Societá

Attivitá SIGG

Bollettino SIGG: Numero 1, Aprile 2015


Direttore Responsabile
Nicola Ferrara

A cura di
Vincenzo Canonico
Tel. e fax 081 7464297
e-mail: vcanonic@unina.it

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Lettera del Presidente

Carissimi Soci,
a circa due mesi dal mio insediamento come Presidente della Societ Italiana di Gerontologia e
Geriatria ritengo doveroso ed opportuno rivolgermi a voi tutti sia per esprimervi la mia gratitudine per
lonore che mi stato concesso di dirigere pro-tempore una delle pi antiche e prestigiose Societ
Scientifiche Italiane sia per ringraziarvi dellappoggio e della sintonia che sento con tutti voi, indispensabili
elementi per portare avanti e far progredire il nostro consesso.
Sento di essere stato fortunato sia per aver seguito il mio maestro prof. Rengo nella difficile strada
dellimpegno accademico, scientifico ed assistenziale in chiave Geriatrica sia per aver avuto predecessori di
assoluto prestigio e qualit che, con le peculiarit di ognuno di loro, sul piano scientifico, organizzativo e
gestionale hanno dato grande impulso alla missione alla nostra Societ che si pone nellorizzonte nazionale
come una societ forte e motivata.
Sentiamo sempre pi spesso colleghi internisti o di altre specialit parlare di comorbilit, di
problematiche socio-economiche, di complessit, temi che hanno caratterizzato da sempre il nostro
impegno politico, culturale e scientifico. Dopo gli anni della ultraspecialit (che non va negata, ma utilizzata
anche in chiave geriatrica) sembra che ci sia un necessario recupero della medicina in chiave generalista.
Penso che la Geriatria abbia dato un impulso significativo su questi temi ed ha svolto un ruolo centrale nella
affermazione di tali principi.
Le idee ed il programma che vorrei portare avanti in questi tre anni di Presidenza forse vanno
ascritti al cosiddetto Libro dei Sogni, tuttavia senza essere un po visionari decisamente difficile prevedere
un miglioramento e riuscire a gareggiare in un mondo competitivo.
Sicuramente vorremo dare ulteriore impulso alle nostre testate giornalistiche sia per supportare la
rivista Aging, condotta magistralmente dai proff. Crepaldi e Maggi, sia per dare ulteriore impulso al
Giornale Italiano di Gerontologia che sotto la direzione del prof. Vendemiale inizier un percorso di
internazionalizzazione cominciando con la trasformazione del titolo della rivista in Journal of Gerontology
and Geriatrics che per il 2016 avr come obiettivo la pubblicazione di solo articoli in lingua inglese.
Unaltra area di impegno lo sviluppo di idee innovative relativamente alla didattica pre-laurea e
post-laurea in campo Gerontologico e Geriatrico. Si innesta in questa area lidea di implementare un
manuale su LE COMPETENZE GERIATRICHE DEL MEDICO, individuando un minimo data set di competenze
indispensabili per un laureato in medicina. Grazie alla casa editrice EDISES ed allimpegno di autori di
indubbia capacit, il testo potrebbe essere uno dei primi libri interattivi. Nel rispetto delle autonomia dei
singoli Atenei e delle singole Scuole di Specializzazione, la SIGG potrebbe ricoprire un ruolo di
coordinamento e di omogeneizzazione dei curricula formativi post-laurea alla luce del prossimo riordino
delle Scuole di Specializzazione nel tentativo di incrementare complessivamente la qualit dei percorsi
geriatrici rendendoli sempre pi specifici e coerenti con le necessit del Servizio Sanitario Nazionale.
Senza voler essere necessariamente e banalmente pro-giovani vorrei sottolineare la scarsa
presenza di nuove leve nella nostra Societ in grado di proseguire la strada dello sviluppo della Geriatria sia
a livello accademico sia nellambito assistenziale. Da qui la necessit di coinvolgere sempre di pi gli
under-forty individuando colleghi che possano proseguire in questo percorso e che possano
appassionarsi alla ricerca ed alla pratica geriatrica. Cercheremo di creare un Forum giovani come
contenitori di iniziative culturali e formative orientate ai giovani geriatri, di sviluppare spazi nellambito
congressuale dove possano giocare loro un ruolo da protagonisti, di prevedere un angolo nel Giornale
gestito dalla componente giovanile della Societ.
Va riconosciuto il merito di chi mi ha preceduto di aver mantenuto e sviluppato rapporti con tutte
le istituzioni. Il mio impegno sar quello di continuare su quella linea, attraverso la collaborazione con le
societ sorelle incrementando, secondo le competenze e gli interessi di queste societ, delle sinergie per
assumere una rappresentanza pi forte a livello istituzionale.
Nellambito della pi ampia integrazione delle culture e delle competenze va valorizzata la presenza
degli operatori sanitari (infermieri, fisioterapisti, etc.) nella Societ. Vorrei ricordare la SIGG stata
antesignana nel creare la Sez. Nursing. In questa prospettiva la necessit di sviluppare la cultura
gerontologico/geriatrica anche attraverso iniziative politiche e formative privilegiando i contatti con le
organizzazioni pi rappresentative come lIPASVI.
Come voi tutti sapete il Congresso Nazionale rappresenta il momento pi importante e significativo della
nostra vita societaria. Questanno il Consiglio Direttivo propone Napoli come sede del 60 Congresso
Nazionale che si svolger tra il 25 ed il 28 novembre 2015 presso il Terminal della Stazione Marittima. Il
Comitato Scientifico sta lavorando alacremente al programma e fido a breve di darvi notizie pi
dettagliate. Spero di vedervi tutti nei giorni del Congresso a Napoli e vi invito a scaricare alcune slide (tra
qualche giorno disponibili sul sito) che presentano la sede congressuale. Mi sono permesso di inserire nella
seconda parte del file alcune immagini relative a siti di interesse turistico-culturale napoletani che possono
essere facilmente raggiunti a piedi dalla sede congressuale. Non un invito a disertare il congresso per
privilegiare gli aspetti ludici e turistici del nostro evento nazionale, ma piuttosto un indiretto auspicio
perch veniate a Napoli con le vostre famiglie perch una Societ come la nostra sar pi forte e viva se
svilupper anche rapporti umani che vanno al di l degli interessi scientifici e professionali di ognuno di noi.
Rimango a vostra disposizione per qualsiasi necessit e chiarimento, potrete contattarci via mail, via
telefono direttamente o attraverso la nostra sede fiorentina. A questo proposito voglio ringraziare Gianna e
Letizia per limpegno e la passione che mantengono a favore della nostra Societ.
Un caro ed affettuoso saluto, a presto,
Nicola Ferrara

Programma del Presidente

Il Presidente nella sua lettera di presentazione ai Soci illustra le linee principali e gli obiettivi del suo mandato in continuit con quanto gi fatto in passato dai suoi predecessori e delineando nuove aree di impegno alle quali dar la massima attenzione e sostegno. Chi come me lo conosce da quasi quarantanni sa
che lavorer certamente per i prossimi tre anni con la massima responsabilit e dedizione per valorizzare, con idee innovative ed iniziative formative e scientifiche, il ruolo della nostra Societ in ambito nazionale e internazionale. La Geriatria passata in pochi anni dalla concezione di una disciplina che riguardava solo una
popolazione anziana con poche disponibilit di cure efficaci, lungodegente, alla quale si poteva dare solo rimedi palliativi o di basso costo, a quella attuale, in cui le cure sono state riconosciute efficaci anche per gli anziani pi complessi o appartenenti alla cosiddetta quarta et. I meriti di tutto ci sono dovuti ad un interesse scientifico e sociale, per gli anziani, con una produzione letteraria, medica, psicologica, ingegneristica e tecnologica che ha permesso di valorizzare la persona anziana, sia sana, per permettergli di continuare un invecchiamento in buona salute, sia fragile, alla quale si possono offrire cure sempre pi efficaci. In questo scenario, a mio parere assolutamente positivo ed in continua evoluzione, un merito grosso in Italia va attribuito alla nostra SIGG e agli ultimi Presidenti, che hanno sempre valorizzato la geriatria in tutte le sedi istituzionali e scientifiche, creando collaborazioni con gruppi di ricerca, Societ Scientifiche prestigiose e promosso studi specifici sui pazienti anziani con diverse patologie, di cui disponiamo i risultati. Questo progresso continuo della ricerca e della tecnologia, oltre ch dei modelli assistenziali di cura, ha permesso al paziente anziano/fragile di ricevere unattenzione diversa, non viene pi escluso, solo per let, da tante procedure diagnostiche e terapeutiche, fino agli anni scorsi riservate ai pazienti pi giovani, meno compromessi. Si sta sempre pi diffondendo il ruolo della valutazione multidimensionale per la selezione e la valutazione dei rischi medicochirurgici di interventi in pazienti in terza e quarta et. Il geriatra nei nostri giorni una figura sempre pi consultata per un parere clinico, espresso in base alla sua competenza ed alla possibilit di utilizzo di strumenti diagnostico-terapeutici sempre pi sofisticati per decidere se e come procedere nel singolo paziente.
Il prossimo Congresso SIGG, il sessantesimo, come oramai sanno tutti, si terr a Napoli dal 25 al 28 novembre insieme al 16 Corso per infermieri. E un grande vanto per noi il Congresso nella nostra citt, fortemente voluto dal Presidente, stiamo lavorando in molti perch sia un evento significativo. Sul piano scientifico sar sicuramente un Congresso di grande interesse per tutti i geriatri e soprattutto per i pi giovani, per gli specializzandi, molti dei quali come sempre presenteranno lavori in prima persona, segno di una "vitalit" della nostra Societ e della geriatria in genere che, riesce a coinvolgere i giovani, ad appassionarli alla ricerca, alla cura dei fragili con impegno e dedizione personale. Prossimamente sar pronto il programma preliminare a cui sta lavorando il Comitato Scientifico, mentre stiamo lavorando, come Comitato Organizzatore Locale, ad una serie di iniziative riservate agli accompagnatori o ai Soci al di fuori degli impegni congressuali, di cui vi anticipiamo nelle prossime pagine qualche foto di luoghi prestigiosi da visitare, situati nelle immediate adiacenze della sede congressuale. Ci saranno inoltre convenzioni con Alberghi e ristoranti a costo accessibile soprattutto per i giovani di cui vi daremo notizia. Aspettiamo eventuali suggerimenti o consigli alla nostra Segreteria di Firenze.

Buona Pasqua a tutti.
Vincenzo Canonico

60Congresso Nazionale (Napoli, 25-28 Novembre 2015)

- Primo annuncio
- Presentazione della sede congressuale
- Six Minutes Walking Tour

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Consiglio Direttivo 2015-2017

Presidente: Nicola FERRARA (Napoli)
Past Presidente: Giuseppe PAOLISSO (Napoli)
Presidente Eletto: Raffaele ANTONELLI INCALZI (Roma)
Settore Scientifico Disciplinare Clinico
Coordinatore: Stefania MAGGI (Padova)
Coordinatore Vicario: Giancarlo ISAIA (Torino)
Area Universitaria:
Francesco LANDI (Roma)
Domenico MAUGERI (Catania)
Marco ZOLI (Bologna)
Area Non Universitaria:
Carlo Adriano BIAGINI (Pistoia)
Maria Lia LUNARDELLI (Bologna)
Gabriele NORO (Trento)
Fabio SALVI (Ancona)
Andrea UNGAR (Firenze)
Settore Scientifico Disciplinare Scienze Socio comportamentali
Coordinatore: Giuseppe BELLELLI (Monza)
Angelo BIANCHETTI (Brescia)
Settore Scientifico Disciplinare di Biogerontologia
Coordinatore: Marcello MAGGIO (Parma)
Fabrizia LATTANZIO (Ancona)
Settore Scientifico Disciplinare di Nursing
Coordinatore: Stefano MANTOVANI (Milano)
Nicoletta NICOLETTI (Torino)
Settore Scientifico Disciplinare di Geriatria Territoriale
Coordinatore: Pietro GARERI (Catanzaro)
Coordinatore Vicario: Andrea FABBO (Mirandola/MO)
Tesoriere: Patrizia MECOCCI (Perugia)
Segretario: Mario BARBAGALLO (Palermo)
Editor in Chief del Giornale di Gerontologia: Gianluigi VENDEMIALE (Foggia)
Responsabile Bollettino: Vincenzo CANONICO (Napoli)
Responsabile sito internet: Gianfranco SALVIOLI (Modena)
Presidenti Onorari:
Pier Ugo CARBONIN (Roma)
Gaetano CREPALDI (Padova)
Giulio MASOTTI (Firenze)
Mario PASSERI (Parma)
Franco RENGO (Napoli)
Umberto SENIN (Perugia)
Ex
-Presidenti:
Roberto BERNABEI (Roma)
Pier Ugo CARBONIN (Roma)
Gaetano CREPALDI (Padova)
Niccol MARCHIONNI (Firenze)
Giulio MASOTTI (Firenze)
Franco RENGO (Napoli)
Umberto SENIN (Perugia)
Marco TRABUCCHI (Brescia)
Coordinatori Sezioni Regionali
Area Nord: Giovanni RICEVUTI (Pavia)
Area Centro e Sardegna: Paolo FALASCHI (Roma) Area Sud: Vincenzo CANONICO (Napoli)
Comitato Scientifico del Congresso
Coordinatore: Marco ZOLI (Bologna)
Giuseppe BELLELLI (Monza)
Ligia DOMINGUEZ (Palermo)
Andrea FABBO (Mirandola)
Paola FORTI (Bologna)
Gianluca ISAIA (Torino)
Dario LEOSCO (Napoli)
Enrico MOSSELLO (Firenze)
Emanuele MARZETTI (Roma)
Mauro ZAMBONI (Coordinatore Abstract)
Comitato Organizzatore locale del Congresso
Coordinatore: Salvatore PUTIGNANO (Napoli)
Vincenzo CANONICO (Napoli)
Maria Rosaria RIZZO (Napoli)

Presidenti delle sezioni regionali

ABRUZZO E MOLISE: Ettore Porreca (Chieti)
CALABRIA: Alba Malara (Lamezia Terme)
CAMPANIA: Maria Rosaria Rizzo (Napoli)
EMILIA ROMAGNA: Giovanni Zuliani (Ferrara)
FRIULI VENEZIA GIULIA: Gabriele Toigo (Trieste)
LAZIO: Angelo Scuteri (Roma)
LIGURIA: Claudio Ivaldi (Genova)
LOMBARDIA: Daniela Mari (Milano)
MARCHE: Fiorella Marcellini (Ancona)
PIEMONTE VAL DAOSTA: Fabio Di Stefano (Omegna)
PUGLIA-BASILICATA: Carlo Sabb (Bari)
SARDEGNA: Antonella Mandas (Cagliari)
SICILIA: Domenico Maugeri (Catania)
TOSCANA: Donatella Calvani (Prato)
UMBRIA: Carmelinda Ruggiero (Perugia)
VENETO TRENTINO ALTO ADIGE: Mauro Zamboni (Verona)

CONSIGLI AI GIOVANI MEDICI

Lezione di Antonio Cardarelli agli studenti laureandi in Medicina dellUniversit di Napoli

Mi dovete permettere che questa mattina io dia qualche consiglio a quei giovani che, laureandosi
fra qualche mese, non sederanno pi su questi scranni e io non avr pi lonore e il piacere di istruirli;
voglio, dico, dare loro taluni consigli pratici, che riusciranno certamente utilissimi nei primi passi della
professione. E posso farlo con coscienza: dopo una lunga pratica, dopo 65 anni dinsegnamento ad
altrettante generazioni di medici, posso avere il diritto di dare qualche consiglio; posso dirvi con coscienza
quali medici prospereranno nellesercizio professionale e quali resteranno a mezza via.
Voi siete stati educati, istruiti, dai vostri maestri, nella scuola e nelle sale ospedaliere; voi, con la
lettura dei libri, vi siete formata una cultura pi o meno vasta, vi siete preparato un corredo di nozioni
scientifiche che vi devono guidare nellesercizio professionale. Ma voi uscirete dalla scuola, e passerete dal
campo scientifico, che un campo aperto, libero, sicuro, allesercizio professionale; passerete allarte, che
unarte insicura, infida, difficile. L'arte medica unarte: non dobbiamo negarlo. Quando il clinico si trova
dinanzi al malato, un artista: se un grande artista, sar un clinico; se un mediocre artista, sar un
impostore. Badate, bene che lo sappiate: quando voi inizierete lesercizio della vostra professione,
difficilmente troverete chi vi aiuti. In tutte le arti, in tutti i mestieri il tirone che inizia il suo esercizio pu
trovare un vecchio e valoroso artista che gli sia largo di consigli e di ammaestramenti, che gli corregga gli
errori, che gli faccia apprendere le difficolt dellarte; ma, dolorosamente e fatalmente, nellarte medica
non cosi. Voi, se andrete ad esercitare la professione nei paesi, non vogliate lusingarvi di trovare un
vecchio medico che vi aiuti, che vi consigli, che vi agevoli nel vostro esercizio professionale. Forse non
troverete un nemico, ma troverete certamente un rivale che non ha punto lintenzione di vedervi
prosperare. Forse voi non troverete un rivale, un maligno, ma troverete un critico che avr tutta la buona
intenzione di rivendervi le bucce.
State attenti. In tutte le arti, nelle arti che si dicono libere come la musica, la pittura, la scultura,
ecc. lartista deve creare, e per creare ha bisogno del suo ingegno, del genio che lo guidi; ma nella
medicina, nella clinica, voi non dovete creare niente: voi dovete ricercare. E per la ricerca fino a un certo
punto vale l'ingegno, la cultura che vi siete preparata; quello invece che specialmente vale losservazione.
Nellarte medica quello che vi deve guidare l'osservazione: guai a quel giovane tirone di medicina che
trascuri la diligente osservazione! Egli non sar mai un clinico, posso dirvelo per esperienza.
Quando io ero privato docente, prima di fare la mia lezione clinica, prima di dare le conclusioni su
lammalato, chiamavo a discussione i miei allievi, e vedevo fra essi giovani distintissimi che discutevano
benissimo e che io ammiravo molto per la forza del loro ingegno, per la loro cultura, per la facilit della
parola. Quando per io facevo i volgari esercizi pratici di semiotica, questi giovani o non venivano affatto o
venivano di rado o assistevano svogliatamente. Quanti di questi giovani ho visto io restare a mezza via! Non
sono stati buoni neppure a fare i medici condotti! Hanno finito col rinunziare alla professione; e, se non vi
hanno rinunziato essi, la societ li ha cassati dal novero dei medici. Taluno finito con l'esercitare
lavvocatura, la pretura e perfino le funzioni di segretario comunale. Invece cerano giovani che non
prendevano affatto parte alla discussione, che restavano mogi mogi, ma quando io facevo le esercitazioni
semiotiche non mancavano mai: erano diligentissimi. Anzi erano tanto curiosi e desiderosi di apprendere,
che mi stancavano con le continue domande; e spesso si segnavano lammalato per tornare ad osservare il
giorno dopo. Orbene, ho visto questi giovani quasi costantemente prosperare nellesercizio professionale e
costituirsi una gran fortuna. Potrei citarvi degli esempi, ma non voglio fare nomi. Posso ad ogni modo
assicurarvi ancora una volta, che i giovani che ho visto diligenti nell'osservazione hanno prosperato, e
giovani di grande ingegno, di grande cultura, che non si sono abituati allosservazione, sono rimasti indietro
o in aria.

Abbiate dunque presente questa mia prima avvertenza. La clinica campo di osservazione, e voi fin
dai primi tempi che cominciate ad esercitare la professione dovete abituarvi al rigore dellosservazione.
Guai a colui che non comincia con la diligenza nellosservazione! Se non comincia cos, finir male, perch a
misura che avanzano gli anni, a misura che cresce lesercizio professionale e si moltiplica la clientela, egli
diventer sempre pi superficiale osservatore. E sappiate questo: che i malati, i congiunti dei malati,
lumanit tutta, sono disposti a perdonare al medico, specie giovanissimo, ogni errore diagnostico se ha
osservato attentamente, ma non sogliono perdonarlo quando non ha compiuto una diligente osservazione.
Capite questo: lumanit, le famiglie, gli ammalati perdonano al medico un errore diagnostico qualunque,
perdonano un insuccesso terapeutico, ma non perdonano mai al medico di non avere con diligenza
osservato il paziente. Quante volte mi capitato nei consulti di dover contraddire il medico curante, di
dover correggere un grave errore che era stato preso! C era un ascesso epatico, e il medico curante aveva
trascurato assolutamente un'esatta osservazione del fegato; la famiglia, conosciuto lerrore e constatato
che lerrore era stato commesso per difetto di osservazione, ha congedato il medico e non ha voluto pi
sentirlo. Se invece il medico ha preso un gravissimo errore, diagnosticando per es. un sarcoma invece di
una ciste dellovaio, dopo aver compiuto ripetute e diligenti osservazioni, e io sono andato, ho riconosciuto
la ciste, ho consigliato loperazione, e questa felicemente riuscita: la famiglia non rimasta spiacente del
medico che aveva commesso lerrore, perch consapevole che egli aveva consumato ore intere
nellosservazione. Rigore dunque di osservazione.
Questo rigore di osservazione prima di tutto un vostro dovere, che poi anche un mezzo di
affermazione e di credito nella pratica civile. Quando un giovane medico si lascia vedere diligente
osservatore, la famiglia comprende che il medico sinteressa al paziente; ma quando il medico non osserva
accuratamente linfermo, la famiglia non prende a stimarlo e non lo chiama pi. Quindi lesatta
osservazione serve a voi non solo per compiere un dovere, ma anche per accreditarvi nell'esercizio
professionale.
Quando io ero deputato al Parlamento, avevo al mio fianco un generale medico, e questi un giorno
mi domand: Prof. Cardarelli, che cosa fate voi nelleducazione dei giovani medici? Noi nellEsercito
vediamo che gli ufficiali medici usciti dalla scuola medica napoletana sono provettissimi; noi restiamo
ammirati quando li invitiamo a un esame clinico; essi si conducono con tale esattezza, che noi restiamo
altamente meravigliati; e quando nellospedale abbiamo casi di grande difficolt, il giovane medico
napoletano si trova sempre al suo posto e d sempre dei lumi opportuni. Che cosa fate voi dunque per
educare cos bene i giovani? Io risposi: Non facciamo niente; i giovani napoletani sono educati
allosservazione, ecco tutto: e per leducazione allosservazione c specialmente la privata docenza, che
educa in modo meraviglioso i giovani allosservazione; per questo che i medici napoletani formano
lammirazione vostra e del mondo.
Vedete. Si parla sempre di scuola medica napoletana, e io vi prego di rispettare questo nome. Noi
cerchiamo di conservarlo e di mantenerlo alto nellinsegnamento, ma voi giovani, che dovete iniziare la
vostra professione, cercate di far onore a questa scuola medica napoletana.
Che cosa la scuola medica napoletana? Non ha creato nessuna dottrina, nessun sistema, niente:
stata ed la scuola dell'osservazione. Lanza, Ramaglia, Villanova, Lauro e gi gi fino a Cantani e a Capozzi,
che cosa sono stati? Non hanno creato nessun sistema, nessuna dottrina: sono stati diligenti osservatori:
ecco tutto. Hanno conservato il tipo della scuola medica napoletana iniziata dal Cotugno, dal Sacconi, che
furono grandi osservatori, e proseguita fino ai tempi nostri.
Nelle altre parti dItalia ci sono stati grandi riformatori. Ci fu per es. la scuola dello stimolo e del
controstimolo, di cui voi appena avrete sentito parlare; grandi ingegni, come il Rasori, il Tommasini, ecc.,
crearono la scuola dello stimolo e del controstimolo, che dur per mezzo secolo nellAlta Italia; ma non
erano osservatori. La clinica medica napoletana non lasci entrare tale dottrina nel suo dominio, non si commosse affatto a quelle vedute. I libri del Rasori si possono tutti leggere come un monumento di
dottrina e anche come valore letterario, ma quei libri oggi si leggerebbero come un romanzo. Il Villanova
non ha lasciato nessuna pubblicazione, ma io continuo tuttavia a venerare la sua memoria perch grande
clinico. Il Ramaglia lasci qualche scritto di poco conto, ma conserviamo tutti la memoria del suo spirito di
osservazione. La scuola medica napoletana stata sempre scuola di osservazione, e io mi auguro che
sempre tale voglia restare, e restando nel campo dellosservazione non morr mai. Le teorie possono
morire, possono cambiare, ma losservazione non muore mai; il genio dellosservazione resta
perpetuamente. E io raccomando a voi giovani che fin da principio vogliate abituarvi a unesatta
osservazione. Vi dicevo: farete il vostro dovere e farete anche la vostra fama professionale.
Sapete perch a Napoli i privati docenti divengono tutti o quasi grandi clinici? (Io non conosco un
privato docente che non sia divenuto un grande clinico). Perch si abituano fin dal principio alla retta
osservazione: essi, dovendo insegnare e dovendo fare studiare ai loro allievi gli ammalati, debbono essere
diligenti osservatori; e come fanno in iscuola, cosi continuano a fare nella clientela privata; da ci nasce che
tutti i nostri privati docenti, anche senza fare grandi pubblicazioni, diventano sommi clinici. Ricordatelo
questo: il fondamento della clinica losservazione, e voi dovete abituarvi allosservazione fin dai primi
tempi, perch, se voi non vi abituerete allosservazione, nellesercizio professionale vi rilascerete sempre
pi e finirete col non essere clinici.
Mi domanderete: ma come procederemo noi nellosservazione? State attenti. Ci sono due metodi:
c il metodo che si dice completo e che io chiamo routinario, e che consiste nellesame permanentemente
sistematico del malato. Si comincia per es. dallesame dellapparecchio respiratorio, e lo si fa sotto tutti
rapporti: ispezione, palpazione, percussione, ascoltazione: si esaminano prima gli organi e poi le funzioni.
Poi si passa allapparecchio circolatorio. Dal torace si passa alladdome, e si fa anche qui lesame fisico
generale e dei singoli organi con lispezione, palpazione, percussione, e magari anche con lascoltazione se
centra; allesame fisico si fa seguire l'esame funzionale, infine si passa allesame del sistema nervoso, e lo si
studia sotto tutti i rapporti di sensibilit, motilit, riflessi, ecc. Questo il metodo che dicesi completo,
routinario, sistematico, fisso. Certo, facendo questa rivista metodica e completa dei singoli organi e
funzioni, voi arriverete a fare la diagnosi ma questo metodo improprio e inopportuno, per due ragioni:
prima di tutto perch distrae e stanca la vostra attenzione. Voi, dopo aver esaminato lungamente il torace
in un caso per es. in cui si tratti di affezione addominale, quando arriverete allesame delladdome sarete
stanchi e trascurerete forse con un esame minuto proprio quegli organi che dovreste diligentemente
esaminare. Questo metodo quello che seguiva e raccomandava il Ramaglia e anche oggi alcuni ladottano;
io ricordo che, quandero giovane medico, andavo ad assistere alle lezioni del Ramaglia e vedevo che
esaminava sempre prima il torace, poi l'addome, poi ancora il sistema nervoso, ma egli era il primo a
stancarsi. In secondo luogo, questo metodo routinario vi discredita presso l'infermo. Supponete che
linfermo abbia un'affezione del fegato, e voi cominciate a fare l'esame prima dellapparecchio respiratorio,
poi dellapparecchio cardiovascolare e poi finalmente delladdome; ma linfermo che soffre alladdome non
rimarr soddisfatto di voi, perch vede che andate esaminando gli organi in cui si sente sano, anzich quello
o quelli in cui si sente ammalato. Cos pure, supponete in un infermo unaffezione del sistema nervoso:
corretto esaminarlo in ultimo, dopo aver perduto unora di tempo per fare lesame del torace, che non
occorreva, almeno subito?
Questo metodo, che si dice routinario, non lo dovete seguire, perch improprio e inopportuno. Voi
invece dovete seguire il metodo diretto, che e questo: quando vi si presenta un malato, che un libro, un
libro parlante, voi non dovete domandargli: Che malattia avete? Perch egli pu rispondervi seccamente:
Lo dovete sapere voi, questo. Dovete invece chiedere: Perch siete venuto a consultare il medico?
Qual il vostro patimento principale? Egli vi dir: Ho un dolore alladdome, ho un dolore nel centro
epigastrico, e voi l dovrete anzitutto dirigervi. Per lopposto vi dir: Ho tosse, ho difficolt di respiro, e voi vi dirigerete all'apparecchio respiratorio. Vi dir: Ho palpitazioni, ho affanno, e voi vi dirigerete
principalmente al cuore. Questo il vero esame che deve seguire il clinico, lesame diretto; il clinico deve
cio dirigersi a quegli organi su cui linfermo richiama la sua attenzione. E questo esame ha un doppio
vantaggio: semplicizza losservazione e serve per lindirizzo curativo. Quando infatti linfermo vi ha detto
qual la sua sofferenza, voi nell'indirizzo curativo cercherete principalmente di combattere quella
sofferenza.
Questo metodo diretto quello che io seguo. Voi del resto lo vedete sempre applicato in Clinica:
dopo avervi esposta la storia del caso, richiamando sempre la vostra attenzione sopra taluni punti
culminanti, io mi dirigo all'organo su cui linfermo ha richiamato la mia attenzione. Cos il clinico, sia in base
ai dati storici principali sia in base allosservazione diretta, riesce, talvolta anche in brevissimo tempo, ad
afferrare il concetto della malattia. Quando invece egli singolfa nell'osservazione senza avere un criterio
direttivo su cui fondare la sua osservazione, esso divaga inutilmente. Ricordate dunque questo precetto:
che nellosservazione del malato, che il vero libro da tener presente e da consultare, voi dovete dare
importanza specialmente a quello che linfermo dice, fissarvi su quegli organi su cui linfermo richiama la
vostra attenzione. Cos losservazione sar meglio guidata e illuminata. Dopo fatta losservazione su
l'organo incriminato, passerete, con le notizie che avrete raccolte, allesame di quegli organi che sono pi
strettamente interessati con esso.
Per esempio, dovete esaminare un infermo che ha richiamato la vostra attenzione sul cuore: voi
esaminerete prima di tutto il cuore, ma poi dopo esaminerete quegli organi che possono essere pi
direttamente influenzati dal vizio cardiaco. Esaminerete i polmoni, esaminerete il fegato, esaminerete i
reni, tutti organi che possono essere solennemente interessati dal vizio di cuore; e cos comportandovi
farete sempre un esame diretto. Se c per esempio unaffezione gastrica, voi esaminerete prima
diligentemente lo stomaco e la funzionalit relativa, e dopo passerete allesame del fegato, allesame
dellintestino, ecc. Seguite dunque sempre il metodo diretto: cio esaminate sempre prima lorgano su cui
linfermo richiama la vostra attenzione, e poi dopo esaminate quegli organi che pi direttamente possono
essere influenzati dallorgano incriminato. Questo il metodo diretto, che giova molto anche alla vostra
cultura, perch voi apprezzerete cos le conseguenze di unaffezione polmonare, le conseguenze di
unaffezione renale, ecc.
Dopo fatto lesame dello stato attuale, io vi prego di ritornare su lanamnesi. Anzi vi dico questo:
quando io insegnavo da privato docente, non cominciavo dall'anamnesi; eseguivo lindagine anamnestica
dopo aver esaminato lammalato. Ci perch, quando avete esaminato lammalato, lindagine anamnestica
potete eseguirla pi diligentemente e con pi raziocinio; sapendo quali affezioni sono da mettere in campo,
potete meglio ricercare i dati anamnestici; ma, quando raccogliete prima l'anamnesi, potete non fissare la
vostra attenzione sul caso speciale, anzi generalmente fate una ricerca vaga e priva d'interesse. Ecco perch
vi consiglio, dopo aver stabilito lo stato attuale della malattia, di passare di nuovo alla ricerca anamnestica
per fissare taluni dati che possono essere di grande aiuto per la diagnosi. Per esempio, voi trovate un
grosso fegato bernoccoluto e lavrete facilmente riconosciuto con mezzi semiotici: e bene, ritornerete su
lanamnesi. Avrete domandato al paziente se ebbe a contrarre sifilide o malaria o altro, ma lavrete
domandato cos, routinariamente; occorre ora, dinanzi al grosso fegato bernoccoluto, dinanzi cio al grave
dubbio se si tratti di un fegato neoplastico o pure sifilitico, occorre ricercare diligentemente nellanamnesi
se ci sia stata sifilide, a parte le ricerche di laboratorio per riconoscere questa malattia. Voi non vi limiterete
a domandare se lindividuo abbia avuto o no la sifilide o se ci siano precedenti di neoplasia in famiglia, ma
con tutta diligenza cercherete di conoscere se tra gli ascendenti e i collaterali ci siano state affezioni
neoplastiche o sifilitiche. Breve: lo studio anamnestico si pu fare molto pi diligentemente dopo che si ha
presente la malattia. Ecco perch io consiglio sempre, dopo aver fatto lesame attuale e dopo aver avuto
unidea della possibile malattia, di ritornare su l'anamnesi. Devo darvi anche unaltra avvertenza che credo pure utile. Io, nei primi tempi della mia
professione, avevo un libro (ne tengo formati due grossi) in cui segnavo tutti casi che osservavo, e quando
mi capitava un caso dubbio ci mettevo un segno vicino per ricordarlo. Questo un metodo utilissimo, che
raccomando a voi di seguire; perch quella che si chiama <pratica medica> non si acquista con lesercizio
continuo, ma col ricordare e col meditare su i casi osservati. Quando voi avete un caso in cui la diagnosi sia
difficile o in cui abbiate commesso un errore grossolano, segnatelo pure, perch quel caso od anche
quellerrore servir a voi di guida, d'istruzione per lavvenire. E cos che si acquista la pratica medica; la
pratica medica non si acquista col numero e con la banalit dei casi, ma registrandoli e studiandoli;
segnando un caso in cui avete commesso un errore, state sicuri che quel caso e quellerrore vi saranno di
grande istruzione. Vogliate ricordare questavvertenza e tenerla sempre presente.
Ancora unaltra avvertenza devo darvi, ed per lindirizzo curativo. Nellindirizzo curativo lo vedo
molte volte nella pratica medica limpostore o lempirico spesso acquista credito maggiore di quello che
possa acquistare un medico dotto; perch limpostore che non osserva l'ammalato, che bada soltanto alle
sofferenze del malato, consiglia qualche rimedio per moderare le sofferenze, mentre il medico dotto, che
ha dottrina terapeutica e vorrebbe conoscere letio-patogenesi della malattia, si lascia guidare dalla
dottrina e consiglia un rimedio che potrebbe essere utile, ma in molti casi inutile. Per esempio, taluni
degli ammalati che vengono da me hanno avuto una cura prescritta da un clinico dotto, provettissimo:
riuscita inutile; lhanno avuta da un pratico, da un empirico, che ha saputo opportunamente dare un piccolo
rimedio per calmare la tosse, per diminuire lespettorato, per far sviluppare lappetito, e ne hanno tratto
vantaggio. Abbiate questo per norma: se voi tenete un mezzo opportuno per curare il processo morboso,
datelo pure; per esempio, avete un fegato sifilitico, e si capisce che prescriverete una cura antisifilitica. Ma
se non potete curare il processo morboso, inutile ostinarsi in conati terapeutici. Se per esempio avete un
fegato carcinomatoso, e linfermo ha dolori vivi, non digerisce, non va di corpo, e voi vi ostinate in tutti quei
rimedi con cui si cerca di curare il cancro rimedi per altro che io vi consiglio sempre di sperimentare ,
ma voi molto facilmente perderete tempo e non gioverete allinfermo. Invece linfermo resta grato a quel
medico che d un farmaco per digerire meglio, per calmare i dolori, per evacuare. Queste non sono
volgarit: sono mezzi pratici, empirici, per alleviare le sofferenze aglinfermi. Io ricordo di aver letto un fatto
classico che avvenne in un consulto per un bambino che soffriva gravi convulsioni: i clinici discutevano
scientificamente la causa o le cause da cui potessero dipendere le convulsioni; un medico pratico, senza
discutere, diede un purgante: il ragazzo ebbe un'abbondante evacuazione e stette bene. Non crediate
dunque di essere superficiali perch voi consigliate mezzi di cura sintomatici; se avete mezzi di cura attivi,
causali, radicali, dateli pure; ma se i rimedi etiologici non esistono, non vi ostinate. ln questi casi dovete
seguire lammalato, dovete impressionarvi della sua principale sofferenza, perch, se non potete
combattere il processo, almeno siate utili a calmarne le sofferenze. Diceva il mio maestro prof. Villanova e
mi ripeteva anche mio padre, che era un buon medico: Lammalato viene da voi non perch sappia di
avere una malattia organica, ma perch ha una sofferenza che laffligge; quindi primo vostro dovere di
medico e di combattere la sofferenza. Se potete combattere la malattia principale, meglio; se no,
combattete la sofferenza che provoca. Questo lultimo precetto generale che io vi do e vi prego di tenerlo
sempre presente.

Commento del Presidente

Ho letto con attenzione e con profonda emozione la lezione del grande medico e maestro di scienza
Antonio Cardarelli agli studenti della Facolt di Medicina dellUniversit di Napoli, a pochi mesi dalla laurea
ed alla soglia dellinizio della loro carriera di medici, tesa a dare consigli anche pratici ed utili nellesercizio
della loro professione. Non si pu non rimanere colpiti dellattualit di talune affermazioni e considerazioni. In primis il
richiamo al passaggio da una medicina accademica fatta di letture colte e ricche di nozioni scientifiche ad
una medicina intesa come arte, un arte insicura e difficile, dove il medico per trasformarsi in un vero clinico
deve diventare un grande artista. La medicina intesa come unarte sembra una contraddizione rispetto agli
attuali orientamenti della medicina tecnologica e basata sullevidenza. Al contrario mi sembra di poter
affermare che una medicina moderna che sappia utilizzare le tecnologie pi avanzate e le informazioni che
ci derivano dalla ricerca clinica non deve perdere lopportunit di personalizzare il rapporto con lammalato
e di una impostazione diagnostica e terapeutica disegnata sul singolo ammalato che, nonostante tutte le
nostre classificazioni e categorizzazioni, rimane un unicum. Non un caso che gli anglosassoni utilizzano il
termine tailored che letteralmente si traduce fatto su misura. E cos la medicina come arte se non una
medicina fatta su misura per ogni singolo individuo?
Un altro aspetto che vorrei sottolineare il richiamo del Cardarelli alla medicina ed alla clinica come
ricerca frutto di unattenta e diligente osservazione. Questa affermazione, che pu ai giorni nostri essere
ritenuta pleonastica, va inserita nel contesto culturale e scientifico della met dell800 epoca in cui la
medicina navigava ancora attraverso teorie che derivavano da una cultura filosofico-teologica piuttosto che
da una logica razionale e sperimentale. E in questo contesto che il Cardarelli adott il metodo basato
sullattenta osservazione del paziente seguito dal ragionamento clinico e dalleventuale riscontro
diagnostico capovolgendo il motto ratio et observatio in observatio et ratio.
Centrale ed assolutamente attuale il consiglio del Cardarelli agli studenti relativo alla necessit del
rigore dellosservazione, non solo perch losservazione il primum movens per un iniziare un corretto
iter diagnostico-terapeutico, ma anche perch ad un medico attento osservatore perdonato il sempre
possibile errore diagnostico, mentre il medico superficiale ed osservatore poco impegnato perde
completamente la stima degli ammalati e dei loro familiari. Losservazione attenta diventa strumento
empatico per entrare in sintonia con i pazienti, momento essenziale per la crescita dellinsostituibile
rapporto medico-paziente.
La lezione del Cardarelli, dopo un lungo richiamo alla scuola medica napoletana improntata
allosservazione ed al ragionamento clinico senza innamoramenti ideologici verso dottrine e teorie
suggestive ed affascinanti in voga nellottocento, si articola verso la disamina dei due metodi osservazionali:
quello sistematico, che studia in maniera completa ed ordinata tutti gli organi ed apparati, e quello diretto,
preferito dal maestro, che si sviluppa e si articola partendo dalle reali sofferenze del paziente. Questo non
altro che il metodo basato sulla logica del problem solving, cos come chiamata dagli anglossassoni, che
ogni studente e medico incontrer leggendo qualsiasi testo moderno di medicina interna. Anche in questo il
Cardarelli pu a ragione essere ritenuto un precursore ed un innovatore.
Un altro aspetto che deve essere ritenuto di grande attualit il consiglio che il Cardarelli d ai suoi
studenti di riportare con precisione i casi clinici che durante la loro professione incontreranno allo scopo di
meditare e rimeditare sugli stessi. Questo un metodo che ancora oggi va ritenuto centrale nella pratica
clinica, naturalmente non pi i singoli casi clinici di un singolo medico, ma lattenta archiviazioni (i cosiddetti
data-base) delle attivit delle strutture clinico-assistenziali.
Infine il maestro sottolinea che la missione del medico non solo quella di debellare, se possibile, la
malattia con i rimedi pi efficaci ed utili, ma centrale limpegno a ridurre e combattere le sofferenze
dellammalato anche indipendentemente dalla possibilit di guarire e combattere la malattia. Un richiamo
alla medicina come strumento di sollievo dal dolore e dalla sofferenze che anche la scienza medica
moderna e tecnologica deve sentire come priorit.

Nicola Ferrara

TERAPIA DEL DOLORE NELLANZIANO

WORKSHOPS CON I GERIATRI
MARZO NOVEMBRE 2015



RAZIONALE
La prevalenza del dolore aumenta con ogni decade di vita, ma il dolore, bench frequente, non e parte dellinvecchiamento fisiologico. Il dolore non semplicemente un sintomo, una complessa entit somato-psichica. Il concetto di dolore totale utilizzato ormai da anni in campo oncologico, ma non vi motivo per non applicarlo anche nel campo della Geriatria.
In Italia il dolore persistente, ovvero il dolore che dura pi di tre mesi ed correlato con patologie progressive anche non neoplastiche, interessa dal 25% al 50% della popolazione anziana cognitivamente integra a domicilio e dal 40 all85% della popolazione anziana ricoverata presso strutture RSA.
Di contro il paziente anziano tende a riferire solo parzialmente il suo dolore in quanto un senso di fatalismo e rassegnazione accompagna la sua comparsa; il dolore considerato troppo spesso, sia da medici che da pazienti, la normale conseguenza dellet che avanza.
In realt, la conclusione che si pu trarre dai vari studi che la vecchiaia non diminuisce n altera il complesso sistema coinvolto nella trasmissione e nellelaborazione del dolore rilevabile clinicamente. Da sottolineare inoltre che la morbilit dovuta al dolore alta e si associa a maggiore dipendenza nelle attivit quotidiane, minore partecipazione alle attivit ricreative e maggiore prevalenza di ansia e depressione.
Per questo motivo determinante che il dolore nel paziente anziano venga trattato in maniera adeguata e tempestiva.






Il PROGETTO
Obiettivo di questo progetto di formazione quello di fornire ai geriatri di strutture ospedaliere e ai geriatri operanti sul territorio le informazioni e gli strumenti necessari per una presa in carico diretta del paziente anziano con dolore, al fine di garantire un adeguato trattamento del dolore correlato ad una adeguata qualit di vita.
Alla fase di formazione in aula, che prevede anche la discussione e il confronto su casi clinici proposti, seguir una seconda fase di messa in pratica di quanto appreso in aula.
Un tutor dedicato supporter i discenti nella pratica clinica, attraverso i sei mesi di apprendimento al termine dei quali i discenti e i loro tutor sincontreranno per confrontarsi e discutere su quanto emerso.






PERCORSO DI FORMAZIONE CON I GERIATRI
Tre workshops territoriali (Nord, Centro e Sud) di formazione e coinvolgimento di circa 100 geriatri coordinati
da 9 tutor e un referente scientifico (30 geriatri e 2/3 tutor per area)
Area nord Verona 27 marzo 2015
Area centro + Sardegna Roma 10 aprile 2015
Area sud + Sicilia Napoli 17 aprile 2015
Verifica e confronto sullandamento dellattivit dei geriatri e i risultati ottenuti
Periodo: aprile-ottobre 2015
Evento conclusivo in plenaria a Roma con presentazione analisi dei risultati complessivi
Roma, Ministero della Salute - 6 Novembre 2015






IL PROGRAMMA DEI WORKSHOP
Prima Sessione
9.00 Epidemiologia del dolore: un problema di sanit pubblica
9.20 I meccanismi complessi del dolore
9.40 Come inquadrare il dolore
10.00 Discussione
10.30 Break
11.00 Misurare il dolore
11.30 13.00
Discussione e presentazione di un caso clinico - Divisione dei discenti in 3 gruppi di lavoro
Ogni gruppo sar seguito da un Tutor
Esercitazione pratica sullinquadramento e sulla metodologia di misurazione del dolore.
Confronto tra il Tutor e i discenti e Riunione in seduta plenaria dei Tutor con i gruppi di lavoro
13.00 Colazione di lavoro
Seconda Sessione
14.00 Come trattare il dolore - Criteri di scelta nelluso degli oppioidi
14.30 Interazioni farmacologiche
14.50 Gestione degli effetti collaterali
15.10 Discussione
15.30 Break
15.50 - 17.00
Divisione dei discenti in 3 gruppi di lavoro.
Ogni gruppo sar seguito da un Tutor
Esercitazione pratica sui singoli setting assistenziali
Confronto tra il Tutor e i discenti e Riunione in seduta plenaria dei Tutor con i gruppi di lavoro
17.00.17.30
Test di verifica di valutazione dellapprendimento con prova specifica






****
Per info:
 Roberto Bernabei - Roberto.bernabei@italialongeva.it
 Andreina De Pascali
ITALIA LONGEVA - Rete Nazionale di Ricerca sullInvecchiamento e la Longevit Attiva
Largo Francesco Vito,1 - 00168 Roma
tel. 06 30155882 - 06 3388546 cell. 339 8916204
andreina.depascali@italialongeva.it - www.italialongeva.it

Pharma Golf Challange 2015

Il contenuto di questa sezione disponibile direttamente scaricando l'intero Bollettino in formato PDF.

Congressi e Convegni

XV INTERNATIONAL SYMPOSIUM HEART FAILURE & CO. "IL NEMICO IN CASA"
Milano 10-11 aprile 2015
Segreteria Organizzativa: Gastaldi Congressi
Tel. 010 5999 500 - Fax 010 5999 499
heartfailure@gastaldi.it - www.heartfailure.it

15 CONGRESSO NAZIONALE AIP
Associazione Italiana di Psicogeriatria
LA CURA DELLANZIANO SFIDA IL FUTURO DELLA MEDICINA
Firenze 16/18 Aprile 2015
Segreteria Scientifica: Angelo Bianchetti, Chiara Ciglia
Tel. 030 3757538 - Fax 030 48508 aipsegreteria@grg-bs.it
Segreteria Organizzativa: PLS Educational Firenze
Tel. 055 24621 - Fax 055 2462270 aip@promoleader.com

GRANDANGOLO 2015 ACCMMED
Accademia Nazionale di Medicina Sez. di Oncologia ed Ematologia
TUMORI DELLANZIANO E CANCERS SURVIVORS IN ONCOLOGIA ED EMATOLOGIA
Milano, 20-21 aprile 2015
Segreteria Organizzativa: Forum Service
Tel. 010 83794245 - Fax 010 83794260
registration@accmed.org
www.grandangolocancersurvivors.accmed.org

8th CONGRESS IAGG EUROPEAN REGION
International Association of Gerontology and Geriatrics European Region
Dublin, 23rd
-26th april 2015

6 FORUM FORITAAL
Forum Italiano per lAmbient Assisted Living
Lecco, 19-22 maggio 2015
Segreteria organizzativa: Associazione Univerlecco
www.foritaal2015.com - info@foritaal2015.com

11th CONGRESS EUGMS
European Union Geriatric Medicine Society
Oslo, 16-18 September 2015
www.eugms.org/2015

XIII CONGRESSO NAZIONALE AIUC
Associazione Italiana Ulcere Cutanee
UPDATE IN RIPARAZIONE TESSUTALE: DALLORGANIZZAZIONE SANITARIA ALLAPPROPRIATEZZA CLINICA
Bari, 7-10 ottobre 2015
Segreteria Organizzativa: Centro Congressi Internazionale srl
Tel. 011 2446911 Fax 011 2446950 manuela.massocco@congressiefiere.com

XIII CONGRESSO NAZIONALE AIUC
Associazione Italiana Ulcere Cutanee
UPDATE IN RIPARAZIONE TESSUTALE: DALLORGANIZZAZIONE SANITARIA ALLAPPROPRIATEZZA CLINICA
Bari, 7-10 ottobre 2015
Segreteria Organizzativa: Centro Congressi Internazionale srl
Tel. 011 2446911 Fax 011 2446950 manuela.massocco@congressiefiere.com

6 CONGRESSO NAZIONALE CO.R.TE.
Conferenza Italiana per lo Studio e la Ricerca sulle Ulcere, Piaghe,
Ferite e Riparazione Tessutale
Roma 10-2 Marzo 2016
Segreteria Organizzativa: CO.R.TE.
Tel. 06 35497114 - Fax 06.35341535 - www.corteitalia.org - corte@jaka.it