Societá

Attivitá SIGG

Giornale di Gerontologia

Numero 3, Giugno 2006 - Volume LIV

Copertina

Sommario

Editoriale

Obesitá viscerale, restrizione calorica ed invecchiamento

L. FONTANA
Division of Food Science, Human Nutrition and Health, Istituto Superiore di Sanità, Rome, Italy
and the Division of Geriatrics and Nutritional Sciences, Center for Human Nutrition, Washington
University School of Medicine, St. Louis, Missouri, USA

G GERONTOL 2006;54:131-133

Parole chiave: Obesitá - Esecizio fisico - Restrizione calorica - Invecchiamento
Key words: Obesity - Endurance exercise - Caloric restriction - Aging

L´epidemia d´obesitá, che imperversa nei paesi industrializzati, sta diventando un serio problema di salute pubblica. Negli Stati Uniti circa il 66,3% degli adulti e il 17,1% dei bambini é affetto da sovrappeso o obesitá. Anche in Italia la situazione sta diventando allarmante, poiché circa il 50% degli uomini e il 34% delle donne tra i 35 e i 74 anni ha un indice di massa corporea superiore a 25 m/kg2.

Il testamento biologico in Italia

G. SALVIOLI
Centro di Valutazione e Ricerca Gerontologica, Universitá di Modena e Reggio Emilia

G GERONTOL 2006;54:134-135

Parole chiave: Testamento biologico - Morte - Italia - Anziani
Key words: Advanced directives information - Death - Italy - Elderly

É stata recentemente proposta la legge che in nove articoli affronta il problema del Consenso della persona come unico fondamento giuridico alla base della liceitá dell´attivitá medica (http://www.lucacoscioni.it/taxonomy/term/182); porta il nome di Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontá anticipate nei trattamenti sanitari. Dal sito http://www.fondazioneveronesi. it si accede ad un modulo da compilare se si vuole dare indicazioni di volontá sul problema fondamentale della fine della vita; si nomina un fiduciario perché la volontá sia effettivamente rispettata; il tutto sará sottoscritto anche da un testimone; la documentazione validata sará consegnata ad un´autoritá. La dichiarazione del testamento biologico presume che chi dá le disposizioni sia ″nel pieno delle facoltá mentali e in totale libertá di scelta″; il suo contenuto prevede che ″in caso di malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante, o di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione, non si sottoponga il dichiarante ad alcun trattamento terapeutico né ad idratazione e alimentazione forzate e artificiali in caso di impossibilitá all´alimentazione autonoma″; penso ai tanti anziani con demenza che si trovano prevalentemente nelle strutture per anziani e che si trovano nelle condizioni descritte: per ora non é un problema in mancanza di un loro testamento biologico.

La lettera di dimissione ospedaliera in medicina geriatrica

G. SALVIOLI
Centro di Valutazione e Ricerca Gerontologica, Universitá di Modena e Reggio Emilia

G GERONTOL 2006;54:136-139

Parole chiave: Ricovero ospedaliero - Lettera di dimissione - Paziente anziano
Key words: Hospital stay - Discharge letter - Old patient

La lettera di dimissione (LD) del paziente anziano e soprattutto geriatrico ha sicuramente un significato particolare soprattutto in assenza di documentazioni cliniche continue come l´auspicata cartella informatizzata o piú semplicemente la health card. É un documento durevole, conservato dal paziente, ma ricordato anche nella cartella clinica di cui tradizionalmente si richiede copia che dovrebbe ricordare del vecchio malato non solo le malattie in atto (codici ICD9-CM) e la comorbilitá, ma anche le prestazioni funzionali e mentali (ADL e IADL per esempio), il grado dell´eventuale disabilitá, le malattie sofferte in passato (che spesso sono le stesse che provocano il ricovero ospedaliero), la prescrizione farmacologia sobria ed essenziale con riferimento alla riduzione del filtrato glomerulare determinabile con la formula di Cockcroft e Gault e alle possibili interazioni fra farmaci, i problemi aggiuntivi rilevanti che non raggiungono un livello diagnostico sufficiente (come per esempio il disturbo della deglutizione), i problemi esistenziali anche economici, l´eventuale necessitá di un tutore amministrativo.

Le residenze sanitarie assistenziali (RSA) e la Geriatria

G. SALVIOLI
Centro di Valutazione e Ricerca Gerontologica, Universitá di Modena e Reggio Emilia

G GERONTOL 2006;54:140-144

Parole chiave: RSA - Geriatria - Accreditamento
Key words: Nursing home - Geriatrics - Accreditation

L´invecchiamento progressivo della popolazione richiede un maggior ruolo delle strutture intermedie e in particolare delle residenza sanitarie assistenziali (RSA); queste dovrebbero svolgere un ruolo piú rilevante nelle cure e nell´assistenza degli anziani: utilizzando collegamenti piú agevoli, informatizzati e meno burocratizzati con gli altri setting. L´opzione delle cure non ospedaliere sta diventando impellente e necessario; sará agevolata da un maggior supporto economico, sociale e soprattutto culturale-scientifico. Agli anziani devono essere assicurate cure di qualitá da parte dei servizi preposti. Le Regioni italiane piú ricche e soprattutto piú organizzate dal punto di vista sanitario ed assistenziale dovrebbero fornire esempi significativi proponendosi come modello. Attualmente le prestazioni sanitarie nelle RSA sono definite in modo generico e vago tanto che nella pratica quotidiana faticano ad avere un ruolo significativo nella continuitá assistenziale. Le strutture territoriali sono largamente avulse dalla didattica e dalla formazione professionale; le conoscenze e il sapere nel settore geriatrico, di cui tanto si parla, dovrebbero essere maggiormente implementati nella gestione delle RSA da coloro che decidono la destinazione delle risorse. Si cerca di cancellare lo stereotipo consolidato delle RSA come luogo brutto, da evitare, popolato da anziani fragili, disabili e spesso dementi, senza speranza. Gli interventi curativo assistenziali sono non raramente improntati al fai da te anziché basarsi su procedure validate e di dimostrata efficacia.

Articoli daggiornamento

I limiti della farmacologia tradizionale

G. GAMBASSI, C. PEDONE*, R.ANTONELLI INCALZI*, R. BERNABEI
Centro di Medicina dell´Invecchiamento,Dipartimento di Scienze Gerontologiche,Geriatriche e Fisiatriche,
Universitá Cattolica del Sacro Cuore, Roma;* Divisione di Geriatria, Universitá Campus Biomedico,
Roma

G GERONTOL 2006;54:170-185

Parole chiave: Farmacologia tradizionale - Limiti - Problemi - Anziano
Key words: Traditional pharmacology - Short comings - Problems - Old people

Epidemiologia dell´uso di farmaci

L´etá é il principale fattore predittivo dell´uso dei farmaci sia in termini di spesa che di dosi prescritte 1. La spesa lorda pro capite di un individuo con etá superiore a 75 anni é circa 11 volte superiore a quella di una persona con etá compresa fra 25 e 34 anni (questo rapporto diventa di 16 volte in termini di dosi prescritte). Nella fascia d´etá compresa tra i 15 e i 44 anni sono le donne a consumare piú farmaci in termini di DDD/1.000 abitanti die, mentre nelle fasce d´etá piú avanzate il livello di consumo é piú elevato tra gli uomini. Se si analizza la proporzione di spesa e di dosi nelle fasce di popolazione piú anziana, si puó osservare come gli individui con piú di 65 anni assorbono oltre il 60% della spesa e delle dosi. La prevalenza d´uso (percentuale di individui che ha ricevuto almeno una prescrizione nel corso dell´anno) é complessivamente pari al 70,3% (64,9% negli uomini e 75,3% nelle donne) con valori piú elevati negli anziani.

Esercizio fisico, declino cognitivo e demenza negli anziani

C. MARALDI*, M. PAHOR* **
* Department of Aging and Geriatric Research, College of Medicine, Institute on Aging, University
of Florida, Gainesville, FL; ** Geriatric Research, Education and Clinical Center (GRECC) of the Malcom
Randall Veteran´s Affairs Medical Center, North Florida/South Georgia Veterans Health System,
Gainesville, FL

G GERONTOL 2006;54:186-194

Parole chiave: Declino cognitivo - Esercizio fisico - Invecchiamento
Key words: Cognitive decline - Physical exercise - Aging

Introduzione
Nei paesi occidentali, dalla seconda metá del secolo scorso si é assistito ad un progressivo cambiamento della struttura demografica della popolazione, con incremento, sia in termini assoluti che relativi, dei soggetti anziani. In Italia negli ultimi cento anni la frazione d´ultrasessantacinquenni si é quasi triplicata (da 6,1% a 17,7%) e nell´arco di cinquant´anni arriverá presumibilmente a rappresentare circa il 34% della popolazione totale, una percentuale quasi doppia rispetto a quella attuale. Il declino cognitivo, strettamente legato all´invecchiamento, é dunque destinato a diventare un rilevante problema clinico, sanitario ed economico. Le stime di prevalenza e incidenza di declino cognitivo variano nei diversi studi in relazione ai criteri diagnostici utilizzati per la definizione di declino cognitivo, alla popolazione campione, ed alle procedure diagnostiche utilizzate. Stime della prevalenza e incidenza nella popolazione Italiana derivano principalmente dallo studio ILSA e indicano una prevalenza di declino cognitivo del 10,7% ed un tasso di incidenza di 21,5 casi per 1.000 anni-persona.

Articoli originali

La valutazione degli outcomes e le implicazioni etiche e gestionali nella nutrizione enterale

A. ATTANASIO, M. BEDIN*, G. MANTINEO*, S. STOCCO*, M. TAGLIAPIETRA*, G. CECCHETTO, E. VECCHIATO*
U.O.C. di Lungodegenza, Azienda ULSS 8 del Veneto, P.O. di Castelfranco Veneto; * Servizio di Assistenza Domiciliare del Distretto di Castelfranco Veneto e Asolo, Azienda ULSS 8

G GERONTOL 2006;54:145-152

Objective: Deciding whether to iniziate artificial enteral nutrition (EN) in patients with severe cognitive impairment or with permanent vegetative state is a common dilemma. The decision is based not only an clinical grounds but also on ethical aspects. Recent studies have not demonstrated that tube feeding can improve important outcomes; many authors discourage this practice in severely demented patients. The aims of this study are to control if the nutrition support team management of enterally fed patients improves outcomes and to present a flow-chart comprehensive of biological and ethical aspects.

Methods: This is one of the few studies in literature describing the use of EN in an area where all candidates are assessed by a nutrition support team: 8 patients were in Hospital, 39 patients in nursing homes and 61 patients at home. We have included 108 patients, mean age 78.2 years, 38 males and 70 females. We have followed the guidelines of the Italian Society of Parenteral and Enteral Nutrition (SINPE) for the clinical indication of EN. The quarterly follow-up has been prolonged up to 14 years. The following parameters were analyzed: diagnoses, nutritional indices, pressure scores, complications, mortality, ADL e IADL scales, Norton scale, Pfeiffer test, Karnofsky index.

Results: Demented patients were 82.4% of the cohort. The first month mortality rate was 7.4% and 23.1% at one year. The mean survival was 674 days. The main complications of NGT versus PEG have been aspiration 15.5% and 7.9%, tube dislodgment 62.2% and 4.7%, and tube clodging 11.1% and 7.9%, respectively. EN was delivered by PEG in 62 patients, NGT in 45 patients and jejunostomy in one patient.

Conclusion: In our study the mortality rate was nearly half of rates reported in literature and the survival approaches two years. Almost all complications have been mild and could be managed adequately throughout; their prevalence is low if confronted to the long period of followup, for a whole of 73.953 days. This positive outcome may be the result of the selection and follow-up program supervised by the nutrition support team. How should we treat psycogeriatric patients who no longer eat? We believe that the answer to this complex dilemma should consider not only biological but also ethical aspects and should offer to the patient an alternative treatment to enteral nutrition.

Key words: Tube feeding - Mortality - Adverse effects - Dementia - Medical ethics

La terapia antitrombotica nell´anziano

M. ZANOCCHI, M. BO, E. GIONA, E. MARTINELLI, E. NICOLA, L. CORSINOVI, F. FRANCISETTI, F. CERRATO, E. PONTE, A. LUPPINO, M. MOLASCHI
Sezione di Geriatria, Dipartimento di Discipline Medico-Chirurgiche, Universitá di Torino, Azienda Ospedaliera ″San Giovanni Battista″, Torino

G GERONTOL 2006;54:153-163

Objective: Aim of the study was to describe which elements lead to the prescription of antithrombotic therapy in a population of elderly patients, and their follow- up.
Methods: Among the 1150 patients admitted to the Geriatric Unit of San Giovanni Battista Hospital of Turin in the years 2001-2002, we have collected 155 patients (mean age 78.3 8.6 years; 83 men and 72 women) with indication to antitrhombotic therapy.

Results: The indications to antithrombotic therapy were: atrial fibrillation, DVT and prosthetic valvular heart disease. The presence of cancer, short life expectation, recent bleeding events or ictus, high fall risk, advanced age discouraged coumarin derivates therapy. During follow-up (12.8 5.9 months) ictus incidence was greater (9.7% vs. 1.6%) in the group not treated with oral anticoagulants. The incidence of minor bleeding was similar in the two groups, while the major bleeding, in no case fatal, was more frequent in the group treated with coumarin derivates (overdosage). The main causes of interruption or therapeutic variation turned out the difficulty of compliance and/or of monitoring, bleeding, falls and coagulation disorders.

Conclusions: The collected data confirm the efficacy of antithrombotic therapy for the prevention of thromboembolic events in the elderly patients. It is necessary, however, to estimate carefully the potential benefits and risks and to carefully follow the variations of the degree of functional status, comorbidity and associated medical therapies.

Key words: Antithrombotic therapy - Elderly - Bleeding - Atrial fibrillation

L´efficacia del trattamento musicoterapico in pazienti con demenza di grado moderatosevero

A. RAGLIO, M.C. UBEZIO, F. PUERARI, M. GIANOTTI, G. BELLELLI*, M. TRABUCCHI**, D. VILLANI
Fondazione di Sospiro, Cremona; * Clinica Ancelle della Caritá, Cremona; ** Gruppo Ricerca Geriatrica,
Brescia

G GERONTOL 2006;54:164-169

Objective: This work focuses its attention on the observation and evaluation of the process and the outcome of music therapy treatment in moderate-severe dementia. The music therapy treatment will be eventually analyzed to prove its effectiveness from the cognitive, functional and behavioural point of view.

Method: 8 patients (6 affected by Alzheimer disease and 2 with vascular dementia) were treated with music therapy and assessed with Mini Mental State Examination, Barthel Index and Neuropsychiatric Inventory before and after the treatment. At the same time a control group that hadn´t been under any treatment, was observed with the same criteria.

Outcome: The patients under treatment showed a significant statistical decrease in their behaviour disorders. On top of that they revealed an increase of positive relations and positive answers in the music therapy setting. Conclusions: The outcome confirms the assumption that music therapy treatment, together with these criteria of evaluation, can improve communication and relationship skills and reduce behaviour disorders in patients affected by moderate-severe dementia.

Key words: Dementia - Behaviour disorders - Music therapy - Sound-music improvisation - Relationship - Affect attunement

Casi clinici

Polimiosite/dermatomiosite, malattia rara, spesso associata a neoplasia nell´anziano:
descrizione di un caso clinico


P. ZAMBALDI, G. NORO
Unitá Operativa di Geriatria Ospedale ″S. Chiara″ di Trento, Dipartimento Anziani Azienda Provinciale
per i Servizi Sanitari

G GERONTOL 2006;54:195-198

Polymyositis, dermatomyositis and myositis deriving from included particles constitute the largest group of potentially treatable diseases. In this article we will report the last knowledge about pathogenesis, clinical manifestations and diagnostic criteria of polymyositis and dermatomyositis. We also mention that these diseases can be linked to malignant tumors especially in older patients.
We describe a clinical case of dermatomyositis.

Key words: Polymyositis - Dermatomyositis - Infiammatory myopathies

Come eravamo

Tavola rotonda: Il Geriatra di fronte al problema dell´osteoporosi

G GERONTOL 2006;54:199

XXXVIII Congresso Nazionale della Societá italiana di Gerontologia e Geriatria
Giornale di Gerontologia 1988; volume 37, numero11

Il volume riporta le relazioni che moderate dal prof. A Ventura e dal prof. M. Passeri trattarono il problema dell´osteoporosi dal punto di vista geriatrico. Gli argomenti sono quelli tradizionali: deficit ormonale, aspetti istomorfologici, markers biologici, diagnosi mineralometrica e possibile utilizzazione della TAC, la terapia e in particolare l´impiego degli estrogeni, calcio e vitamina D, calcitonina; i bisfosfonati non avevano ancora raggiunto il successo derivante dai risultati positivi di trial clinici controllati. Nelle relazioni non é evidenziato il problema delle cadute nel vecchio, causa di frattura dell´osso in vari distretti e in particolare a livello del femore, reso piú fragile dall´osteoporosi; la problematica della mortalitá e disabilitá conseguente era giá considerata nella letteratura di quel decennio, ma non ha spazio adeguato nelle relazioni leggibili. Fra i relatori i proff. Crepaldi, Sartori, Palummeri, Barbagallo, Pedrazzoni, Baroni ed altri.