Societá

Attivitá SIGG

Giornale di Gerontologia

Numero 2, Aprile 2009 - Volume LVII

Sommario

Editoriale

Il declino anabolico nell´ aging male.
Considerazioni sul ruolo della diagnostica endocrinologica


G. VALENTI
Clinica Geriatrica, Universitá di Parma; ISSAM italia, Sezione Italiana di ISSAM Internazionale

G GERONTOL 2009;57:51-56

Parole chiave: Invecchiamento maschile - Testosterone - Deidroepiandrosterone
Key words: Aging male - Testosterone - Dehydroepiandrosterone

Premessa
Il processo di invecchiamento normalmente procede sotto la spinta delle due maggiori componenti patogenetiche, quella genetica e quella ambientale; in questo fenomeno regressivo che coinvolge tutto il nostro organismo viene ovviamente coinvolto anche il sistema endocrino. Ne conseguono complesse modificazioni ormonali che si esprimono in modo variabile da soggetto a soggetto e che sono a loro volta capaci di importanti ricadute negative su molteplici funzioni. Questo modificato clima ormonale finisce per esercitare un ruolo non alternativo ma semplicemente complementare a tutti gli altri molteplici fattori responsabili dell´inizio e del mantenimento dei fenomeni regressivi etá correlati. Tra questi movimenti ormonali una posizione di primo piano viene occupata dalla caduta della concentrazione ematica degli ormoni anabolizzanti che avviene in modo drammatico e massivo per l´estradiolo (e2) nella donna, in modo piú lento e parziale per il testosterone (te) nell´uomo, in modo graduale e progressivo per il Deidroepiandrosterone (DHea) e per il sistema Ormone della Crescita-Somatomedine (GH-iGF) in ambo i sessi.

Articoli daggiornamento

Progetto dimissione protetta in struttura residenziale in presenza di ″dimissioni difficili″:
costruzione di un percorso


G. CADEDDU, C. SIROLLA*, L. SPAZZAFUMO*, F. LATTANZIO**
U.O. Lungodegenza Post-Acuzie, INRCA;
* Centro di Biometria e Statistica Sanitaria, Dipartimento Ricerche INRCA;
** Direttore Scientifico, INRCA, Ancona

G GERONTOL 2009;57:87-90

Parole chiave: Dimissione difficile - VMD - Continuitá assistenziale
Key words: Difficult discharges - Multidimensional assessment - Appropriateness of admissions

Introduzione
L´invecchiamento della popolazione e la nuova organizzazione sanitaria basata sulla aziendalizzazione degli ospedali hanno indotto a progettare nuovi modelli di assistenza basati sulla continuitá, al fine di cercare di risolvere nel modo piú appropriato possibile il problema delle ″dimissioni difficili″. L´outcome é la presa in carico del paziente durante l´intero arco della vita che si realizza attraverso l´integrazione tra servizi sanitari e sociali all´interno di un sistema a rete, allo scopo di fornire percorsi assistenziali personalizzati, come emerge dal PSn 2003-2005.
Alla dimissione, una volta superata la fase post-acuta e ottenuta la stabilizzazione clinica del paziente, nell´ottica di garantire la continuitá delle cure e favorire forme di assistenza alternative al ricovero ospedaliero, si rende pertanto necessario sviluppare un Progetto di ″Dimissione Protetta″ al fine di individuare il setting assistenziale piú idoneo in base alla prevalente valenza sanitaria o sociale che caratterizza il paziente (RSA, Residenza Protetta, Casa di riposo, Hospice, Struttura di riabilitazione intensiva). In particolare l´RSA accoglie pazienti non autosufficienti, non assistibili a domicilio, stabilizzati sul piano clinico ma bisognevoli di cure medico-infermieristiche nelle 24 ore e di un monitoraggio dello stato di salute. alla residenza Protetta afferiscono invece anziani non autonomi nei quali é prevalente il bisogno socio-assistenziale.
Quindi le dimissioni protette in struttura residenziale riguardano quei pazienti fragili che pur avendo superato la fase acuta e post-acuta della malattia durante il ricovero ospedaliero, presentano ancora bisogni assistenziali complessi e multiprofessionali (controllo medico periodico, nursing infermieristico e/o trattamento riabilitativo) che rendono particolarmente problematica la gestione domiciliare.

La riabilitazione musicoterapica con i pazienti geriatrici

F. INZERILLO
Cattedra di Geriatria ed UVA n. 6, AOUP - azienda Ospedaliero-Universitaria ″P. Giaccone″, Palermo

G GERONTOL 2009;57:91-97

Parole chiave: Riabilitazione - Musicoterapia - Neuroni specchio - Percezione amodale - Sinestesia
Key words: Rehabilitation - Musictherapy - Neurons-mirror - ″Amodale″ perception - Synesthesia.

Parlare di riabilitazione in ambito geriatrico significa parlare di un processo di cura ″dal di fuori″: una strategia che guida un intervento riabilitativo, strategia fondata su una prassi ben consolidata, su una struttura esterna ben organizzata, somministrata al paziente che in un certo qual modo deve essere consapevole, consenziente e collaborante. il presente articolo proverá a tracciare gli elementi fondativi scientifici della tecnica musicoterapica e descriverá il modello piú accreditato oggi nel lavoro con i soggetti anziani esplicitato attraverso una metodologia ormai ampiamente consolidata.

Liraglutide, il primo analogo del GLP-1 umano:
caratteristiche peculiari e nuovi dati clinici


V. BORZÍ
U.O.C. I Medicina, Azienda Ospedaliero-Universitaria Vittorio Emanuele-Ferrarotto-S. Bambino, Catania

G GERONTOL 2009;57:98-107

Parole chiave: GLP-1 - Incretine - Liraglutide - Diabete tipo 2
Key words: Glucagon-like-peptide-1 - Incretins - Liraglutide - Type 2 diabetes

Introduzione
Piú di 200 milioni di persone nel mondo sono affette da diabete tipo 2 e il loro numero sta continuando ad aumentare con le proporzioni di una vera e propria pandemia. nel 2030 si prevede che il numero dei diabetici di tipo 2 sará di circa 370 milioni 1. il diabete tipo 2 é caratterizzato, da un punto di vista fisiopatologico, da due difetti: da una parte l´insulino resistenza, rilevabile giá molti anni prima dell´esordio dell´iperglicemia e dall´altra, il progressivo deficit secretivo delle beta cellule, la cui eziologia non é ben nota, potendo essere ascrivibile alla glucotossicitá, alla incrementata morte cellulare per apoptosi, o alla riduzione della massa beta-cellulare stessa. l´UKPDS ha dimostrato che questo declino cellulare é all´origine del principale problema terapeutico del diabete tipo 2, che é rappresentato dal progressivo e inesorabile deterioramento del compenso glico-metabolico, indipendentemente dalla terapia praticata 2. le terapie con ipoglicemizzanti orali, agiscono incrementando la secrezione insulinica (sulfaniluree e glinidi), oppure riducendo l´insulino resistenza (metformina e tzD) o ritardando l´assorbimento del glucosio dal lume intestinale (acarbosio); ma nessuno di questi farmaci ha dimostrato di possedere la caratteristica di bloccare il progressivo declino della funzione beta-cellulare, né di ridurre gli elevati livelli di glucagone, specie post-prandiali, elemento patogenetico importante nel diabete tipo 2.

Articoli originali

La valutazione multidimensionale dell´anziano ospedalizzato:
dati preliminari dell´U.O. di Geriatria dell´INRCA di Fermo


D. POSTACCHINI, C. GIULI, L. SPAZZAFUMO*, C. SIROLLA*, R. BRUNELLI, G. CRUCIANI, M. FRANCAVILLA, F. SORVILLO, F. LATTANZIO**
INRCA, Fermo;
* INRCA, Ancona;
** Direzione Scientifica INRCA, Ancona

G GERONTOL 2009;57:57-64

Objective. The aim of this study was to provide preliminary data on nutritional, biological, psycho-social aspects obtained by means of the CGA in elderly hospitalized subjects from 2005 to 2007 in the Geriatrics OU, INRCA, Fermo.

Methods. The sample consisted of 580 subjects aged = 70 years. The protocol included: assessment of anthropometric and socio-demographic aspects, CIRS, MMSE, GDS-15, BADL, IADL, Social Network Scale Lbben, SF-12 Health Survey, evaluation of drugs, the risk of malnutrition. The statistical analysis was performed using Student´s t-test, Chi-square test and ANOVA.

Results. Sample was cognitively compromised (MMSE = 22.79 5.14), with higher prevalence in women than men (F = 5.75, p < 0.01). Mood status was worse in women (5.42 3.28) than men (F = 15.46, p = 0.000). The mean score of the BADL was 4.12 1.99 and 3.48 2.59 in IADL. The social support was considered ″good″, with a mean score of 34.12 10.23. The mean value of health status was, respectively, 36.01 10.35 for physical health and 46.05 10.25 for mental health, with differences among the age groups (F = 5.50, p < 0.001).

Conclusions. These findings suggest that the application of CGA may be a useful tool in the management of elderly patients and for the identification of some indicators for the continuity of care. Further analysis will be carried out in order to identify the relationship between nutritional status and psychological dimensions.

Key words: CGA - Aging - Cognitive impairment - Elderly people

Regolazione delle metallotionine in etá molto avanzata:
ci sono altri fattori determinanti oltre all´infiammazione e all´apporto di zinco quotidiano?


M. MALAVOLTA, C. CIPRIANO, L. COSTARELLI, R. GIACCONI, S. TESEI, E. MUTI, F. PIACENZA, S. PIERPAOLI, A. BASSO, D. MONTI*, E. MARIANI**, F. LATTANZIO***, E. MOCCHEGIANI
Laboratorio di Nutrigenomica e Immunosenescenza, Polo Scientifico e Tecnologico, INRCA, Ancona;
* Oncologia e Patologia Sperimentale, Universitá Di Firenze;
** Laboratorio di Immunologia E Genetica, Istituto di Ricerca Codivilla-Putti, IOR, Bologna;
*** Direzione Scientifica INRCA, Ancona

G GERONTOL 2009;57:65-69

Aim. The aim of this study was to study the influence of dietary zinc intake and IL-6 on peripheral blood mononuclear cells (PBMC) Metallothioneins (MT) in a healthy elderly population aged 60-100 years.

Method
. We performed an observational study on n. 308 Italian healthy elderly subjects (age > 60 years) including n. 82 octa-nonagenarians. Zinc dietary intake was recorded by a frequency food questionnaire. IL-6 and MT were assessed with well established laboratory techniques. Influence of age, IL-6 and Zinc dietary intake on MT levels were studied by Univariate Analysis.

Results
. MT decreases in octa-nonagenarians elderly subjects compared to the younger elderly and the levels of these protein are interactively regulated by the zinc dietary intake and IL-6 levels. However, the phenomena observed in octanonagenarians cannot be simply explained by the interaction among dietary zinc intake and IL-6, suggesting that other factors interfere with MT levels in these subjects.

Conclusions
. Taking into account the relevance of MT in drug resistance and toxic effects associated with particular chemotherapeutic drugs, these results suggest that this issue requires further study in order to implement drug management of octa-nonagenarians subjects allowing optimal treatment for these patients.

Key words: Metallothioneins - Aging - Inflammation - Senescence - Zinc

I disturbi psicocomportamentali nella demenza:
studio di un campione di soggetti anziani residenti in Residenza Sanitaria Assistenziale


G. RICCI, P. COSSO, A. LEONETTI, P. PAGLIARI, A.B. IANES*
Rsa Villa San Clemente, Gruppo Segesta, Villasanta (Mb);
* Direzione Medica Gruppo Segesta, Milano

G GERONTOL 2009;57:70-77

We have evaluated prevalence and characteristics of behavioural and psychologycal symptoms of dementia (BPSD) in 232 elderly subjects living in nursing home: 17 were cognitively normals, 1 suffered from chronic psychosis, 31 from mild cognitive impairment and 183 from dementia (77 Alzheimer´s disease, 53 vascular dementia, 30 ″mixed dementia″, 16 undefined dementia, 3 Lewy body disease, 2 Parkinson disease dementia and 2 primary progressive aphasia). The subject who suffered from psychosis was not included in statistical analysis. 40.43% of demented subjects suffered from moderate dementia (CDR 2) and the 90,4% of all subjects, evaluated by Neuropsychiatric Inventory, showed at least one psychobehavioural symptom.
Evaluating the four more numerous groups (AD, VaD, MD and MCI), we observed that the more frequent psychobehavioural symptoms were anxiety and apathy, while euphoria and uninhibition.
AD and VaD showed the same BPSD patterns, while ″mixed dementia″ subjects were less frequently agitated.
Interestingly MCI subjects, even if showed a lower prevalence of BPSD than demented persons, had an high prevalence for anxiety and depression.
Our data didn´t allow to show a peculiar cluster of BPSD for every group of dementia considered.

Key words: Dementia - Behavioral and psychological simptoms - Elderly - Nursing home

Prevalenza e fattori di rischio della stipsi in una popolazione di anziani in RSA

M. MONTI, M.C. NERI, F. TRECATE*, R. ANDREONI**, R. BAGAROLO***
Direzione Medica Rsa, Azienda Di Servizi Alla Persona ″Pio Albergo Trivulzio″, Milano;
* Fondazione Don Gnocchi;
** Rsa ″S. Ambrogio″, Milano;
*** Direzione Medica, Istituto Don Orione, Milano

G GERONTOL 2009;57:78-86

Objectives. This study evaluates the prevalence and certain variables associated with chronic constipation in 376 elderly institutionalized in six Nursing Homes.

Methods. Data were collected through an interview to patients and, if not possible, to staff assistance. For each patient were recorded, in addition to the demographic, data about autonomy and mobility, the Body Mass Index, the comorbidity and a number of variables related to constipation.

Results. We found that 47% of patients had constipation and 15% had stool consistency increased compared to the normal. In addition, constipation correlated significantly with the major risk factors, such as the reduced mobility (64% was the prevalence of constipation among the embedded and 72% among those who used a wheelchair), the low hydration (67%, in patients with oral hydration < 500 ml/day), the use of physical restraints (77%). Moreover, the prevalence of constipation was 77% in patients non self-sufficiently for alimentation and 56% among those with low dietary fiber content. Sixty percent of patients routinely used oral laxatives and 33% every day. Constipation affects the probability of assumption of laxatives (OR 1.2, 95% CI 0,9-1,4) but is not decisive the fact of not being constipated to prevent the use of laxatives (OR 0.9, CI 95% 0,7-1).

Conclusions. Constipation is a critical care frequently found in RSA but often underestimated that, to avoid inappropriate clinical practice and drug abuse, requires to implement educational programs targeted to both the personal care and the elderly to improve the lifestyles of the patient and activities in welfare benefits.

Key words: Constipation - Elderly - Nursing home.

Casi clinici

Chiusura transcatetere percutanea di un difetto interatriale tipo forame ovale guidata con ecocardiografia intracardiaca in una paziente anziana

M. LOSI, F. PIROZZI, G. CAVALLARO, R. DE ROSA, A. RAPACCIUOLO, F. PISCIONE
Dipartimento di Medicina Interna, Geriatria, Cardiologia, Scienze Immunologiche e Cardiovascolari, Sezione di Cadiologia e Medicina Interna, Universitá di Napoli Federico II

G GERONTOL 2008;56:108-111

Intracardiac echocardiography guidance is replacing transesophageal echocardiography for percutaneous transcatheter closure of atrial septal defects eliminating the risks of endotracheal and esophageal intubation with a reduced procedure length. This case demonstrate that intracardiac echocardiography allows the correct Amplatzer disks implantation with percutaneous catheter closure in an elderly patient with short interventional times.

Key words: Interatrial septal defect - Percutaneous transcatheter closure - Intracardiac echocardiography