Societá

Attivitá SIGG

Giornale di Gerontologia

Numero 1, Febbraio 2008 - Volume LVI

Copertina

Editoriale

La Medicina della Complessitá, la Medicina Interna e la Geriatria

G. Salvioli, M. Foroni
Centro di valutazione e ricerca gerontologica, Universitá di Modena e reggio Emilia

G Gerontol 2008;56:1-10

Key words: Old people - Complexity - Internal Medicine - Geriatrics
Parole chiave: Anziani - Complessitá - Medicina Interna - Geriatria

La complessitá del sistema delle cure
La complessitá clinica di cui in passato piú si é discusso é quella che fa riferimento alle condizioni del paziente ricoverato in ospedale, che ha APACHE II compromesso, che richiede molteplici terapie e guarisce con difficoltá. Con il termine ″complessitá″ si indicano gli adattamenti necessari per mantenere efficiente il sistema complessivo della sanitá da quando é emersa la necessitá, legata alle malattie croniche e alla disabilitá conseguente, che le procedure curative debbano protrarsi nel tempo per essere efficaci. non risulta piú adeguato il modello tradizionale, analitico, lineare, basato su sequenze prevedibili causa-effetto: é necessario un modello dinamico ed adattativo che é quello della complessitá (http://www.complexity.com) in cui si creano efficaci interazioni dinamiche con l´ambiente e anche con il sistema sociale.

Articoli daggiornamento

Sanitá elettronica e anziano: problema o opportunitá?
Invecchiare bene nella societá dell´informazione


C. Donati
Direzione Generale del Sistema informativo, Ministero della Salute, Roma

G Gerontol 2008;56:19-23

Parole chiave: Sanitá elettronica - Gerontecnologia
Key words: Information Technology - Gerontechnology

Introduzione
L´invecchiamento della popolazione é uno degli argomenti che piú frequentemente vengono citati nella discussione sulla sostenibilitá dei costi del welfare e della sanitá, considerando che l´italia é uno dei Paesi con la piú alta presenza di anziani, per effetto parallelo sia dei progressivi incrementi della speranza di vita (nel 2005: 77,6 anni per gli uomini e 83,2 anni per le donne) sia del basso livello della feconditá.
Vi é peró un ampio dibattito circa il modo in cui gli anziani stanno invecchiando nell´attuale societá. Si fa sempre piú strada, infatti, il concetto di ″longevitá attiva″ che comporta la presenza, al di sopra dei 65-70 anni, di persone sane, soddisfatte, con redditi discreti o buoni, che rappresentano una ″nuova terza Etá″ (anziani definiti nYSS - New Young Sixty-Seventies negli Stati Uniti) e che spesso portano con sé competenze giá acquisite anche sul piano tecnologico o informatico.
Sulla base di queste premesse, nell´anno in cui la Commissione Europea ha avviato il programma ″invecchiare bene nella societá dell´informazione″, questo articolo si pone l´obiettivo di considerare in che modo l´Information and Communication Technology (ICT) puó dare un contributo all´assistenza agli anziani e alla loro qualitá di vita.

Personal Digital Assistant: un nuovo strumento per una corretta terapia nel paziente anziano con scompenso cardiaco congestizio

A. Zanasi, G. Salvioli, C. Mussi
Cattedra di Geriatria E Gerontologia, Universitá di Modena E Reggio Emilia, Nuovo Ospedale Civile ″S. Agostino-Estense″, Baggiovara di Modena

G Gerontol 2008;56:24-26

Parole chiave: PDA (Personal Digital Assistant) - Reazioni avverse ai farmaci (ADR) - Anziani - HFM (heart failure model)
Key words: PDA (Personal Digital Assistant) - ADR (adverse drug reaction) - Drug interaction - Older people - HFM (heart failure model)

Il paziente anziano é il maggior fruitore dei farmaci, in genere somministrati in gran numero (sette o piú principi attivi). la possibilitá di interazioni farmacologiche cresce pressoché esponenzialmente all´aumentare del numero di farmaci assunti: in una politerapia di 8 farmaci é presente almeno 1 interazione farmacologica prevedibile e che effettivamente poi si determina. Le ampie differenze individuali in ambito farmacocinetico indicano che la percentuale di soggetti anziani che assume farmaci a rischio di Adverse Drug Reaction é del 7%.

Le Allucinazioni visive nelle Demenze Degenerative.
Dai modelli interpretativi alla terapia


S. Pollice, A. Carotenuto, A.M. Fasanaro
UVA AORN ″Cardarelli″, Napoli, Italia

G Gerontol 2008;56:27-34

Parole chiave: Allucinazioni visive - Allucinazioni e demenza - Allucinazioni e trattamento farmacologico
Key words: Visual hallucinations - Hallucinations and dementia - Hallucinations pharmacological therapy

Introduzione
Le allucinazioni possono comparire in corso di varie patologie dementigene e sono essenzialmente visive. esse sono percezioni involontarie e ricorrenti di immagini in assenza di un corrispondente stimolo fisico esterno. le immagini, di solito persone, animali e, meno frequentemente, oggetti, possono talora essere attraenti, ma il piú delle volte sono cosí spiacevoli e disturbanti da richiedere un trattamento farmacologico. É importante conoscerne le caratteristiche fenomenologiche perché esse costituiscono un sintomo che spesso non é riferito spontaneamente dal paziente e va quindi ricercato con attenzione, ed eventualmente trattato, sulla base di criteri definiti. lo specialista geriatra deve interpretarlo nell´ambito della patologia di base e della ricaduta psicologica che esso comporta sia sul paziente che sulla famiglia. Allucinazioni e deliri sono inoltre spesso correlati.
Lo scopo di questo lavoro é offrire una sintesi degli aspetti clinici, neuropsicologici e terapeutici attuali nelle allucinazioni.
Saranno riportati, alla fine, anche alcuni esempi che si riferiscono a pazienti con allucinazioni tratti dalla nostra casistica. Essi rappresentano dei casi ″paradigmatici″ che possono essere utili alla definizione del problema.

Il ruolo dei corticosteroidi inalatori nella gestione del paziente anziano affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Quali prove di efficacia per quali decisioni?


D.L. Urso, L. Luchetti*
U.O. Di Pronto Soccorso e Medicina D´Urgenza, Ospedale Civile ″V. Cosentino″, Cariati (Cs);
* U.O. di Geriatria, Ospedale ″G. Da Saliceto″, Azienda USL di Piacenza

G Gerontol 2008;56:35-41

Parole chiave: Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) - Corticosteroidi inalatori - Anziano
Key words: Chronic obstructive pulmonary disease (COPD) - Inhaled corticosteroids - Elderly

Introduzione
La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) é una sindrome clinica caratterizzata da limitazione al flusso espiratorio, irreversibile o poco reversibile, causata da una specifica flogosi cronica delle vie aeree e del parenchima polmonare indotta da irritanti, in particolare dal fumo di sigaretta. La limitazione al flusso aereo é abitualmente progressiva. Ed é responsabile della sintomatologia clinica. La risposta infiammatoria bronchiale, secondaria all´inalazione di sostanze irritanti, ha un ruolo chiave nello sviluppo e nella progressione della malattia e tale consapevolezza ha alimentato l´ipotesi che una terapia antinfiammatoria, quale quella con corticosteroidi inalatori (CSI), potesse rallentare il declino funzionale respiratorio proprio della BPCO con un conseguente miglioramento dei sintomi respiratori, dello stato di salute e della sopravvivenza di questi pazienti. in questo lavoro, dopo aver brevemente accennato all´epidemiologia, alle alterazioni anatomo-patologiche della parete bronchiale ed ai criteri spirometrici utilizzati per la diagnosi di BPCO e per la classificazione in diversi gradi di gravitá della malattia, analizzeremo gli studi clinici che supportano l´utilizzo dei CSI negli stati avanzati di malattia, nonché le piú recenti acquisizioni sugli effetti negativi che l´utilizzo di questi farmaci puó determinare nel paziente anziano.

Articoli originali

Quetiapina: un farmaco sicuro?
Studio osservazionale in pazienti dementi con BPSD


C. Menza, M. Bartalini, V. Guidi, D. Marietti, P. Marietti, G. Peruzzi, G.A. De Paduanis, A. Giani, M.C. Santoro, G. Borgogni, S. Boschi
Unitá Di Valutazione Alzheimer, Dipartimento Di Medicina Interna Cardiovascolare e Geriatrica, Policlinico ″S. Maria Alle Scotte″, Universitá di Siena

G Gerontol 2008;56:11-18

Introduction: Behavioural and Psychological Symptoms of Dementia (BPSD) often occur in patients with dementia leading to a complex clinical course and a more difficult management of these subjects. Although a standardized therapy for these symptoms is not available, typical and atypical antipsychotics drugs are actually used for the treatment of these disturbs. Previous studies have demonstrated efficacy and safeness of these drugs and only few cardiovascular adverse events have been reported in patient treated with antipsychotics than in controls.

Aim: Aim of this work was to evaluate the occurrence of cardiovascular adverse events such as blood pressure reduction and/or ECG alterations (cardiac frequency, PQ, QTc) in dementia patients with BPSD treated with quetiapine.

Methods: 30 patients, 23 women and 7 men, aged from 71 to 97 years (average 85.17 6.006 SD) in who diagnosis of dementia and BPSD was performed. Patients were examined with MMSE (Mini Mental State Examination) to evaluate cognitive impairment, with ADL (Activity of Daily Living) and IADL (Instrumental Activity of Daily Living) in order to analyze respectively simple daily activities and complex ones. Moreover, NPI (Neuropsychiatric Inventory) and NPI-D (Neuropsychiatric Inventory-Distress) were performed to check frequency and severity of BPSD and the associated caregiver´s distress. Electrolytes values (Na, K) and orthostatic and clinostatic blood pressure values were measured and ECG (cardiac frequency, PQ, QTc) was performed in each patients at the beginning of the therapy with Quetiapine (T0), after six months (T1) and after one year of treatment (T2).

Conclusions: Our study resulted in an increase of NPI and NPI-D scores which stands for an improvement of BPSD in our patients and for a reduction of caregiver´s stress. On the other side, a statistically significant decrease in ADL score was found during the treatment, while no other important modifications of the analyzed parameters occurred. We conclude that the treatment with quetiapine didn´t cause cardiovascular adverse events such as blood pressure changes, ECG parameters alterations and electrolytes values modifications.

Key words: Dementia - BPSD - Quetiapine - Blood pressure - Electrocardiogram

Casi clinici

Ipertensione arteriosa refrattaria al trattamento convenzionale: un raro caso di iperaldosteronismo in una donna anziana

G. Castellano, F. Micillo, F. Affuso
Dipartimento di Medicina Clinica, Scienze Cardiovascolari ed Immunologiche, Universitá ″Federico II″ di Napoli

G Gerontol 2008;56:42-44

Arterial hypertension is the major risk factor for cardiovascular disease. We report the case of a 79-year-old woman with a history of arterial hypertension, suddenly became refractory to polytherapy due to the onset of primary aldosteronism. This case emphasizes that we cannot exclude a priori an endocrine etiology of arterial hypertension in elderly.

Key words: Secondary arterial hypertension - Primary Aldosteronism - Elderly

L´azitromicina nel trattamento della gastroparesi diabetica nell´anziano: un caso clinico

L. Sutera, G. Fazio, V. Brucato, G. Marchese, L.J. Dominguez, G. Costanza, M. Barbagallo
U.O. Geriatria, Dipartimento di Medicina Clinica e delle Patologie Emergenti, Universitá di Palermo

G Gerontol 2008;56:45-49

Background: Autonomic diabetic neuropathy is a challenging chronic complication of long-standing diabetes manifested with hypotension, syncope, gastroparesis, diarrhoea, constipation, bladder dysfunction, sexual dysfunction, cardiac arrest and/or sudden death.

Objective: We present a case of diabetic gastroparesis in an old woman.

Methods and Results: An 83 year-old woman with 40-year history of type 2 diabetes was admitted with hypoglycaemia, malnutrition, persistent vomiting and obstinate constipation. After several unsuccessful attempts with different therapies, we administered intravenous azythromycin (500 mg/day). After three days of treatment, vomiting was resolved and the patient evacuated normal faeces with notable improvement in the general conditions and metabolic control.

Conclusions: The macrolide antibiotic azithromycin, with strong prokinetic properties, is a therapeutical option in the treatment of diabetic gastroparesis.

Key words: Diabetes mellitus - Diabetic neuropathy - Azithromycin - Erythromycin - Diabetic gastroparesis