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LINEA GUIDA
La gestione della sindrome influenzale |
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| SNLG16 |
Presentazione Ogni anno la sindrome influenzale colpisce milioni di italiani. Ciò si traduce in costi e disagi assai alti, soprattutto in termini di ricoveri e di consumo di farmaci. Già la precedente versione della linea guida nazionale, pubblicata nel 2003, aveva fornito una serie di utili raccomandazioni in merito all’uso dei test rapidi per la diagnosi, ai farmaci antivirali, antinfiammatori, antibiotici e ai criteri di ospedalizzazione. In vari contesti è stato poi osservato il buon impatto sulla riduzione di ricoveri inappropriati a seguito della semplice disseminazione della linea guida. Questa nuova versione del documento che, ricordiamo, tratta della "Gestione della sindrome influenzale", a cura del Sistema Nazionale Linee Guida, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, contiene un aggiornamento della letteratura scientifica pubblicata successivamente alla precedente versione e include alcune importanti aggiunte tra cui la valutazione delle terapie non convenzionali. E’ prevista una versione per il pubblico che riteniamo sia di importanza fondamentale per garantire l’auspicata consapevole partecipazione dei cittadini alla gestione del proprio stato di salute.
Enrico Garaci Istituto Superiore di Sanità |
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RACCOMANDAZIONE
I tempi e le liste di attesa |
SIQuAS-VRQ
Società Italiana per la Qualità dell’Assistenza Sanitaria |
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Il lavoro segue il percorso tracciato dall’attività per il miglioramento della qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria della SIQuAS-VRQ, società che ha fondato ed aderisce all’International Society for Quality in Health Care (ISQUA) all’European Society for Quality in Health Care (ESQH) ed alla FISM (Federazione Italiana delle Società Mediche). Il progetto della Società si propone di sviluppare raccomandazioni rivolte ai dirigenti sanitari e agli operatori del settore sui temi critici della sanità nazionale. La Raccomandazione sulle Liste di Attesa, redatta sotto forma di decalogo, pone molta attenzione alle priorità cliniche, indicate come principale criterio per la definizione delle liste di attesa, al fine di garantire maggiore priorità e meno attesa ai pazienti con maggior bisogno. Altro elemento critico è individuato nel coinvolgimento attivo dei cittadini nella definizione e applicazione delle priorità cliniche. Grazie a queste raccomandazioni la SIQuAS-VRQ intende fornire supporto ai dirigenti e agli operatori sanitari e alle istituzioni sanitarie. A lavorare alla realizzazione delle linee guida sono stati professionisti della sanità nazionale, in particolare il dott. Giuliano Mariotti, direttore sanitario del presidio ospedaliero di Rovereto e già autore di diverse pubblicazioni sul tema, in collaborazione con un gruppo di soci iscritti alla Società.
www.siquas.it |
Raccomandazione su tempi e liste d'attesa
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| Sviluppo, qualità della vita e longevità creativa |
| Ferruccio Bresolin *
Alessandro Minello **
Maurizio Gallucci ***
* Ordinario di Politica economica nell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
** Professore a contratto di Economia politica nell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
*** Geriatra, Dirigent |
| AS 02 [2007] 119-128 |
| Anche considerando esclusivamente il piano economico, si può osservare quanto rilevanti siano gli effetti di una popolazione che invecchia. L’invecchiamento demografico che caratterizza la nostra società implica infatti ricadute sulla spesa pubblica, sul debito e sul deficit, sui consumi, sul risparmio, sugli investimenti, sulla produttività, sul mercato del lavoro e, più in generale, sul processo di sviluppo. La relazione tra sviluppo e longevità, più in particolare, è già da alcuni anni presente nell’agenda europea: al Consiglio europeo straordinario di Lisbona (marzo 2000) è stato sottolineato come «il tasso di occupazione sia eccessivamente basso e caratterizzato da un’insufficiente partecipazione al mercato del lavoro di donne e lavoratori anziani», e si è sostenuta l’esigenza di interventi mirati a particolari gruppi quali anziani e disabili. Gli Stati membri dovrebbero perciò attivare politiche di integrazione lavorativa e di inclusione sociale-culturale degli anziani. |
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| Raccomandazioni per la prevenzione ed il trattamento delle Lesioni da decubito |
| Il testo e stato curato da:
- Noemi Pavoni (Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio)
- Antonio Mastromattei (Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio)
- Domenico Di Lallo (Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio)
- Alessandra Capon |
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Con questa nuova pubblicazione, l’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio pone l’accento su un problema di salute purtroppo molto diffuso, che causa notevoli sofferenze alle persone che ne sono affette, spesso già rese fragili da precarie condizioni cliniche e sociali. Il trattamento delle lesioni da decubito comporta un impegno economico e gestionale che è difficile da programmare, non solo perché spesso si utilizzano medicazioni ed ausili impropri, ma anche perché tale condizione clinica alcune volte non viene valutata correttamente. E’ dunque fondamentale orientare l’approccio alle lesioni da pressione, migliorando non solo la qualità dell’assistenza erogata, ma soprattutto promuovendo tra gli operatori sanitari gli "strumenti" della prevenzione. Il nostro auspicio è che questo lavoro, frutto della revisione delle più importanti linee guida nazionali ed internazionali, nonché della collaborazione con esperti del settore, possa rappresentare un utile strumento d’aggiornamento e di pratica clinica per tutti gli operatori sanitari.
Il documento è disponibile a questo link (6,17 Mb): http://www.asplazio.it/asp_online/tut_soggetti_deb/files/files_anziani/ldd/opuscolo_ldd.zip |
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| Testo della nuova legge regionale: “Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia".
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| Regione Puglia |
| LEGGE REGIONALE 10 luglio 2006, n. 19 - Bollettino ufficiale Regione Puglia n. 87 del 12 Luglio 2006 |
E’ stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia il testo della legge: “Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia". Si tratta di un testo che propone importanti novità nel welfare della Regione con particolare interesse per il sostegno agli anziani ed ai disabili. |
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| Tavolo tecnico “Le Società Scientifiche” |
| Prof. Roberto Bernabei |
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Il Presidente della SIGG Roberto Bernabei ha partecipato nei giorni scorsi ad uno dei tavoli tecnici organizzato da “Meridiano Sanità” progettati e realizzati dal gruppo Ambrosetti-The European House, che, come è noto, è una delle Società più autorevoli nel settore dell’organizzazione e gestione dei servizi sanitari, punto di riferimento di numerose istituzioni tra cui il MinSal. Obiettivo dei suddetti tavoli tecnici è la raccolta in chiave indipendente, professionale e collegiale di idee, ipotesi e prospettive per un nuovo modello di Sanità in Italia, che consenta di ottimizzare e migliorare il Sevizio Sanitario Nazionale, per rispondere sia ad uno scenario di riferimento in continua e rapida evoluzione che alle esigenze degli utenti.
I temi principali affrontati durante il Workshop sono stati l’evoluzione demografica ed i cambiamenti della morbilità, la fragilità, la pluripatologia, la polifarmacoterapia e le reazioni avverse da farmaci, l’incremento delle malattie croniche e la crisi del sistema economico, la razionalizzazione e riqualificazione delle strutture sul territorio e l’integrazione dei servizi, la cura della cronicità ed il ruolo del Case Manager, l’istituzione delle unità valutative/geriatriche, l’adozione della valutazione multidimensionale.
Di questi argomenti, bene conosciuti dai geriatri, con tutti i risvolti piano assistenziale socio-sanitario ed economico, molti dei presenti non erano a conoscenza. Il Prof. Bernabei ha avuto l’occasione in un contesto di addetti ai lavori di alta professionalità e di “opinion leaders” di far conoscere con dati, documenti e numeri, provenienti da diverse realtà nazionali ed internazionali, le ragioni di una necessità di modificare l’organizzazione assistenziale per gli anziani in genere, ma ancora di più per quelli che con la vecchiaia si trovano di fronte a gravi problemi di salute.
Dal "Bollettino SIGG", Giugno 2006 |
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| Regolamento del Dipartimento Salute Anziani – DSA A.S.L. 3 – TORINO
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| Su segnalazione del Prof. G. Salvioli |
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| Gli italiani, la vecchiaia e gli anziani di oggi e di 50 anni fa |
| Una ricerca quantitativa svolta da Astra per la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria |
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Realizzata tra il 20 e il 28 settembre 2005 tramite 1.005 interviste telefoniche somministrate con il metodo C.A.T.I. (Computer Aided Telephone Interviewing) a un campione rappresentativo dei residenti italiani dai 15 anni in su (esclusi i non residenti e i membri delle convivenze: carceri, conventi, ospedali, convitti, caserme, ecc.), equivalente a circa 49.700.000 adulti.
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| La persona affetta da demenza e il suo ambiente di vita.
Problemi di assistenza e di sicurezza
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| Dott. Franco Romagnoni - U.V.A. Tresigallo
In collaborazione con
Dott. Fernando ANZIVINO, dott. Antonio BAVAZZANO,
dott. Piero Angelo BONATI, dott. Orazio ZANETTI |
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Questo documento contiene una presentazione utilizzata in una serie di incontri rivolti ai familiari ed al personale di assistenza di pazienti affetti da demenza. Tali incontri si sono svolti nel territorio di Ferrara e Provincia nell’ambito di programmi dei Piani della Salute per favorire l’itegrazione socio-saniaria. |
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| Protocollo di gestione del catetere vescicale. |
| COMMISSIONE PROFESSIONALE PER LE CURE DOMICILIARI
Fernando ANZIVINO, Mara CALDERONI, Giuseppina CAROSELLI, Alessandra GALLETTI,
Stefano GIORDANI, Gaetano MARINELLI, Franco ROMAGNONI. |
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Questo documento è stato elaborato dalla Commissione Professionale per le cure Domiciliari della Provincia di Ferrara da una èquipe integrata multiprofessionale in cui sono presenti Specialisti Geriatri, Medici di Medicina Generale, Medici di Sanità Pubblica ed Infermieri Professionali. Tale protocollo è stato ufficialmente presentato ai Medici di Base convenzionati come documento di riferimento per l’Assistenza Domiciliare. |
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| Presentata una proposta di legge di iniziativa popolare sulla non autosufficienza. |
| Promossa dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil
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Il testo è stato presentato in una conferenza stampa il 4 ottobre 2005 a Roma con la partecipazione del segretario generale della Cgil Epifani, del segretario generale della Cisl Pezzotta, del segretario generale aggiunto della Uil Musi e dei tre segretari generali dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil Leone, Uda e Miniati. Lunedì 10 ottobre il testo di legge sarà depositato in Cassazione e nei giorni successivi partirà la raccolta delle firme in tutta Italia. Da questo link http://www.geriatriaonline.it/public/documenti/documenti/24.pdf potete scaricare il testo della legge. |
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| Testamento biologico
Direttive anticipate di trattamento |
| Associazione Goffredo de Banfield |
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L’Associazione Goffredo de Banfield opera da 17 anni a favore degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie con servizi gratuiti di consulenza, tutela, assistenza domiciliare, prestito di ausilii. È iscritta al registro regionale delle organizzazioni di volontariato della Regione Friuli Venezia Giulia e in quanto tale è una ONLUS di diritto. Promuove corsi di formazione, conferenze e convegni con la finalità di sensibilizzare cittadini, operatori e volontari su tematiche sociosanitarie e culturali. A seguire è possibile consultare o scaricare gli atti del Congresso tenuto sul tema a Trieste il 5 aprile 2005. Si ringrazia la Fondazione per la disponibilità del materiale. |
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| Opuscoli divulgativi sulle cadute negli anziani (a cura dell'ASP Lazio) |
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Le cadute tra le persone anziane costituiscono un problema rilevante in sanità pubblica, infatti, oltre ad essere motivo di riduzione della loro autosufficienza ed essere una delle principali cause di mortalità e morbilità, spesso ne anticipano il ricovero in istituto. Circa 1/3 degli anziani che vivono in casa cade almeno una volta l’anno; di questi la metà cade ripetutamente. Un caso su 40 richiede l’ospedalizzazione e di essi solo la metà sopravvive a distanza di un anno. Nel Lazio nel 2001 il 41% circa delle fratture causate da incidenti domestici ha riguardato gli ultrasessantacinquenni. Sulla base di queste considerazioni, la progettazione di un programma di interventi di prevenzione delle cadute costituisce senza dubbio una delle azioni più rilevanti in termini di tutela della salute degli anziani. Infatti è dimostrata con evidenza scientifica la validità di programmi di prevenzione multifattoriale che siano basati su screening dei fattori di rischio e su interventi e azioni specifiche di educazione sanitaria. In questa ottica, nel corso di uno specifico intervento di prevenzione attuato attraverso l’azione di un gruppo di Medici di Medicina Generale operanti nel territorio di Latina con il coinvolgimento attivo di tutti i loro assistiti ultrasettantacinquenni, l’Agenzia di Sanità Pubblica ha prodotto anche due agili opuscoli informativi. Il primo, “Le cadute nell’anziano si possono evitare”, è un agevole promemoria per Medici di Medicina Generale che consente di focalizzare l’attenzione verso quei segni di ”fragilità” che possono mettere a rischio l’autosufficienza dei propri assistiti anziani. Il secondo, “Cosa posso fare per evitare di cadere?”, è invece destinato alle persone anziane e loro familiari, è di facile lettura e interpretazione e presenta alcuni semplici accorgimenti da adottare nelle piccole cose della vita quotidiana al fine di rendere le cadute eventi evitabili. Tali opuscoli evidentemente non esauriscono in sé l’intervento di prevenzione, ma vogliono essere due semplici strumenti che devono essere necessariamente inseriti all’interno di azioni più articolate che vedano in primo luogo l’identificazione dei fattori di rischio sia ambientali che personali e conseguentemente la messa a punto dei più opportuni accorgimenti preventivi.
Da www.asplazio.it |
Le cadute nell’anziano si possono evitare
Cosa posso fare per evitare di cadere?
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| Documento SIGG sulle RSA |
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| Pubblichiamo il documento sulle RSA, preparato da una commissione presieduta da Antonio Guaita, e già approvato tempo fa dagli organi societari. La diffusione del testo rappresenta un contributo rilevante al dibattito, particolarmente in un momento nel quale l’organizzazione dei servizi per l’anziano è al centro di un interesse diffuso. |
Scarica il documento (185 Kb)
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| Accreditamento all'eccellenza delle unità operative di Geriatria |
| Coordinatore: P. PIERGENTILI (Mirano) |
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E’ possibile scaricare l’intero manuale, il glossario ed un modulo per proporre modifiche, integrazioni e suggerimenti da parte dei direttori di UGA (da far pervenire all’indirizzo e-mail paolo.piergentili@quesse.org) Il Gruppo è partito su mandato preciso, per volontà del Presidente e del Consiglio Direttivo SIGG. I mandato: compilazione di un Manuale SIGG per accreditamento all’eccellenza delle UGA. Un II mandato riguarderà le istruzioni per il manuale ed il protocollo per le visite (che include: formazione ai visitatori, protocollo effettuazione della visita, modalità generali di gestione del programma). Il Gruppo è composto dal Coordinatore Dr. Paolo Piergentili, dal Dr. Alberto Cester, dal Dr. Walter De Alfieri, dai Professori Raffaele Antonelli Incalzi, Nicola Ferrara e Vittorio Nicita Mauro. Il Ministero con apposita Commissione sta lavorando su questi temi, quindi è bene che la nostra Società formuli un programma prima che ci sia imposto da terzi. E’ volutamente uno strumento agile, che andrà implementato, rivisto, corretto, reso (dopo esperienze di visita) forse ancor più agile. Riteniamo di iniziare con la sperimentazione di visita dalle nostre stesse sedi, con valutazioni crociate. Andranno eseguite revisioni sistematiche del manuale, delle procedure e dei sistemi di valutazione, per garantire che il modello sia sempre al passo con i tempi e con le innovazioni della ricerca geriatrica. |
Manuale
Glossario
Scheda per proposta modifiche
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| Società di Geriatria nel mondo |
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Pubblichiamo a seguire, in formato pdf, un elenco delle Società di Geriatria nel mondo suddivise per aree geografiche e complete di riferimenti anagrafici per eventuali contatti diretti. |
Elenco delle Società di Geriatria nel mondo (41 Kb)
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| Documento sull'Unità Geriatrica per Acuti (UGA)
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La Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) e la Società Italiana Geriatri Ospedalieri (SIGOs) hanno intrapreso, a partire dal Luglio 2002, un percorso comune diretto a definire le caratteristiche della Unità Geriatrica per Acuti (UGA) ed il suo ruolo nella rete integrata dei servizi per l’assistenza all’anziano.
Tale percorso ha l’obiettivo di produrre un documento, utile a fini di politica sanitaria a diversi livelli (nazionale, regionale, locale), che esprima una presa di posizione comune di fronte al drastico ridimensionamento in corso della disponibilità di posti-letto delle UGA, che mancano del tutto in molte Aziende Sanitarie e, in casi specifici, in intere Regioni.
Il materiale presentato nel Forum di Firenze sull’UGA (8 Luglio 2002) è stato organizzato in un primo documento, discusso nella riunione tenutasi nella prima giornata del 47° Congresso Nazionale della SIGG (Montecatini Terme, 6 Novembre 2002), cui hanno partecipato membri designati della SIGOs. Nelle giornate 7-9 Novembre 2002, il documento è stato rielaborato sulla base delle indicazioni emerse da quella discussione. E’ stato quindi distribuito il 9 Novembre 2002, e ridiscusso in seduta plenaria il 10 Novembre 2002, ed approvato con ulteriori emendamenti che sono stati immediatamente incorporati nella presente versione. Infine, il documento è stato discusso ed ulteriormente affinato ad opera di una commissione paritetica SIGG-SIGOs che si è riunita a Roma il 25 Febbraio 2003. |
Scarica il documento (62 Kb)
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| Linee guida per l'attuazione del piano regionale per un sistema integrato di interventi e servizi sociali |
| Assessorato Servizi Sociali Regione Marche |
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Il “Piano Regionale per un Sistema integrato di interventi e servizi sociali” e la legge 328/2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali definiscono come elementi prioritari, nell’avvio complessivo della riforma dei servizi alla persona, la individuazione dell’assetto territoriale per la pianificazione sociale con la costituzione degli ambiti territoriali, la programmazione dal basso con la costruzione dei Piani territoriali la definizione della rete dei servizi sociali essenziali e la definizione dei presupposti per costruire un sistema integrato a cominciare dalla specificità socio-sanitaria.
Il documento è composto di 9 capitoli: 1. L’attivazione degli Ambiti Territoriali 2. Il Coordinatore di ambito 3. Gli Uffici di Promozione Sociale 4. Il Piano di zona 5. L’integrazione socio-sanitaria 6. Il Bilancio sociale 7. la Consulta regionale dei comuni capofila degli ambiti territoriali 8. Il Coordinamento provinciale 9. I Tempi e procedure
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| Il Dipartimento Geriatrico a Ferrara |
| Fernando Anzivino |
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Pubblichiamo a seguire l’atto deliberativo relativo alla costituzione del Dipartimento di geriatria a Ferrara È un esempio di attenzione che, in questo momento a Ferrara, si sta dando alla specificità del ruolo della geriatria e del geriatra. |
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| Manuale per i familiari delle persone affette da demenza “Non so cosa avrei fatto oggi senza di te" |
| Hanno collaborato alla redazione del manuale:
Angelo Bianchetti, Paolo Pirotti, Lidia Silvano, Raffaele Fabrizio
Coordinamento a cura di Raffaele Fabrizio
(Servizio pianificazione e sviluppo servizi sociali e socio-sanitari) |
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Materiale prodotto nell’ambito del progetto ministeriale demenze “Qualificazione di centri diurni e strutture e residenziali e di azioni di sostegno ai familiari” (Programmi speciali, ART. 12 BIS, COMM. 6, DLGS 229/99) Anno 2000
Dalla presentazione di Gianluca Borghi - Assessore alle politiche sociali Regione Emilia Romagna e Giovanni Bissoni Assessore alla sanità Regione Emilia Romagna
Le politiche regionali per la terza età, informate ai principi della valorizzazione e della tutela delle persone anziane, stanno raggiungendo significativi risultati in relazione allo sviluppo ed alla qualificazione della rete dei servizi integrata per l’assistenza sociale e sanitaria. I diversi servizi disponibili, risultato positivo di un impegno costante, sono finalizzati a mantenere quanto più possibile la persona anziana nella propria casa, tra le persone care, nella consapevolezza che il contesto familiare deve essere il luogo privilegiato di vita e di cura. In questo senso va il potenziamento dell’assistenza domiciliare con l’intervento di operatori sociali e sanitari e l’assegno di cura per i familiari, pur in un contesto che assicura, nel momento del bisogno, assistenza puntuale e qualificata in strutture come Centri diurni e Centri residenziali. Il progetto regionale per la diagnosi precoce e la cura delle patologie della memoria e delle demenze si inserisce all’interno di questo percorso con l’obiettivo dichiarato di migliorare la qualità delle cure e della vita degli ammalati e delle loro famiglie, e punta principalmente al potenziamento ed alla qualificazione della rete dei servizi esistente, piuttosto che alla creazione di strutture separate e specializzate. Punti salienti di questa strategia sono la formazione e l’aggiornamento degli operatori, l’adeguamento degli spazi e degli ambienti di vita, un rinnovato rapporto di collaborazione con le associazioni e con i familiari delle persone affette da demenza, la istituzione di Consultori e Centri con la presenza di medici specialisti, di operatori sanitari e socio-sanitari a disposizione dei malati e delle loro famiglie in rete con l’insieme dei Servizi offerti dal Servizio sanitario regionale, a partire dai medici di famiglia, e con i Servizi sociali. In particolare, si prevedono forme di sostegno alle famiglie quali la possibilità di ottenere consulenze psicologiche, giuridiche e assistenziali e la disponibilità di posti in tutta la rete dei servizi destinati a ricoveri temporanei per consentire periodi di riposo ai familiari e, soprattutto, si vogliono favorire la diagnosi precoce in modo da prevenire e ritardare gli effetti della perdita della memoria e della demenza, si vogliono assicurare piani individualizzati di assistenza, continuità delle cure e del rapporto con i familiari. Ed è prima di tutto ai familiari, quotidianamente impegnati nel lavoro di cura e di assistenza, che si rivolge questo manuale, utile, crediamo, anche agli operatori, alle associazioni, a coloro che vogliono saperne di più sulle malattie “che rubano la mente”. Il manuale, oltre a fornire informazioni sulle malattie della memoria e di demenza nelle diverse fasi, fornisce utili notizie sulle risorse, istituzionali e non, presenti sul territorio regionale, sia a livello di offerta dei servizi che a livello dei soggetti operanti nel settore.
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Scarica il Manuale (771 Kb)
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| Linee-Guida sull'Utilizzazione della Valutazione Multidimensionale
per l'Anziano Fragile nella Rete dei Servizi
(Progetto Finalizzato del Ministero della Sanità ICS 110.1 RF 98.98) |
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RESPONSABILE SCIENTIFICO DEL PROGETTO: Luigi Ferrucci, MD, PhD Director of the Baltimore Longitudinal Study on Aging Longitudinal Studies Section Clinical Research Branch National Institute on Aging, NIH Harbor Hospital 5th Floor 3001 Hanover Street Baltimore MD 21225 U.S.A. Tel: 410-350-3936 Fax: 410-350-3979 E-Mail: ferruccilu@grc.nia.nih.gov
COORDINATORE DEL GRUPPO DI LAVORO E REVISORE DELLE BOZZE: Niccolò Marchionni Dipartimento di Area Critica Medico Chirurgica, Unità Funzionale di Gerontologia e Geriatria, Università di Firenze. Via delle Oblate, 4. - 50141 FIRENZE Tel. 055-4279843 Fax: 055-4223879 E-Mail: nmarchionni@unifi.it
Informazioni: VMD
A cura del gruppo VMD della SIGG Questo progetto è frutto di una collaborazione tra un gruppo di ricercatori e clinici che operano all’interno della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, il Laboratorio di Epidemiologia Clinica della Sede INRCA di Firenze e la Società Italiana di Medicina Generale. L’iniziativa è stata in parte finanziata nell’ambito dei progetti di Ricerca Finalizzata del Ministero della Sanità. Obiettivo dichiarato del progetto era verificare in che misura i risultati conseguiti con la applicazione della VMD apparsi nella letteratura degli ultimi anni siano traducibili in una serie di raccomandazioni esplicitabili in maniera semplice e concisa, ed in che misura tali raccomandazioni siano applicabili alla realtà del SSN Italiano. Il gruppo di lavoro ha iniziato e portato avanti questo progetto, nel convincimento che l’introduzione della VMD, la metodologia specifica della geriatria, sia in grado di migliorare i percorsi e guidare le strategie assistenziali. Nelle fasi preliminari della stesura si è tentato di trovare una definizione operativa di anziano fragile che fosse semplice, pratica ed utilizzabile in tutti i setting assistenziali che compongono la rete dei servizi. Inoltre, è stata delineata una rete di servizi minima necessaria per l’implementazione delle LG. Nella prima fase tecnica, sono state stabilite le regole con cui reperire, classificare, e graduare le evidenze. A questo scopo, sono stati seguiti i principi della Cochrane Library, che rapprentano uno standard internazionale. La fase iniziale di raccolta e classificazione della letteratura è stata seguita da una serie di incontri nel corso dei quali è stato messo a punto un testo preliminare. Seguendo gli opportuni percorsi segnati da ipertesti, è possibile accedere alla descrizione, sintetica ma dettagliata, delle evidenze sulla base delle quali sono fondate le raccomandazioni, ed alla relativa bibliografia. La versione attualmente disponibile è quella presentata al Congresso della SIGG nel Novembre 2001 ad Assisi. Con la bibliografia aggiornata al Marzo 2002 ma il testo è praticamente immodificato rispetto alla versione cartacea. Sono molto graditi suggerimenti e critiche che utilizzeremo per mettere a punto la nuova, successiva versione che dovrebbe antrare in elaborazione nel Giugno 2003 per essere presentata al Congresso SIGG dello stesso anno. |
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