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5.
L'ANZIANO FRAGILE NEL TERRITORIO
5.2.1
Studi osservazionali
hanno evidenziato che la valutazione sistematica mediante la VMD di soggetti
anziani mette in luce problematiche cliniche e sociali misconosciute e, spesso,
potenzialmente reversibili (III)
1-3
. Osservazioni simili sono state fatte
nel corso di studi clinici controllati che hanno utilizzato la VMD in residenti
a domicilio selezionati e non selezionati (IIa)
4-11. Molti degli studi in cui stata
dimostrata lefficacia della VMD nella promozione della salute degli anziani
hanno utilizzato un approccio di screening sistematico (Ia)
6;12;13
.
5.2.2
Gli
studi epidemiologici su campioni rappresentativi della popolazione anziana
generale hanno messo in evidenza che le caratteristiche tipiche della fragilit
et-dipendente (comorbilit
14;15
; riduzione delle prestazioni nei test
di cammino ed equilibrio
16
; perdita di autonomia nelle attivit
della vita quotidiana
17;18
; deterioramento cognitivo
19
; trattamenti farmacologici multipli
20
; disagio sociale
21;22
diventano pi frequenti allaumentare dellet, con
valori di prevalenza che si impennano dopo i 75 anni (III). La longevit
estrema , infatti, quasi costantemente associata alla fragilit (III)
23-26
. Da studi osservazionali condotti in
Italia, in aree sia urbane che rurali, risulta inoltre che oltre l80% degli
anziani vede il proprio medico almeno una volta allanno(III)
27;28
.
5.2.3
Gli
anziani tendono frequentemente ad attribuire allinvecchiamento normale
sintomi quali la perdita di memoria, i dolori articolari, laffaticamento, la
dispnea, la perdita funzionale nelle attivit della vita quotidiana (III) e ci
causa frequente di un ritardo sostanziale nella diagnosi (IIa)
29-31
. Studi osservazionali hanno messo in
luce che questi soggetti presentano quasi sempre malattie croniche responsabili
dei sintomi o dei deficit funzionali (III)
31
. Gli anziani che non si recano dal
medico per lunghi periodi sono individui sostanzialmente sani ed ancora
impegnati in attivit lavorative o sociali, oppure pazienti costretti a letto,
spesso dementi, che non hanno un adeguato supporto sociale (III)
32;33
.
Infine, alcuni anziani non si recano dal medico perch non vogliono sapere se
sono malati o perch hanno una sostanziale sfiducia nella medicina (IV).
5.2.4
Tra
i soggetti residenti a domicilio, lo screening della fragilit stato
effettuato da una figura professionale di tipo sanitario per mezzo di uno
strumento di VMD: i risultati cos acquisiti venivano discussi collegialmente
dal team multidisciplinare, ai fini della formulazione del piano
individualizzato di assistenza (Ia)
2;4;6;12;13;30;34-36
. In alcuni casi stato critico il
coinvolgimento del medico di medicina generale
37;38
.
5.2.5
Studi
osservazionali hanno dimostrato che in soggetti non disabili, in grado di
deambulare autonomamente, il livello di fragilit pu essere stimato in
maniera affidabile e ripetibile somministrando una batteria di test di
performance fisica degli arti inferiori (III)
16;39;40
. Resta invece da verificare se il
miglioramento della performance fisica riduca il rischio di disabilit e di
mortalit (IV).
5.2.6
E
stato dimostrato che lo screening dei disturbi cognitivi in et avanzata ad
esempio utilizzando un test semplice quale il Mini Mental State Examination
corretto per et e scolarit in grado di evidenziare un numero
significativo di casi misconosciuti di deterioramento cognitivo (III)
41;42
.
Inoltre lo screening pu identificare soggetti che presentano una
compromissione cognitiva lieve che hanno un rischio aumentato di sviluppare
demenza. Sono in corso studi diretti a verificare se il trattamento di questa
condizione sia in grado ritardarne levoluzione clinica.
5.2.7
Anziani
con storia di cadute, episodi confusionali, incontinenza, depressione, disturbi
del sonno, malnutrizione e perdita di peso non intenzionale o che assumono
trattamenti farmacologici multipli hanno un elevato rischio di disabilit,
sostanziale peggioramento della qualit della vita e morte (III)
43-49
. La VMD e gli interventi che ne
conseguono sono in grado di ridurre in maniera significativa il rischio di
disabilit e di mortalit (Ia) e di migliorare la qualit della vita di
questi soggetti (Ia)
36;50-55
.
5.2.8
Programmi
basati su un intervento di VMD in pazienti anziani in dimissione dallospedale
riducono significativamente il rischio e la durata di nuovi ricoveri e di
istituzionalizzazione, e rallentano il declino fisico funzionale (Ia)
56-59
. Tali interventi sono particolarmente
efficaci nei soggetti con specifiche malattie, quali lo scompenso cardiaco (Ia)
60-65
o
lictus
66
. Tuttavia, la VMD si dimostrata
efficace anche in anziani non selezionati dimessi da un ospedale per acuti (Ib)
11;35;38;67-71
. La maggior parte dei programmi
efficaci prevedeva una prima VMD durante lospedalizzazione, seguita da un
intervento extraospedaliero dopo la dimissione che veniva talvolta anticipata
(Ia)
35;57;59-61;63;64;67-69;72;73
. Il coinvolgimento del MMG nella
stesura del piano di assistenza alla dimissione migliora la qualit della cura
37;38
.
5.2.9
Studi
osservazionali hanno dimostrato che: 1) la vedovanza recente comporta una
maggiore utilizzazione dei servizi medici e, soprattutto negli uomini, un
elevato rischio di deterioramento fisico funzionale, episodi di depressione
maggiore, suicidio e morte (III)
74-80
. Dati relativamente recenti
suggeriscono che la richiesta di servizi ed il rischio di deterioramento
funzionale, episodi depressivi maggiori e suicidio possono essere ridotti
mediante interventi farmacologici (Ib), di supporto sociale (Ia) e di esercizio
fisico (Ib)
81-88
; con effetti positivi sulla salute che
si prolungano nel tempo
89
; 2) in anziani fragili, un supporto
sociale inadeguato e, in generale, la scarsit dei contatti sociali, comportano
un'accelerazione del declino fisico funzionale (III)
90
; 3) una cattiva condizione economica
comporta negli anziani un elevato rischio di patologie psichiatriche, declino
funzionale e di mortalit (III)
91-95
. Tuttavia, leffetto sulla disabilit
prevalente per cui, al netto, le difficolt economiche riducono
laspettativa di vita attiva (III)
92
. Leffetto prolungato ed stato
evidenziato perfino nellultimo anno di sopravvivenza (III)
96
.
5.2.10
Non
sono mai stati condotti studi tesi a verificare se la trasmissione delle
informazioni in corso di ricovero in ospedale ed in RSA modifica in maniera
significativa la gestione del soggetto anziano e lefficacia degli interventi.
Tuttavia, in particolare nella realt italiana, esperienza comune che alcuni
rischi indotti dallospedalizzazione in pazienti anziani vengono spesso
sottovalutati, con conseguenze anche gravi (IV). Ad esempio, gli anziani fragili
ricoverati in ospedale hanno un elevato rischio di confusione mentale
97
, incontinenza urinaria
98
, cadute, ulcere da decubito,
disidratazione e denutrizione, decadimento funzionale (III)
99;100
. In studi controllati stato
possibile ridurre questi rischi mediante unattenta sorveglianza e la messa in
opera di procedure assistenziali specifiche (Ib)
71;99-106
. La mancanza di informazioni sullo
stato di salute del soggetto prima del ricovero pu rappresentare un ostacolo
alla pronta individuazione delle condizioni che lo pongono a rischio di
complicanze durante il ricovero. E stato inoltre dimostrato che una
condizione socioeconomica critica, o una rete di supporto sociale e di cura
informale insufficiente, comportano un elevato rischio di ritardo nella
dimissione
. Studi osservazionali suggeriscono che
coinvolgendo fin dallinizio il servizio sociale e la UVIG nella formulazione
del programma di assistenza continuativa la dimissione potrebbe essere
accelerata (III)
107;108
. In
generale, quindi, la trasmissione delle informazioni acquisite mediante VMD alla
struttura accogliente pu facilitare lattivazione di queste strategie e,
quindi, migliorare i risultati della ospedalizzazione (IV).