CALL FOR ACTION: IDENTIFICAZIONE E CREAZIONE
DELLA RETE DELLE CURE INTERMEDIE
La coordinazione e l’integrazione delle cure per le persone anziane sono riconosciute come essenziali per ridurre la frammentazione delle cure, offriere una assistenza piú centrata sulla persona e per diminuire l’utilizzo non necessario delle risorse sanitarie. I servizi di cure intermedie, che attuano in maniera limitata nel tempo, sono progettati per fornire continuità assistenziale in momenti di trasizione tra stati di salute e tra diverse necessità di cure. Vengono spesso utilizzati per migliorare il recupero, promuovere l’autonomia, ottimizzare la gestione e prevenire esiti avversi, compreso il declino funzionale tra le persone anziane, in particolare quelle con malattie croniche e fragilità. Gli elementi di questi modelli di cura includono una valutazione multidimensionale, la cura e la riabilitazione, che mirano al ripristino della salute e all’ottimizzazione dello stato funzionale. Le cure intermedie possono contribuire al continuum di servizi che consente alle persone anziane di recuperare o mantenere l’indipendenza dopo un periodo di ospedalizzazione (traiettoria definita come “step-down” dalla letteratura britannica), ma anche, in certi casi, a gestire e migliorare una disabilità acuta transitoria come risultato di una crisi di salute su un quadro di complessità di base in una persona che si trovi al proprio domicilio o in una residenza geriatrica (“step-up”), e possono essere prestate in diversi setting (di ricovero, ambulatorio o a domicilio).
Nonostante la ricerca in materia sia ancora limitata, ci sono evidenze crescenti che questo approccio di cura possa migliorare la funzione, ridurre i costi e diminuire l’utilizzo delle risorse sanitarie per gli adulti anziani.(1) Nonostante il suo utilizzo crescente e qualche iniziativa recente di consenso internazionale, rimane un’ambiguità su come le cure intermedie siano definite sia nella letteratura che nella pratica clinica. (2) Questo può essere dovuto a differenze nell’organizzazione e nel funzionamento dei servizi sanitari in diverse aree geografiche. La mancanza di chiarezza sulle definizioni rende difficile l’interpretazione dei risultati della ricerca e il confronto dei modelli nella pratica clinica.
Per supportare i professionisti della salute e gli amministratori, è necessario stabilire una terminologia accettata a livello globale per questo approccio alle cure. La SIGG si pone quindi l’obiettivo di creare un gruppo di studio al fine di mappare in Italia le strutture di riferimento con le caratteristiche descritte, valutare i servizi erogati all’interno di queste strutture, creare una rete che consenta di monitorare ed armonizzare il trattamento erogato all’interno di queste strutture.
BIBLIOGRAFIA
- Sezgin D, O’Caoimh R, Liew A et al. The effectiveness of intermediate care including transitional care interventions on function, healthcare utilisation and costs: a scoping review. Eur Geriatr Med 202011(6):961-974.
- Sezgin D, O’Caoimh R, O’Donovan et al. Defining the characteristics of intermediate care models including transitional care: an international Delphi study. Aging Clin Exp Res 2022;32(11):2399-2410.
Membri che hanno aderito al gruppo di studio:
- Alessandro Morandi (Lombardia) – Coordinatore
- Enrico Benvenuti (Toscana)
- Francesco Caronzolo (Sicilia)
- Lorenzo Espa (Sardegna)
- Giovanni Gelmini (Emilia Romagna)
- Marco Inzitari (Spagna)
- Andrea Russo (Lazio)
- Sara Salini (Lazio)
- Mario Bo (Piemonte)





