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Giornale di Gerontologia

Numero 2, Aprile 2007 - Volume LV

Copertina

Sommario

Editoriale

Gli anziani e le badanti

G. Salvioli
Centro di valutazione e Ricerca Gerontologica, Universitá di Modena e Reggio Emilia

G GERonTol 2007;55:59-61

Attenzione al Triple Whammy! Una patologia iatrogena ancora sottovalutata

F. lapi, a. Vannacci, a. MuGelli
Dipartimento di Farmacologia preclinica e clinica, universitá di Firenze, Sistema di FarmacoVigilanza
della regione toscana, area Vasta centro (Firenze); www.farmacovigilanza.toscana.it

G Gerontol 2007;55:62-64

Parole chiave: Triple Whammy - Polifarmacoterapia - Insufficienza renale
Key words: Triple Whammy - Polypharmacy - Kidney failure

Il termine Triple Whammy é stato introdotto nella letteratura da alcuni clinici e ricercatori australiani per definire il trattamento farmacologico costituito da un inibitore dell´enzima di conversione dell´angiotensina (acei) o un antagonista dell´angiotensina ii (a2ra), da un diuretico e da un antinfiammatorio non steroideo (FanS), compresa l´aspirina a basse dosi. L´utilizzo concomitante di questi tre farmaci risulterebbe infatti correlato ad un incremento del rischio di insufficienza renale. tuttavia il termine Triple Whammy viene anche utilizzato per definire lo stesso evento avverso causato da questa combinazione. La traduzione italiana di Triple Whammy non é semplice. ″To wham″ significa ″colpire″ (soprattutto nel gergo del baseball); un ″triple whammy″ vuole quindi significare dare un ″brutto colpo″ alla squadra avversaria e, in senso lato, a chi lo subisce. Il paziente che sviluppa insufficienza renale in seguito ad un trattamento farmacologico, ad esempio, va di sicuro incontro ad un ″triple whammy″.

L´invecchiamento della popolazione.
Oltre l´assistenzialismo


C. VERGANI
Catttedra di Gerontologia e Geriatria, Universitá di Milano e U.O. di Geriatria, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano

G GERONTOL 2007;55:65-67

Parole chiave: Invecchiamento della popolazione - Attesa di vita - Fragilitá - Stato sociale - Prodotto interno lordo
Key words: Aging population - Life expectancy - Frailty - Welfare state - Gross domestic product - Community care

Secondo l´ISTAT nel 2050 gli anziani rappresenteranno il 34 per cento della popolazione. Saranno ″grandi anziani″ i baby boomer nati negli anni 1945-1965.
Poiché il processo biologico dell´invecchiamento comporta la perdita di strutture e funzioni dell´organismo aumenteranno le persone fragili, i portatori di malattia cronica e i disabili.
La fragilitá, caratterizzata da un punto di vista biologico da Linda Fried della Johns Hopkins University, é uno stato di predisabilitá e puó essere definita come la condizione di chi, in presenza di uno stress, é incapace di reagire adeguatamente mettendo in atto i meccanismi di compenso.

Articoli daggiornamento

Quale destino dopo la riabilitazione per i pazienti anziani?

F. MAGNIFICO* **, G. BELLELLI* **, M. TRABUCCHI** ***
* UO Riabilitazione Specialistica e Geriatrica Casa di Cura ″Ancelle della Caritá″, Cremona;
** Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia;
*** Universitá ″Tor Vergata″ di Roma

G GERONTOL 2006;55:92-103

Parole chiave: Mortalitá - Istituzionalizzazione - Ospedalizzazione - Declino funzionale
Key words: Mortality - Nursing Home - Hospital readmission - Functional impairment

Introduzione
Uno dei principali trend socio-demografici che attualmente interessano molti Paesi occidentali é rappresentato dal progressivo invecchiamento della popolazione. In Italia le persone con piú di 65 anni sono circa 10 milioni e rappresentano quasi un quinto della popolazione complessiva. I trend demografici in atto, legati da un lato all´allungamento della vita media, dall´altro alla diminuzione dei tassi di fertilitá, indicano come questo quadro potrá indirizzarsi presumibilmente verso una sempre maggiore presenza, relativa ed assoluta, di persone anziane. Spesso, peró, all´aumento della spettanza di vita non corrisponde un effettivo miglioramento della sua qualitá, ma vi corrisponde un incremento della demenza, della comorbilitá e della disabilitá. Il ricorso ai servizi ospedalieri, quindi, cresce all´aumentare dell´etá e con l´aumentare di quest´ultima si allungano i tempi di degenza. Questo costituisce un problema non solo perché l´ospedale, presidio sanitario ad elevata intensitá tecnologica e di cura, costituisce il settore che piú incide sulla spesa sanitaria complessiva, ma soprattutto perché l´ospedalizzazione in soggetti anziani é frequentemente seguita da un aumento della disabilitá, da successive ospedalizzazioni e da un elevato tasso di istituzionalizzazione e mortalitá. Il carico dei bisogni assistenziali, quindi, é destinato inesorabilmente a crescere e, con esso, l´impegno economico ad esso proporzionale, sia in termini di costi ″diretti″, cioé collegati all´erogazione di prodotti e servizi imputabili al servizio sanitario, sia in termini di costi classificabili come ″indiretti″ e, cioé, principalmente collegati al tempo impegnato dai familiari o da altre persone addette all´assistenza al malato.

La Capacitazione: un´idea forte per la cura della persona anziana ricoverata in RSA

P. VIGORELLI
Gruppo Anchise, Milano; UO Riabilitazione dell´AO Ospedale ″San Carlo Borromeo″, Milano

G GERONTOL 2006;55:104-109

Parole chiave: Capacitazione - Capacitá - Partecipazione
Key words: Capacitation - Capability - Participation

Il termine ″Capacitazione″ indica una tecnica d´intervento che favorisce lo sviluppo delle competenze e dell´autonomia.
Il suo impiego é giá presente in Medicina, ma é utilizzato in un´accezione molto particolare e limitata alla letteratura ginecologica. In questo campo esso indica il processo di modificazione cui gli spermatozoi sono sottoposti nelle vie genitali femminili per diventare idonei alla fecondazione. Giá in questa accezione il termine riunisce in sé i due principali elementi che lo rendono interessante per un suo impiego in geriatria, nonostante i notevoli cambiamenti di significato e di contesto che é necessario introdurre. Il termine ″Capacitazione″ infatti riunisce in sé il concetto di ″capacitá″ e di ″azione″ e in questi due concetti risiede la sua forza pratica, la sua utilitá operativa.

I fattori determinanti la riabilitazione del paziente geriatrico

D. IntIso, L. PazIenza, F. DI RIenzo, G. MaRuzzI, M. toLFa, a. IaRossI, M. Russo
unitá operativa di Medicina Fisica e Riabilitativa, IRCCs ″Casa sollievo della sofferenza″, San Giovanni Rotondo (FG)

G GeRontoL 2007;55:110-116

Parole chiave: Invecchiamento - Fragilitá - Disabilitá - Riabilitazione
Key words: Aging - Frailty - Disability - Rehabilitation

In Italia, analogamente ad altri Paesi industrializzati, si sta verificando una profonda modificazione della struttura demografica della popolazione con una riduzione delle fasce d´etá piú giovani e un progressivo aumento di quelle anziane. Infatti, secondo quanto emerge dal ″bilancio demografico nazionale 2005″ pubblicato dall´Istat, si stima che nel 2050 circa il 34% della popolazione italiana avrá piú di 65 anni, contro il 19,5% del gennaio 2005.

Articoli originali

La Medicina di famiglia puó portare un contributo originale alla ricerca sulle demenze?

G. MASO, M. BENEVENTO*, A. MARSILIO**
Medico di famiglia, Responsabile insegnamento di Medicina di famiglia, Facoltá di Medicina e Chirurgia, Universitá di Udine;
* Geriatra ASL 13, Regione Veneto;
** Medico di famiglia

G GERONTOL 2006;55:68-72

Dementia is a big challenge to modern medicine and it represents one of the most important problems for family medicine. Many questions need an answer: how to care? In which way? How to prevent? With which tools? And many others. Thirty-four general practitioners, in a workshop, detected the areas in which family medicine could perform original research. They created a new model to identify the research´s needs in general practice; this method could be applied again for other diseases.

Key words: Family practice - Dementia - Research

Il bisogno d´intimitá nel paziente anziano oncologico

G. LISSANDRELLO, D. RESPINI, R. CARRIERI, V. TROTOLO, P. TRALONGO
Oncologia Medica, Ospedale ″G. Di Maria″, Avola (SR)

G GERONTOL 2007;55:81-86

The aim of this study is to check whether cancer disease affects the sexual and intimate sphere in patients, whether they need to maintain it despite the illness, and also to establish a possible age-related difference in answers.
The sample is made of a group of one hundred cancer patients of mixed age, sex and pathology, who were all undergoing chemotherapy treatment; 91 of them had given previous consent. The sample was then divided in two groups (adults and elderly) according to the age (</> 70). The older patients (> 70 years old) were given the Mini Mental State Examination. The study was structured by a multiple choice questionnaire (IOQ).
The statistical estimate was achieved by comparing the tests of the two groups.
The result of the study confirms that the disease interferes with the interest in sexual and intimate sphere of the patients despite the age, and also shows that the elderly would like to get more information about the topic, which is currently provided to the younger patients. In conclusion, though the illness influences old patients´ intimacy less than the adults´ one, the over 70 ask for more information from the caring professionals the same way.

Key words: Intimacy - Elderly patients - Cancer

Articoli originali brevi

Tratti di personalitá e capacitá di coping in una popolazione di 132 anziani esenti da sintomi maggiori di depressione e/o deterioramento cognitivo

F. PERNA, M. SUTERA, E.E.A. SIMPSON*, G. MAIANI, F. INTORRE, A. POLITO**, M. CUZZOLARO***, F. TEMPERILLI****
Psicologhe, Dipartimento Scienze Neurologiche Psichiatriche e Riabilitative dell´Etá Evolutiva,
Universitá di Roma ″La Sapienza″;
* School of Psychology/NICHE University of Ulster, Northern Ireland.;
** Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, Unitá di Nutrizione Umana, Roma;
*** Psichiatra, Dipartimento Scienze Neurologiche Psichiatriche e Riabilitative dell´Etá Evolutiva, Universitá di Roma ″La Sapienza″;
**** Medico, Universitá di Roma ″La Sapienza″

G GERONTOL 2007;55:87-91

The present work has examined the perceived stress degree, coping strategies, personality traits (investigated by the Eysenck Personality Questionnaire Revised- Abbreviated) and the way these variables seem to influence each other in a population of elderly. The aim is to confirm a possible relation between perceived stress, coping strategies and personality traits in the elderly.
The sample was recruited in two areas in Rome and was composed of 132 subjects (F: 66; M: 66; average 70-85 years old) free from major depressive symptoms and cognitive impairment. The Eysenck Personality Questionnaire Revised- Abbreviated, the Coping Orientations to Problems Experienced, the Perceived Stress Scale and a questionnaire on degree of education were used. Multiple regression for data elaboration was used. No association among perceived stress degree, age, education and sexual gender emerged. Several significant differences were found during various coping strategies between Perceived Stress Scale low scorers and Perceived Stress Scale high scorers. Furthermore, several significant differences were found during Eysenck Personality Questionnaire Revised-Abbreviated between Perceived Stress Scale low scorers and Perceived Stress Scale high scorers. Finally, a different use of the coping strategies was noticed linked to the points earned by the single subject in the various dimensions of personality.

Key words: Personality traits - Coping - Elderly

Casi clinici

Pervietá interatriale nell´anziano: quanto puó esserne tardivo il riconoscimento?

A. Greco*, M. Zurro*, S. curci*, P. FilAboZZi*, M. Grilli*, A. De MAtthAeiS* **, G VenDeMiAle* **
* uoc di Medicina interna irccS ″casa Sollievo della Sofferenza″ San Giovanni rotondo (FG);
** cattedra di Geriatria dell´universitá di Foggia

G Gerontol 2007;55:117-119

Atrial Septal Defect (ASD) is a common congenital heart disease where diagnosis is often performed in the late adulthood but the clinical presentation of ASD in the very elderly is uncommon. A case of a 95 year old male where the ASD diagnosis was delayed until present age is reported. This diagnostic delay suggests that very elderly people are often misdiagnosed for two main reasons: comorbidity and new symptoms. This matter that is a common bias at this age underestimation often excludes these patients from important diagnostic procedures.

Key words: Atrial Septal Defect - Very elderly - Congenital Heart Disease

Dai quotidiani

″Anzianismo″, ovvero la persecuzione del signor Sessanta

BEPPE SEVERGNINI
www.corriere.it/severgnini; www.beppesevergnini.com

G GERONTOL 2007;55:120

DAI QUOTIDIANI (CORRIERE DELLA SERA)

Ageism, anzianismo. Conoscevo il giovanilismo, il maschilismo, il femminismo, purtroppo il razzismo. L´anzianismo mi mancava. Eppure c´é anche nell´Oxford Dictionary (″Ageism: trattamento scorretto verso persone considerate troppo vecchie″) e dal 1° ottobre nel Regno Unito é causa di discriminazione sul lavoro.
Dico subito che trovo la cosa abbastanza assurda: l´etá porta svantaggi e vantaggi, e il legislatore non puó farci niente. Capisco peró le intenzioni dietro l´iniziativa, e penso: se una legge simile venisse approvata in Italia, ci sarebbe da ridere. Gli anziani sul lavoro, nel nostro amabile e stralunato Paese, sono vittime o carnefici: non conosco vie di mezzo. Dei carnefici s´é detto, s´é letto e s´é visto: quando si tratta di restare in sella, i gerontocrati italiani sono piú bravi dei cowboy del Wyoming (gli esempi abbondano, dall´universitá alla televisione). Parliamo perció degli anziani-vittime; é piú interessante.
Prendiamo un ex-dirigente di 60 anni che un´azienda condotta da giovanotti incoscienti ha deciso di accantonare. Il signor Sessanta non é un incapace, non é un lavativo, non é egoista. Anzi: vuole che i giovani facciano carriera, e li ha aiutati in passato. Certo, non é diventato amministratore delegato, direttore generale, capo di un-ufficio-con-un-bel-nome. Forse é andata male, forse non ci teneva e ha fatto altre scelte. Non importa. Il signor Sessanta vuole solo lavorare, sentirsi utile, continuare a guadagnare.
Ma l´azienda non ne vuol sapere. D´accordo col sindacato interno, ha deciso di ringiovanirsi. Peccato che un´impresa non sia una squadra di calcio: finita la gioventú si puó ancora giocare, magari in un ruolo nuovo. Il signor Sessanta potrebbe ascoltare, consigliare, aiutare a evitare errori. Molte colture l´hanno capito: l´Italia rurale, che aveva un ruolo per i vecchi; la societá cinese, che mette i quarantenni al comando, ma spesso lascia agli anziani l´ultima parola. Lo stesso mondo anglosassone - quello che ha inventato lo yuppie e le sue nuove, terrificanti mutazioni - ha capito che l´esperienza é preziosa. Nelle ultime settimane, a Londra e a New York, ho incontrato due quasi-sessantenni che, dopo averle dirette, sono rimasti nelle aziende editoriali come ″super-consulenti″.
In Italia - lo sappiamo - questo schema contrattuale per mascherare una buonuscita (ti do una scrivania, un biglietto da visita e un po´ di soldi; in cambio, non rompere). Non nei casi che ho citato. I due seniores partecipano a riunioni di vertice, discutono, consigliano. Ovvio: hanno l´intelligenza di non imporsi; e i nuovi capi hanno l´umiltá e la cortesia di ascoltare prima di decidere. So cosa state pensando: queste sono fantasie, nella jungla del lavoro italiano! Non é vero. L´uso creativo dell´etá e dell´esperienza sará invece cruciale, nei prossimi anni. É un discorso che va al di lá dell´etá legale per la pensione: utilizzare al meglio il tempo e il talento del signor Sessanta non vuol dire mantenere il rapporto di dipendenza, coi vincoli e gli orari che comporta. C´é il lavoro flessibile: chi ha detto che interessa solo neo-laureati e mamme?
L´Italia é il Paese europeo che invecchia di piú e vive piú a lungo? O troviamo il modo di coinvolgere i neo-anziani, o andremo incontro a spiacevoli sorprese.
Una l´ho anticipata: qualcuno proporrá di aggiungere l´″anzianismo″ alle cause di discriminazione. Un giorno potrei avere la tentazione d´appellarmi alla nuova regola.
Tremo giá al pensiero.