5.1.1
Linee-Guida
:
I problemi di salute dellanziano rimangono spesso misconosciuti fino a quando
raggiungono una gravità tale da divenire difficilmente reversibili. Per
identificare precocemente i soggetti anziani fragili, quindi, la VMD deve essere
utilizzata con sistematicità e non solo "a richiesta" (B).
5.2.1
Le Evidenze
: Studi osservazionali hanno evidenziato che la valutazione sistematica mediante
la VMD di soggetti anziani mette in luce problematiche cliniche e sociali
misconosciute e, spesso, potenzialmente reversibili (III)
1-3
. Osservazioni simili sono state fatte
nel corso di studi clinici controllati che hanno utilizzato la VMD in residenti
a domicilio selezionati e non selezionati (IIa)
4-11
. Molti degli studi in cui è stata
dimostrata lefficacia della VMD nella promozione della salute degli anziani
hanno utilizzato un approccio di screening sistematico (Ia)
6;12;13
.
5.3.1
Raccomandazioni per l'implementazioni locali
: In generale, negli studi che hanno dimostrato lefficacia dellapproccio
multidimensionale, la VMD è stata applicata o da personale infermieristico
preparato ad hoc o da infermieri geriatrici. Tuttavia, nella realtà italiana,
solo il MMG ha un rapporto talmente capillare con gli utenti da poter svolgere
efficacemente un ruolo di screening. Inoltre, nel nostro sistema sanitario, il
MMG è il primo responsabile della salute dei suoi assistiti e, pertanto, è
colui che attiva tutti gli interventi di prevenzione. Lintroduzione nella
pratica clinica quotidiana di strumenti di VMD di screening per
lidentificazione degli anziani fragili dovrebbe essere incoraggiata e
menzionata nei rapporti convenzionali tra MMG e SSN. Inoltre, linsegnamento
della Gerontologia e Geriatria deve essere garantito nei corsi di Laurea e nei
corsi di formazione continua post-Laurea di tutti i MMG. Limplementazione di
programmi per la prevenzione della disabilità nellanziano dovrebbe attuarsi
nella forma di sperimentazioni scientifiche rigorose, condotte in collaborazione
con strutture geriatriche che abbiano esperienza diretta in questo settore. Ciò
allo scopo di raccogliere, circa lefficacia di tali interventi, evidenze
forti, che possano guidare la pianificazione sanitaria futura.
1.
McDowell BJ, Silverman M, Martin D, Musa D, Keane C. Identification and
intervention for urinary incontinence by community physicians and geriatric
assessment teams. J Am.Geriatr.Soc. 1994;42:501-5.
3.
Valcour VG, Masaki KH, Curb JD, Blanchette PL. The
detection of dementia in the primary care setting. Arch.Intern.Med
2000;160:2964-8.
4.
Stuck AE, Minder CE, Peter-Wuest I, Gillmann G, Egli C, Kesselring A et al.
A randomized trial of in-home visits for disability prevention in
community-dwelling older people at low and high risk for nursing home admission.
Arch.Intern.Med. 2000;160:977-86.
6.
Bula CJ, Berod AC, Stuck AE, Alessi CA, Aronow HU, Santos-Eggimann B et al.
Effectiveness of preventive in-home geriatric assessment in well functioning,
community-dwelling older people: secondary analysis of a randomized trial. J Am.Geriatr.Soc.
1999;47:389-95.
11.
Rubin CD, Sizemore MT, Loftis PA, de Mola NL. A randomized, controlled trial of
outpatient geriatric evaluation and management in a large public hospital. J Am.Geriatr.Soc.
1993;41:1023-8.
12.
Stuck AE, Aronow HU, Steiner A, Alessi CA, Bula CJ, Gold MN et al. A
trial of annual in-home comprehensive geriatric assessments for elderly people
living in the community. N.Engl.J.Med. 1995;333:1184-9.
13.
Stuck AE, Zwahlen HG, Neuenschwander BE, Meyer Schweizer RA, Bauen G, Beck JC. Methodologic
challenges of randomized controlled studies on in-home comprehensive geriatric
assessment: the EIGER project. Evaluation of In- Home Geriatric Health Visits in
Elderly Residents. Aging Clin Exp Res. 1995;7:218-23.