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6.VMD E ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (ADI)

6.1    Linee-Guida

6.1.1    La migliore qualità di vita possibile per l’anziano assistito a casa deve essere l’obiettivo principale dell’ADI. La letteratura ha dimostrato che la VMD è uno strumenti utile per il perseguimento di questo obiettivo (A).

6.1.2    Uno degli obiettivi importanti da tenere presente nella stesura del piano individualizzato di assistenza, elaborato sulla base delle informazioni fornite dalla VMD, è mantenere a casa l’anziano riducendo il rischio di istituzionalizzazione. Ciò permette una ottimizzazione del rapporto costo-efficacia degli interventi (A).

6.1.3    Gli utenti sono gli anziani fragili (A) che – direttamente, indirettamente o tramite il proprio medico – fanno richiesta di essere assistiti in ADI. La VMD deve essere la metodologia di scelta per verificare il fabbisogno assistenziale e, quindi, la congruità della richiesta (B).

6.1.4    La UVIG che ha la responsabilità della VMD deve anche gestire e monitorizzare nel tempo, tramite successive VMD, il piano individualizzato di assistenza per l'anziano fragile e, quindi, avere anche la responsabilità della continuità della cura (A). La UVIG dovrebbe comprendere almeno il medico specialista in Geriatra come coordinatore, l’infermiere e l’assistente sociale (A). Il MMG dovrebbe essere, a tutti gli effetti, un componente della UVIG per le scelte relative agli anziani che ha in cura (C).

6.1.5    Ogni servizio di ADI per l'anziano fragile deve avere nel suo organico personale con adeguata formazione Gerontologico-Geriatrica, in grado di utilizzare gli strumenti di VMD e di saperne interpretare i risultati (A).

6.1.6    La UVIG dovrebbe adottare un protocollo operativo che definisca i tempi ed i modi di somministrazione della VMD e le modalità con cui, in incontri periodici, viene definito il piano individualizzato di assistenza (C).

6.1.7    La UVIG responsabile del servizio di ADI deve adottare uno strumento di VMD che sia stato validato nella realtà italiana (A). Tenendo conto delle differenze anche notevoli tra Nazioni per quel che riguarda i servizi di assistenza continuativa all’anziano, è preferibile che il protocollo operativo per l’ADI si basi sulle metodologie ed i risultati di studi clinici controllati condotti in Italia (C).

6.1.8    Si deve cercare di razionalizzare il servizio di ADI tramite l’implementazione di una banca dati. In questo modo, si dovrebbe arrivare ad un sistema di pagamento a prestazione quantificato sul fabbisogno assistenziale. Ciò permetterebbe di realizzare un sistema razionale di attribuzione delle risorse, in analogia a quanto fatto per l’ospedale (C).