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8. VMD ED UNITA' OPERATIVA PER ACUTI DI GERIATRIA
8.1.1
L’anziano fragile è ad alto rischio di ospedalizzazioni ripetute (B). In
particolare, gli ultrasettantacinquenni ricoverati in ospedale per patologie
acute costituiscono ormai il 30-40% del totale dei ricoverati nei reparti di
medicina generale, malgrado questa fascia d’età rappresenti il 6,9% della
popolazione totale (ISTAT 1996 - www.istat.it). Uno dei principali obiettivi
dell’assistenza all’anziano fragile ricoverato in ospedale è quello di
prevenire o arrestare il declino funzionale legato all’acuzie della malattia o
ad una inadeguata gestione clinica mediante l’attivazione tempestiva di un
programma assistenziale basato sulla VMD (A).
8.1.2
Negli ultrasettantacinquenni con patologie acute, soprattutto se in
condizioni cliniche particolarmente complesse per la presenza di comorbilità
e/o disabilità, dovrebbe essere considerata l’opportunità di un ricovero in
un’Unità Operativa di Geriatria per Acuti (B).
8.1.3
L’équipe geriatrica ospedaliera che esegue la VMD deve avere l’intera
responsabilità del piano individualizzato di assistenza e degli interventi a
questo collegati (A). Tutti gli operatori dell’équipe (infermiere
professionale, fisioterapista, assistente sociale, ecc.), coordinata dal
geriatra, devono avere una idonea formazione geriatrica (A). L’Unità
Operativa Geriatrica per Acuti deve essere in grado, per organico (A) e
strutture (C), di svolgere tutte le prestazioni che scaturiscono dalla VMD,
comprese quelle riabilitative e di riattivazione.
8.1.4
La VMD mantiene il suo valore guida per elaborare il piano d’intervento
nell'anziano fragile ricoverato in un’Unità Operativa di Geriatria per acuti.
La VMD, infatti, deve essere in grado di sciogliere i dubbi e facilitare le
sinergie secondo quattro principi di particolare valore nell’assistenza
ospedaliera agli anziani:
A.
l’età avanzata
non deve costituire controindicazione assoluta per trattamenti farmacologici,
interventi di rianimazione, procedure chirurgiche e programmi di riabilitazione
(A e B) anche complessi;
B.
la riduzione del
rischio di reazioni avverse da farmaci si ottiene riducendo il numero delle
prescrizioni, somministrando esclusivamente sostanze sicuramente
efficaci per le patologie che devono essere trattate in via prioritaria in
quel particolare momento (B);
C.
alcune sindromi
geriatriche tipiche – causa del ricovero o complicanza della patologia
principale che lo ha determinato – devono essere trattate o prevenute con
interventi anche non farmacologici, orientati a facilitare la comunicazione con
il paziente, attenuare l’isolamento, correggere interferenze ambientali
negative e ridurre l’handicap (A);
D.
per i pazienti
anziani nei quali una patologia acuta di pertinenza specialistica sia stata la
causa del ricovero, deve essere facilitata, tramite il linguaggio comune della
VMD, una sinergia tra lo specialista di riferimento ed il geriatra,
eventualmente anche attivando unità dedicate (A e B).
8.1.5
Per
ottenere i migliori risultati possibili dopo la dimissione, l’équipe
dell’Unità Geriatrica per Acuti deve interagire con l’UVIG territoriale per
stabilire il successivo piano individualizzato di assistenza (A).
8.1.6
Devono
essere studiati e realizzati programmi integrati di assistenza continuativa tra
ospedale e servizi territoriali, con l’obiettivo di ridurre il fenomeno dei
“letti bloccati”
ed i reingressi nelle Unità operative ospedaliere di medicina generale e
di geriatria (B).