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5.
L'ANZIANO FRAGILE NEL TERRITORIO
5.3 Raccomandazioni per l'implementazione locale
5.3.1
In generale, negli studi che hanno dimostrato l’efficacia dell’approccio
multidimensionale, la VMD è stata applicata o da personale infermieristico
preparato ad hoc o da infermieri geriatrici. Tuttavia, nella realtà italiana,
solo il MMG ha un rapporto talmente capillare con gli utenti da poter svolgere
efficacemente un ruolo di screening. Inoltre, nel nostro sistema sanitario, il
MMG è il primo responsabile della salute dei suoi assistiti e, pertanto, è
colui che attiva tutti gli interventi di prevenzione. L’introduzione nella
pratica clinica quotidiana di strumenti di VMD di screening per
l’identificazione degli anziani fragili dovrebbe essere incoraggiata e
menzionata nei rapporti convenzionali tra MMG e SSN. Inoltre, l’insegnamento
della Gerontologia e Geriatria deve essere garantito nei corsi di Laurea e nei
corsi di formazione continua post-Laurea di tutti i MMG. L’implementazione di
programmi per la prevenzione della disabilità nell’anziano dovrebbe attuarsi
nella forma di sperimentazioni scientifiche rigorose, condotte in collaborazione
con strutture geriatriche che abbiano esperienza diretta in questo settore. Ciò
allo scopo di raccogliere, circa l’efficacia di tali interventi, evidenze
forti, che possano guidare la pianificazione sanitaria futura.
5.3.2
Nell’ambito delle attività del Distretto potrebbe essere utile che tutti
gli assistiti anziani, a scadenze minime programmate, vengano valutati mediante
una VMD di screening. I risultati dovrebbero essere registrati in un apposito
database. Lo strumento per la VMD di screening dovrebbe essere standardizzato a
livello regionale e, possibilmente, per tutto il SSN. In questo senso,
dovrebbero essere finanziati programmi di screening almeno una volta ogni due
anni di tutti i soggetti al di sopra dei 75 anni di età (nel corso di un
contatto ambulatoriale spontaneo o di una visita programmata), ed almeno una
volta all’anno di tutti gli ultra-ottantenni.
5.3.3
A livello di Comune o Distretto, dovrebbero essere implementati sistemi di
sorveglianza che identifichino i soggetti che non entrano in contatto con i
servizi perché troppo malati o perché non hanno una rete parentale adeguata.
Dovrebbero inoltre essere attivate con regolarità campagne pubblicitarie
sull’invecchiamento in buona salute e sulle possibilità di risolvere alcuni
problemi tipici dell’età avanzata.
5.3.4
Nell’attività di VMD, come pure nell’assistenza all’anziano disabile,
il MMG dovrebbe integrarsi con le attività del Distretto, sede istituzionale
ove agiscono le diverse figure professionali che compongono la UVIG. La
composizione della UVIG e le sue procedure di funzionamento dovrebbero
ottimizzare il lavoro di gruppo sotto il coordinamento di un geriatra con
documentata competenza nella VMD. Le procedure che regolano il funzionamento
della UVIG dovrebbero permettere una stretta integrazione sociosanitaria, in
modo che la VMD consideri anche i fattori socioeconomici, che concorrono alla
fragilità dell’anziano. I risultati delle VMD dovrebbero confluire in un
archivio informatico consultabile da tutti i nodi della rete. A tale scopo, è
raccomandabile che gli strumenti di valutazione utilizzati siano il più
possibile omogenei all’interno di una stessa Azienda Sanitaria o di uno stesso
bacino di utenza.
5.3.5
Dovrebbe essere stabilito un programma di screening dei problemi motori,
condotto in collaborazione con i MMG e basato sulla somministrazione di semplici
test di performance fisica. Gi anziani con prestazioni fisiche ridotte
dovrebbero essere inviati ad una valutazione di secondo livello che è, per sua
natura, multidimensionale e specialistica. Per la valutazione di secondo
livello, dovrebbero essere previsti centri specializzati ed adeguatamente
attrezzati, con tecnologie che permettano misure di integrità e di funzione di
tutti i sottosistemi fisiologici che sottendono alla capacità di camminare.
Eventuali limitazioni funzionali nei sottosistemi fisiologici che contribuiscono
al cammino dovrebbero essere corrette mediante opportuni programmi, svolti con
la supervisione ed il controllo degli stessi centri che hanno condotto la
valutazione di secondo livello.
5.3.6
E' raccomandabile una diagnosi precoce dei disturbi cognitivi per: a)
anticipare i necessari aggiustamenti nella organizzazione e nella economia
familiare; b) mettere in luce i casi di demenza secondaria, passibili di
trattamento efficace; c) agire sui fattori che possono accelerare il decadimento
mentale o mettere in pericolo la sicurezza del soggetto e dei suoi familiari
(uso dei fornelli; guida dell’auto; ecc.). I luoghi e le procedure di questa
valutazione di secondo livello dovrebbero essere definiti e funzionare secondo
quanto previsto dal progetto Cronos (www.alzheimer-cronos.org).
5.3.7
L’avvio di un paziente anziano ad una valutazione di secondo livello
quando siano presenti cadute frequenti, episodi confusionali, incontinenza
urinaria, disabilità di nuova insorgenza, polifarmacoterapia, stato
disnutrizionale, depressione, disturbi del sonno ecc., dovrebbe avvenire sempre
da parte del MMG ma anche in occasioni di altri contatti medici come
vaccinazioni, visite in Pronto Soccorso, ecc. Affinché ciò sia possibile, è
necessario che coloro che vengono in contatto con l’anziano abbiano
un’adeguata formazione geriatrica. La rilevazione di “sindromi geriatriche”
dovrebbe essere sempre seguita dall’attivazione di un programma di prevenzione
e cura svolto in ambito geriatrico.
5.3.8
La trasmissione dei bisogni assistenziali di un anziano dimesso
dall’ospedale è una condizione essenziale a garantire lo svolgimento del
piano di assistenza continuativa. In questo senso, un piano di assistenza
dovrebbe sempre accompagnare la dimissione. Il MMG utilizza queste informazioni,
eventualmente richiedendo la consulenza della UVIG e del geriatra, per mettere
in atto tutte le procedure necessarie ad evitare il declino funzionale e la
reospedalizzazione. E’ necessario stabilire le modalità e le procedure con
cui il MMG si relaziona con la struttura ospedaliera che dimette il paziente e
con la UVIG nello svolgimento di questa attività. Gli aspetti più importanti
da valutare dopo la dimissione dovrebbero essere: 1) necessità di assistenza
infermieristica specializzata; 2) adeguatezza della rete di assistenza
informale; 3) frequenza delle visite di follow-up; 4) modificazioni di capacità
fisica e cognitiva in confronto al periodo precedente l’ospedalizzazione.
Dovrebbero essere previste procedure che garantiscano in questa fase critica
l’intervento della UVIG (anche attraverso la nomina di un coordinatore del caso) e, eventualmente, l’attivazione di un
servizio di ADI in maniera tempestiva.
5.3.9
Eventi importanti nella vita sociale e personale di un anziano, specialmente
se molto anziano o fragile, dovrebbero sempre attivare un programma di
monitoraggio, anche quando tali eventi non coinvolgono in maniera diretta la
sfera della salute personale. Eventi importanti sono la vedovanza o la perdita
di una persona vicina, un cambiamento di residenza, problemi economici, ecc. In
questi casi, dovrebbe essere prevista la possibilità di attivare il servizio
sociale per stabilire un contatto ed eventualmente prestare un supporto anche
temporaneo. Negli anziani soli é utile attivare un servizio di telesoccorso/telecontrollo.
5.3.10
Il ricovero
in ospedale di un anziano fragile dovrebbe essere accompagnato dalla
trasmissione dei dati relativi all'ultima VMD eseguita o comunque dai dati
essenziali sulla sua condizione di salute e funzionale precedente al ricovero. A
questo proposito la scheda di accesso in ospedale compilata dal MMG dovrebbe
essere modificata ed integrata in tal senso. Il passaggio di queste informazioni
dovrebbe essere garantito anche nei casi di ricovero acuto tramite un contatto
tra il personale della struttura accogliente ed il MMG.