Societá

Attivitá SIGG

Giornale di Gerontologia

Numero 2, Aprile 2008 - Volume LVI - Supplemento 1

Copertina

La Geriatria incontra la Sanitá Militare
Milano, 5 ottobre 2007

Sommario

Atti Congresso

La Sanitá Militare e la Geriatria: una possibile alleanza

M. Trabucchi
Past President della Societá italiana di Gerontologia e Geriatria

G Gerontol 2008;56(Suppl 1):5-7

Parole chiave: Geriatria - Sanitá Militare - Alleanza
Key words: Geriatrics - Military Health Services - Alliance

Molti sono i motivi a favore di un´alleanza forte tra sanitá militare e geriatria.
Di seguito ne discuto alcuni, partendo dall´ovvia considerazione dell´importanza sempre maggiore dei problemi posti dall´invecchiamento della popolazione e quindi del ruolo strategico che hanno le istruzioni chiamate a identificare risposte adeguate. in questo senso le Forze armate e la geriatria si trovano coinvolte - pur con ruoli e compiti assolutamente diversi - in un´impresa che le vede alleate. É quindi utile ogni impegno per elaborare ed approfondire i temi di questa alleanza, per quanto possano essere inediti e di difficile concretizzazione.

Invecchiamento, cultura ed ambiente

G. Annoni
Cattedra e Scuola di Specializzazione in Geriatria, Universitá di Milano-Bicocca, S.C. Clinicizzata di Geriatria, A.O. ″San Gerardo″, Monza

G Gerontol 2008;56(Suppl 1):8-10

Parole chiave: Invecchiamento - Cultura - Ambiente
Key words: Aging - Culture - Environment

Certamente chi, da tempo, si occupa dell´uomo anziano ha maturato il convincimento, ma vorrei dire la certezza, supportata anche da evidenze scientifiche, dell´esistenza di una forte relazione tra questi elementi: invecchiamento, cultura ed ambiente. Tuttavia, ripensando agli inizi degli anni ´70 ed ai principali trattati di Medicina interna su cui venivano preparati gli esami di Patologia e Clinica Medica, ad esempio l´introzzi, il Campanacci, il Teodori, l´interesse all´invecchiamento medico-biologico, era solo marginale. Si documentavano modificazioni anatomo-funzionali dei vari organi ed apparati, certamente non equivalenti tra loro nell´ambito del medesimo soggetto ed anche tra i diversi individui; quindi, una certa variabilitá, ma modificazioni sempre presenti. L´invecchiamento era pertanto rappresentato come una inesorabile perdita di ció che si era prima acquisito e poi mantenuto, una sorta di estensione incontrollabile e distruttiva di una condizione di malattia.

Approccio psicologico all´anziano in situazioni di maxiemergenza: il ruolo della Sanitá Militare

G. Vacca
Membro Commissione Medica di II Istanza Interforze di Milano

G Gerontol 2008;56(Suppl 1):11-12

Parole chiave: Maxiemergenza - Anziano - Sanitá Militare
Key words: Emergency - Elders - Military Health

Le maxiemergenze, proprio per il loro carattere di imprevedibilitá, dirompenza e gravitá, non prevedono procedure di intervento psicologico differenziate per soggetti adulti e soggetti anziani.
Nella Psicologia Geriatrica, si é assistito, negli ultimi anni, ad un mutamento dell´immagine sociale della vecchiaia; la senescenza, da sempre considerata come una fase della vita con inevitabile rigiditá progressiva dei comportamenti ed implacabile declino delle funzioni cognitive e pertanto ritenuta propria di un gruppo vulnerabile, ha assunto una diversa connotazione, come nuovo modello di etá adulta, senza alcuna particolare scissione tra l´una e l´altra etá della vita.
Tuttavia, gli aspetti cognitivi e biologici che caratterizzano la vecchiaia impongono accorgimenti ulteriori quando si vuole lavorare con questa tipologia di soggetti, soprattutto in situazioni di maxiemergenze.
La Sanitá Militare, con la rimodulazione dei propri schemi operativi e pertanto con una concentrazione di risorse nell´ambito delle gestione delle maxiemergenze, ha da tempo preparato e formato professionisti specializzati in grado di operare in situazioni di elevata emergenza sanitaria, organizzando corsi di formazione per implementare l´efficienza operativa della componente sanitaria, sia in ambito clinico che psicologico.

L´associazionismo d´arma ed invecchiamento della popolazione

I. Grottola, A. Lombardo
Centro ospedaliero di Milano, Consultorio Psicologico

G Gerontol 2008;56(Suppl 1):13-17

Parole chiave: Associazionismo - Invecchiamento - Indagine
Key words: Associations - Aging - Search

L´invecchiamento della popolazione é attualmente uno degli eventi demografici piú rilevanti dei paesi industrializzati, che sta producendo delle trasformazioni di natura economica, sociale e culturale di fronte alle quali si rendono necessarie delle reazioni di carattere politico ai vari livelli di competenza (internazionale, nazionale, regionale e locale).
In risposta alle tendenze recenti del processo d´invecchiamento, sono stati implementati diversi tipi di risposta, di natura politica, nelle regioni dell´Unione Europea.
Essenzialmente, le regioni comunitarie sembrano occuparsi dell´invecchiamento demografico secondo due tipi di approcci: uno definito settoriale-contingente l´altro intersettoriale-prospettivo.
L´approccio settoriale-contingente punta a soddisfare le necessitá espresse quotidianamente dagli anziani attraverso una gamma di servizi di assistenza sociale e sanitaria. In tal caso l´attenzione all´invecchiamento si esprime in un´offerta assistenziale, diretta a mitigare gli effetti della non autosufficienza piuttosto che in azioni rivolte alla prevenzione del decadimento fisico e psichico dell´anziano.
Le regioni che seguono questo approccio attuano delle politiche che hanno come destinatario il collettivo degli anziani non autosufficienti piú che il processo di invecchiamento demografico nel suo complesso.

Lo sportello geriatrico nel Centro Ospedaliero Militare di Milano:
una risposta istituzionale innovativa ai bisogni sociosanitari delle associazioni d´arma


S. Valentino
Comandante Centro Ospedaliero di Milano

G Gerontol 2008;56(Suppl 1):18-20

Parole chiave: Sportello - Veterani - Bisogno
Key words: Reporting point - Veterans - Need

″Le istituzioni evolvono se evolve la loro interrelazione con i cittadini, se sono in grado di indurre e favorire la riqualificazione dei rapporti volti alla centralitá della persona, se sanno porsi in una logica sinergica, non occasionale, né sporadica, con i saperi socialmente utili […]″. Come felicemente sottolinea il richiamo introduttivo del Piano Socio-Sanitario 2007-2009 della Regione lombardia risulta doveroso, ma anche innovativo rivedere, come per tutte le istituzioni, anche per le Forze armate, la gestione dei rapporti a livello individuale e collettivo, in coerenza con le norme in vigore che si ispirano ai valori etici ed istituzionali propri della tradizione militare e che prevedono risposte adeguate non solo alle esigenze programmatorie, gestionali e strategiche dello Stato, ma anche ai nuovi bisogni individuali e collettivi dell´uomo in divisa. tra questi bisogni, in un panorama internazionale caratterizzato dalla instabilitá sociopolitica, dai flussi migratori e dalla emergenza-sicurezza di un mondo globalizzato, in cui le Forze armate sono costantemente e contemporaneamente impegnate in delicate missioni fuori area, la domanda di salute riveste un ruolo prioritario. ebbene se tale esigenza durante l´espletamento del servizio attivo viene soddisfatta dal mantenimento della necessaria idoneitá psicofisica e dalla adozione di tutte le misure preventive, curative, formative e risarcitive del caso, nel periodo di cessazione dal servizio essa viene fisiologicamente e normativamente assorbita dalla gestione comune del Servizio Sanitario nazionale senza modalitá di transito specifiche nella societá civile. Secondo l´oMS compito di un Servizio Sanitario é ″dare piú anni alla vita e piú vita agli anni″, erogare cioé prestazioni sanitarie capaci non solo di aumentare la vita media e il tasso di sopravvivenza, ma anche di migliorare la qualitá della vita, investendo in prevenzione e promuovendo corretti stili di vita ad ogni etá. É ormai noto che nel panorama dei Servizi Sanitari mondiali la cura della popolazione anziana sta assumendo una rilevanza strategica con elevatissimo impatto sul piano organizzativo, sociale ed economico.

La perdita del ruolo: un´esperienza in un campione di militari

P. Comito
Centro Ospedaliero di Milano, Consultorio Psicologico

G Gerontol 2008;56(Suppl 1):21-24

Parole chiave: Ruolo - Identitá - Deterioramento cognitivo
Key words: Role - Identity - Cognitive deterioration

Per molto tempo siamo stati abituati a pensare al ruolo professionale come ad una ″descrizione″ definita, anche se di carattere dinamico, includente oltre ai compiti anche le relazioni e le transazioni. in questa prospettiva ″rigida″ il ruolo avrebbe dovuto riguardare la funzionalitá e la finalizzazione dell´attivitá del soggetto all´interno di un sistema presupposto e articolato dettagliatamente. ma ci accorgiamo che nelle organizzazioni evolute i suoi confini vengono continuamente sfumati ed emergono invece piú flessibili ″professionalitá″ e ″competenze″. i lavoratori si muovono con grande mobilitá all´interno delle aree professionali, contaminando le nuove attivitá che intraprendono con le competenze acquisite in precedenza. il ruolo lavorativo rimane sempre oggetto di un´attenzione da parte delle persone, mirata a comprendere la loro stessa collocazione nelle varie fasi del processo di socializzazione.

Depressione e deterioramento cognitivo nell´anziano

C. Gala, A. Peirone, S. Bellodi, L. Pasquale, C. Redaelli
Azienda Ospedaliera ″San Paolo″, Milano, Unitá Psichiatrica I, Centro per la Diagnosi e Cura della Depressione nell´Anziano

G Gerontol 2008;56(Suppl 1):25-33

Parole chiave: Depressione ad insorgenza tardiva - Deterioramento cognitivo - Demenza
Key words: Depression late onset - Cognitive impairment - Dementia

Introduzione
La depressione e la demenza costituiscono le sindromi psichiatriche piú frequenti nella popolazione anziana. I due disturbi spesso coesistono. Molti e assai controversi sono gli studi, allo stato attuale, che mettono in correlazione sintomi e sindromi affettive e cognitivi nelle persone anziane. Il punto di partenza privilegiato per lo studio delle sindromi miste cognitive e depressive deriva dall´aumento di strumenti e di approcci utili per l´identificazione precoce e per la prevenzione del morbo di Alzheimer (AD) e delle demenze correlate. Gli studi in proposito tendono a riconoscere e ad individuare la distinzione tra la compromissione cognitiva non progressiva associata alla depressione ″late onset″ e le manifestazioni depressive delle demenze neurodegenerative progressive. Si tratta di descrivere linee parallele di evidenze che collegano la depressione geriatrica e il disturbo cognitivo, derivate dagli studi epidemiologici in popolazioni diverse.

Clinica delle demenze

L. Tremolizzo, C. Ferrarese
Clinica Neurologica, Ospedale ″S. Gerardo″, Monza e Dipartimento di Neuroscienze e Tecnologie Biomediche, Universitá di Milano-Bicocca

G Gerontol 2008;56(Suppl 1):34-39

Parole chiave: Demenza - Caratteristiche cliniche - Malattia di Alzheimer - Demenza frontotemporale - Demenza a corpi di Lewy
Key words: Dementia - Clinical features - Alzheimer´s disease - Frontotemporal dementia - Dementia with Lewy bodies

La demenza viene definita come un disturbo acquisito su base organica delle funzioni intellettive che sono state in precedenza acquisite. secondo il manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali-iV-Text revision 1, tali funzioni devono comprendere la memoria e almeno un´altra funzione tra: pensiero astratto, capacitá critica, linguaggio (afasia) e orientamento spaziotemporale, il tutto con conservazione della vigilanza. Tali deficit devono interferire significativamente con il lavoro, le attivitá sociali o le relazioni con le altre persone, con un peggioramento rispetto al precedente livello funzionale, e non devono manifestarsi unicamente nel contesto di un delirium, per altro patologia estremamente frequente nell´anziano, specie se ospedalizzato. Una classificazione clinica delle demenze é riportata in Tabella i. É possibile una distinzione in tre gruppi principali: (i) demenza associata a patologie internistiche (es. ipotiroidismo); (ii) demenza nel contesto di una patologia del sistema nervoso che condiziona l´apparenza di altri segni neurologici (es. paralisi sopranucleare progressiva); (iii) demenza come manifestazione clinica isolata (es. malattia di alzheimer). Parallelamente é possibile proporre una classificazione in base al quadro neuropatologico sottostante al disturbo (Tab. ii), distinguendo le amiloidopatie (malattia di alzheimer e prioniche), dalle sinucleinopatie (demenza a corpi di Lewy, Parkinson-demenza), dalle taupatie (demenza frontotemporale associata al cromosoma 17, paralisi sopranucleare progressiva, degenerazione cortico-basale). Tale classificazione non si limita a rispecchiare unicamente le diversitá degli inclusi riscontrati a livello neuropatologico, ma permette anche di definire i diversi pathway molecolari coinvolti, suggerendo cosí distinti bersagli proteici verso cui dirigere gli sforzi terapeutici presenti e futuri.

Quale terapia per il paziente con demenza?

M. Racchi, S. Govoni
Dipartimento di Farmacologia Sperimentale ed applicata, Universitá di Pavia

G Gerontol 2008;56(Suppl 1):40-44

Parole chiave: Demenza - Malattia di Alzheimer - Inibitori della colinesterasi - Memantina - Sperimentazione clinica
Key words: Dementia - Alzheimer´s disease - Cholinesterase inhibitors - Memantine - Clinical trials

Le demenze
Le forme di demenza sono alcune decine tuttavia la disponibilitá di terapie specifiche approvate é limitata alla demenza di alzheimer (AD). L´importanza della corretta diagnosi del tipo di demenza ricade su questa stessa condizione ovvero sul fatto che il trattamento con farmaci studiati per l´alzheimer in pazienti che non hanno questa forma di demenza non é accettabile sotto il profilo rischio/beneficio e costo/beneficio. La premessa di questo articolo é che si discuterá principalmente di demenza di Alzheimer e delle opzioni di trattamento ad essa dedicate.