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1. L'ANZIANO FRAGILE
1.1
Premessa demografico-epidemiologica
1.1.1
Lallungamento della speranza di vita, insieme alla riduzione delle
nascite, cambiano profondamente il quadro demografico Italiano e comportano una
revisione razionale della distribuzione delle risorse sociali e sanitarie, al
fine di venire incontro alle nuove necessitą. Sempre di pił, il sistema
sanitario basato sullospedale come unico centro dove si affrontano tutti i
problemi che hanno a che fare, direttamente o indirettamente, con la salute si
rivela inadeguato alle esigenze peculiari di un numero crescente di anziani. Ne
scaturisce lesigenza di costruire una rete di servizi di assistenza
continuativa, fortemente integrata, in cui realizzare progetti di assistenza
differenziati.
1.1.2
Lassistenza agli anziani č il settore del sistema sanitario nel quale pił
profondamente si compenetrano e diventano inscindibili il bisogno sociale e
quello sanitario, in una gradazione che comprende aspetti diversi e tra loro
complementari come il bisogno di evitare lemarginazione sociale, il supporto
delle funzioni complesse della vita, laiuto quotidiano psicologico e
materiale per le funzioni semplici, fino allassistenza costante e, in alcuni
casi, ad alta valenza sanitaria delle fasi di non autosufficienza
1
. Una gamma complessa
quindi, che vede compenetrarsi la funzione della famiglia e della rete amicale,
quella del volontariato e dei servizi sociali, e quella pił specificamente
sanitaria, ed esprime due necessitą pressanti: alta integrazione e duttilitą
della risposta rispetto allarticolarsi dei bisogni.
1.1.3
A livello legislativo e di pianificazione, il processo di costruzione della
rete dei servizi per gli anziani č progredito negli ultimi 10 anni sotto la
spinta delle indicazioni fornite dai Piani Sanitari Nazionali e Regionali.
Tuttavia, solo in epoca molto recente ci si č posti il problema di identificare
e standardizzare gli elementi decisionali e valutativi su cui basare i progetti
assistenziali e temporizzare le transizioni tra un nodo e laltro della rete.
1.1.4
I Paesi che hanno tentato di ottimizzare le procedure valutative necessarie
a mettere a punto piani individualizzati di assistenza per gli anziani hanno
condotto sperimentazioni utilizzando la Valutazione Multidimensionale (VMD), una
tecnica di valutazione che ha avuto grande rilevanza nellaffermazione della
Geriatria come Specialitą medica e come area di ricerca
2;3
. Tuttavia, lesperienza
italiana di utilizzazione della VMD č limitata a sperimentazioni sporadiche,
disomogenee e condotte con strumenti sempre diversi. Da pił parti, si avverte
lesigenza di fare il punto sullo stato dellarte sulla VMD, in termini di
evidenze, efficacia e applicabilitą nella realtą Italiana. E proprio da
queste considerazioni che nasce questo documento che si pone come obiettivo
quello di stimolare un uso appropriato della VMD per la valutazione degli
anziani in ogni nodo della rete dei servizi.
1.1.5
Elemento critico di questo progetto č stato quello di conciliare una
revisione sistematica condotta secondo i principi della medicina basata
sullevidenza con la necessitą di identificare gli elementi compatibili con
le caratteristiche del SSN Italiano.
1.1.6
Dati sintetici demografici ed epidemiologici tratti dalle tabelle a
disposizione sul sito WEB dallISTAT (http://www.istat.it)
forniscono una panoramica sulla dimensione del problema anziani. I dati,
dove non altrimenti specificato, si riferiscono al 1999.
In
Italia, il 14.8% degli uomini ed il 20.4% delle donne ha unetą uguale o
superiore a 65 anni.
Nel
1993 il tasso di mortalitą annua per i soggetti di etą 75-79 anni era del
66.1/1000 negli uomini e 38.0/1000 nelle donne. Nel 1997, appena 4 anni
dopo, questi tassi di mortalitą erano gią scesi, rispettivamente al
56.7/1000 (14% in meno), ed al 32.1/1000 (16% in meno).
Laspettativa
di vita alletą di 75 anni č di 9.9 anni negli uomini e 12.4 anni nelle
donne, con variazioni minime tra le varie Regioni. Tuttavia, laspettativa
di vita in buona salute č di 1.6 anni negli uomini e 2.0 anni nelle
donne.
Le
donne e gli uomini che sopravvivono fino a 75 anni avranno bisogno di aiuto
nello svolgimento delle attivitą della vita quotidiana, rispettivamente,
per un periodo medio di 4.7 e 2.5 anni.
Degli
ultrasettantacinquenni, il 56.6% č affetto da dolori articolari, il 16.2%
da lombo-sciatalgia, il 37.6% da ipertensione arteriosa,
il 23.3% da cataratta, il 16.9% da broncopneumopatia cronica. Una elevata
percentuale di questi soggetti č affetta da malattie croniche multiple.
Oltre
il 75% dei soggetti di etą uguale o superiore a 75 anni assume un
trattamento farmacologico.
I
posti letto di unitą ospedaliere geriatriche sono appena 55.1 per ogni
100,000 soggetti di etą uguale o superiore a 65 anni.
Il
15.7% dei nuclei familiari in cui la persona di riferimento ha unetą
uguale o superiore a 65 anni sono in condizioni di povertą. In confronto,
solo il 4.2% delle famiglie in cui la persona di riferimento ha unetą
inferiore a 65 anni vivono questa stessa condizione economica critica.
Considerando
un definizione di fragilitą basata su un ridotta performance a test di
cammino, circa l8% degli uomini e l11% delle donne di etą uguale o
superiore a 65 anni ha una condizione di fragilitą, che comporta un elevato
rischio di diventare disabili negli anni immediatamente successivi (InCHIANTI
2000).
Gli
ultrasettantacinquenni, pur rappresentando solo il
6.5% dellintera popolazione, č attribuibile il 28% della spesa
sanitaria.
1.2.1
Lassistenza agli anziani si sta sviluppando nei sistemi socio-sanitari
regionali in maniera disomogenea per modelli organizzativi ed obiettivi. Al di lą
delle differenze, tuttavia, la
programmazione in questa direzione nasce dallesigenza comune di creare
servizi che siano in grado di prendersi cura degli anziani fragili.
1.2.2
Le difficoltą di definizione della fragilitą sono state a lungo
dibattute nella letteratura geriatrica
4-10;10-12;12-24
. In una ottica di servizi,
tuttavia, č necessario riferirsi ad una definizione
di anziano fragile che sia semplice e operativa, che permetta
lidentificazione dei soggetti in cui č necessario effettuare una Valutazione
Multidimensionale (VMD) per costruire un piano individualizzato di assistenza
nella rete dei servizi
25
. In questo documento la
definizione anziano fragile viene utilizzata per indicare quei
soggetti di etą avanzata o molto avanzata, cronicamente affetti da patologie
multiple, con stato di salute instabile, frequentemente disabili, in cui gli
effetti dellinvecchiamento e delle malattie sono spesso complicati da
problematiche di tipo socio-economico. Sulla base di
questa definizione, la fragilitą comporta un rischio elevato di rapido
deterioramento della salute e dello stato funzionale ed un elevato consumo di
risorse.
1.2.3
La valutazione della fragilitą non ha un carattere certificativo ma,
piuttosto, un significato di prevenzione e promozione della qualitą della vita.
Ciņ si tramuta in una definizione gestionale della fragilitą
che
ne riconosce la dinamicitą e assume di volta in volta una forma diversa a
seconda del setting, del tipo di obiettivo che si propone e dei vincoli a cui č
necessario rispondere. In pratica č utile pensare alla fragilitą come
una condizione di rischio di un rapido deterioramento dello stato di salute e
funzionale che non presuppone, ma nemmeno esclude, la coesistenza di disabilitą
nelle attivitą della vita quotidiana
26
E
da sottolineare che secondo questa definizione, letą avanzata non comporta
di per sé la fragilitą e non dovrebbe, pertanto, essere utilizzata come
criterio per lattivazione di risorse speciali nella definizione del
piano di cura. Gli estensori di questo documento sono infatti convinti che per
un elevato numero di anziani non-fragili il normale funzionamento dellattuale
organizzazione socio-sanitaria č sufficiente a coprire i livelli essenziali
di assistenza (Decreto legislativo n. 229, 19 Giugno 1999, sulla
riorganizzazione del SSN)
27
. Distribuite a
"pioggia" su tutti gli anziani, tali risorse addizionali verrebbero
infatti cosģ diluite da essere insufficienti proprio nei casi che richiedono un
intervento pił mirato, prolungato ed intenso. Al contrario, lassegnazione di
risorse ad un gruppo di anziani target, definiti in base alla presenza di
fragilitą, persegue il principio di fornire una risposta quanto pił possibile
adeguata al bisogno individuale.
All'identificazione
dell'anziano fragile devono seguire piani "speciali" di intervento
volti a ridurre il rischio di disabilitį, istituzionalizzazione e morte, che
presuppongono la disponibilitą di risorse finanziarie addizionali "ad
hoc".
1.3.1
In questo documento la fragilitą viene concettualizzata come una
condizione di rischio elevato di outcome avversi che comportano un
significativo deterioramento della qualitą della vita. Tale definizione assume
connotati diversi a seconda del livello funzionale del soggetto e del luogo dove
avviene la valutazione (setting).
1.3.2
Lo screening dell'anziano fragile con procedure e strumenti confrontabili
nelle varie realtą regionali ha lo scopo di promuovere nella rete dei servizi
una sorveglianza attiva e piani terapeutici speciali
per la prevenzione della disabilitą e la promozione della qualitą della vita
nellanziano. In considerazione della polifattorialitą della fragilitą
12
, o meglio delle fragilitą
etą-associate, tale screening deve necessariamente fondarsi sulla VMD.
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