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5.
L'ANZIANO FRAGILE NEL TERRITORIO
5.1.1
I problemi di salute
dell’anziano rimangono spesso misconosciuti fino a quando raggiungono una
gravità tale da divenire difficilmente reversibili. Per identificare
precocemente i soggetti anziani fragili, quindi, la VMD deve essere utilizzata
con sistematicità e non solo "a richiesta" (B).
5.1.2
La fragilità diviene frequente soprattutto al di sopra dei 75 anni.
Un’elevata percentuale degli ultrasettantacinquenni entra in contatto con il
medico di famiglia una o più volte ogni anno. E' verosimile, pertanto, che una
VMD di screening eseguita in tali occasioni sia sufficiente ad identificare gran
parte degli anziani a rischio (B).
5.1.3
Tuttavia,
alcuni anziani fragili, per varie ragioni, non si recano mai dal medico:
-
i sintomi della fragilità
possono essere larvati o attribuiti dal soggetto stesso all’età;
-
l’anziano, se isolato ed in
condizioni di salute molto gravi, può non essere in grado di interpellare il
medico;
-
il soggetto ha un
atteggiamento fatalistico e sfiducia nella possibilità di risolvere gran parte
dei problemi che si accompagnano alla vecchiaia.
Per questa categoria di anziani diventa indispensabile uno screening attivo, che presuppone l’attivazione di sistemi di monitoraggio mediante procedure specifiche (B).
5.1.4
Il
MMG monitorizza lo stato di salute dei suoi assistiti ed identifica quelli che
hanno bisogno della VMD. Questa attività presuppone una formazione specifica.
Tuttavia, la valutazione e la redazione del piano individualizzato di
assistenza, che presuppongono competenze multidisciplinari (A), vanno effettuate
attraverso la collaborazione tra MMG e UVIG (C).
5.1.5
Fra
gli ultrasettantacinquenni autonomi dovrebbero essere identificati quelli ad
elevato rischio di decadimento fisico funzionale attraverso la valutazione delle
loro prestazioni in test obiettivi di equilibrio e di cammino (B).
5.1.6
Devono
essere identificati gli anziani con segni anche iniziali di decadimento
cognitivo (ad esempio, punteggio al Mini Mental State Examination,
corretto per età e scolarità, < 24)
(B) da sottoporre a valutazione specialistica ed, eventualmente, a VMD
per confermare la diagnosi di demenza.
5.1.7
Devono essere
identificati precocemente gli anziani con “sindromi geriatriche” (disabilità;
cadute; episodi confusionali; incontinenza urinaria; depressione) o altri
problemi frequenti in età geriatrica, quali i disturbi del sonno e la
malnutrizione. Questi soggetti devono essere sottoposti a VMD, per la
formulazione e la realizzazione del piano individuale di assistenza (A).
5.1.8
Devono essere identificate,
negli anziani che tornano a domicilio dopo la dimissione dall’ospedale (A) o
da altri servizi (es. RSA), le problematiche assistenziali e l’adeguatezza
della rete di assistenza informale, al fine di garantire un’efficace continuità
nella cura (A) da realizzare tramite interventi in assistenza domiciliare o in
altri servizi di assistenza continuativa, coinvolgendo il personale della UVIG
nella gestione dei casi particolarmente complessi.
5.1.9
Devono essere identificate le situazioni familiari e
sociali critiche (eventi stressanti, quali vedovanza o cambiamento di residenza;
isolamento; povertà) che possono condizionare negativamente la salute e lo
stato funzionale dell’anziano (B).
5.1.10
E’
opportuno che, al momento di ammissione dell’anziano ad un servizio
assistenziale (ADI; ospedale; RSA; ecc.), vengano notificate alla struttura
accogliente tutte le problematiche preesistenti (C).