uric acid quintiles. There was a significant interaction between uric acid and selenium in the model predicting SPPB score (p = .02).

Conclusions: Uric acid is inversely associated with carotenoids and selenium. Participants with intermediate uric acid levels had a higher prevalence of good physical functions, higher SPPB scores, and lower IADL disability. In conclusion, older subjects with intermediate uric acid levels may have an optimum balance between proinflammatory and antioxidant compounds that may contribute to better physical performance.

Key words: Uric Acid - Antioxidants Metabolism - Inflammation - Physical function - Disability

Articoli originali brevi

Comorbilitá e ricoveri ripetuti in Medicina Interna

F. Tiratterra, V. Pignatelli, A. Placido, G. Somma*, A. Pietroiusti*
U.O.C. Medicina Generale Ospedale S.Spirito A.S.L. Roma-E;
* Dipartimento di Biopatologia, Universitá Tor Vergata, Roma

G Gerontol 2008;56:187-190

Background: Most studies on demographic data from industrialised countries clearly demonstrate a trend towards aging of the population, associated with an increase chronic disorders, often coexisting in the same subject. Consequently, the burden of patients with the above mentioned characteristics is becoming overwhelming for all hospital wards, and especially for those of Internal Medicine.

Objectives: Aim of the study is to evaluate the characteristics of the patients admitted to a ward of acute Internal Medicine, the frequency of recurrent admissions in subjects of 65 years and over, and the reasons for readmission.

Methods: This is a retrospective analysis of admissions to the General Medicine Department of S. Spirito Hospital (Rome) during the year 2005. The main demographic and clinical characteristics were recorded in each patient aging 65 years or more, hospitalized during the first 3 months of the year, and correlated with the readmission rate during the subsequent nine months. Results: During the first three months of 2005, 259 patients were hospitalized: 195 (75.3%) aged 65 years or more. Forty-seven patients aging 65 years or more (24.1%) were readmitted at least once during the subsequent 9 months. In comparison to older patients who did not require further admissions, those with re-admissions had more frequently three or more concomitant diseases: 40 out of 47 vs. 67 out of 148; Odds ratio = 6.9, 95% confidence intervals: 2.9-16.4, p < 0.0001 (univariate analysis).

Conclusions: These data suggest greater relationship between hospital and territory, in order to ensure a continuum in the care of older patients.

Key words: Comorbility - Frail elderly - Hospital readmission - Continuity of care

Sezione clinica

Indicazioni al posizionamento della PEG: quale paziente?

S. Peruzza, C. Mezzasalma, G. Lollo*, F. Pozzato, R. Rozzini**
U.O. di Geriatria, Ospedale di Conegliano, Ulss7;
* Servizio di Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva, Ospedale di Conegliano, Ulss7;
** U.O. di Geriatria, Ospedale Poliambulanza, Brescia

G Gerontol 2008;56:205-213

The PEG (Percutaneous Endoscopic Gastrostomy) is an alimentary probe that crosses the abdominal wall until the stomach and allows the nutrition in absence of the function of the swallowing, or, in some cases, like supplement to the normal feeding. Probably, with the aging of the population, the technique PEG has determined, also for the facility of its execution, a extension of the indications and consequently its application. Actually, besides the clinical indications, sure criteria of selection of old patients, with characteristics of frailty not exist. Moreover in the elderly patient with severe dementia decisional must hold account also of ethical issues.
Our study, on a population of acute elderly patients consecutively recovered in a Geriatric department evidences as the greater part of the subjects with PEG has a serious index of comorbidity, has conditions of complete dependency and is burdened from a high rate mortality. A multidisciplinary approach with the support of selection criteria is necessary for selection of elderly patients with characteristics of frailty for the positioning of the PEG.

Key words: PEG - Comorbidity