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8. VMD ED UNITA' OPERATIVA PER ACUTI DI GERIATRIA

8.3    Raccomandazioni per l'implementazione locale

8.3.1    Visto l’elevato tasso di ospedalizzazione degli anziani fragili per eventi acuti, tenuto conto che l’acuzie della malattia rappresenta per questi pazienti un elevato rischio di declino funzionale che è spesso irreversibile e causa un aumento notevole dei costi assistenziali, considerato che l’approccio più valido a questo tipo di malati è quello fondato sulla VMD e sul team multiprofessionale geriatrico, la rete dei servizi di assistenza continuativa all’anziano fragile dovrebbe prevedere al suo interno un’Unità Operativa Geriatrica per Acuti.

8.3.2    L’Unità Operativa Geriatrica per Acuti deve essere uno dei nodi critici della rete di assistenza continuativa per l’anziano fragile. In rapporto alla organizzazione sanitaria vigente, che prevede Aziende Ospedaliere amministrativamente indipendenti, si rende indispensabile l’attivazione di apposite convenzioni con le ASL di riferimento (accordi di programma) per garantire l'integrazione ospedale-territorio. In queste convenzioni dovrebbe essere riconosciuto che la VMD è una prestazione sanitaria che deve avere una valorizzazione economica.

8.3.3    La direzione dell’azienda ospedale o della ASL, da cui dipende l’ospedale di riferimento dovrebbe garantire che: 1) tutti i medici che operano nella Unità Operativa Geriatrica per Acuti siano specialisti in geriatria; 2) tutti gli altri operatori abbiano un’adeguata formazione geriatrica che sia documentata (o se ne possa assicurare un training adeguato); 3) siano disponibili fisioterapisti, anch’essi con adeguata formazione geriatrica.

8.3.4    La direzione dell’ospedale nel quale si trova l’Unità Operativa Geriatrica per Acuti dovrebbe attivare un protocollo con lo scopo di:

A.   Garantire che l’accesso all’Unità sia riservato all’anziano fragile con problematiche acute, ciò anche mediante consulenza del geriatra presso i servizi di accettazione e gli altri reparti di degenza.

B.   Garantire che la VMD rappresenti la metodologia operativa per la stesura del piano di trattamento, la valutazione della sua efficacia, la stima del potenziale riabilitativo, la dimissione programmata.

C.   Mettere in atto le strategie più opportune per contrastare condizioni ambientali che possono aggravare o precipitare le più comuni sindromi geriatriche. In particolare, si deve garantire che l’Unità Operativa Geriatrica per Acuti disponga di un ambiente favorevole allo sviluppo dell’empatia e di un supporto affettivo adeguato, cercando di promuovere il più possibile la comunicazione tra il personale, i malati, i loro familiari od amici ed il volontariato.

8.3.5    La direzione dell’ospedale nel quale si trova l’Unità Operativa Geriatrica per Acuti dovrebbe attivare un protocollo con lo scopo di regolamentare la collaborazione con le altre Unità Operative che riguardi, in modo particolare, malati anziani fragili con problematiche complesse acute o subacute, mediche o chirurgiche. Negli ospedali di grandi dimensioni può essere opportuno attivare unità speciali dedicate (es.: Unità di Ortogeriatria, Stroke Unit geriatriche, Unità di cura intensiva geriatrica, ecc.).

8.3.6    Per garantire la continuità assistenziale all’anziano fragile al momento della sua dimissione dall’ospedale, e contrastare contemporaneamente il fenomeno dei “letti bloccati”, deve essere attivata un’intima sinergia tra Unità Operativa Geriatrica per Acuti ed UVIG territoriale, in accordo con le evidenze riportate al punto 8.2.6.