PROGETTO ULISSE
Il Progetto Ulisse è un complesso progetto informatico che si propone di creare un efficace link tra i diversi servizi di assistenza alla persona anziana. Tale progetto permetterà di creare una banca dati campionati a livello delle strutture per acuti, delle RSA e dei servizi di assistenza domiciliare integrata.
PREMESSA L’aspettativa di vita è in continuo aumento nel nostro Paese, mentre altrettanto non si può dire sulla aspettativa di vita “attiva”. Secondo il Documento diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il 1999 - dichiarato “Anno dell’Anziano” da parte dell’ONU – riuscire a far coincidere l’aspettativa di vita con l’aspettativa di vita “attiva” dovrebbe essere l’obiettivo fondamentale per tutti gli stati e, prima di tutto per i paesi sviluppati. Si dovrebbe, in altre parole, essere in grado di ridurre progressivamente la disabilità che caratterizza gli ultimi 5-6 anni di vita, in modo da far arrivare, ancora con una soddisfacente autonomia e senza malattie croniche, le persone alla fine della loro vita.
L’andamento della disabilità nei “molto” anziani èil macroindicatore più importante per stabilire il livello di efficienza con il quale uno stato sta recependo la raccomandazione dell’OMS per la prevenzione della “fragilità” nell’anziano. Da questo punto di vista la situazione italiana rispetto, ad esempio, a quella degli Stati Uniti è effettivamente preoccupante. Negli Stati Uniti, infatti, la prevalenza della disabilità negli anziani sta progressivamente diminuendo dal 1982 al 1999 con trend sempre più positivo. I dati italiani (Istat) hanno un andamento completamente opposto: in USA dal ’94 al ’99 si è verificata una diminuzione della disabilità dello 0,56% per anno; in Italia, invece, dai 65 ai 75 anni d’età l’incidenza annuale della disabilità è rimasta sostanzialmente costante, mentre è aumentata dell’1% ogni anno negli ultraottantacinquenni. Questo ultimo dato fa sospettare che i servizi di assistenza per l’anziano “fragile” non stiano realizzando performance pienamente soddisfacenti. Per passare da un semplice sospetto a dati sicuri sul livello di efficacia ed efficienza dei servizi per l’anziano “fragile” è indispensabile, secondo la già citata raccomandazione dell’OMS, disporre di banche dati di sufficienti dimensioni, da cui derivare i micro-indicatori sulla qualità degli interventi in questo specifico settore.
METODOLOGIA Il progetto si struttura in:
- Comitato scientifico, formato da 3 esperti nominati dalla Commissione Ricerca del Ministero della Salute e da 3 esperti indicati dalla Pfizer S.p.A. Avrà il compito di controllare l’andamento generale del progetto e di verificarne i risultati in itinere e definitivi.
- Gruppo di coordinamento, formato dai responsabili delle 5 unità operative e da almeno 3 rappresentanti dei Centri periferici per ogni linea di ricerca. Il Gruppo, che nelle prima riunione si darà un proprio regolamento, avrà il compito di riferire al Comitato Scientifico l’andamento del progetto, di ridefinire le metodologie di acquisizione dati, di coordinare le sinergie tra unità operative e centri periferici, di incentivare l’utilizzazione a scopi scientifici delle banche dati da parte di tutti i ricercatori del progetto, di controllare la validità scientifica dei manoscritti derivanti da tali analisi, prima dell’invio a riviste scientifiche per la loro pubblicazione e, infine, di ottimizzare la divulgazione dei risultati ottenuti.
- Unità operativa 1 (Coordinatore R. Bernabei, Università Cattolica): avrà il compito dell’organizzazione generale dell’arruolamento della casistica e dell’intero sistema di acquisizione dei dati.
- Unità operativa 2 (Coordinatore E. Scafato, Istituto Superiore di Sanità): sarà responsabile della validazione e centralizzazione dei dati.
- Unità operative 3 (Coordinatore G. Salvioli, Università di Modena), 4 (Coordinatore A. Cherubini, Università di Perugia), 5 (Coordinatrice F. Lattanzio, Pfizer S.p.A): saranno responsabili dei rapporti con i centri periferici di ognuno dei tre bracci, relativi, rispettivamente, all’ospedale per acuti, alle RSA e all’assistenza domiciliare integrata, dell’arruolamento della casistica e dell’acquisizione dati da parte dei centri periferici.
L’organizzazione generale del progetto è suddivisa in tre bracci: a) Primo braccio: è strutturato per l’acquisizione di una banca dati sulla qualità dell’assistenza degli anziani ricoverati in unità ospedaliere per acuti di medicina interna o geriatria. Ogni centro periferico sarà costituito da un’unità operativa ospedaliera per acuti di medicina interna o geriatria, sulla cui correttezza operativa garantirà il dirigente di 2° livello che sarà il responsabile per il progetto del centro stesso – o un altro medico dell’organico da lui designato – che costituirà anche il punto di riferimento nei collegamenti con l’unità operativa di riferimento del progetto e/o con gli altri organismi del progetto stesso. La scelta dei centri periferici sarà fatta secondo le seguenti finalità:
1 cercando di mantenere il più possibile la struttura del GIFA (Gruppo Italiano di Farmacoepidemiologia dell’Anziano) già attiva (fino al 1998), in modo da verificare le possibili variazioni avvenute nel corso di questi ultimi 4-5 anni;
2 facendo in modo di garantire che il campione rispecchi il più possibile le realtà regionali.
Per la metodologia di acquisizione dati e per la valutazione statistica dei dati stessi si rimanda alla parte metodologica specificatamente descritta nel modulo relativo alla unità operativa 3 del Progetto. Sulla base della esperienza precedente, la stima di analisi dei pazienti per centro periferico per anno e per un periodo quadrimestrale è di 150 per centro e quindi per arrivare a 4500 pazienti per anno dovranno essere inseriti nel progetto almeno 30 centri periferici. Lo strumento di acquisizione dati sarà quello - opportunamente modificato – utilizzato dal Gruppo GIFA, ampiamente valicato in numerose pubblicazioni internazionali. L’obiettivo dello studio GIFA è perfettamente coincidente con quello dell’attuale progetto, avendo avuto sin dall’inizio la finalità di monitorare la tipologia dei ricoveri degli anziani nell’ospedale per acuti e l’incidenza delle reazioni avverse da farmaci. La scelta dei centri periferici sarà fatta in modo da garantire che il campione rispecchi il più possibile le realtà regionali.
b) Il secondo braccio è strutturato per l’acquisizione di una banca dati sulla qualità dell’assistenza degli anziani ospiti in RSA. La struttura generale è del tutto simile a quella prevista per il primo braccio. In questo caso i centri periferici, dove avverrà l’arruolamento della casistica (4500 casi), sono rappresentati da RSA – o da strutture similari –, il cui responsabile ai fini del progetto sarà il direttore della struttura o altro operatore da questi designato. I centri periferici saranno scelti in modo da rappresentare il più fedelmente possibile le realtà regionali.
c) Il terzo braccio è strutturato per l’acquisizione di una banca dati sulla qualità degli assistenza rivolta agli anziani seguiti dai servizi di assistenza domiciliare integrata (ADI). La strutturazione generale è simile a quella degli altri due bracci. In questo caso, l’arruolamento della casistica (4500 casi) avverrà nei servizi di ADI. Ai fini del progetto, il referente per ogni centro periferico sarà il direttore della ASL di riferimento o un suo delegato. Come per gli altri due bracci dovrà essere rispettata la rappresentatività regionale.
TRASFERIBILITA’ DEI RISULTATI E DEI PRODOTTI Ai fini della trasferibilità di risultati e prodotti si deve tenere conto in modo particolare dei seguenti punti:
- La realizzazione delle tre banche dati viene a colmare la lacuna, sinora esistente nel nostro Paese, riguardante le analisi della qualità dei servizi di assistenza all’anziano.
- I risultati ottenibili con ognuna delle banche dati riguardano essenzialmente tre settori distinti: 1) il profilo dell’intervento medico e degli altri operatori dei rispettivi servizi; 2) la gestione del paziente all’interno del servizio in rapporto alla tipologia dell’unità di cura; 3) l’ottimizzazione dell’assistenza in funzione della tipologia dei servizi della rete integrata presente nel bacino d’utenza. Non vi è necessità di spendere molte parole sulla immediata possibilità di utilizzazione di questi dati da parte del Ministero della Salute, delle Regioni e delle ASL.
- La parte farmacoepidemiologica delle tre banche dati può fornire informazioni preziosissime per la formazione continua del medico.
- I software, i manuali di istruzione ed anche il know-how acquisito nel corso del progetto possono essere prodotti immediatamente utilizzabili da parte degli Enti pubblici sanitari che li volessero utilizzare.
ARTICOLAZIONE DEL PROGRAMMA
PRIMA FASE (1°- 2° mese) Il Gruppo di Coordinamento del Progetto, in questa prima fase, avrà il compito di: 1) verificare la fattibilità attuale delle schede di acquisizione dati già disponibili per le tre linee di ricerca, eventualmente apportandovi gli aggiornamenti che fossero ritenuti necessari; 2) stabilire le modalità di collegamento internet per la centralizzazione dei dati; 3) stabilire le modalità del training degli operatori dei centri periferici; 4) stabilire, dopo il periodo di training, le modalità per la verifica, a livello dei centri periferici, della concordanza inter-rater ed intra-rater su item specifici; 5) stabilire i tempi che il Gruppo si pone – e che poi dovrà riferire al Comitato Scientifico - per la verifica in itinere di tutto l’andamento della ricerca; 6) stabilire le modalità di utilizzazione dei dati, una volta acquisiti.
SECONDA FASE (3°- 5° mese) Questa seconda fase prevede le seguenti attività: - aggiornamento dei software; - realizzazione dei manuali di istruzione; -incontro tra il responsabile di ognuno dei tre bracci del progetto e i rispettivi centri periferici per discutere il manuale di istruzione, le modalità di acquisizione dati e i tempi e i modi del training degli operatori dei centri periferici; - realizzazione della connessione internet; -verifica della concordanza inter-rater ed intra-rater sull’acquisizione di item specifici.
TERZA FASE (6° - 30° mese) Questa terza fase prevede l’acquisizione dei dati delle casistiche secondo le modalità descritte dettagliatamente nella parte metodologica dei moduli facenti riferimento alle rispettive unità operative del progetto.
QUARTA FASE (31° - 36° mese) Questa terza fase prevede: l’inizio dell’analisi dei dati secondo le metodologie statistiche illustrate nei moduli facenti riferimento alle rispettive unità operative; la stesura dei manoscritti per l’eventuale loro pubblicazione previa approvazione da parte del Comitato Scientifico del progetto; la pubblicizzazione dei dati tramite riunioni o convegni, corsi di aggiornamento ed eventuale stesura di linee guida. |